Legittimi i limiti ai ""bookmaker"" comunitari che snobbano l'Aams

Il Tribunale civile di Roma accoglie il ricorso dei Monopoli e annulla l'ordinanza cautelare di due mesi fa che restituiva visibilità al sito di Astrabet oscurato d'ufficio. Secondo i giudici non vi sono contrasti con il diritto comunitario

Oscurare il sito di un'azienda stabilita in un altro Paese dell'Unione europea - e che ivi esercita legittimamente l'attività di raccolta di scommesse - non è in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi gli Stati membri, infatti, possono porvi ragionevoli limiti nel caso italiano un regime autorizzativo le cui maggiori competenze afferiscono all'Azienda autonoma dei monopoli di Stato, l'Aams, in qualità di promotore e controllore della regolarità dei giochi qualora intravvedano in tali attività il pericolo anche potenziale di fattispecie illegali. Prevedere che, per effetto dell'originaria riserva allo Stato dell'organizzazione e dell'esercizio delle scommesse, dei giochi e dei concorsi pronostici, tali attività possano essere svolte solo da soggetti concessionari o da soggetti da questi designati, titolari altresì di autorizzazione o licenza di polizia - scrivono i giudici della seconda sezione civile del Tribunale di Roma, nell'ordinanza qui leggibile come documento correlato - è del tutto coerente con l'obiettivo di garantire l'ordine pubblico e non appare affatto irragionevole un sistema di controlli, preventivi e successivi, sull'operato del concessionario . Scende così, almeno momentaneamente, il sipario sulla vicenda di Astrabet, operatore maltese di scommesse via Internet, che avendo ritenuto illegittimo l'oscuramento del suo sito reso invisibile dietro segnalazione in apposito elenco formulato dall'Aams, in conformità ad una previsione della Finanziaria ed avendo anche evidenziato in tale azione un grave pregiudizio per la propria attività con la clientela operante dall'Italia, si era rivolta al giudice ordinario civile ottenendo, in accoglimento al proprio ricorso, un'ordinanza vedere nella sezione Arretrati nell'edizione del 17 maggio 2006 che riabilitava la visibilità del sito Web. A parere di Astrabet, quanto accaduto era incompatibile con il diritto comunitario e, inoltre, l'Aams non aveva potere sulla fattispecie in quanto la norma che legittimava il suo intervento doveva essere disapplicata in quanto contrastante con le norme comunitarie. Il Trbunale romano è apparso ora, invece, di tutt'altro avviso. Ed ha ampiamente motivato su quali considerazioni il disposto dell'articolo 1, comma 535 della Legge n. 266/05 rivolto a colpire le offerte illegali di giochi e scommesse proposte per via telematica non possa ritenersi illegittimo nei confronti del dettato comunitario. La norma nazionale, annotano i giudici è da ritenersi invece eurocompatibile in considerazione del fatto che essa - oltre a perseguire un'innegabile espansione dell'offerta di gioco per finalità che non rilevano in questa sede - persegue anche lo scopo di tutelare l'ordine pubblico prevenendo possibili infiltrazioni criminali, per le quali il gioco illegale rappresenta storicamente un'area di elezione delle loro attività illecite e, non ultimo, quello di tutelare l'utente-consumatore di tale servizio . La difesa di Astrabet, in questa occasione, non ha spuntato molto tranne la conferma della corretta determinazione della giurisdizione, circostanza che Aams eccepiva, così come contestava - circostanza anch'essa respinta - che il giudice di prime cure non avesse rispettato corrispondenza tra chiesto e pronunciato, ipotesi tanto grave quanto infondata ed il Collegio, infatti, ha accolto gli altri reclami dell'Amministrazione revocando la prima ordinanza. Ricordando anche le pronunce della Cassazione n. 23273 del 18 maggio 2004 e del Consiglio di Stato n. 5203/05 e n. 5898/05 il Tribunale ha chiarito i confini della legittimità dei limiti imposti all'operatore straniero. E anche citando le sentenze della Corte di Giustizia europea in circostanze affini compresa l'arcinota Gambelli del 2003 , i giudici italiani hanno sostenuto senza tentennamenti la piena regolarità dell'ordinamento nazionale in materia, ricordando i poteri specifici di competenza dell'Azienda autonoma dei monopoli di Stato chiamata a tutelare motivi di interesse generale quali la tutela del consumatore, la prevenzione di frodi e illeciti, il controllo dell'incitazione dei cittadini ad una spesa eccessiva collegata al gioco. E d'altra parte, annotano ancora i giudici, il sistema concessorio in particolare, permette di canalizzare domanda ed offerta di gioco in circuiti controllabili onde prevenire la possibile degenerazione criminale invero, al momento del rilascio della concessione vengono presi in considerazione non solo i requisiti di solidità finanziaria degli aspiranti concessionari, ma anche aspetti di ordine pubblico all'atto del rilascio dell'autorizzazione o licenza di polizia, poi, e successivamente durante la gestione dell'attività concessa, lo Stato vigila sui concessionari, escludendo dal circuito i soggetti che hanno determinati precedenti penali, nonché sui locali destinati all'esercizio delle scommesse e dei concorsi pronostici, onde verificare il rispetto degli adempimenti prescritti dalla legge dai regolamenti o dalle autorità . Unica annotazione a margine - in attesa delle controdeduzioni di Astrabet che non è sola ma in virtuale compagnia di altre centinaia di operatori che non hanno chiesto autorizzazioni e si sono quindi visti oscurare in virtù del provvedimento a firma del Direttore generale dell'Aams, in questi giorni sfiorato dalle cronache per tutt'altre vicende - è proprio la coincidenza meramente temporale tra questa momentanea soluzione del primo di questi casi arrivato a sentenza e le sgradevoli ipotesi di circostanze poco chiare in talune omologazioni e autorizzazioni in cui Aams avrebbe avuto un ruolo. Solo ipotesi, naturalmente, ma che tuttavia confortano l'assoluta e costante necessità di controlli stringenti, regole chiare, massima trasparenza per controllori e controllati. m.c.m. ?? ?? ?? ?? I -

Tribunale di Roma - Sezione seconda civile - ordinanza 29 maggio-8 giugno 2006 Presidente Misiti - Relatore Oddi Ricorrente Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato - Controricorrente Astrabet 1. La giurisdizione del giudice si determina in base alla domanda e, ai fini del suo riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti bensì il petitum sostanziale, il quale va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta statuizione richiesta al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della causa petendi, ossa della intrinseca natura della posizione soggettiva dedotta in giudizio e individuata dal giudice stesso con riguardo ai fatti indicati a sostegno della pretesa avanzata in giudizio. In applicazione di tale principio, il Tribunale ha ritenuto rientrare nella giurisdizione del Giudice ordinario la controversia con la quale la Astrabet prospettava la lesione di diritti fondamentali e di libertà riconosciute dall'ordinamento comunitario, gli uni e le altre violate, sempre secondo le allegazioni contenute nel ricorso, da una mera condotta materiale posta in essere in attuazione di un potere amministrativo che si asseriva inesistente, perché attribuito da una fonte normativa primaria da disapplicare in quanto contrastante con norme comunitarie 2. L'articolo 1, comma 535, legge 266/05, mirando a colpire i casi di offerte illegali di giochi e scommesse proposte tramite internet o altre forme di telecomunicazione, non considera affatto necessaria l'esistenza di un'organizzazione in territorio italiano. La finalità del legislatore è chiara, nel senso di voler contrastare la mera offerta, indipendentemente dall'allestimento di un'organizzazione sul territorio italiano, di siffatte proposte. In tal modo, ed in ciò consiste il quid novi della disposizione introdotta con l'articolo 1, comma 535, legge 266/05, con l'efficace misura dell'oscuramento del sito internet viene impedito che un operatore - il quale agisce dall'estero senza avvalersi di alcuna organizzazione, né di intermediari in Italia - proponga nel territorio italiano offerte non consentite. 