Fusioni, i paletti antielusivi dell'Agenzia delle Entrate

di Massimo Bernabei e Salvatore Albanese

L'Agenzia delle Entrate, confermando i paletti antielusivi dell'articolo 37 bis del DPR 600 del 1973 in materia di operazioni straordinarie, fornisce una nuova lettura della disposizione contenuta nel TUIR al comma 7 dell'articolo 172, introducendo la necessità di estendere l'esame del cosiddetto requisito di vitalità anche all'esercizio in cui si realizza la fusione. di Massimo Bernabei e Salvatore Albanese 1. Il contenuto dell'istanza e la soluzione presentata dal contribuente alle Entrate. Una complessa operazione societaria di ristrutturazione è passata al vaglio dell'Amministrazione Finanziaria per effetto dell'istanza di interpello avanzata dalla capogruppo Alfa. Quest'ultima, che opera nel settore industriale dell'energia, dell'ecologia, dell'ambiente e dell'edilizia industriale e civile, nonché in quello della ricerca tecnologica e scientifica, ha trasferito a una società a responsabilità limitata Beta di nuova costituzione l'attività di vendita agli utenti finali dei beni e dei servizi realizzati, ottenendone il controllo per il 98%. L'attività di vendita è stata inoltre affidata ad un'ulteriore struttura, sempre in forma societaria, la Gamma Spa, la quale a sua volta esercita il controllo, detenendone l'intero capitale sociale, sulla Delta Spa, che effettuando l'acquisto e l'importazione di beni e servizi, nonché la ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi, completa l'apparato produttivo-distributivo del gruppo. Nell'ambito di tale quadro la Alfa chiede all'Agenzia delle Entrate un giudizio riguardo ad un'articolata operazione, comportante anche il trasferimento intersoggettivo di perdite fiscali, in termini di applicazione delle norme antielusive attualmente vigenti. La ristrutturazione societaria eventualmente realizzabile prende le mosse dalla constatazione che la presenza nel gruppo di due società entrambe destinate all'attività di vendita Beta Srl e Gamma Spa costituisce un'inutile duplicazione dei costi gestionali, mentre l'aggregazione delle due entità produttive comporterebbe consistenti vantaggi nella riduzione dei costi e nella razionalizzazione delle risorse umane, in virtù del fatto che nella Gamma lavora una équipe di tecnici diretta alla gestione dei contratti di acquisto e di vendita, con la funzione, peraltro prevalente, di approvvigionare la Beta. Nel dettaglio il gruppo prospetta la seguente ipotesi di ristrutturazione societaria Gamma Spa conferisce alla Beta Srl il ramo aziendale di commercializzazione all'ingrosso e al dettaglio, in cambio di una partecipazione al capitale del 2%, perdendo di fatto l'operatività e divenendo una sub holding di partecipazioni industriali Gamma Spa verrebbe incorporata per fusione nella Alfa, che di conseguenza, già controllandone il 98%, acquisirebbe un'ulteriore quota di Beta Srl arrivando a detenere il 99% della stessa Delta Spa, già partecipata in forma totalitaria da Gamma Spa, verrebbe ad essere sotto il controllo della Alfa. Tale il piano societario. Dal punto di vista tributario la questione centrale, affrontata dal contribuente in quanto potenzialmente elusiva ai sensi dell'articolo 37 bis del d.P.R. 600 del 29 settembre 1973, è costituita dal fatto che la Gamma Spa detiene perdite fiscali sia a riporto illimitato sia con scadenza nei successivi periodi amministrativi. A detta dell'istante l'operazione è giustificata però dall'obiettivo di razionalizzare il gruppo riducendo i costi amministrativi e gli oneri finanziari e migliorando l'assetto societario, anche mediante l'incremento del peso partecipativo della holding nella Beta Srl, unica società diretta alla vendita commerciale. Prescindendo dai vantaggi tributari, il riassetto farebbe raggiungere interessanti risultati economici anche ai soci di minoranza, rappresentando comunque l'unica possibile soluzione alle difficoltà imprenditoriali e finanziarie registrate dal gruppo nei passati esercizi di attività. L'istanza si sofferma infine sulla questione, in termini applicativi, della norma contenuta nel TUIR al comma 7 dell'articolo 172, che disciplina il riporto delle perdite, nelle operazioni di fusione, subordinandolo preliminarmente alla verifica del cosiddetto requisito di vitalità. Nella fattispecie, determinato l'ammontare del patrimonio e delle perdite della incorporanda, la Alfa afferma che l'entità di ricavi e proventi dell'attività caratteristica e delle spese per prestazioni di lavoro dipendente e relativi contributi, riportati nel conto economico del periodo antecedente la fusione, risultano superiori al 40% dei rispettivi valori medi degli ultimi due esercizi anteriori, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa tributaria. 