Ammortizzatori sociali anche per i professionisti? L’iniziativa sarebbe opportuna e attesa

Da gennaio 2013 entrano in vigore i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Ministro Fornero per tutti i lavori dipendenti compresi i giovani precari. La riforma si fonda su due pilastri ASPI Assicurazione Sociale per l’Impiego, che sarà più generosa della vecchia disoccupazione e mobilità e Fondi di solidarietà bilaterali, per i quali il Governo si è impegnato con la legge di stabilità a garantire risorse.

Il Ministro Fornero si è però dimenticato di una vasta platea, pari a circa 2 milioni di professionisti dei quali solo il 10% circa può dichiarare redditi superiori al tetto pensionabile, pari a circa 90.000,00 euro all’anno. La presunzione di ricchezza che per tanti anni ha caratterizzato le libere professioni cede oggi il passo alla presunzione di povertà nei confronti della quale però lo Stato nulla ha previsto. ASPI anche per i professionisti in difficoltà. È venuto quindi il tempo che le Casse di previdenza dei professionisti, consorziate nell’Adepp, prendano un’iniziativa forte, la quale, oltre al manifesto per l’autonomia da sottoporre alla forze politiche prima del voto, preveda anche la costituzione di un adeguato fondo di solidarietà per garantire l’assicurazione sociale per l’impiego anche in favore dei professionisti in difficoltà chiedendo allo Stato, a fronte di tale sforzo, opportune riduzioni del carico fiscale. Una riforma da mettere a punto in un momento di grave difficoltà per dare maggiore equità ed efficienza al sistema di protezione sociale, in linea con le migliori politiche europee. Il richiamo all’Europa non sia soltanto per il rigore ma anche per le politiche di sostegno al reddito.