Cyberbullismo. La Legge approvata non delude

Molto opportunamente è stato assunto il testo originario dedicato unicamente ai minori e fondato sui concetti di formazione, prevenzione, coregolamenteazione. Indubbiamente si tratta di un enorme scatto in avanti verso scenari di civiltà e cittadinanza digitale dove vittime e carnefici devono essere parimenti supportati per passare dallo stadio di semplice nativo digitale allo stadio più evoluto di cittadino digitale . Trascorrerà un anno, due anni, cinque anni prima che l’obiettivo sia raggiunto ma finalmente la strada è quella giusta.

La Legge sul Cyberbullismo approvata il 17 maggio questa volta non delude. Si rifugge dall’impostazione della stesura normativa precedente maggiormente concentrata sulla repressione fino al punto di istituire il nuovo reato di bullismo integrato nel codice penale modificando l’art. 612- bis . Si attiva invece un processo lungimirante in cui la scuola e tutti gli stakeholders dell’Internet si siedono allo stesso Tavolo Tecnico art. 3 e insieme cercano di individuare le prassi più adeguate affinchè i minori trovino tutela anche nell’ambiente digitale. Tali prassi potranno essere format elettronici standardizzati per inoltrare l’Istanza al Gestore art. 2 o addirittura un vero e proprio Codice di Coregolamentazione per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo la cui applicazione viene verificata dal Comitato di Monitoraggio art. 3, comma 3 . Ulteriore soggetto propulsore di questo processo è il MIUR Ministero Istruzione, Università, Ricerca destinato a tracciare le Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto in ambito scolastico art. 4 di questo fenomeno di odio collettivo mediatico. Tali Linee Guida saranno il corrimano del processo di evoluzione digitale che dalla Scuola si irradierà in tutta la società grazie alla Formazione del personale scolastico art. 4, comma 2 e degli studenti che poi in prima persona potranno farsi portatori presso i compagni e presso le rispettive famiglie dei concetti di cittadinanza digitale assumere un ruolo attivo . In questo ambizioso progetto di educazione e inclusione di tutti i cittadini minori, adulti, esperti o non del Web non vengono abbandonati i bulli per i quali devono essere disposte le stesse misure di sostegno e rieducazione art. 4, comma 2 dedicate alle vittime. Il Referente scolastico art. 4, comma 3 scelto dall’Istituto promuoverà tutto questo processo all’interno della scuola e veglierà sullo stato di civiltà digitale del corpo studentesco. In caso di segnalazione di abuso ove questo non costituisca reato il Referente provvederà a darne tempestivamente Informativa alle famiglie art. 5, comma 1 e ad applicare ai minori coinvolti misure a carattere rieducativo. I punti salienti. Legge sul Cyberbullismo e Neutralità della Rete. Il tema minori e Internet ci spinge ben oltre la filosofia della Rete Libera o neutralità della Rete secondo cui non può essere imposto l’obbligo di sorveglianza agli Internet Service Provider ISP e ci conduce verso un nuovo orizzonte in cui anche i gestori del web partecipano a una corretta inclusione sociale. Sulla scorta dei fenomeni adolescenziali registrati online, emerge la necessità di passare da una visione in cui il minore viene concepito in un rapporto frontale con l’Internet a una visione in cui il minore venga considerato Figlio dell’Internet . Esattamente come quando si vede un bambino per la strada in pericolo o abbandonato e il passante cerca di aiutarlo anche nel web quando un minore richiede aiuto con l’Istanza al Gestore di cui all’art. 2 l’operatore deve subito intervenire. Con questa Legge i provider che prima professavano il principio della non responsabilità e dell’assenza di un obbligo di sorveglianza si sono formalmente impegnati a ridurre i rischi per il minore. Occorre transitare da una fase in cui la responsabilità di vigilanza è della famiglia a una fase in cui a questo pur importante soggetto si aggiunge la tutela apprestata da tutti gli operatori dell'Internet. Google e Microsoft hanno già intrapreso questa strada. Google ha sviluppato un algoritmo per bloccare la diffusione delle immagini di foto e video pedopornografiche in Rete. Ha bloccato oltre 100.000 termini di ricerca ricollegabili a contenuti illegali riguardanti minori che una volta digitati sulla barra Search non conducono più a nessun sito web. Microsoft in collaborazione con BigG ha sviluppato un sistema di riconoscimento facciale che permette di identificare immagini in cui i minori sono vittime di abusi. Il cuore della Legge sul Cyberbullismo concetto di Cittadinanza Digitale . L’inquadramento del Legislatore si ispira a una cultura olistica di minori figli di Internet . Sotto questo profilo il principio di cittadinanza digitale favorisce