Toghe in carriera, con la riforma si ritorna al passato

di Benvenuto Fabrizio Capaldi

di Benvenuto Fabrizio Capaldi * Recependo i principi e criteri direttivi indicati dalla legge-delega 150/05, il legislatore, nello stesso D.Lgs. che ha disciplinato le nuove condizioni per l' accesso alla magistratura, ha ora licenziato le norme delegate in materia di funzioni e progressione economica dei magistrati ordinari. Nelle intenzioni dichiarate avrebbe dovuto trattarsi di una radicale riforma dell'ordinamento giudiziario, nei fatti la nuova disciplina sembra risolversi piuttosto in un sostanziale ritorno all' antico. Infatti, nell' intento di disegnare un meccanismo di passaggio delle funzioni e progressione professionale del magistrato che garantisca la meritocrazia nello sviluppo della carriera, la scelta è infine caduta sulla reintroduzione dopo decenni di un sistema pluriconcorsuale, inevitabilmente farraginoso per i vari colli di bottiglia che comporteranno inevitabili rallentamenti, anche a scapito dei più meritevoli, allungando i tempi di copertura dei posti vacanti, e ciò anche in considerazione delle difficoltà pratiche di attuazione del sistema prescelto. Ne è scaturita una sorta di scala mobile in cui il cambio di funzioni in senso orizzontale giudicanti-requirenti e viceversa e verticale primo grado, secondo grado e legittimità, ove il passaggio ai gradi superiori della giurisdizione comporta l' accesso a livelli stipendiali progressivamente maggiori , è regolato, come nei migliori giochi di società, sulla base del superamento di continue prove, tutte di natura concorsuale, cui si accede solo se si è entrati preventivamente in possesso dei corrispondenti giudizi di idoneità rilasciati dall'istituenda Scuola superiore della magistratura. È netto lo stridore a livello costituzionale laddove, prevedendosi un solo concorso per l'accesso in magistratura, si è sancita la distinzione dei magistrati soltanto in ordine alle funzioni esercitate, non autorizzandosi alcuna classificazione gerarchica. Peraltro, se da un lato nel periodo transitorio, durante il quale la Scuola dovrà entrare in funzione, il superamento dei corsi di formazione è un requisito non richiesto, tuttavia, una volta che sarà entrata in funzione, resta ancora da comprendere in che modo ed in quale misura le valutazioni espresse nel giudizio di idoneità rilasciato da tale Scuola incideranno sulla formazione delle graduatorie concorsuali finali. Altro aspetto, non marginale, che è rimasto senza regolamentazione, è quello relativo ai criteri con cui saranno reclutati i docenti e lo staff direttivo della Scuola stessa, che riveste una posizione nevralgica nell'ambito del sistema. Altra conseguenza, non di poco conto, è costituita dall'affidamento alle Commissioni di concorso di attribuzioni rilevanti in ordine alla progressione in carriera dei magistrati. Tale materia, infatti, sembra essere attribuita dalla Costituzione al Consiglio superiore, le cui competenze ne risultano in una certa misura dimunuite. LA PROGRESSIONE IN CARRIERA. Il legislatore al capo II, articoli 10 e 11, individua e classifica le funzioni dei magistrati profondendosi in un'arida quanto necessaria nomenclatura, ricomprendendole in un quadro organico. Servendosi del binomio giudicante - requirente, secondo le indicazioni della legge di delega, distingue funzioni di primo grado giudicanti giudice di tribunale, giudice del tribunale per i minorenni e magistrato di sorveglianza requirenti sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale ordinario, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di secondo grado giudicanti consigliere di corte d'appello requirenti sostituto procuratore generale presso la corte d'appello sostituto addetto alla Direzione nazionale antimafia semidirettive giudicanti di primo grado presidente di sezione di tribunale requirenti di primo grado procuratore della Repubblica aggiunto giudicanti di secondo grado presidente di sezione di corte d'appello requirenti di secondo grado avvocato generale della procura generale presso la corte d'appello direttive giudicanti di primo grado presidente di tribunale e presidente di tribunale per i minorenni e requirenti di primo grado procuratore della Repubblica presso il tribunale ordinario e procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni , direttive giudicanti di primo grado elevato presidente di tribunale e presidente della sezione per le indagini preliminari dei tribunali di cui all'art. 1 DL n. 327/1989 convertito in L. n. 380 del 24.11.1989, presidente dei tribunali di sorveglianza di cui alla tabella A allegata alla L. n. 354/1975 e direttive requirenti di primo grado elevato procuratore della Repubblica presso i tribunali di cui all'art. 1 DL n. 327/1989 convertito in L. n. 380 del 24.11.1989 direttive giudicanti di secondo grado presidente della corte d'appello e direttive requirenti di secondo grado procuratore generale presso la corte d'appello e procuratore nazionale antimafia giudicanti di legittimità consigliere della Corte di Cassazione e requirenti di legittimità sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione direttive giudicanti di legittimità presidente di sezione della Corte di Cassazione e direttive requirenti di legittimità avvocato generale della procura generale presso la Corte di Cassazione direttive superiori giudicanti di legittimità presidente aggiunto della Corte di Cassazione e presidente del Tribunale superiore della acque pubbliche e direttive superiori requirenti di legittimità Procuratore generale presso la Corte di Cassazione e Procuratore generale aggiunto presso la Corte di Cassazione ed, in fine, direttive