Rimborsi Iva, verso la nuova legge

Spostato al 15 aprile il termine per le domande. Si può scegliere tra il rimborso forfettario e quello analitico. Si passa alla Camera

Con 158 sì e 138 contrari ieri l'Aula del Senato ha approvato il decreto sul rimborso Iva che adesso passerà all'esame della Camera. Il provvedimento era stato varato dal governo all'indomani dalla sentenza della Corte di giustizia europea che aveva stabilito l'illegittimità delle norme italiane che vietavano la detrazione dell'Iva sui veicoli aziendali vedi tra gli arretrati del 16 settembre 2006 . Ieri il testo è stato riveduto con un emendamento presentato dalla relatrice Helga Thaler Ausserhofer Svp concordato col governo ed approvato a larga maggioranza il testo è leggibile tra i documenti correlati . Secondo la nuova stesura, viene spostato dal 15 dicembre 2006 al 15 aprile 2007 il termine ultimo per la presentazione delle domande di rimborso. I contribuenti adesso avranno due strade per ottenere il rimborso in misura forfettizzata, secondo i diversi settori di attività, o in via analitica, presentando tutta la documentazione necessaria nella misura di reale inerenza. Grazie all'emendamento resta fermo per i contribuenti che non aderiscono al rimborso forfettario, ovvero per coloro che non prestano l'istanza entro il termine del 15 aprile 2007 la possibilità di dimostrare il diritto ad una detrazione in misura superiore, presentando un'apposita istanza contenente i dati e gli elementi comprovanti la misura, nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, dell'effettivo utilizzo in base ad una serie di criteri stabiliti . La nuova norma - ha detto Helga Thaler - risolve positivamente il problema della ristrettezza dei tempi, offre maggiore certezza ai contribuenti e allinea la nostra legislazione alle decisioni assunte dall'Ue .

Senato della Repubblica Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2006, n. 258, recante disposizioni urgenti di adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee in data 14 settembre 2006 nella causa C-228/05, in materia di detraibilità dell'IVA Ddl 953/S con le modifiche in neretto approvate dall'Aula l'11 ottobre 2006 Articolo 1 1. Ai fini dell'attuazione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 14 settembre 2006 nella causa C-228/05, in sede di prima applicazione i soggetti passivi che fino alla data del 13 settembre 2006 hanno effettuato nell'esercizio dell'impresa, arte o professione acquisti ed importazioni di beni e servizi indicati nell'articolo 19bis1, comma 1, lettere c e d , del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, presentano in via telematica entro il 15 aprile 2007 apposita istanza di rimborso, utilizzando uno specifico modello, da approvarsi entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con il medesimo provvedimento sono individuati i dati e i documenti che devono essere indicati o predisposti a fondamento dell'istanza di rimborso. Con il predetto provvedimento possono essere, inoltre, stabilite le differenti percentuali di detrazione dell'imposta per distinti settori di attività in relazione alle quali è ammesso il rimborso in misura forfetaria. Resta ferma, per i contribuenti che non aderiscono al suddetto rimborso forfetario, ovvero per coloro che non presentano l'istanza entro il predetto termine del 15 aprile 2007, la possibilità di dimostrare il diritto ad una detrazione in misura superiore presentando apposita istanza ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, contenente i dati e gli elementi comprovanti la misura, nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, dell'effettivo utilizzo in base a criteri di reale inerenza, stabiliti con il provvedimento di cui al presente comma. Al fine di evitare ingiustificati arricchimenti, i dati hanno ad oggetto anche gli altri tributi rilevanti ai fini della complessiva determinazione delle somme effettivamente spettanti. 2. Sono in ogni caso escluse le procedure di detrazione e di compensazione dell'imposta sul valore aggiunto di cui agli articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ed all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 2bis. Alla lettera c del comma 1 dell'articolo 19bis1 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole salvo che per gli agenti o rappresentanti di commercio , sono sostituite dalle seguenti a far data dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea della autorizzazione riconosciuta all'Italia dal Consiglio dell'Unione europea ai sensi della direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977, di stabilire una misura ridotta della percentuale di detrazione dell'imposta sul valore aggiunto assolta per gli acquisti di beni e le relative spese di cui alla presente lettera, nei termini ivi previsti, senza prova contraria, salvo che per gli agenti o rappresentanti di commercio . Articolo 2 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.