3. Il giudizio di compatibilità della normativa italiana in materia di giochi e scommesse con il diritto comunitario è senz'altro positivo, in considerazione del fatto che essa - oltre a perseguire un'innegabile espansione dell'offerta di gioco per finalità che non rilevano in questa sede - persegue anche lo scopo di tutelare l'ordine pubblico prevenendo possibili infiltrazioni criminali, per le quali il gioco illegale rappresenta storicamente un'area di elezione delle loro attività illecite e, non ultimo, quello di tutelare l'utente-consumatore di tale servizio **** 1. Astrabet Ltd., società con sede a Malta e autorizzata da quello Stato ad esercitare l'attività di raccolta delle sconmiesse on line, lamentando che il sito web www.astrabet.com, del quale è titolare, dal 24.206 è stato reso non più raggiungibile dagli utenti della rete internet in base al decreto 7.2.06 del Direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato AAMS emesso in applicazione delle disposizioni dettate dall'articolo 1, commi 535 e 536, legge 266/05, con ricorso depositato il 23.3.06 ha chiesto, ai sensi dell'articolo 700 c.p.c., ordinarsi a tutti i fornitori di servizi di rete, destinatari del decreto direttoriale, l'immediato pristino dell'allacciamento alla rete internet del suo sito e l'adozione di misure tecniche volte a neutralizzare l'inibizione disposta in ossequio al decreto , nonché ordinarsi all'AAMS la cancellazione, dall'elenco allegato al decreto , del riferimento al suo sito. A sostegno delle sue richieste la ricorrente premesso che il Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli Stato, fermi i poteri dell'autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i casi di offerta, attraverso le predetti reti, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autodetrminazione, licenza o altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle nonne dei legge o di regolamento o dei limiti o delle prescrizioni definiti dall'Amministrazione stessa' articolo 1, comma 535, 1. cit. e premesso altresì che i destinatari delle comunicazioni hanno l'obbligo di inibire l'utilizzazione delle reti, delle quali sono gestori o in relazione alle quali forniscono servizi, per lo svolgimento dei giochi, delle scommesse o dei concorsi a pronostici di cui al comma 535, adottando a tal fine misure tecniche idonee in conformità a quanto stabilito con u o o più provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli Stato articolo 1, comma 536, 1. cit. - ha affermato che il suo sito web è stato, di fatto, oscurato mediante un'operazione tecnica consistente nella dissociazione tra il nome a dominio e l'indirizzo IP di sua pertinenza, così che all'utente che volesse connettersi viene mostrato un comunicato, il quale informa che il sito richiesto, in applicazione della normativa innanzi indicata, non èpiù raggiungibile poiché sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italid'. Secondo la ricorrente AAMS avrebbe agito in totale carenza di potere, poiché le norme della legge 266/05 si pongono in netto contrasto con il diritto comunitario specificamente con le disposizioni inerenti la libertà di stabilimento, la libertà di prestazione di servizi, la riservatezza delle comunicazioni, anche elettroniche, aventi diretta efficacia nell'ordinamento italiano , nonché con il diritto al nome qual è il cd. nome a dominio astrabet.com , vale a dire con situazioni giuridiche aventi la consistenza di diritto soggettivo intangibile, capace di resistere ad ogni degradazione eventualmente determinata dall'esercizio del potere amministrativo. In particolare, ha sostenuto Astrabet, per costante giurisprudenza della Corte di giustizia le libertà sancite dal Trattato istitutivo dell'Unione europea essenzialmente libertà di stabilimento e di prestazione di servizi possono subire restrizioni dalle discipline nazionali soltanto se ed in quanto giustificate da motivi imperativi di interesse generale, individuate in effettive esigenze di tutela dei consumatori e di protezione dell'ordine sociale, giammai del gettito erariale di uno Stato membro, ed essere comunque idonee, proporzionate ed adeguate con lo scopo perseguito ciò che non può dirsi per la legislazione italiana, che per un verso ha costantemente incentivato negli ultimi anni il gioco e la scommessa e per altro verso ha istituito, attraverso l'istituto della concessione quale indispensabile strumento per operare come allibratore, un sistema chiuso di monopolio e/o oligopolio, basato non già sull'affidabilità soggettiva dell'aspirante concessionario, bensì sulla sua solidità finanziaria. E tale sistema - sempre secondo Astrabet - si rivela ancora più iniquo quando lo scommettitore, come nel suo caso, attraverso la rete internet si pone in diretto contatto con l'allibratore operante all'estero, senza bisogno di alcun intermediario sul suolo italiano, e le modalità di svolgimento del gioco sono tali da realizzare all'estero l'intera vicenda dalla costituzione della provvista per la posta , alla conclusione del contratto, al pagamento dell'eventuale vincita , così da escludere in radice ragioni di ordine pubblico. L'operato di AAMS, inoltre, contrasta con le direttive 2002/02/CE e 2002/58/CE sulla libertà delle telecomunicazioni, perché l'oscuramento del sito web impedisce persino di ricevere la corrispondenza telematica, ed assume comunque un'abnorme efficacia extraterritoriale, neutralizzando le capacità operative del server programma e/o calcolatore che lo elabora, il quale offre servizi telematici della ricorrente, ubicato in Malta. Infine, quanto al periculum in mora, Astrabet ha sostenuto che sono stati violati diritti fondamentali, quali il diritto al nome di impresa , all'onorabilità per effetto del comunicato che appare allorquando si tenta la connessione al suo sito web , nonché alla riservatezza e alla libertà delle telecomunicazioni. Ha altresì lamentato considerevolissimi danni economici per la perdita di utenza e per la lesione della sua immagine commerciale. 2. AAMS ha in primo luogo eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sotto plurimi profili i oggetto del ricorso è un provvedimento amministrativo il decreto direttoriale del 7.2.06 qualificabile come atto plurimo scindibile, che non può essere meramente disapplicato, in quanto elemento costitutivo della fattispecie illecita dedotta ii il preteso contrasto fra il provvedimento annninistrativo e il diritto comunitario determina l'annullabilità e non la nullità del provvedimento iii anche se il provvedimento fosse nullo, la giurisdizione spetterebbe al giudice amministrativo alla stregua delle previsioni dell'articolo 14septies legge 241/90, introdotto dalla legge 15/05 iv in ogni caso, non sussistono diritti soggettivi intangibili dal potere amministrativo, per cui la situazione dedotta in giudizio da Astrabet avrebbe la consistenza dell'interesse legittimo. Nel merito, la resistente ha rilevato che la giurisprudenza comunitaria in materia ha comunque rimesso all'apprezzamento del giudice nazionale la sussistenza, o meno, di ragioni di ordine pubblico o di sicurezza pubblica, che giustificano restrizioni alle libertà sancite dalla normativa comunitaria. In tale ottica, dapprima la Cassazione e poi il Consiglio di Stato hanno in più occasioni ritenuto la normativa italiana compatibile con quella comunitaria, perché volta ad accertare - oltre la stabilità finanziaria del concessionario - anche la sua affidabilità sotto il profilo dell'assenza di precedenti penali e/o di possibili contatti con organizzazioni criminali. Da ultimo, AAMS ha negato la sussistenza del perienlum, perché viene in considerazione un pregiudizio economico risarcibile per equivalente. Anche SO.GE.I.