superiori apicali di legittimità primo Presidente della Corte di Cassazione . Dato per presupposto il conferimento delle funzioni giudiziarie, a seguito del positivo espletamento del periodo di tirocinio conseguente il superamento del concorso ad uditore giudiziario, il provvedimento disciplina all'articolo 12 il sistema di progressione nelle funzioni. Lo sviluppo della carriera dei magistrati ai fini dell' accesso ai gradi superiori dovrà articolarsi attraverso i concorsi. I magistrati che scelgano di non sostenere i concorsi e quelli che li abbiano affrontati con esito negativo, peraltro, possono nondimeno conseguire, entro certi limiti, la progressione economica, rimanendo soggetti ad una obbligatoria e periodica verifica di professionalità. I concorsi diventano pertanto lo strumento centrale della progressione nelle funzioni e nella carriera, ma annullano il percorso normativo già compiuto e che aveva condotto all'attuazione del co. III dell'art. 107 della Cost., concretatosi con la L. 831/73 che estendeva il sistema della nomina a ruoli aperti al conferimento delle funzioni di cassazione ed alle funzioni direttive superiori con la L. 392/51, che aveva abolito i gradi interni all'organizzazione giudiziaria con la L. 1/1963, che aveva cancellato il concorso per titoli con la L. 570/66, che aveva ristrutturato il sistema della promozione in appello, abolendo le promozioni a seguito di scrutinio ed il concorso per esami ed ancora con la L. 357/70, che aveva abolito l'esame ad aggiunto giudiziario. Il riassunto sistema normativo, se non altro, metteva in risalto l'opportunità di individuazione di meccanismi normativi finalizzati ad indurre i magistrati più preparati e motivati, a non disdegnare l' esercizio delle funzioni di primo grado, in considerazione della delicatezza e del ruolo nevralgico di queste ultime nell'ambito di un sistema processuale, sia civile che penale, caratterizzato dall'esecutività delle decisioni di prime cure. Il sistema della progressione in carriera, invece, è ora imperniato sulla base di concorsi, per titoli ed esami o per soli titoli, cui si partecipa solo dopo aver frequentato con profitto i corsi di formazione presso la Scuola superiore della magistratura. Il CSM, prendendo atto delle valutazioni espresse dalle Commissioni concorsuali, formerà le graduatorie per il passaggio dei vincitori alle funzioni superiori. In tali valutazioni sono coinvolti, mediante il rilascio di pareri motivati, pure i Consigli Giudiziari di seguito CG . Pertanto, il passaggio alle funzioni di secondo grado art. 12, co. 2 avviene, per i magistrati che hanno maturato un periodo di otto anni a far tempo dalla nomina ad uditore giudiziario, durante il quale devono effettivamente svolgere funzioni requirenti o giudicanti di primo grado fanno eccezione coloro che sono posti in aspettativa per mandato parlamentare e coloro che sono collocati fuori ruolo organico perché eletti membri del CSM , per effetto del superamento di un concorso per titoli ed esami scritti ed orali all'esito del quale il CSM può attribuire le funzioni superiori. Altrimenti, maturata un'anzianità di servizio pari a tredici anni, il magistrato potrà partecipare ad un concorso per soli titoli e, se risulterà vincitore, potrà comunque ottenere il passaggio alle funzioni di secondo grado. Parimenti, dopo tre anni di esercizio delle funzioni di secondo grado, il CSM può attribuire le funzioni di legittimità a coloro che abbiano superato un concorso per titoli, ovvero l' accesso sarà consentito ai vincitori di un concorso per titoli ed esami scritti ed orali cui possono partecipare i magistrati che hanno maturato un' anzianità di diciotto anni dall'ingresso in magistratura. Il passaggio alle funzioni semidirettive e direttive avviene sempre mediante l'attribuzione delle nuove funzioni effettuata dal CSM all'esito di un concorso per soli titoli. IL PASSAGGIO A FUNZIONI DIVERSE. Le norme di cui agli articoli 13, 14 e 15, disciplinano il passaggio, nello stesso grado, dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa, nonché la periodicità di tali passaggi. Durante il primo triennio di esercizio delle funzioni giudicanti o requirenti di primo grado i magistrati che hanno frequentato un apposito corso di formazione presso la Scuola superiore della magistratura il cui giudizio finale è considerato dal CSM ai fini dell'assegnazione dei posti possono presentare domanda per partecipare ai concorsi per titoli, banditi dal CSM, per ottenere l'assegnazione di posti vacanti nella funzione requirente o giudicante . La domanda, con espressa riserva d'integrare i titoli, va comunque presentata in tale arco temporale, anche se non ci fossero concorsi banditi, in quanto in tal caso resta comunque valida ai fini della partecipazione al primo concorso che dovesse essere successivamente bandito. È attribuzione del CSM l'individuazione annuale, con priorità assoluta, dei posti vacanti nelle funzioni giudicanti e requirenti di primo grado, al fine di consentire il passaggio da una funzione all'altra per posti disponibili in uffici giudiziari aventi comunque sede in un distretto diverso, escluso peraltro quello competente, ai sensi dell'art. 11 c.p.p., a giudicare sulle cause riguardanti magistrati. Il passaggio dall' una funzione all' altra non è mai consentito al di fuori dei casi espressamente previsti e con le modalità prestabilite. Nel periodo necessario a consentire l'effettiva entrata in funzione della Scuola superiore della magistratura, entro tre mesi dalla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della delega di cui all'art. 1 co. 1 lett. a L 150/2005, tutti i magistrati in servizio possono presentare