2. L'articolo 37 bis del dPR 600 e l'interpretazione fornita dall'Agenzia delle Entrate nella Risoluzione 116/E. Con riferimento alle operazioni societarie straordinarie, in prima istanza si può affermare che le stesse costituiscono momenti fisiologici di espressione dell'autonomia negoziale dei soggetti privati, liberi di scegliere la forma societaria più corrispondente ai propri scopi imprenditoriali. Tuttavia, qualora tali scelte si pongano in contrasto con l'ordinamento giuridico, nel caso specifico quello tributario, in quanto dirette ad eludere specifiche norme al fine di conseguire indebitamente risparmi di imposta, il legislatore ha adottato degli strumenti a tutela degli interessi erariali. In primo luogo il parere dell'Agenzia delle Entrate si sofferma sul contenuto del citato articolo 37 bis del d.P.R. 600 del 1973, che attribuisce al Fisco il potere, in determinati casi, di disconoscere i vantaggi tributari che derivano dal comportamento del contribuente. In particolare, affinché una determinata operazione societaria assuma la veste di elusiva, deve presentare i seguenti presupposti sia diretta ad aggirare obblighi o divieti posti in essere dalle norme tributarie sia diretta ad ottenere riduzioni indebite delle imposte dovute sia priva di valide ragioni economiche. Al contemporaneo verificarsi di tali condizioni l'Amministrazione Finanziaria disconosce i vantaggi tributari conseguiti applicando le imposte determinate sulla base delle norme eluse, emanando apposito avviso di accertamento previa una richiesta di chiarimenti al contribuente. Le Entrate riconoscono la libertà che l'ordinamento concede al contribuente di individuare la soluzione fiscalmente meno onerosa, ribadendo tuttavia la necessità di rispettare i limiti e la ratio degli istituti giuridici a disposizione. Le operazioni di fusione presentano dei profili di potenziale elusione delle norme, ricadendo conseguentemente nei parametri che il citato art. 37 bis pone per contrastare tali fenomeni. Venendo alla fattispecie, la soluzione proposta dal contribuente appare la più complessa dal punto di vista procedurale, nella fase in cui oltre a prevedere legittimamente il conferimento da parte di Gamma Spa in Beta Srl del proprio apparato produttivo, contempla successivamente una fusione per incorporazione della conferente nella holding Alfa, che non risponde ad alcuna esigenza economico - aziendale, essendo la società Gamma completamente depotenziata in seguito al suddetto conferimento. Peraltro, si legge nell'intervento, la soluzione più naturale della fusione tra Gamma e Beta sembra essere stata scartata dal contribuente solo in ragione del fatto che presentando anche la Beta delle perdite i vantaggi dell'operazione, in termini fiscali, sarebbero nulli. L'Agenzia delle Entrate non ravvisa pertanto le necessarie ragioni economiche a validità della scelta, che sembra preordinata al mero conseguimento di obiettivi fiscali attraverso il travaso delle perdite di Gamma Spa nella capogruppo, produttrice di redditi imponibili in quanto società operativa del gruppo. 3. Il parametro di vitalità di cui all'articolo 172 comma 7 del TUIR. Il riporto delle perdite fiscali delle società partecipanti alla fusione in capo alla incorporante è subordinato ad un ulteriore requisito, noto in dottrina come parametro di vitalità economica, di cui al comma 7, art. 172, del testo unico delle imposte sui redditi. La norma è chiaramente finalizzata a contrastare il commercio di società dette bare fiscali , disconoscendone le perdite quando i soggetti partecipanti alla fusione non rispettino uno stringente livello di operatività. A tal fine la legge prevede il confronto tra le risultanze del conto economico relativo al periodo precedente la fusione con i due periodi precedenti, verificandosi il requisito se l'importo dei ricavi o proventi della gestione caratteristica e delle spese per le prestazioni