-Società Generale d'Informatica s.p.a. SOGEI , destinataria del ricorso Astrabet, ha chiesto il rigetto della domanda cautelare svolgendo considerazioni analoghe a quelle di AAMS. Nel procedimento sono inoltre intervenuti alcuni concessionari muniti di autorizzazione o licenza amministrativa all'esercizio delle scommesse Trionfale s.r.l., S.N.A.I.- Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche, Sisal s.p.a., Match Point s.p.a. e Lottomatica s.p.a. , i quali, per quanto ancora interessa in questa sede di reclamo, lamentando che l'operato di Astrabet si risolverebbe in concorrenza sleale a loro danni, hanno svolto considerazioni a sostegno della posizione di AAMS, deducendo il difetto di giurisdizione ordinaria e dei requisiti della tutela cautelare. 3. Il ricorso è stato accolto con ordinanza del 10.4.06, con la quale sono stati ordinati ad AAMS l'immediato ripristino dell'allaciamento alla rete internet del sito www.astrabet.com e la rimozione di tutte le misure disposte ed adottate al fine di inibire l'accesso al sito della ricorennte . Ha infatti osservato il giudice di prime cure che - sussistente la giurisdizione ordinaria perché viene in considerazione una mera condotta della Pa e il risarcimento del danno ha la consistenza del diritto soggettivo perfetto tutelabile dinanzi il giudice ordinario senza ricorrere al previo annullamento dell'atto amministrativo come affermato da Cass. s.u. 500/99 - erroneamente il decreto direttoriale AAMS 7.2.06 ha ritenuto che l'attività di Astrabet sia riconducibile alla previsione dell'articolo 1, comma 535, legge 266/05, in quanto soggetto privo di stabile organizzazione in Italia diretta a favorire la raccolta o l'accettazione delle scommesse ed in quanto il contratto di gioco si concluderebbe in territorio maltese. Sotto il profilo del periculum, è stata sottolineata l'irreparabilità del pregiudizio scaturente dalla repentina interruzione dell'attività commerciale esercitata dalla ricorrente. 4. Avverso tale ordinanza propone reclamo AAMS, sostenendo a la violazione del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, avendo il primo giudice fondato la sua decisione su una impostazione del tutto diversa da quella del ricorso b il difetto di giurisdizione, perché del tutto ignorata l'evoluzione normativa e giurisprudenziale, anche della Corte costituzionale, sul riparto di giurisdizione dopo la sentenza di Cass. s.u. 500/99 e perché erroneamente disattese le argomentazioni svolte in prime cure e in questa sede riproposte c l'erronea interpretazione dell'articolo 1, comma 535, legge 266/05, che pone l'accento unicamente sull'offerta di giochi, scommesse o concorsi pronostici e prescinde del tutto dalla costituzione di un'organizzazione in Italia che comunque Astrabet avrebbe allestito, come desumibile da una serie di elementi specificamente indicati d l'irrilevanza e, comunque, erroneità dell'affermazione circa il luogo di conclusione del contratto e l'inconferenza del richiamo al principio del mutuo riconoscimento per la presenza di limiti di efficacia dell'autorizzazione rilasciata ad Astrabet, che, pur autorizzata ad operare a Malta, non può offrire ai cittadini maltesi i servizi proposti in Italia I il difetto dei requisiti del fumus e del periculum, secondo le ragioni esposte nella prima fase del giudizio cautelare e nuovamente sostenute con il reclamo. Tranne SOGEI, non costituita, gli intervenuti chiedono la riforma dell'ordinanza, svolgendo nelle loro memorie Lottomatica intesta la propria come memoria e reclamo incidentale le medesime considerazioni esposte in prime cure e richiamando, a sostegno del difetto di giurisdizione, alcune pronunce cautelari del giudice amministrativo rese medio tempore sui ricorsi proposti da altri destinatari del decreto direttoriale AAMS del 7.2.06. Resiste Astrabet con memoria, nella quale ribadisce di agire contro la condotta illecita di AAMS e non contro il provvedimento del suo Direttore. Contesta inoltre specificamente i motivi dell'av-verso reclamo, alcuni profili del quale ritiene inammissibili perché nuovi costituzione dell'organizzazione in Italia luogo di conclusione del contratto limitazioni dell'autorizzazione maltese . Infine, in sede di discussione del ricorso ha anche chiesto dichiararsi inammissibili sia gli interventi sia il reclamo incidentale di Lottomatica s.p.a 5. Va innanzi tutto affrontata la pregiudiziale questione inerente la giurisdizione. Essa è infondata e deve essere respinta. È principio giurisprudenziale costante quello secondo cui la giurisdizione del giudice si determina in base alla domanda e, ai fini del suo riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti bensì il petitum sostanziale, il quale va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta statuizione richiesta al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della causa petendi, ossa della intrinseca natura della posizione soggettiva dedotta in giudizio e individuata dal giudice stesso con riguardo ai fatti indicati a sostegno della pretesa avanzata in giudizio cfr., da ultimo, Cass. s.u. 5536/04 6348/03 3508/03 . Orbene, Astrabet non ha affatto chiesto di rimuovere il decreto direttoriale AAMS, né ha lamentato danni che abbiano la loro origine in vizi di legittimità dello stesso la ricorrente ha invece sempre denunciato la lesione di diritti fondamentali e di libertà riconosciute dall'ordinamento comunitario, gli uni e le altre violate da una mera condotta materiale posta in essere in attuazione di un potere amministrativo inesistente, perché attribuito da una fonte normativa primaria da disapplicare in quanto contrastante con norme comunitarie Ed invero essa sottolinea come i destinatari delle comunicazioni di AAMS circa le offerte di giochi, scommesse o concorsi pronostici, effettuate attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione in difetto di concessione, autorizzazione, licenza di polizia o di altro titolo abilitante, hanno l'obbligo di inibire l'utilizzazione delle reti delle quali sono gestori o in relazione alle quall forniscono servizi adottando a tal fine misure tecniche idonee in conformità a quanto stabilito con uno o più provvedimenti del Minisiero dell'economia e delle FìnanzeAzienda autonoma dei monopoli di Stato articolo 1, comma 536, legge 266/05 . Proprio tali ultimi provvedimenti non sono stati mai adottati, di talché la condotta posta in essere per conto dell'AAMS dai gestori delle reti è un puro e semplice comportamento materiale che porta ad esecuzione l'inesistente potere di inibire l'utilizzazione delle reti telematiche o di telecomunicazione da parte di soggetti che dall'estero offrono in Italia giochi, scommesse o concorsi pronostici in difetto del titolo abilitante richiesto dalla normativa italiana. Fermo restando che attiene al merito della controversia valutare la fondatezza delle argomentazioni di parte ricorrente, è certo che le stesse configurano la lesione di situazioni giuridiche qualificabili come diritti soggettivi. Si tratta, infatti, di accertare se vi sia stata o meno violazione del diritto al nome e alla riservatezza delle comunicazioni telematiche, nonché alla libertà di stabilimento e di prestazione di servizi - libertà che non possono essere compresse dalle legislazioni nazionali se non per ragioni particolarissime e tassative - in carenza assoluta di un potere amministrativo che simili sacrifici potesse imporre. In tale contesto il decreto direttoriale AAMS del 7.2.06 non assume alcuna valenza pregiudiziale o pregiudicante, posto che ha un contenuto meramente ricognitivo dei soggetti non abilitati Astrabet è soltanto uno dei nominativi contenuti in un lungo elenco comunicato ai gestori delle reti telematiche o di telecomunicazione , ma costituisce semplice occasione del pregiudizio lamentato. Non si tratta, dunque, di nullità o di annullamento di un atto amministrativo. Non viene allora in considerazione la complessa tematica dell'invalidità dell'atto amministrativo contrastante con il diritto comunitario né quella della nullità dell'atto amministrativo e della tutela giurisdizionale contro di esso, disciplinata dalla recente 1. 