domanda per il passaggio nello stesso grado dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti e viceversa. Sarà pertanto il CSM a valutare e disporre il passaggio, formando un'apposita graduatoria in base alla quale, i magistrati con funzioni di primo grado che scelgono un ufficio avente sede in un diverso circondario, e quelli con funzioni di secondo grado che optano per un ufficio con sede in un diverso distretto, ma sempre con esclusione di quello competente ai sensi dell'articolo 11 c.p.p., potranno essere trasferiti. La rinunzia alla scelta tra le sedi disponibili secondo l'ordine di graduatoria comporta la rinuncia del magistrato alla domanda di mutamento della funzioni. Nella valutazione del CSM è tenuta in conto anche la eventuale anzianità di servizio già maturata nell' esercizio delle funzioni verso le quali è richiesto il passaggio ed a parità, o in assenza, di tale anzianità deve seguirsi il criterio dell'anzianità di servizio sempre nei limiti dei posti vacanti annualmente individuati nei cinque anni successivi a quello di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della delega di cui all'art. 1 co. 1 lett. a L. 150/2005. Per i magistrati che entro tale ultimo termine si trovassero fuori ruolo organico i termini, trimestrale e quinquennale, decorreranno dalla data di ricollocamento in ruolo, salvo che il mutamento di funzioni sia già avvenuto in tale occasione. ASSEGNAZIONE DEI POSTI NELLE FUNZIONI DI PRIMO E SECONDO GRADO. Il legislatore ha recepito all'articolo 19, per i magistrati che esercitano funzioni di primo e secondo grado, il limite decennale di permanenza nel medesimo ufficio, già introdotto dal CSM con propria normativa dal 2003. Tuttavia, in deroga a tale disposizione, l' art. 55 dispone che i magistrati i quali, alla data di acquisto di efficacia del primo del decreti legislativi emanati ai sensi dell' art. 1, co. 1, lett. a , L. 150/05, svolgono da oltre dieci anni lo stesso incarico nell' ambito dello stesso ufficio possono restarvi per un biennio decorrente da tale data e, una volta ottenuto il passaggio ad altro incarico o il tramutamento ad altro ufficio, anche nei loro confronti saranno applicabili le disposizioni dell' art. 19, co. 1. Tale termine è comunque prorogabile, ma per non oltre un biennio e sulla scorta di una valutazione del CSM fondata su comprovate esigenze di funzionamento dell'ufficio, oppure sulla necessità di concludere eventuali processi di particolare complessità in cui il magistrato fosse impegnato. Tuttavia quei magistrati che, alla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati ai sensi dell'art. 1 lett. a , L. 150/05, si trovassero a svolgere da oltre dieci anni il medesimo incarico nell'ambito dello stesso ufficio, potranno restarvi ancora per un biennio decorrente da tale data. Peraltro, nel biennio precedente la scadenza del termine di permanenza decennale non potranno assegnarsi a tali magistrati procedimenti la cui definizione non appare probabile entro il termine di permanenza nell' incarico stesso. Il limite decennale sarà operativo anche nei confronti di costoro allorquando tali magistrati saranno passati ad un nuovo incarico o ad altro ufficio. Nei due anni precedenti la scadenza del termine decennale e nel corso del biennio di eventuale proroga, a tali magistrati non possono essere assegnati procedimenti la cui definizione non appaia probabile entro il termine di permanenza nell'incarico. Per quanto riguarda l'individuazione delle sedi giudiziarie, ai fini dell'assegnazione dei posti vacanti nella funzione giudicante o requirente, è previsto il medesimo meccanismo descritto agli articoli 17 e 18. Tale operazione deve seguire le determinazioni all'uopo adottate dal CSM quindi i posti vengono assegnati annualmente secondo il criterio dell'anzianità di servizio. All'esito è sempre il CSM che provvede sulle domande di tramutamento presentate dai magistrati con almeno tre anni di esercizio delle funzioni giudicanti di primo grado, acquisendo preventivamente il parere motivato del CG. Qualora non dovessero essere ancora coperti tutti i posti disponibili, quelli residui verranno messi a concorso per l'accesso in magistratura. Per quanto riguarda l'assegnazione dei posti nelle funzioni di secondo grado l'articolo 20 funzione giudicante e 21 funzione requirente prevedono che il CSM, previa acquisizione del parere motivato del CG, individua le sedi ed annualmente provvede all'assegnazione sulla scorta delle domande di tramutamento presentate dai magistrati con almeno tre anni di esercizio delle funzioni giudicanti requirenti di secondo grado. I posti che all'esito dovessero residuare verranno assegnati annualmente dal CSM, formando la graduatoria secondo precise proporzioni a il 30% ai magistrati giudicanti che hanno conseguito l'idoneità nel concorso per titoli ed esami scritti ed orali b il 70% ai magistrati giudicanti risultati idonei nel concorso per soli titoli ma, in entrambi i casi, sempre tenuto conto da un lato del giudizio finale formulato al termine del corso di formazione alle funzioni di secondo grado presso la Scuola superiore della magistratura e, dall'altro, del giudizio di idoneità formulato all'esito del concorso. I posti di cui alla lettera a che non dovessero all'esito risultare coperti, verranno assegnati ai magistrati valutati positivamente nel concorso per soli titoli, espletato nello stesso anno, di cui alla lettera b mentre i posti di cui alla lettera b che all'esito non fossero a loro volta coperti, verranno assegnati ai magistrati risultati idonei nel concorso per titoli ed esami scritti ed orali , espletato nello stesso anno, di cui alla lettera a . Tutti tali ultimi