Stupefacenti: nonostante la riforma la quantità resta solo un indizio (dello spaccio)

di Nicola Canestrini

di Nicola Canestrini * La sentenza in commento, che prende le mosse da una incriminazione per l'ipotesi previ-sta e punita dall'art. 73/1bis DPR 309/1990 nella forma novellata dalla l. 21 febbraio 2006, numero cd. legge Fini , recependo l'argomentazione difensiva, afferma che anche nel sistema introdotto dalle recenti norme riformatrici il parametro quantitativo abbia comunque una valenza meramente indiziaria dell'uso non solo personale della sostanza stupefacente . Infatti, il quantitativo di eroina detenuto dall'imputato era di molto superiore al quantitativo previsto dal DM del Ministero della Salute dd. 11 aprile 2006 in GU 95 dd. 24 aprile 2006 , dovendo dunque l'interprete stabilire se il mero superamento delle quantità predeterminate dall'atto amministrativo possa costituire reato. Così non è, dato che la norma incriminatrice al comma 1bis prevede che venga punito con la pena prevista nel comma 1 chiunque illecitamente detiene sostanze stupefacenti che per quantità, in particolare se superiore ai limiti massimi indicati con decreto appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale . Il dato letterale - che anche nella esecrabile formulazione approssimativa della norma rimane primo ed insuperabile canone ermeneutica - sancisce inequivocabilmente che anche di fronte a quantità eccedenti i limiti stabiliti con l'atto amministrativo il Giudice debba compiere un accertamento di merito sulla destinazione della sostanza. Ciò facendo ricorso a quegli elementi indiziari ben individuati dalla giurisprudenza sotto la normativa passata qualità soggettiva di tossicodipendente o meno del detentore, attività lavorativa che faccia disporre di introiti leciti con i quali soddisfare la dipendenza o assenza di tale attività, assenza/presenza di sostanza da taglio, possesso o meno di strumenti di pesatura, posses-so di denaro con modalità indicative dello spaccio, ecc. Peraltro, in presenza di un dato quantitativo superiore a quello fissato con il DM citato, viene rafforzato quell'onere di allegazione da parte della difesa, che dunque dovrà farsi carico di fornire al giudice elementi di valutazione idonei a comprovare la compatibilità del quantitativo superiore ai limiti con la destinazione a propri fini esclusivamente personali. Il dato quantitativo resta comunque elemento inidoneo a fondare da solo una pronuncia di condanna, per la quale sarà necessaria la presenza di quegli indizi di cui si è fatto cenno, dotati di gravità, precisione e concordanza. In difetto, sussisterà quantomeno quel dubbio sulla destinazione della sostanza che rende necessaria una pronuncia assolutoria. * Avvocato

Tribunale di Verona - sezione penale monocratica - sentenza depositata il 24 luglio 2006, n. 1339 Giudice Favaro MOTIVAZIONE All'esito dell'udienza di convalida dell'arresto, preliminarmente all'apertura del dibattimento nel giudizio direttissimo, l'imputato chiedeva definirsi il processo con rito abbreviato condizionato all'audizione del fratello ed all'acquisizione di documenti attestanti lo stato di tossicodipendenza e la sussistenza di un pro-gramma terapeutico in atti nonché l'attività lavorativa svolta. Il Giudice ordinava procedersi con rito abbreviato. Il PM depositava il proprio fascicolo e le parti concludevano come da verbale d'udienza. Dal verbale di arresto si evince che nella zona dell'Hotel Leon d'Oro, in città, nel furgone di proprietà dell'imputato in esito a perquisizione sono state rinve-nute sostanze stupefacenti tipo eroina per grammi 3,33 e tipo cocaina per grammi 0,28 come confermato dal narcotest e dalla pesatura eseguita. Ritenuto che anche nel sistema introdotto dalle recenti norme riformatrici il pa-rametro quantitativo abbia comunque una valenza meramente indiziaria dell'uso non solo personale della sostanza stupefacente rilevato che nel caso di specie i precedenti risultano ultradecennali che non risultano previe segnalazioni in rela-zione ad eventuale attività di cessione a terzi che pur in difetto di una consegna spontanea delle sostanze stupefacenti da parte dell'imputato, va evidenziata l'assenza anche nella perquisizione personale di ulteriori elementi tipici del confezionamento per la cessione a terzi che è in atti la prova dell'attività lavorativa svolta dall'imputato che tali circostanze depongono a favore dell'utilizzo perso-nale come indicato dall'imputato, tossicodipendente sottoposto a programma terapeutico quantomeno dal 2001. Per queste ragioni, atteso che gli elementi di prova acquisiti risultano insufficien-ti e contraddittori, l'imputato va assolto dal reato ascritto perché il fatto non sussiste. P.Q.M. Visti gli artt. 442, 530, 2 cpp assolve LG dal reato ascritto perché il fatto non sussiste. Manda al Prefetto per l'eventuale adozione dei provvedimenti di cui all'art. 75 DPR 309/1990. Revoca la misura dell'obbligo di presentazione ai Carabinieri di Rovereto tutti i giorni alle ore 18.00. Dispone la confisca della sostanza stupefacente in sequestro.