15/05, che ha introdotto l'articolo 21septies nella legge 241/90, come diffusamente trattato da AAMS nella memoria di costituzione nella prima fase del presente giudizio e richiamato nel reclamo. Del resto - anche a voler prescindere dalla disputa intorno alla natura giuridica del risarcimento del danno diritto soggettivo ex se ovvero mera tecnica di tutela giurisdizionale , questione in merito alla quale la Corte costituzionale cori la recente sentenza 191/06 ha dichiarato di non voler prendere posizione, così puntualizzando un passaggio della precedente sentenza 204/04 - va affermata la giurisdizione del giudice ordinario in tutte le controversie nelle quali, come in quella in esame, si denunziano comportamenti illeciti ex articolo 2043 Cc, a fronte dei quali, per non avere la Pa osservato condotte doverose, la posizione soggettiva del privato non può che definirsi di diritto soggettivo, restando escluso il riferimento ad atti e provvedimenti, di cui la condotta dell' Amministrazione sia esecuzione, quando non costituiscano oggetto del giudizio, per essersi fatta valere in causa unicamente l'illiceità della condotta dell'ente pubblico, suscettibile di incidere sulla incolumità e i diritti patrimoniali del terzo, potendo in tali casi il giudice ordinario non solo condannare l'amministrazione al risarcimento, ma anche ad un facere specifico senza violazione del limite interno delle sue attribuzioni giurisdizionali fissato dall'articolo 41 20.3.1865, n. 2248 all E Cass. s.u. 20117/05 . 6. Quanto alle eccezioni procedurali relative ai terzi intervenuti, il collegio osserva quanto segue. In primo luogo, pur essendo stata proposta durante la prima fase del giudizio cautelare, nel corso dell'udienza di discussione, l'eccezione di inammissibilità dell'intervento per carenza di interesse dei soggetti che lo hanno spiegato, il giudice di prime cure non si è pronunciato al riguardo. Né Astrabet, con la memoria di costituzione in sede di reclamo, ha proposto alcuna doglianza avverso tale omessa pronuncia solo in sede di discussione del reclamo di AAMS torna a far valere l'inanmmissibilità degli interventi, Si tratta, evidentemente, di una questione ormai definita. In ogni caso, trattandosi di interventi adesivi - che non introducono alcuna questione nuova rispetto al thema decidendum delineato dalla ricorrente e dalle difese della resistente - non comportano alcun rallentamento nella trattazione del procedimento sola ragione di inammissibilità dell'intervento enucleata dalla preferibile interpretazione delle norme sul giudizio cautelare uniforme. Né si configura pertinente il richiamo al precedente di questo Tribunale, che aveva escluso il reclamo cautelare proposto dal terzo che non fosse litisconsorte necessario pretermesso o terzo pregiudicato ex articolo 404 c.p.c. Trib. Roma, ord. 27.3.00, su reclamò proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale invero, quella pronuncia attiene alla ben diversa questione della proposizione del reclamo da parte di un soggetto che non abbia partecipato alla prima fase del giudizio cautelare. In secondo luogo, parimenti infondata e da respingere è l'eccezione di inammissibilità del reclamo incidentale proposto da Lottomatica. In effetti, ricevuta la notificazione del reclamo proposto da AAMS, Lottomatica non ha fatto altro che presentare a sua volta, correttamente, il suo reclamo sotto forma di impugnazione incidentale, ad instar dell'articolo 333 c.p.c 7. Passando al mento della controversia, il primo motivo di reclamo attiene al preteso difetto di corrispondenza fra chiesto e pronunciato articolo 112 c.p.c. , perché il primo giudice, secondo AAMS, avrebbe accolto il ricorso sui/a base di motivi completamente diversi da quelli fonnulati nella domanda . In particolare, escludendo l'applicabilità nella fattispecie dell'articolo 1, comma 535, legge 266/05 a causa della carenza di una stabile organizzazione di Astrabet sul territorio italiano, il Tribunale avrebbe non solo completamente modificato la causa petendi formulata nel ricorso , ma avrebbe alterato anche il petitum in quanto mentre Astrabet si era limitata a chiedere, previa disapplicazione delle norme nazionali incompatibili con i principi comunitari, l'annullamento del provvedimento impugnato con conseguente ordine all'AAMS di cancellare il riferimento contenuto nel decreto ai sito www.astrabet.co l'ordinanza conterrebbe una decisione di risarcimento del danno addirittura in forma specifica che nessuno aveva mai chiesto . La censura è infondata e va respinta. Al riguardo va immediatamente rilevato che il giudice di prime cure non ha fatto altro che esercitare il potere di qualificazione della domanda proposta, rilevando che la ricorrente lamentava una situazione materiale gravemente lesiva di diritti soggettivi e di libertà di fonte comunitaria, della quale chiedeva la rimozione attraverso il ripristino della interrotta connessione al sito web. E ciò non integra affatto violazione del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, poiché una corretta interpretazione della domanda giudiziale postula non solo la sua analisi letterale, ma anche e soprattutto la sua valutazione contenutistico sostanziale, avuto riguardo alle finalità perseguite dalla parte, ond'è che un'istanza non esplicitamente e formalmente proposta ben può ritenersi implicitamente introdotta e virtualmente contenuta nella domanda espressamente avanzata, ove risulti in rapporto di connessione necessaria con il petitum e la causa petendi di questa, con il solo limite di non estenderne l'ambito di riferimento Cass. 8128/04 . Di contro, il vizio di ultra o extra petizione ricorre allorquando il giudice, interferendo con il potere dispositivo delle parti, altera alcuno degli elementi identificativi della domanda e pronuncia oltre i limiti di quest'ultima o di quelli posti dalle eccezioni non rilevabili d'ufficio, finendo per attribuire un bene non richiesto o diverso da quello domandato Cass. 15802/05 10009/03 , mentre ciò non si riverifica quando vi sia corrispondenza fra la domanda e la decisione, sebbene questa si fondi su argomentazioni giuridiche diverse da quelle prospettate Cass. 14552/05 . Ed è appunto quanto avvenuto nel caso di specie. Si può infatti affermare, indipendentemente da ogni valutazione sulla correttezza della decisione finale, che il giudice della prima fase ha ritenuto di adottare un provvedimento di restituito in integrum, rispondente alla domanda proposta da Astrabet, la quale - lungi dall'aver chiesto l'annullamento e/o la disapplicazione del decreto AAMS - mirava ad ottenere sostanzialmente la riattivazione del collegamento telematico al suo sito internet. 