magistrati potranno quindi presentare domanda di tramutamento dopo due anni da quando avranno assunto le funzioni di secondo grado. Se il magistrato si trovasse in una sede disagiata e dopo tre anni dall'assunzione delle funzioni ha presentato domanda, avrà diritto a che la domanda sia esaminata con preferenza, resta compito del CSM di valutarne la laboriosità. L'articolo 22, in deroga alle disposizioni che precedono, prevede la loro disapplicazione per quei magistrati che, alla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati in conformità all'articolo 1, co. 1, lett. a , L. 150/05, hanno già compiuto, o compiranno nei successivi ventiquattro mesi, tredici anni di servizio dalla nomina ad uditore giudiziario. Dallo stesso termine, per un periodo non superiore a tre anni, le assegnazioni sono disposte per il 40% dei posti che dovessero risultare vacanti a seguito delle domande di tramutamento inoltrate dai magistrati che già esercitano funzioni di secondo grado. Il termine triennale, tuttavia, resta sospeso dalla data di presentazione della domanda sino a quando non ne è comunicato l'esito. ASSEGNAZIONE DEI POSTI NELLE FUNZIONI DI LEGITTIMITA' Annualmente il CSM provvede altresì alla copertura, mediante assegnazione, dei posti vacanti nelle funzioni giudicanti di legittimità, esaminando le domande di assegnazione alle funzioni di legittimità presentate dai magistrati che, avendo già esercitato tali funzioni, svolgono incarichi direttivi o semidirettivi giudicanti, ma sempre previa acquisizione del parere motivato del CG e del Consiglio direttivo della Corte di cassazione. I posti eventualmente residui verranno assegnati dal CSM secondo i criteri dettati dall'articolo 23 art. 24, per la funzione requirente co. 2, per cui a una quota pari al 70% ai magistrati che esercitano da almeno tre anni funzioni giudicanti o requirenti art. 24 di secondo grado e che hanno conseguito l'idoneità nel concorso per titoli, tenuto conto del giudizio finale formulato al termine del corso di formazione alle funzioni giudicanti requirenti articolo 24 di legittimità presso la Scuola superiore della magistratura e del giudizio di idoneità formulato all'esito del concorso b la rimanente quota, pari al 30%, verrà attribuita ai magistrati con funzioni giudicanti requirenti art. 24 che hanno svolto diciotto anni di servizio in magistratura avvero ai magistrati che, pur non avendo un'anzianità di servizio di diciotto anni, hanno esercitato per almeno tre anni le funzioni giudicanti requirenti art. 24 di secondo grado ed abbiano conseguito l'idoneità nel concorso per titoli ed esami scritti ed orali previsto dall'articolo 12, co. 4, tenuto conto del giudizio finale formulato all'esito del corso di formazione alle funzioni giudicanti requirenti art. 24 di legittimità presso la Scuola superiore della magistratura e del giudizio di idoneità formulato all'esito del concorso stesso. I posti di cui alla lettera a rimasti vacanti verranno assegnati ai magistrati dichiarati idonei nel concorso per titoli ed esami di cui alla lettera b espletato nello stesso anno mentre i posti vacanti di cui alla lettera b verranno assegnati ai magistrati dichiarati idonei nel concorso per titoli di cui alla lettera a espletato sempre nello stesso anno. Il CSM, acquisito il parere motivato dei CG e gli ulteriori elementi di valutazione necessari ai fini del conferimento delle funzioni giudicanti requirenti art. 24 di legittimità, assegna i posti ai candidati risultati idonei a seguito della formazione delle relative graduatorie. Tali ultime disposizioni non si applicano ai magistrati che, alla data di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati ai sensi dell'art. 1, co. 1, lett. a , L. n. 150/05, hanno compiuto, o compiranno nei successivi ventiquattro mesi, venti anni di servizio. Le assegnazioni di funzioni sono disposte per tre anni, decorrenti dal medesimo termine, nell'ambito dei posti vacanti da attribuire a domanda. Il termine triennale resta sospeso dalla data di presentazione della domanda sino alla data di comunicazione del suo esito. CONCORSI E COMMISSIONI. Il co. 1dell'articolo 26 sancisce il principio generale secondo il quale, ai fini dei concorsi, la valutazione dei titoli deve svolgersi in modo tale da porre in evidenza la professionalità del magistrato. La disposizione chiarisce che, a tal fine, si deve tenere conto dell'attività prestata dal candidato nell'ambito delle funzioni giudiziarie da lui esercitate, considerando il numero di provvedimenti emessi, la rilevanza e la complessità delle fattispecie esaminate e delle questioni giuridiche trattate verifiche da effettuare anche attraverso una scelta a campione dei provvedimenti ed i loro esiti nelle ulteriori fasi e gradi del giudizio in cui sono stati adottati, nonché in base all'eventuale autorelazione allegata dal magistrato. La valutazione delle statistiche relative al lavoro svolto deve essere effettuata in concreto con riferimento, pertanto, alla sede dell'ufficio in cui il magistrato è stato assegnato, confrontandole sia con le statistiche medie nazionali che con quelle dei colleghi in servizio presso lo stesso ufficio. Invece la professionalità del magistrato viene desunta dalle pubblicazioni di studi e ricerche, scientificamente apprezzabili, vertenti su argomenti di carattere giuridico, e da titoli di studio o da ulteriori attestati, qualificanti esperienze tecnico-professionali. È evidente, pertanto, che l'obiettivo è quello di stimolare il più possibile il togato verso un continuo aggiornamento ed approfondimento, anche specialistico, stimolando la vivacità intellettuale verso tutte le branche del diritto, perseguendo il risultato