di lavoro dell'ultimo periodo sia almeno pari al 40% della rispettiva media storica. Con riferimento alla disposizione in esame, l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate scavalca il dato letterale della norma, affermando che i requisiti minimi di vitalità debbano sussistere non solo nel periodo d'imposta che precede la fusione, ma anche nella frazione dell'esercizio in cui la stessa viene deliberata. La nuova chiave di lettura fornita dall'Agenzia intende evitare che lo svuotamento dell'attività produttiva di una società con perdite fiscali, nel tempo tra l'inizio dell'esercizio in cui avviene la fusione e la deliberazione stessa, neutralizzi l'efficacia antielusiva della norma mantenendo il rispetto del requisito ex art. 172 TUIR sul piano meramente formale. Nel caso in esame, Gamma Spa realizza i requisiti richiesti dal TUIR, con riferimento all'esercizio che precede la fusione, ma come si evince dal bilancio i ricavi risultano interamente riconducibili al ramo d'azienda che sarà oggetto di conferimento anteriormente alla prevista fusione per incorporazione. Ne deriva che, nel momento in cui la fusione sarà effettivamente deliberata, il conto economico risulterà privo di quegli elementi reddituali che hanno consentito il rispetto del requisito di cui al comma 7 dell'art. 172 TUIR. Di conseguenza, secondo il parere espresso nella risoluzione 116/E, sul piano sostanziale la Gamma Spa non presenterebbe la soglia minima di vitalità richiesta dal legislatore tributario, ponendosi in essere la prospettata incorporazione nella Alfa al solo fine di far conseguire in capo a quest'ultima indebiti risparmi fiscali derivanti da un'operazione priva di quel valido fondamento economico richiesto dall'ordinamento giuridico a legittimità della stessa. Riferimenti bibliografici e normativi Pubblicazioni Sandro Maria Galardo e Chiara Putzolu, Fusione tra vecchie e nuove norme, FISCOoggi del 17 e 18 agosto 2006 Luca Gaiani, Fusioni, test di vitalità ampio, Il Sole 24 Ore del 26 ottobre 2006 Michele Andriola, Nelle fusioni occhio all'indice di vitalità, FISCOoggi del 27 ottobre 2006 Testi Marco Confalonieri, Trasformazione, fusione, conferimento scissione e liquidazione delle società, Il sole 24 Ore edizioni, 2002 Norme di legge Codice Civile, Regio Decreto del 16 marzo 1942, n. 262 Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 Decreto Legislativo n. 358 del 8 ottobre 1997 Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 Decreto Legislativo n. 344 del 12 dicembre 2003 Decreto legge 223 del 4 luglio 2006 convertito, con modificazioni, nella legge 248 del 4 agosto 2006 Documenti dell'Agenzia delle Entrate Agenzia delle Entrate, Risoluzione 116/E del 24 ottobre 2006

Agenzia delle entrate Risoluzione 24 ottobre 2006, n. 116E Oggetto Istanza di interpelloArticolo 21, comma 9, legge 413/91 - L'istante ha presentato in data xxx, per il tramite della Direzione Regionale competente, istanza di interpello ai sensi dell'articolo 21, comma 9, della legge 413/91, relativa alla seguente FATTISPECIE RAPPRESENTATA La Alfa a r.l ha per oggetto l'esercizio di attività di costruzione e di servizi. Essa può assumere ed eseguire, tanto congiuntamente con altre imprese quanto disgiuntamente, studi, ricerche, progettazioni, lavori, opere, forniture e servizi di qualsiasi genere e natura nei settori industriali dell'energia in senso lato, della distribuzione dell'acqua potabile, della depurazione di sostanze liquide, gassose e solide, dell'ecologia, dell'ambiente, dell'edilizia civile, industriale ed infrastrutturale, della sistemazione di terreni e loro bonifica, dell'estrazione mineraria, nonché della ricerca tecnologica e scientifica. Nell'esercizio xxx, la società istante, in adempimento della disciplina contenuta nell'articolo xxx che impone la c.d. separazione societaria tra l'attività di distribuzione di xxx e quella di vendita, ha costituito la Beta Srl, avente come oggetto sociale la vendita di xxx agli utenti finali. Quest'ultima società è ad oggi controllata per il 98% da Alfa a r.l, per l'1% da Eta e per il restante 1% dalla Zeta. In attuazione delle proprie strategie di sviluppo, la società istante ha costituito la Delta Spa e ha acquistato, la totalità delle azioni della Kappa S.p.a, poi trasformata in Gamma S.p.a La Delta S.p.a ha per oggetto sociale l'attività