8. Con il secondo motivo di reclamo, AAMS contesta l'erronea interpretazione dell'articolo 1, comma 535, legge 266/05, per avere il primo giudice ritenuto imprescindibile, ai fini dell'applicazione di tale norma, una qualche forma di offerta, anche attraverso intermediari, che, in quanto organizzata nel territorio dello Stato, necessiti di un titolo abilitativo rilasciato dalle autorità italiane ciò in quanto, si legge nell'ordinanza reclamata, nel sistema normativo che disciplina il settore del gioco e delle scommesse autorizzati, l'articolo 4, comma 4 bis, 1. 401/89 che non è stato modificato dall'articolo 1, comma 535, 1. cit. punisce chiunque, privo di concessione o licenza , svolga in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l'accettazione in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all'estero . Sostiene invece AAMS che l'articolo, comma 535, legge 266/05, mirando a colpire i casi di offerte illegali proposte tramite internet o altre forme di telecomunicazione, non considera affatto necessaria l'esistenza di un'organizzazione in territorio italiano. Il motivo è fondato e merita accoglimento. In effetti, la norma non contiene alcun accenno, neppure implicito, al requisito dell'organizzazione in Italia finalizzata ad accettare o raccogliere o comunque favorire l'accettazione in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all'estero . Di contro, essa riguarda i casi di offerta , tramite le reti internet ovvero altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o dei limiti o delle prescrizioni definiti dall'Amministrazione stessa AAMS n.d.e. . In sostanza non v'è alcuna necessaria coincidenza fra l'ambito di applicazione della norma in esame e l'articolo 4, comma 4bis legge 401/89, come del resto chiarito dall'incipit della norma stessa, che precisa fermi i poteri dell'autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato . Ciò vuol dire che, a parte le competenze ed i poteri propri dell'autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria nel caso in cui il fatto abbia rilevanza penale per essere stati integrati gli elementi costitutivi delle condotte delineate nell'articolo 4 legge 401/89 - che punisce non solo lo svolgimento, da parte di soggetto non abilitato, di attività organizzata volta a raccogliere, accettare o favorire l'accettazione, in Italia o all'estero di scommesse di qualsiasi genere, ma anche l'esercizio abusivo dell'organizzazione di scommesse, giochi o concorsi a pronostico, la relativa pubblicità e la partecipazione a siffatti giochi, concorsi o scommesse - all'AAMS viene attribuito il potere di far disattivare la connessione alle reti telematiche o di telecomunicazione a mezzo delle quali vengono proposte offerte di giochi, scommesse o concorsi pronostici in difetto di titolo autorizzatorio o abilitativo o in violazione delle norme, di legge o di regolamento, ovvero delle prescrizioni impartite dalla stessa AAMS. La finalità del legislatore è chiara, nel senso di voler contrastare la mera offerta, indipendentemente dall'allestimento di un'organizzazione sul territorio italiano, di siffatte proposte. In tal modo, ed in ciò consiste il quid novi della disposizione introdotta con l'arti, comma 535, 1. 266/05, con l'efficace misura dell'oscuramento del sito internet viene impedito che un operatore - il quale agisce dall'estero senza avvalersi di alcuna organizzazione, né di intermediari in Italia - proponga nel territorio italiano offerte non consentite. Correttamente, quindi, il decreto direttoriale impugnato, all'articolo 1, comma 1, individua gli operatori non autorizzati , destinatari della misura dell'oscuramento nei soggetti di cui all'articolo 4 della legge 401/89 ed ai sensi dell' rectius ed all', n.d.e. articolo 1, comma 535, della legge 266/05, i quali, privi di concessione, autorizzazione o altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o dei limiti o delle prescrizioni definite da AAMS, effèttuano sul territorio nazionale la raccolta di giochi riservati allo Stato, attraverso la rete internet ovvero altre reti telematiche o di telecomunicazione . Non altrettanto correttamente, invece, il giudice della prima fase ha ritenuto che per l'applicazione della nuova disposizione fosse necessario il requisito dell'organizzazione in Italia. Né giova alle ragioni di Astrabet richiamare quanto affermato da questo Tribunale con la sentenza 16.2.05 nella causa CONI/Ladhrokers E-Gaming Ltd, perché essa trattava di una fattispecie avente proprio nell'articolo 4, comma 4 bis, 1. 401/89 il suo fondamento e, non fosse altro per motivi di ordine temporale, non poteva avere riguardo alla disposizione dell'articolo 1, comma 535, legge 266/05, non ancora adottata. E neppure è condivisibile l'argomentazione della stessa Astrabet, secondo cui l'appena esposta interpretazione di quest'ultima norma ne comporterebbe un'efficacia universale , con violazione - fra gli altri - del diritto alla libera prestazione di servizi. Al contrario, essa si limita a ribadire il principio della nostra legislazione, per il quale chiunque soggetto italiano o straniero voglia esercitare in Italia l'attività della raccolta o dell'accettazione di scommesse, giochi o concorsi pronostici deve essere previamente abilitato dalle competenti autorità italiane. A questo riguardo non può fare a meno di osservarsi - senza che ciò implichi alcuna novità della questione, perché comunque affrontata dalla stessa Astrabet alle pp. 39-41 del ricorso - che il contratto aleatorio si conclude in Italia e non già a Malta, come affermato dal primo giudice. Infatti, ai sensi dell'articolo 1326 Cc, il contratto si conclude nel momento e nel luogo in cui il proponente ha conoscenza dell'accettazione della sua offerta da parte dell'oblato nel modus operandi seguito da Astrabet, quale si desume dalla lettura del regolamento di gioco da essa stessa predisposto, la veste di proponente è assunta dallo scommettitore che si trova in Italia, il quale, scegliendo fra le varie alternative che gli vengono presentate attraverso la rete internet giuridicamente qualificabifi come inviti a proporre manifesta la sua proposta, che Astrabet si riserva di accettare, non accettare o accettare solo parzialmente, avvisando il proponente scommettitore tramite email all'indirizzo di posta elettronica comunicato al momento dell'iscrizione e tramite messaggeria direttamente al conto deposito Astrabet. Di tutto ciò viene data ampia conferma dalla stessa Astrabet a pp. 50-51 della memoria difensiva, ove afferma come emerge dalle pagine del sito web di Astrabet per poter accedere al rapporto con la medesima società non è sufficiente che il potenziale scommettitore manifèsti unilateralmente la propria volontà, effettuando, ad esempio, la propria puntata. È indispensabile, di contro, che l'aspirante scommettitore renda le proprie generalità in apposito modulo e che venga iscritto da parte della società - tutto libera di rifiutare l'eventuale richiesta - tra i propri utenti, previo inoltro di copia del documento di identità. E altresì, necessario che lo stesso costituisca un conto -deposito presso la Bank of Valletta. Malta e ciò che più conta è che la società Astrabet si riserva di volta in volta il sindacato in ordine alle singole scommesse, che in ipotesi potrebbero anche non essere accolte come formulate. Da ciò discende che, affinché il contratto si perfezioni, nella sussistenza di tutti i requisiti sopra detti iscrizione al sito costituzione del conto , occorre sempre e comunque l'accettazione da parte di Astrabet'. Sotto questo profilo ancora una volta si rivela non pertinente il richiamo al precedente della causa CONI/Ladbrokers E-Gaming Ltd, nella quale il contratto si perfezionava all'estero. 