di poter così premiare gli elementi validi già in servizio il co. 3 dell'art. 26, infatti, raccomanda l'utilizzo di ogni mezzo idoneo a conservare il più possibile l'anonimato dell'estensore del provvedimento o dell'autore della pubblicazione al fine di ottenere un giudizio il più imparziale possibile e, comunque, garantire i massimi livelli di professionalità generale della categoria attraverso un elevato, se non esasperato, grado di competività. Assumono, tuttavia, pari grado i titoli giudiziari ed extragiudiziari sottoposti ad un giudizio di apprezzabilità che favorisce la discrezionalità delle Commissioni. In linea con tale tendenza il co. 4 dell'art. 26 prevede che nei concorsi per titoli ed esami i titoli, solo in caso di positivo espletamento delle prove scritte, vengono valutati in maniera tale che incidano per il 50% percentuale non trascurabile sulla formazione della votazione finale, che servirà poi a formare la graduatoria definitiva insieme con gli altri elementi di valutazione. Se da un lato, nonostante gli sforzi profusi, sembra che sia rimasto centrale nella valutazione il riferimento ad un non poco generico concetto di professionalità , d'altro canto non risultando individuati criteri oggettivi e predeterminati nella valutazione ed individuazione dei titoli, si attribuisce automaticamente alle Commissioni esaminatrici un' ampia discrezionalità, in pregiudizio delle prerogative costituzionali del CSM. Fa eccezione la valutazione dei titoli ai fini dell'assegnazione delle funzioni di sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia, per la quale resta ferma la disposizione preferenziale dell'articolo 76-bis, co. 4, rd. 12/1941 e succ. modd. Ord. giud. , a mente del quale alla Direzione sono addetti, quali sostituti, magistrati di corte di appello, nominati sulla base di specifiche attitudini ed esperienze nella trattazione di procedimenti relativi alla criminalità organizzata. Alle nomine provvede il CSM, sentito il procuratore nazionale antimafia il quale designa uno o più dei sostituti procuratori ad assumere le funzioni di procuratore nazionale antimafia aggiunto art. 21-quinques Dl 306/'92 . Le prove scritte sono svolte in modo tale da assicurare l'anonimato del candidato, verteranno sulla soluzione di uno o più casi pratici, particolarmente complessi ed implicanti la soluzione di una o più questioni processuali relative alle funzioni richieste. Le prove orali, a loro volta, verteranno sulla trattazione della prova scritta. Nell'ipotesi in cui il candidato, prima dell'espletamento del concorso, avesse ricevuto una sanzione disciplinare superiore all'ammonimento, è comunque ammesso a partecipare ai concorsi ma dopo il maggior numero di anni indicato nella sentenza disciplinare definitiva tuttavia il periodo di maggiorazione non può essere inferiore a due né superiore a quattro anni rispetto a quanto previsto all'articolo 12 commi 3, 4 e 5 e dal capo VIII. La valutazione conseguita a conclusione dei corsi di formazione alle funzioni di secondo grado e alle funzioni di legittimità, ha una validità, secondo il disposto dell'art. 27, di sette anni, è comunque possibile frequentare frattanto altri corsi ed ottenere così una valutazione migliore. Le commissioni di concorso sono nominate dal CSM secondo le composizioni prestabilite dall'art. 28, per l'assegnazione dei posti di cui agli articoli 20, 21, 22, 23 e 24 e, una volta nominate, restano in carica per due anni, e sono poi prorogate sino all'esaurimento delle procedure concorsuali in corso. Tranne i magistrati che esercitano funzioni direttive requirenti di legittimità, tutti gli altri membri delle commissioni non possono essere nominati prima che sia trascorso un triennio dalla cessazione del precedente incarico. INCARICHI SEMIDIRETTIVI E DIRETTIVI. A mente dell'articolo 29 il CSM individua, quanto alle sedi, i posti vacanti negli incarichi semidirettivi giudicanti e requirenti di primo e secondo grado, negli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo grado e di primo grado elevato, nonché negli incarichi direttivi di secondo grado. Possono partecipare al concorso per titoli per il conferimento di incarichi semidirettivi giudicanti di primo grado, articolo 30, i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento di funzioni giudicanti di secondo grado da non meno di tre anni mentre possono partecipare al concorso per titoli per il conferimento di incarichi semidirettivi requirenti di primo grado, i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni requirenti di secondo grado da non meno di tre anni. Hanno diritto a concorrere per il conferimento di incarichi semidirettivi giudicanti di secondo grado, i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni giudicanti di secondo grado da almeno sei anni ed altrettanto vale per l'omologo requirente. Sono, invece, ammessi a concorrere per il conferimento di incarichi direttivi giudicanti o requirenti di primo grado i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni giudicanti requirenti di secondo grado da non meno di cinque anni. Sono ammessi a partecipare ai concorsi per titoli, banditi per il conferimento di incarichi direttivi giudicanti o requirenti , i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni giudicanti o requirenti di legittimità da almeno otto anni. Sono legittimati a partecipare ai concorsi per il conferimento di incarichi direttivi giudicanti o requirenti i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni giudicanti o requirenti di legittimità da almeno cinque anni artt. da 30 a 34 . Per il conferimento degli incarichi direttivi di merito di cui agli articoli 32, 33 e 34, L'art. 35 richiede