di acquisto, importazione, esportazione e vendita di xxx, nonché di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi. Le quote di partecipazione nel relativo capitale sono attualmente possedute per intero dalla Gamma Spa la quale, le ha acquistate dalla Alfa Arl. Come risulta dalle allegate dichiarazioni dei redditi, relative ai periodi d'imposta xxx, la Gamma Spa ha perdite fiscali pregresse illimitatamente riportabili per euro xxx perdite fiscali utilizzabili fino al xxx pari ad euro xxx A causa di molteplici difficoltà incontrate , la società istante ha optato, nel corso dell'esercizio xxx, per la dismissione del ramo xxx, offrendo sul mercato tutti i xxx iscritti nel bilancio di Gamma S.p.a Tale operazione si è concretizzata nella cessione, nel mese di xxx, dell'intero ramo di azienda di xxx. A seguito dell'operato ridimensionamento, l'assemblea straordinaria della Gamma S.p.a ha deliberato, la riduzione del capitale sociale da euro xxx ad euro xxx, previa copertura delle perdite portate a nuovo. La presenza, nel Gruppo, di due società entrambe destinate all'attività di vendita di xxx si traduce, di fatto, in una inutile duplicazione dei costi gestionali. Dal punto di vista organizzativo, pertanto, un'aggregazione delle due strutture organizzative comporterebbe vantaggi sia in termini di costi diretti, sia in termini di razionalizzazione nell'utilizzo delle risorse umane, considerato che nella Gamma Spa opera un gruppo di tecnici che gestisce i contratti di acquisto e di vendita di xxx e che ad oggi detta società ha l'unica funzione di approvvigionare la Beta Srl come risulta dall'allegata Relazione sulla gestione del bilancio al xxx . Inoltre, sul piano dei rapporti societari, si fanno sempre più evidenti le preoccupazioni dei soci di minoranza della Beta Srl costretti, fino ad oggi, a partecipare ad un'attività d'impresa in perdita. Detti soci intravedono, nella ristrutturazione dell'intero Gruppo, una reale opportunità per ottenere un miglioramento della redditività delle singole società. Al riguardo, l'istante ha prospettato la seguente SOLUZIONE INTERPRETATIVA Al fine di ottenere gli obiettivi sopra prospettati, il Gruppo intenderebbe realizzare la seguente ristrutturazione societaria 1 Gamma Spa conferirebbe alla Beta Srl il proprio ramo aziendale volto alla commercializzazione all'ingrosso ed alla vendita di xxx, al valore che emergerà da apposita perizia giurata redatta da un esperto ai sensi dell'articolo 2465 del Cc, ottenendo in cambio una quota di partecipazione nel capitale della Beta S.r.l pari al 2% 2 Gamma S.p.a chiederebbe alla Tau la cancellazione dall'elenco delle società di vendita, conservando soltanto il ruolo di sub-holding di partecipazioni industriali 3 Gamma S.p.a, infine, verrebbe fusa in Alfa Arl La struttura del Gruppo al termine della riorganizzazione risulterebbe pertanto costituita da - Alfa Arl con funzione di holding - Beta Srl partecipata al 99% da Alfa Arl - Delta Spa partecipata al 100% da Alfa Arl Sul piano tributario l'operazione avrebbe l'effetto di trasferire alla capogruppo Alfa Arl le perdite fiscali pregresse accumulate da Gamma S.p.a, per complessivi euro xxx di cui euro xxx illimitatamente riportabili ed euro xxx riportabili fino al xxx . In proposito, viene specificato che il Gruppo ha esercitato l'opzione per la tassazione di gruppo con scadenza il xxx. Con riferimento all'articolo 172, comma 7, del Tuir che disciplina il riporto delle perdite in caso di fusione, l'interpellante fa presente che il patrimonio netto dell'incorporanda risultante dall'ultimo bilancio stimando per l'esercizio xxx un risultato economico pari ad euro xxx ammonterebbe ad euro xxx e le perdite riportabili sarebbero pari a euro xxx. Inoltre, con riferimento ai c.d. parametri di vitalità, l'ammontare dei ricavi e proventi dell'attività caratteristica e quello delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e dei relativi contributi, risultante dal conto economico dell'esercizio precedente a quello in cui la fusione verrà deliberata, è superiore al 40% di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori. Ciò premesso, si ritiene il progetto illustrato, ancorché contempli operazioni individuate dall'articolo 37bis del Dpr 600/73, non possa in alcun modo assumere carattere di elusività fiscale, in quanto suffragato da