9. Alla stregua di tutto quanto precede è del tutto ir~evante la questione della sussistenza o meno di una struttura organizzata, operante in Italia, facente capo ad Astrabet, oggetto di ulteriore motivo di reclamo da parte di AAMS. Inammissibile è poi l'ulteriore profilo, anch'esso esposto nel reclamo, riguardante le limitazioni poste dalle autorità maltesi all'attività, da esse autorizzata, di Astrabet che, pur operando a Malta, non potrebbe offrire ai cittadini maltesi gli stessi servizi che intende offrire in Italia , con conseguente violazione del principio comunitario del mutuo riconoscimento. Quel che viene in considerazione, invece, è la valutazione della compatibilità delle norme interne in tema di gestione delle scommesse e dei concorsi pronostici con il diritto comunitario. 10. È noto che la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione dei servizi, riconosciute dagli articoli 43 e 49 del Trattato CE, possono essere soggette a restrizioni soltanto quando abbiano riguardo ad attività che nello Stato membro interessato partecipano, sia pure occasionalmente, all'esercizio dei pubblici pote~' articolo 45 ovvero in virtù di . . . disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che prevedano in regime particolare per i cittadini stranieri e che siano giustificate da motivi d'ardine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica articolo 46 . In Italia l'organizzazione e l'esercizio di giochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali è prevista una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione è richiesta una posta in denaro, è riservato allo Stato AAMS , che esercita tale attività direttamente o attraverso persone fisiche o giuridiche che diano adeguate garanzie di idoneità in particolare, la gestione delle scommesse e dei concorsi pronostici è direttamente riservata al CONI. o all'U.N.I.R.E. quando connessi a manifestazioni sportive organizzate o svolte sotto il loro controllo D.Lgs 496/48 . È inoltre previsto che questi enti possano affidare in concessione la gestione delle scommesse loro riservate a persone fisiche, società o altri enti, che offrono adeguate garanzie finanziarie e di trasparenza nell'assetto proprietario, da individuare sulla base di gare da espletare secondo la normativa nazionale o comunitaria articolo 3, comma 228, 549/95 e Dm 174/98 per il C.O.N.I. articolo 3, comma 78, legge 662/96 e Dpr 169/98 per l'U.N.I.R.E. . All'AAMS sono state recentemente affidate in concessione tutte le funzioni in materia di organizzazione ed esercizio dei giochi, scommesse e concorsi pronostici, ferma restando la riserva a favore del C.O.N.I. Dl 138/02, conv. in legge 178/02 . Con l'articolo 22 legge 289/02 è stato disposto, fra l'altro, che alle procedure di selezione per l'affidamento delle concessioni possono partecipare anche società di capitali. Per poter gestire le scommesse è in ogni caso necessaria la licenza di polizia prevista dall'articolo 88 Dpr 773/31 t.u.l.p.s. , che può essere niasciata esdusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte dei Ministeri o di altri enti ai quali la legge riconosca a la facoltà de organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione testo attualmente in vigore, risultante dalle modifiche apportate dall'articolo 37 legge 388/00 . Sono infatti puniti penalmente una serie di comportamenti che favoriscono o costituiscono esercizio abusivo, cioè in assenza di concessione e autorizzazione o licenza di polizia, del gioco del lotto, delle scommesse, dei concorsi pronostici riservati allo Stato, al CONI., all'U.N.I.R.E. ovvero su altre competizioni di persone o aitali o giochi di abilità, compresi l'accettazione o la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque gestite in Italia o all'estero e la raccolta o la prenotazione di giocate del lotto, di concorsi pronostici o di scommesse per via telefonica o telematica in assenza di apposita autorizzazione all'uso di tali mezzi articolo 4. legge 401/89, nel testo modificato dall'articolo 37 legge 388/00 . Invece, come già anticipato, con l'articolo 1, commi 535 e 536, legge 266/05 è previsto il potere di AAMS di far disattivare la connessione alle reti telematiche o di telecomunicazione a mezzo delle quali vengono proposte offerte di giochi, scommesse o concorsi pronostici in difetto di titolo autorizzatorio o abilitativo o in violazione delle norme, di legge o di regolamento, ovvero delle prescrizioni impartite dalla stessa AAMS. La giurisprudenza comunitaria ha più volte affermato che integra restrizione alla libertà di stabilimento e alla libertà di prestazione di servizi una normativa statale che vieta, anche con disposizioni penali, lo svolgimento di attività correlate alle scommesse su eventi sportivi in assenza di concessione o autorizzazione rilasciate dallo Stato membro simili restrizioni sono consentite soltanto se giustificate da esigenze imperative di interesse generale, necessarie per il conseguimento dello scopo perseguito, proporzionate e non discriminatorie a tale proposito, la riduzione delle entrate fiscali non costituisce motivo imperativo di interesse generale lo sono, invece, la tutela del consumatore, la prevenzione delle frodi e dell'incitazione dei cittadini ad una spesa eccessiva collegata al gioco C. giust. 6.11.03, ~mbeffi, C-243/0l 11.9.03, Anomar, C-6/01 21.10.99, Zenatti, C-67/98 21.9.99, Laara, C124/97 24.3.94, Schindler, C-275/92 . Più in particolare, la sentenza Gambelli - nel rimette al giudice nazionale di valutare se la normativa statale, alla luce della sua concreta applicazione, risponde realmente ad obiettivi tali da giustificarla e se le restrizioni che essa impone non siano sproporzionate rispetto a tali obiettivi esclude, tra le finalità giustificative delle restrizioni, l'esigenza di finanziare attività sociali attraverso un prelievo sugli introiti della gestione delle scommesse e rimarca che l'esigenza di contenere la cd. ludopatia non può essere invocata come finalità di ordine pubblico sociale se lo Stato membro, nel contempo, incoraggia i consumatori a partecipare a giochi, scommesse e lotterie affinché il pubblico erario ne benefici sul piano finanziario. Ebbene, chiamate ad effettuare tale valutazione in una fattispecie di sequestro preventivo in danno del titolare di un centro di raccolta di scommesse che agiva, privo di licenza di polizia, per conto di un affibratore inglese, le sezioni unite penali della Corte di cassazione, con la nota sentenza 23273/04hanno concluso per la piena compatibilità comunitaria della disciplina italiana. Secondo la Cassazione, anche se connotata da innegabile espansione dell'offerta - soprattutto negli ultimi anni - la normativa nazionale in materia di gestione delle scommesse e dei concorsi pronostici persegue finalità di controllo della domanda e dell'offerta di gioco per motivi di ordine pubblico, che giustificano le restrizioni poste ai principi comunitari della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi. Il sistema concessorio in particolare, permette di canalizzare domanda ed offerta di gioco in circuiti controllabili onde prevenire la possibile degenerazione criminale invero, al momento del rilascio della concessione vengono presi in considerazione non solo i requisiti di solidità finanziaria degli aspiranti concessionari, ma anche aspetti di ordine pubblico all'atto del rilascio dell'autorizzazione o licenza di polizia, poi, e