come requisito che il candidato, al momento della pubblicazione della vacanza del posto messo a concorso, possa assicurare almeno quattro anni di servizio prima del raggiungimento della data di ordinario collocamento a riposo, prevista dall'art. 5 rd.lgs. 511/46, nonché l'avvenuta frequentazione del relativo corso di formazione presso la Scuola superiore della magistratura, il cui giudizio finale è all'uopo valutato dal CSM requisito quest'ultimo non richiesto, invece, per il conferimento di incarichi direttivi di merito da conferirsi prima dell'entrata in funzione della Scuola superiore della magistratura . Per il conferimento di tali incarichi a magistrati cui è stato prolungato o ripristinato il rapporto di impiego art. 3 co. 57 e 57-bis L. 350/03 ed art. 2, co. 3 Dl 66/04 conv. con modd. dalla L. 126/04 alla data di ordinario collocamento a riposo è aggiunto un periodo pari a quello di sospensione ingiustamente subita cumulato con quello del servizio non espletato per l'anticipato collocamento a riposo. I vincitori del concorso per il conferimento delle funzioni di legittimità di cui all'art. 12, co. 4 e 5, sono ammessi a partecipare ai concorsi per il conferimento di incarichi semidirettivi e direttivi di cui agli articoli 30, 31, 32 e 33, e l'aver esercitato art. 37 funzioni di legittimità giudicanti o requirenti costituisce, a parità di graduatoria, titolo preferenziale per il conferimento degli incarichi direttivi di cui all'art. 33. Il CSM individua, secondo il disposto di cui all' art. 38, il numero di posti vacanti negli incarichi direttivi e direttivi superiori di legittimità. Legittimati a partecipare al concorso per titoli per il conferimento di incarichi direttivi giudicanti o requirenti di legittimità sono i magistrati che esercitano funzioni giudicanti o requirenti da almeno quattro anni art. 39 . Al concorso per titoli per il conferimento di incarichi direttivi superiori giudicanti o requirenti di legittimità possono partecipare i magistrati che esercitano incarichi direttivi giudicanti o requirenti di legittimità tuttavia il magistrato che esercita l'incarico di procuratore generale aggiunto presso la Corte di cassazione può partecipare al concorso per titoli per il conferimento dell'incarico di procuratore generale presso la Corte medesima. I magistrati che esercitano incarichi direttivi o incarichi direttivi superiori giudicanti di legittimità possono concorrere per il conferimento dell'incarico direttivo superiore apicale di legittimità. Tuttavia, a mente dell'art. 41, tali ultimi incarichi direttivi possono essere conferiti solo ai magistrati che al momento della pubblicazione della vacanza del posto assicurino almeno due anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo ciò a garanzia del fatto che possano così assicurare una reggenza dell'incarico tale da poterlo svolgere per un tempo sufficientemente significativo in termini di efficienza dell'ufficio . Ulteriori requisiti sono l'aver frequentato l'apposito corso di formazione alle funzioni direttive presso la Scuola superiore della magistratura e la positiva valutazione nel concorso per titoli. Per quei magistrati ai quali fosse stato prolungato o ripristinato il rapporto di impiego va aggiunto, alla data di ordinario collocamento a riposo, un periodo ulteriore di tempo pari a quello della sospensione ingiustamente subita cumulato a quello del servizio non espletato per l'anticipato collocamento in quiescenza art. 42 . I concorsi per gli incarichi direttivi conferiscono una dichiarazione di idoneità allo svolgimento di tali funzioni e presuppongono la valutazione della laboriosità del candidato e della sua capacità organizzativa. Il CSM, pertanto, a mente dell'art. 43, se si tratta di funzioni direttive di secondo grado, acquisisce gli ulteriori elementi di valutazione i titoli sono individuati con riferimento alla loro specifica rilevanza ai fini della verifica delle attitudini allo svolgimento di funzioni direttive ai fini dell'assegnazione delle funzioni direttive di Procuratore nazionale antimafia resta ferma la previsione dell'articolo 76-bis, co. 2 rd 12/1941 Ord. Giud. , ed i pareri motivati dei CG e del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e forma, quindi, la graduatoria degli idonei. Sulla scorta di tale graduatoria vengono proposte al Ministro della giustizia, seguendo le modalità del concerto previste dall'art. 11 L. n. 195/58 a mente del quale sul conferimento degli uffici direttivi il Consiglio delibera, su proposta formulata di concerto col Ministro della giustizia, con una commissione formata da sei dei suoi componenti, di cui quattro eletti dai magistrati e due eletti dal parlamento le conseguenti nomine titolo preferenziale è costituito dal pregresso esercizio di funzioni semidirettive o direttive . Al Ministro della giustizia è riconosciuta una funzione di controllo potendo, oltre che nei casi di conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, ricorrere, utilizzando gli strumenti della giustizia amministrativa, contro le delibere con le quali si dovessero conferire o prorogare incarichi direttivi. Non può non rilevarsi che il potere d'impugnazione delle nomine dei direttivi da parte del Ministro sembra eccedere le competenze attribuitegli dall'art. 110 Cost. Anche i concorsi per gli incarichi semidirettivi art. 43 comportano una dichiarazione di idoneità allo svolgimento delle relative funzioni grazie alla valutazione, espressa dalle relative commissioni, in via prevalente della laboriosità del candidato e della sua capacità organizzativa. Per effettuare la valutazione si esaminano anche i titoli individuati in relazione alla loro specifica rilevanza