valide ed esistenti ragioni economiche. Infatti, la prospettata operazione consentirebbe di razionalizzare la struttura organizzativa del Gruppo, di ridurre i notevoli costi amministrativi e finanziari, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni, di incrementare il peso partecipativo della holding nell'unica società Beta S.r.l che rimarrebbe deputata alla vendita di xxx e, infine, di raggiungere interessanti risultati economici, a vantaggio anche dei soci di minoranza. Al disegno descritto è, dunque, sottesa una giustificazione economica e di riorganizzazione societaria che prescinde dal vantaggio di natura tributaria ottenibile dalla società incorporante per effetto del trasferimento delle perdite fiscali della società incorporata. D'altro canto, ogni altra alternativa, a parere dell'interpellante, non garantirebbe il superamento delle difficoltà imprenditoriali e finanziarie registrate negli anni passati. PARERE DELL'AGENZIA DELL'ENTRATE In base al disposto dell'articolo 37bis del Dpr 600/73, alcuni atti, fatti e negozi, anche collegati tra loro, sono a certe condizioni inopponibili all'amministrazione finanziaria, la quale ha il potere di disconoscere i vantaggi che ne derivano. Affinché un'operazione possa configurarsi come elusiva è necessario che 1. rientri in una o più delle fattispecie indicate al terzo comma dello stesso articolo 37bis 2. sia diretta ad aggirare gli obblighi o divieti previsti dall'ordinamento 3. sia tesa a perseguire un risparmio d'imposta disapprovato dal sistema 4. sia priva di valide ragioni economiche. In riferimento all'istanza in esame si esprime il seguente parere. La libertà che l'ordinamento tributario concede al contribuente per individuare ed adottare la soluzione fiscalmente meno onerosa fra quelle praticabili incontra dei limiti quando lo stesso contribuente abusa degli istituti giuridici a sua disposizione, aggirandone la ratio. A tal fine, l'articolo 37bis del Dpr 600/73, individua una serie di operazioni che possono presentare profili elusivi ed i parametri per contrastare tali comportamenti in tal senso, le operazioni di conferimento d'azienda e di fusione sono contemplate da detta norma fra quelle potenzialmente elusive. Nel caso in esame, la società interpellante sottolinea come l'operazione prospettata consentirebbe la razionalizzazione delle struttura del Gruppo, eliminando duplicazioni dal punto di vista operativo ed organizzativo. Più specificamente, la Gamma S.p.a e Beta Srl, entrambe controllate da Alfa Arl, sono due società che svolgono la medesima attività di vendita di xxx. Gamma S.p.a in origine aveva per oggetto sociale anche l'attività di ricerca xxx ma in seguito alla cessione, di detto ramo d'azienda alla Teta Srl è rimasta operativa esclusivamente nel settore della vendita di xxx. Come, infatti, illustrato nella relazione sulla gestione del bilancio di esercizio al xxx la società ha subito, nel corso del xxx, un notevole ridimensionamento a causa della cessione del suddetto ramo produttivo e della riduzione dell'attività di trading, e la sua unica funzione è rimasta quella di approvvigionare la società di vendita Beta Srl Ciò premesso risulta, quindi, evidente che l'aggregazione delle due società di vendita di xxx, Gamma Spa e Beta S.r.l, comporterebbe indubbi vantaggi, sia in termini di costi diretti, sia in termini di razionalizzazione nell'utilizzo delle risorse umane. Tuttavia la soluzione prospettata dalla società istante, al fine di perseguire il suddetto obiettivo, appare censurabile da un punto di vista fiscale. Occorre osservare, preliminarmente, che, nonostante le società facenti parte del Gruppo abbiano optato per il consolidato nazionale, ai sensi dell'articolo 117 del Tuir, relativamente al triennio xxx, Gamma Spa e Beta Srl dispongono di rilevanti perdite fiscali pregresse non trasferibili alla consolidante Alfa Arl, ai sensi dell'articolo 118, comma 2, del Tuir. Più precisamente, come si rileva dal modello Unico 2005, relativo al periodo d'imposta xxx, la Beta Srl dispone di perdite fiscali illimitatamente riportabili pari ad euro xxx mentre la Gamma S.p.a dispone di perdite fiscali illimitatamente riportabili pari ad euro xxx e di perdite fiscali riportabili a nuovo fino al xxx pari ad euro xxx. Nel caso de quo, un'eventuale operazione di fusione fra due società in perdita, che