successivamente durante la gestione dell'attività concessa, lo Stato vigila sui concessionari, escludendo dal circuito i soggetti che hanno determinati precedenti penali, nonché sui locali destinati all'esercizio delle scommesse e dei concorsi pronostici, onde verificare il rispetto degli adempimenti prescritti dalla legge dai regolamenti o dalle autorità. In definitiva, si configura così un sistema integrato di controllo preventivo e di vigilanza continua, che, anche se indubbiamente perfettibile, appare idoneo a soddisfare quella imperativa esigenza di ordine pubblico che tende a contrastare le possibili degenerazioni criminali del settore, quali frodi, riciclaggio del denaro sporco, usura e simile . Il giudice di legittimità, inoltre, ha ritenuto che il quadro normativo italiano - e soprattutto le norme penali - sono anche idonee e proporzionate allo scopo perseguito di tutela dell'ordine pubblico, nonché applicate in modo non discriniinatorio. Tali considerazioni sono state totalmente condivise e ribadite anche dal Consiglio di Stato con le sentenze 5203/05 in una vicenda riguardante il diniego della licenza di polizia ad una società che intendeva operare come centro di trasmissione dati per conto di un affibratore inglese e 5898/05 in una fattispecie avente ad oggetto il provvedimento di cessazione dello svolgimcnto dell'attività di raccolta di scommesse pubbliche per eventi sportivi esteri e il successivo diniego di autorizzare lo svolgimento di tale attività . Ritiene il collegio di non doversi discostare da questo indirizzo interpretativo e di rafforzarne, ove possibile e in relazione alla specificità del caso in esame, le sue motivazioni. È bene premettere al riguardo che nella fattispecie de qua - a differenza di quelle poste all'attenzione della Cassazione e del Consiglio di Stato - non si controverte della liceità dell'operato di un soggetto intermediario di un allibratore straniero Astrabet, come in precedenza osservato, opera attraverso la rete telematica, dall'estero e senza alcun intermediario in Italia. In secondo luogo, il quadro normativo di riferimento si caratterizza per l'entrata in vigore di ulteriori disposizioni quelle di cui all'articolo 1, commi 535 e 536, legge 266/05 , che vanno ad aggiungersi a quelle prese in considerazione nelle pronunce poc'anzi ricordate. Inoltre, non sembra che nel caso di specie venga in considerazione la libertà di stabilimento, posto che Astrabet opera esclusivamente in Malta, mentre è la libera prestazione dei servizi che comprende, oltre alla libertà del prestatore di offrire ed effettuare servizi per destinatari stabiliti in uno Stato membro diverso da quello sui cui territorio si trovi il detto prestatore, anche la libertà di ricevere o beneficiare, in quanto destinatario dei servizi offerti da un prestatore stabilito in un altro Stato membro, senza essere impedito da restrizioni C. giust. 26.10.99, Eurowings, C-294/97 31.1.84, Luisi e Carbone, C-286/82 e 26/83 . Nonostante ciò, l'impianto argomentativo di tali decisioni resta assolutamente valido e perfettamente utilizzabile anche nel caso di specie. Il giudizio di compatibilità della normativa italiana con il diritto comunitario, a parere del collegio, è senz'altro positivo, in considerazione del fatto che essa - oltre a perseguire un'innegabile espansione dell'offerta di gioco per finalità che non rilevano in questa sede - persegue anche lo scopo di tutelare l'ordine pubblico prevenendo possibili infiltrazioni criminali, per le quali il gioco illegale rappresenta storicamente un'area di elezione delle loro attività illecite e, non ultimo, quello di tutelare l'utente-consumatore di tale servizio. E ciò non apparentemente, come sostiene parte della giurisprudenza di merito e la stessa Astrabet, ma in termini effettivi, come si desume dalle previsioni normative e convenzionali che regolano la materia. Invero, l'articolo 2 Dm 174/98, che disciplina il potere del C.O.N.I. di attribuire concessione per l'esercizio delle scommesse sportive di sua pertinenza, stabilisce che la scelta degli aspiranti concessionari va effettuata sulla base - fra gli altri criteri - della trasparenza dell'assetto proprietario [comma 1, lett. a ], della garanzia della libertà di concorrenza e di mercato mediante la previsione di parametri volti ad impedire l'abuso di posizioni dominanti, determinati tenendo anche conto del numero delle concessioni attribuite a ciascuna persona fisica, società o altri enti e del volume di scommesse raccoglibili da ciascun concessionario [comma 1, lett. e j, della previsione di modalità di controllo centralizzato ed in tempo reale delle scommesse , anche mediante l'imposizione ai concessionari di obblighi di segnalazione all'amministra tiene finanziaria di scommesse anomale per entità economica e ripetizione del medesimo pronostico [comma 1, lett. ~] vieta, inoltre, la contemporanea titolarità, anche parziale, diretta o per interposta persona, di partecipazioni in società sportive [quelle stesse i cui risultati sono oggetto di scommessa n.d.e.] e di concessioni per l'accettazione di scommesse comma 10 il successivo articolo 3 prevede la decadenza della concessione quando è accertato il venir meno di uno dei requisiti o delle condizioni stabilite per l'attribuzione della concessione dal presente regolamento o dal relativo bando di gara [comma 1, lett. a ]. Similmente l'articolo 2 Dpr 169/98 prevede i medesimi requisiti per gli aspiranti concessionari per l'esercizio delle scommesse sulle corse dei cavalli, nonché le medesime ragioni di decadenza della concessione. Nei bandi di gara per l'attribuzione delle concessioni v., a titolo di esempio, quello relativo alla gara svoltasi nel 1999 per la concessione per le scommesse riservate al C.O.N.I. , poi, sono richiesti i certificati penali dei partecipanti o dei loro legali rappresentanti, una dichiarazione attestante l'assenza delle cause di esclusione dei partecipanti dagli appalti previsti dall'articolo 11 D.Lgs 358/92 fra le quali spicca la condanna, con sentenza passata in giudicato, per qualsiasi reato che incida sulla loro moralità profèssionale o per delitti finanziari , nonché gli eventuali rapporti di collegamento, ai sensi dell'articolo 2359 Cc, con altri partecipanti alla gara e l'inesistenza di titolarità di partecipazioni in società sportive l'insussistenza di precedenti penali continua ad essere richiestaall'aspirante concessionario anche nei bandi più recenti cfr., sempre a titolo esemplificativo, quello del 15 settembre 2004 relativo alla concessione per la gestione del concorso pronostici Totip . Nelle convenzioni che aceedono alle concessioni - oltre a disposizioni che ribadiscono le contestazioni testè richiamate - sono inoltre previste clausole a tutela della concorrenza articolo 10 della convenzione per l'esercizio delle scommesse sportive, approvata con Dm 7.4.99 articolo 9 della convenzione per l'esercizio delle scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli, approvata con D.I. 24.10.00 e atttibutive del potere di revoca della concessione nei casi di i violazione delle norme sulla repressione del gioco e delle scommesse clandestine e per frode in competizioni sportive, ii violazione della legge penale incidente sul rapporto fiduciario posto a base dell'atto concessorio, iii perdita sopravvenuta dei requisiti previsti dal bando di gara per il rilascio delle concessioni articolo 21 della convenzione di cui al Dm 7.4.99 e i quando, nei confronti dell'allibratore ovvero, ove questo abbia forma associativa, degli amministratori dell'ente ed in relazione ad atti posti nell'esercizio della loro finzione, sia accertato il compimento