ai fini della verifica delle attitudini allo svolgimento di funzioni semidirettive ma non in via prevalente. Pertanto il CSM, acquisiti ulteriori elementi di valutazione ed il parere motivato dei CG, assegna l'incarico semidirettivo ai candidati idonei all'esito del concorso tenendo conto del giudizio finale conseguito costituisce titolo preferenziale il pregresso esercizio di funzioni semidirettive o direttive. Per le funzioni semidirettive giudicanti in sezioni specializzate si deve tenere conto della pregressa esperienza maturata dal magistrato nello specifico settore oggetto dei procedimenti trattati dalla sezione di tribunale o di corte di appello la cui presidenza è messa a concorso. LA TEMPORANEITÀ DEGLI INCARICHI DIRETTIVI. Gli incarichi direttivi, a mente dell'art. 45, hanno carattere generalmente temporaneo ad eccezione di quelli direttivi di legittimità e superiori o superiori apicali di legittimità e durano quattro anni, sono rinnovabili per altri due anni a domanda e previa acquisizione del parere del Ministro della giustizia e previa valutazione del CSM. I magistrati che, alla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati in attuazione della delega di cui all'art. 1 co. 1, lett. a , L. 150/05, ricoprono incarichi direttivi giudicanti o requirenti, mantengono le loro funzioni al massimo per i successivi quattro anni di modo che decadendo alla scadenza resteranno assegnati, con funzioni non direttive, nello stesso ufficio, anche in soprannumero da riassorbire alle successive vacanze senza variazione dell'organico complessivo della magistratura. Pertanto alla scadenza del termine il magistrato può concorrere per il conferimento di altri incarichi direttivi di uguale grado funzioni direttive di primo grado e di primo grado elevato in sedi site fuori del circondario di provenienza e, per incarichi direttivi di grado superiore, per sedi però poste fuori dal distretto di provenienza ed escluso quello competente ai sensi dell'art. 11 Cpp . Se, invece, il magistrato che ha esercitato funzioni direttive non presenta domanda per il conferimento di altro ufficio, ovvero se la domanda è respinta, viene assegnato alle funzioni non direttive da ultimo esercitate nella sede di originaria provenienza, se vacante, altrimenti in altra sede ma senza maggiori oneri per lo Stato. Gli incarichi semidirettivi, invece, durano sei anni art. 46 allo scadere del termine il magistrato che esercita funzioni semidirettive requirenti potrà concorrere per il conferimento di altri incarichi semidirettivi o direttivi di primo grado o di primo grado elevato da svolgersi però in sedi poste fuori dal circondario di provenienza, oppure di incarichi direttivi di secondo grado ma in sedi poste fuori dal distretto originario ed escluso quello competente ai sensi dell'articolo 11 Cpp. Se, invece, alla scadenza dell' incarico il magistrato non ha presentato domanda, ovvero la stessa è stata respinta, verrà assegnato alle funzioni non direttive esercitate da ultimo nella sede di originaria provenienza, se disponibile, in caso contrario presso altra sede e senza maggiori oneri per lo Stato. Anche per tali incarichi vige il medesimo regime transitorio sopra illustrato mentre l'art. 49 disciplina il regime transitorio ai fini del conferimento degli incarichi semidirettivi e direttivi. È necessario il compimento di tredici anni dalla data del decreto di nomina ad uditore giudiziario, requisito cui è ritenuto equivalente il superamento del concorso per l'attribuzione delle funzioni di secondo grado. Così per il conferimento di incarichi direttivi di secondo grado il compimento di venti anni di servizio equivale al superamento del concorso per l'attribuzione delle funzioni di legittimità mentre per i magistrati che, alla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 co. 1, lett. a , L. n. 150/05, hanno compiuto, o compiranno nei successivi ventiquattro mesi, venti anni di servizio, per un periodo non superiore a cinque anni possono ottenere il conferimento di incarichi direttivi di legittimità o superiori o superiori apicali di legittimità anche se non possiedono i requisiti di esercizio previsti per tali funzioni. Il termine quinquennale resta sospeso dalla data di presentazione della domanda sino alla data di comunicazione del suo esito. MAGISTRATI FUORI RUOLO Il periodo di tempo che il magistrato trascorre fuori ruolo è equiparato dall'art. 50 all'esercizio delle ultime funzioni giudiziarie svolte e, pertanto, il ricollocamento in ruolo avverrà nella medesima sede, se vacante, ovvero in altra sede, nelle stesse funzioni, oppure, nel caso in cui sia cessato dall'esercizio di una funzione elettiva extragiudiziaria, in una sede diversa vacante appartenente ad un distretto sito in una regione diversa da quella in cui è ubicato il distretto presso cui è posta la sede di provenienza e comunque diversa da quella in cui, in tutto o in parte, è sito il territorio della circoscrizione nella quale il magistrato è stato eletto fa intuitivamente eccezione il caso di svolgimento di funzioni presso la Corte di cassazione o la Procura generale presso la Corte di cassazione o presso la Direzione nazionale antimafia . Lo stato di collocamento fuori ruolo può durare al massimo dieci anni nel corso dell' intera carriera, ma deve considerarsi che tale disposizione non è retroattiva. Peraltro, non vengono computati nel conteggio i periodi di mandato parlamentare e al CSM, ma i magistrati che si trovassero in queste due ultime condizioni non potranno partecipare ai concorsi che saranno banditi in tale periodo. Il ricollocamento in ruolo per i magistrati che si troveranno fuori ruolo, alla data