Badge obbligatorio nelle aziende con più di dieci dipendenti: ecco come

di Manuela Rinaldi

di Manuela Rinaldi Tutte le imprese con più di dieci dipendenti, che operino nel settore edilizio, dovranno adottare per i propri prestatori di lavoro il cosiddetto badge, vale a dire il tesserino di riconoscimento, con la foto e le generalità, ed il nome del datore di lavoro presso cui sono occupati, che gli stessi avranno l'obbligo di esporre, al fine di contrastare il più possibile il lavoro nero e di migliorare la sicurezza nei cantieri edili. È quanto ha avuto modo di precisare la legge 248/06, approvata definitivamente il 3 agosto, e pubblicata sul supplemento ordinario n. 183/L alla Gazzetta Ufficiale n. 186 dell'11 agosto, legge che ha convertito con innovazioni il decreto legge 223/06. TESSERINO DI RICONOSCIMENTO A partire dalla data del primo ottobre 2006, per effetto del comma 3 dell'articolo 36bis della legge 248/06, tutti i lavoratori impiegati nei cantieri edili, avranno l'obbligo di esibire un proprio tesserino di riconoscimento , fornito dal datore di lavoro, completo di tutte le generalità. Una eccezione a tale obbligo è previsto per i datori di lavoro che alle dipendenze abbiano meno di dieci prestatori di lavoro infatti per questa tipologia di imprese è possibile annotare, su un apposito registro vidimato appositamente e preventivamente dalla direzione provinciale del lavoro territorialmente competente, il proprio personale giornalmente impiegato nei lavori, tenendo conto di ogni singolo lavoratore a prescindere dalla tipologia di rapporto di lavoro instaurato ad esempio i contratti formativi, quali l'inserimento o l'apprendistato . La vidimazione è composta da due fasi, e cioè, la bollatura, che deve essere effettuata con un timbro apposito su ogni pagina del registro stesso, e la dichiarazione, che invece, viene effettuata solo sull'ultima pagina del registro, a cura del funzionario della direzione provinciale del lavoro. Il registro di cantiere, in tal modo, vidimato, dovrà espressamente riportare sia il nome della azienda che il cantiere a cui ci si riferisce, nonché gli estremi normativi di riferimento, vale a dire l'articolo 36bis legge 248/06 la registrazione dei lavoratori dovrà avvenire in modo progressivo e cronologico, in modo da lasciare appositi spazi tra un nominativo e l'altro ed il registro dovrà essere composto da fogli fissi, non removibili, e non dovrà, altresì, contenere alcuna cancellazione né abrasione, per una migliore consultabilità da parte degli ispettori. Il registro di cantiere, inoltre, dovrà essere tenuto presso il cantiere stesso, a disposizione degli ispettori del lavoro, nel caso in cui vi sia la necessità di un controllo o visita ispettiva. Auspicabile, anche se non obbligatorio, per queste imprese con meno di dieci dipendenti, pare essere comunque l'uso del tesserino di riconoscimento, quanto meno dal punto di vista della gestione della impresa stessa, avendo come scopo quello di essere già pronti nel caso in cui si dovesse superare la soglia minima dei dipendenti occupati. Il nuovo adempimento del cosiddetto badge, introdotto quale obbligo dalla legge 248/06, vale anche per i lavoratori autonomi, i quali dovranno provvedere personalmente a tale adozione ed in modo autonomo. Altra novità interessante inserita nel cosiddetto pacchetto Bersani è quella relativa alle sanzioni nel caso di mancato adempimento degli obblighi imposti, disciplina che colpisce sia il datore di lavoro che il prestatore stesso infatti, per quanto riguarda la categoria dei datori di lavoro, i quali omettano la consegna del tesserino di riconoscimento per i propri dipendenti, oppure della tenuta, aggiornata, del registro di cantiere nel caso in cui occupino meno di dieci lavoratori, gli stessi saranno puniti con una sanzione amministrativa che potrà variare da cento a cinquecento euro per ogni lavoratore impiegato nel caso in cui, invece, siano i prestatori di lavoro a rendersi inadempienti all'obbligo del tesserino, benché il datore di lavoro abbia loro fornito il badge, per essi è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa con un importo variabile da cinquanta a trecento euro. Importante sottolineare in tale ambito è che per questa tipologia di sanzioni, applicabile sia ai datori che ai prestatori di lavoro, per effetto del comma 5 dell'articolo 36bis legge 248/06, non sarà possibile attuare la procedura della diffida, così come prevista dall'articolo 13 del D.Lgs 124/04, di riforma delle ispezioni.