di reati di cui alla legge 55/1990 ovvero di reati suscettibili di far venir meno il rapporto fiduciario con l'amministrazione articolo 13 della convenzione di cui al DI. 24.10.00 . Non vanno poi dimenticate le disposizioni in tema di licenza di polizia, che prevedono controlli mirati nella fase del rilascio. Essa, infatti, non può essere attribuita a chi ha determinati precedenti penali e può essere negata a chi ha riportato condanne per particolari delitti articoli Il e 14 t.u.l.p.s. ovvero, più specificamente, per reati contro la moralità pubblica, il buon costume, i giochi d'azzardo o per delitti commessi in stato di ubriachezza, per contravvenzioni concernenti la prevenzione dell'alcoolismo o per abuso di sostanza stupefacenti articolo 92 t.u.p.l.s. , né può essere rilasciata a chi sia incapace di obbligarsi articolo 131 t.u.l.p.s. . Il potere di controllo dell'attività autorizzata, mediante accesso nei locali destinati all'esercizio delle scommesse o dei concorsi pronostici così come previsto nell'articolo 16 t.u.l.p.s., non viene in considerazione nel caso di specie, atteso che Astrabet non dispone in Italia di tali locali né direttamente, né tramite intermediari. Tali disposizioni, contrariamente a quanto affermato dal TAR Abruzzo-L'Aquila con la sentenza 364/06, invocata da Astrabet, non contrastano con il principio della proporzionalità rispetto allo scopo perseguito ulteriore criterio di compatibilità comunitaria che la Corte di giustizia ha rimesso al giudice nazionale di valutare . Invero, diversamente da quanto opinato dal giudice amministrativo - che ritiene tutelabili i motivi di ordine pubblico in sede di rilascio dell'autorizzazione di polizia - è il caso di osservare che spetta alla discrezionalità del legislatore, purché non trasmodi in irragionevolezza, dekieare la disciplina che più ritiene idonea a regolare una determinata situazione. Prevedere che, per effetto dell'originaria riserva allo Stato dell'organizzazione e dell'esercizio delle scommesse, dei giochi e dei concorsi pronostici, tali attività possano essere svolte solo da soggetti concessionari o da soggetti da questi designati, titolari altresì di autorizzazione o licenza di polizia, è del tutto coerente con l'obiettivo di garantire l'ordine pubblico e non appare affatto irragionevole un sistema di controlli, preventivi e successivi, sull'operato del concessionario. Nel caso di specie, peraltro, Astrabet non solo non è in possesso dei necessari titoli abilitativi previsti dalla legislazione italiana, ma neppure risulta averli richiesti. Tale circostanza rende ancor più inconsistente la doglianza della società maltese, anche a voler soltanto ipotizzare di condividere le conclusioni rassegnate dall'Avvocato generale alla Corte di giustizia in data 16.5.06 nei procedimenti riuniti C-338/04, C-359/04 e C~360/04 invocate dalla ricorrente , secondo cui gli articoli 43 e 49 del Trattato CB devono essere interpretati nel senso che si oppongono ad una normativa nazionale che vieta, sanzionando con pene detentive fino a tre anni, di raccogliere, accettare, registrare o trasmettere scommesse, senza concessione vi autorizzazione dello Stato membro di cui trattasi per conto di un impresa, alla quale non viene consentito di ottenere tale concessione o autorizzazione nel detto Stato, ma che possiede una licenza per fornirli, rilasciata da un altro Stato membro, nel quale è stabilita . La normativa italiana, infine, non ha carattere discriminatorio, poiché - come osservato dalla Cassazione e dal Consiglio di Stato nelle sentenze supra richiamate - non distingue fra società italiane e società straniere per l'accesso alle concessioni cfr. articolo 2, comma 6, Dm 174/98 e articolo 2, comma 8, Dpr 169/98 è significativo, inoltre, che nei bandi di gara si fa riferimento, per le imprese straniere, alla produzione di documentazione equipollente a quella del registro delle imprese italiano, nonché si prevede l'invio del bando all'Unione europea v., per CS., il bando di gara del 15.9.04 per la concessione dei servizi relativi alla gestione del concorso pronostici denominato Totip . Inoltre, per effetto dell'articolo 22, comma 1, legge 289/02, alle procedure di gara possono ora partecipare anche le società di capitali, così superandosi le limitazioni previste per le società di quel tipo in punto di intestazione delle azioni aventi diritto di voto e delle quote e del loro regime di circolazione, previste dalle norme poc'anzi citate per assicurare la continuità del monitoraggio delle qualità morali dei soggetti operanti nel settore delle scommesse. Infine, a seguito della cd. riforma del diritto societario, dal 1 .1.04 è stata parificata la posizione giuridica delle società italiane a quella delle altre società europee che ricorrono al mercato del capitale di rischio articolo 2325bis Cc , di talché queste ultime non sono in alcun modo svantaggiate rispetto a quelle italiane nella partecipazione alle procedure di selezione dei concessionari. 11. Quanto alla asserita violazione del diritto alla libertà e alla riservatezza delle telecomunicazioni nonché del diritto al nome a dominio, è agevole rilevare la natura puramente strumentale di quelle che altro non sono se non mere allegazioni prive di riscontro. Infatti, è la stessa ricorrente ad esprimersi in modo alquanto dubitativo in ordine alla impossibilità di ricevere persino la posta elettronica quale conseguenza della disconnessone fra nome a dominio e indirizzo IP si legge, al riguardo, a p. 39 del ricorso e, negli stessi termini, a p. 73 della memoria di costituzione per la fase del reclamo, la seguente affermazione con il pratico risultato che, allo stato, ogni comunicazione telematica che fosse inoltrata - come ognuno è solito fare - con la sintassi @astrabet.com dove il simbolo @ equivale ad at , cioè a , quale indicazione del luogo te/ematico, potrebbe risultare irrimediabilmente perduta laddove gli autori delle modifiche sui server DNS non avessero tenuto nel debito conto tale problematica, certamente non di secondano rilievo . La stessa Astrabet, quindi, non sa neppure se quanto lamentato si sia mai effettivamente verificato. Per quel che riguarda, infine, il nome a dominio, la strumentalità della doglianza è, se possibile, ancor più evidente. L'oscuramento del sito web della ricorrente, infatti, non comporta alcuna violazione del diritto rivendicato né sotto forma di uso improprio da parte di soggetto diverso dai titolare, né sotto forma di impedimento all'uso da partc del legittimo titolare. L'operato di AAMS, invece, impedendo la connessione telematica dei potenziali utenti-scommettitori con la home page di Astrabet, del tutto legittimamente - come si è ampiamente esposto in precedenza - incide soltanto sull'esercizio di un'attività per la quale la ricorrente non è m regola con la legislazione italiana. La carenza del requisito del fumus - quale emerge da tutte le considerazioni sinora svolte - rende superfluo indagare sulla sussistenza del periculum. In conclusione il reclamo va accolto e, conseguentemente respinto il ricorso di Astrabet. 12. La complessità della vicenda e la parziale novità delle questioni trattate costituisce giusto motivo per la compensazione integrale fra tutte le parti delle spese della fase di reclamo. PQM In accoglimento del reclamo proposto dal ministero dell'Economia e delle finanze -Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato revoca l'ordinanza cautelare emessa in data 10.4.06 dal Tribunale di Roma e, per l'effetto, respinge il ricorso proposto da Astrabet Ltd dichiara interamente compensate fra tutte le parti le spese della fase di reclamo. - Si comunichi