di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati in attuazione della delega di cui all'art. 1, co. 1, lett. a , L. n. 150/05, avverrà, per coloro che si trovano in aspettativa per mandato elettorale, nelle stesse funzioni ma presso una sede vacante diversa dall'ultima e in un distretto di una regione diversa da quella in cui è stato eletto. Coloro che verranno ricollocati prima del compimento del terzo anno fuori ruolo ritorneranno nell'ultima sede, se vacante, nelle stesse funzioni se non dovesse essere vacante, mediante assegnazione ad altra sede, per concorso virtuale, nell'ambito dei posti vacanti al momento del ricollocamento. Invece, per coloro che verranno ricollocati dopo i tre anni di fuori ruolo, se richiederanno la sede di provenienza avranno le precedenti funzioni anche in sovrannumero che sarà riassorbito con le vacanze successive secondo la procedura prevista dall'art. 3, co. 2, L. 48/2001 a mente del quale cessato l'esercizio delle funzioni i magistrati possono essere assegnati agli uffici giudiziari di provenienza con le precedenti funzioni, anche in soprannumero, che deve essere riassorbito con le successive vacanze in mancanza di tale richiesta verranno assegnati ad altra sede per concorso virtuale tra i posti al momento vacanti. PROGRESSIONE ECONOMICA DEI MAGISTRATI La progressione economica dei magistrati si articola, in via generale, automaticamente, secondo sette classi di anzianità, salvo un eventuale migliore trattamento eventualmente conseguito. Si è visto, però, che pure i magistrati i quali non prendono parte a concorsi sono sottoposti a valutazioni periodiche di professionalità che, se negative, ne arrestano la progressione economica. A coloro che conseguono le funzioni di secondo grado a seguito di concorso per titoli ed esami scritti ed orali viene attribuita la quinta classe di anzianità così ai magistrati che conseguono le funzioni di legittimità a seguito dei relativi concorsi, viene riconosciuta la sesta classe di anzianità. CONCLUSIONI. E' molto forte la tentazione di concludere richiamando il titolo di una celebre commedia di eduardiana memoria Gli esami non finiscono mai . Lo sforzo del legislatore di escogitare un sistema che garantisse un elevato grado di preparazione stimolando il continuo aggiornamento dei magistrati, e consentisse solo ai migliori di progredire sino ai vertici dell'istituzione giudiziaria, resta poi frustrato da semplici considerazioni pratiche peraltro riscontrabili sul campo, risultando intuitivo che il macchinoso sistema concorsuale per quote dilata i tempi e non risulta funzionale rispetto alle concrete aspirazioni dei candidati, comportando difficoltà di gestione per l'organo di autogoverno non essendovi nessuna analisi sui possibili flussi di mobilità. Sorge il timore che il tutto riverbererà con negative conseguenze sulla funzionalità degli uffici giudiziari interessati dagli spostamenti probabilmente tutti . L'aver previsto come requisito di accesso ai concorsi il preventivo conseguimento dei giudizi di idoneità, rilasciati della Scuola superiore della magistratura, secondo criteri di valutazione non definiti, diventa un inevitabile limite laddove si consideri semplicemente l'affollamento a cui tali corsi andranno, prevedibilmente ed inevitabilmente, soggetti. La domanda, pertanto, sorge spontanea sarà previsto un numero chiuso e, quindi, verrà introdotto un ennesimo concorso per regolamentare l'accesso ai corsi per ottenere l'idoneità a partecipare ai concorsi banditi dal CSM? È intuitiva la possibilità di un imminente paralisi del sistema. Ma quale che sia la risposta a tale domanda, è per converso evidente che il magistrato il quale non riuscisse ad accedere ai corsi e le difficoltà sono palesi non potrà partecipare ai concorsi e, pertanto, saranno bloccate le carriere di molti, anche meritevoli, a vantaggio di altri che progrediranno nella carriera a scapito dei primi, fomentandosi un clima di esasperata competitività interna che favorirà il distrarsi dell'attenzione dei magistrati dai propri compiti istituzionali per concentrarsi sulle preoccupazioni, invero comprensibili e pure legittime, per la propria carriera. Sotto diverso profilo coloro i quali siano assegnati a sedi cosiddette disagiate ma per converso tranquille, risulteranno di certo avvantaggiati potendo dedicare senza troppi problemi tempo allo studio, alla frequentazione dei corsi abilitanti ed alla preparazione dei relativi concorsi, mentre gli altri si dedicheranno allo studio sottraendo tempo all'impegno professionale. Pertanto, campeggia l'atroce dilemma secondo il quale dovendo costoro impegnare tempo per lo studio finalizzato alla pubblicazione di articoli e ricerche giuridiche, per frequentare corsi di formazione presso la Scuola e per preparare gli svariati concorsi che col tempo partiranno, affrontando quindi altrettanti trasferimenti in città diverse e dovendo anche smaltire il ruolo quotidiano , quale sarà poi, in termini concreti, il rendimento che umanamente sarà possibile attendersi da persone che restano pur sempre solo degli uomini e delle donne che hanno anche una loro sfera privata da coltivare ? Allo stato, sembra mancare solo un concorso anche per la messa in quiescenza del magistrato ma il passo è breve. Ad ogni modo va evidenziato che se tale sistema sia migliore o peggiore del precedente sarà solo il tempo a dirlo, fermo restando che qualsiasi modello si voglia adottare sarà sempre migliorabile, restando comunque affidato, nella sua concretizzazione, a degli uomini dalla cui volontà e responsabilità dipende il raggiungimento di un obbiettivo di efficienza che, sostanzialmente, non può che condividersi. * Avvocato ?? ?? ?? ?? 1