naturaliter rappresenta la soluzione più logica e più diretta per raggiungere l'obiettivo perseguito, non genererebbe alcun vantaggio dal punto di vista fiscale. Viceversa, la soluzione prospettata, che tra l'altro è più complessa dal punto di vista procedurale poiché comporta la realizzazione di due operazioni straordinarie conferimento d'azienda e successiva fusione per incorporazione della società conferente nella holding , consente di trasferire le cospicue perdite fiscali di Gamma S.p.a alla Alfa Arl che le potrà utilizzare per abbattere il proprio reddito imponibile. Da ciò discende che, mentre il conferimento da parte di Gamma S.p.a in Beta Srl del proprio ramo aziendale volto alla vendita di xxx, così come un'eventuale fusione tra le due società, trova le sue ragioni economiche nell'esigenza di evitare duplicazioni societarie all'interno del Gruppo, la successiva fusione per incorporazione della società conferente, ormai divenuta una sub-holding di partecipazioni industriali, in Alfa a.r.l non risponde ad alcuna esigenza economico-aziendale ma sembra piuttosto preordinata al conseguimento di un obiettivo meramente fiscale. Non si ravvisano, infatti, valide ragioni economiche nella fusione per incorporazione di una società Gamma S.p.a completamente depotenziata che è stata mantenuta in vita al solo fine di consentire il travaso delle perdite fiscali pregresse nella capogruppo. Per completezza di trattazione, l'analisi della scrivente si estende anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di vitalità economica, richiesti dall'articolo 172, comma 7, del Tuir, come condizione per consentire il riporto delle perdite fiscali delle società partecipanti alla fusione in capo alla società incorporante o risultante dalla fusione. A tal fine la suddetta norma prevede che le società, compresa l'incorporante, provviste di perdite da riportare, abbiano conseguito, nell'esercizio precedente a quello di delibera della fusione, un ammontare di ricavi o proventi dell'attività caratteristica e di spese per prestazioni di lavoro subordinato di ammontare superiore al 40% di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori. La disposizione in esame, la cui ratio è quella di contrastare le operazioni di commercio delle c.d. bare fiscali , deve essere interpretata nel senso che i requisiti minimi di vitalità economica debbano sussistere non solo nel periodo precedente alla fusione, così come si ricava dal dato letterale, bensì debbano continuare a permanere fino al momento in cui la fusione viene deliberata. La stessa disposizione, infatti, verrebbe privata della sua portata antielusiva qualora fosse consentito il riporto delle perdite fiscali ad una società che è stata completamente depotenziata nell'arco di tempo intercorrente fra la chiusura dell'esercizio precedente alla fusione e la deliberazione dell'operazione medesima. Nel caso in esame, Gamma S.p.a realizza, relativamente all'esercizio xxx, i requisiti di vitalità economica richiesti tuttavia, come si evince dal conto economico relativo a tale esercizio, l'ammontare dei ricavi e proventi dell'attività caratteristica e quello delle spese per prestazioni di lavoro subordinato sono riconducibili quasi esclusivamente all'attività di vendita di xxx. Tale ramo d'azienda, secondo quanto prospettato nell'istanza, verrà conferito da Gamma S.p.a nella Beta S.r.l, anteriormente alla fusione per incorporazione, con la conseguenza che al momento in cui verrà deliberata quest'ultima operazione la società conferente incorporanda risulterà completamente svuotata dell'attività economica rispetto alla quale si erano verificati, nell'esercizio xxx, i requisiti di vitalità di cui all'articolo 172, comma 7, del Tuir. Si ritiene, quindi, che Gamma S.p.a, poiché non presenta, nel momento in cui si procede alla fusione per incorporazione, la soglia minima di vitalità economica richiesta dal legislatore, possa essere considerata una bara fiscale . Sulla base delle suddette considerazioni l'operazione in oggetto, realizzata secondo le modalità illustrate, appare, pertanto, posta in essere al solo fine di conseguire un indebito risparmio fiscale in quanto priva di valide ragioni economiche e diretta, attraverso la fusione per incorporazione di una bara fiscale , ad aggirare la norma di cui all'articolo 172, comma 7, del Tuir.