l’integrazione sistemica degli stakeholders costituendo un tavolo tecnico interdisciplinare e interministeriale tra istituzioni, associazioni, genitori, studenti e aziende del settore new media. Il tutto corroborato dall’alta competenza della Polizia Postale. Le Linee di orientamento per azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo 2015 del MIUR stabiliscono espressamente che gli insegnanti dovranno aiutare i discenti a diventare dei buoni cittadini virtuali . Il documento sostiene infatti Nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti della scuola secondaria, la Scuola è definita come comunità di dialogo in essa ognuno con pari dignità e nella diversità dei ruoli opera per garantire la formazione alla cittadinanza Ne scaturisce il ruolo fondamentale che deve assumere la Comunità Scolastica nel guidare gli studenti verso la consapevolezza dei propri diritti e doveri di cittadini virtuali . Parole-chiave formazione, prevenzione, auto e co-regolamentazione. Le parole-chiave del testo normativo sono formazione, prevenzione, autoregolamentazione e co-regolamentazione. La formazione viene indirizzata soprattutto al personale scolastico mediante la partecipazione del Referente a corsi di alfabetizzazione digitale ma anche ai servizi sociali e a tutti i soggetti di prossimità del minore. Inoltre devono essere gli stessi ragazzi che una volta alfabetizzati devono assumere un ruolo attivo all’interno dell’istituto scolastico sia nell’educazione dei compagni sia nella prevenzione e nel contrasto di atti e condotte bullizzanti online. La prevenzione non solo si attua con la formazione ma anche con la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori abusati e abusatori. L’autoregolamentazione e/o la coregolamentazione viene attuata tramite codici adottati in autonomia dai Gestori per facilitare le segnalazioni e per ridurre gli abusi e soprattutto viene attuata mediante il Codice di co-regolamentazione elaborato e condiviso da tutti gli stakeholders della rete, della Scuola e dei Servizi sociali. Misure di contrasto. Istanza al Gestore entro 48 ore art. 2 . Viene concessa la facoltà per le vittime over 14 di chiedere autonomamente anche senza i genitori l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale a prescindere dal fatto che la condotta segnalata costituisca o meno reato di illecito trattamento dati ex art. 167 codice privacy. Il Gestore deve provvedere entro 48 ore dalla richiesta. In difetto il minore può rivolgersi al Garante Privacy che risolverà la situazione entro le 48 ore successive. Ammonimento art. 7 . Quando non è stato commesso un reato mediante la condotta lesiva, si può applicare nei confronti del bullo oltre i 14 anni la misura dell’ammonimento come avviene già per lo stalking. Il Questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale e intima al ragazzo di non reiterare quel tipo di condotta che viene stigmatizzata in modo molto severo. Le Linee Guida del MIUR. Le Linee di orientamento per azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo dell’aprile 2015 sono state elaborate con la partecipazione di circa 30 Enti e Associazioni aderenti all’Advistory Board dell’iniziativa Safer Internet Centre, coordinata dal MIUR www.generazioniconnesse.it . Una prima parte viene dedicata all’importanza della segnalazione. Devono essere apprestati strumenti di avviso dell’illecito integrati tra loro e ridondanti. Vengono previste hot line dedicate al bullismo, al cyberbullismo e alla pedopornografia online. Questi canali di comunicazione devono essere ridondanti ovvero avvenire tramite più vie telefono, chat, sms, whatsapp, skipe affinchè il minore possa scegliere quello più congeniale. Una seconda parte viene dedicata alla redistribuzione territoriale degli organismi competenti per il coordinamento delle attività di contrasto. I bulli come le loro vittime sono soggetti disagiati che necessitano dell’azione coordinata di tutta la comunità educante Province, Comuni, Municipi, Servizi Sanitari, Associazioni Culturali, Centri di ricerca, di formazione e di documentazione. L’art. 4, comma 6 prevede che i servizi territoriali, con l’ausilio delle associazioni e degli altri enti che perseguono le finalità della presente legge, promuovono, nell’ambito delle risorse disponibili, specifici progetti personalizzati volti a sostenere i minori vittime di atti di bullismo e di cyberbullismo nonché a rieducare, anche attraverso l’esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori artefici di tali condotte . Attualmente questo ruolo è ricoperto dagli Osservatori regionali che dovranno cedere il passo ai CTS Centri Territoriali di Supporto istituiti nell’ambito del progetto Nuove tecnologie e disabilità dagli Uffici Scolastici Regionali in collaborazione con il MIUR. I CTS appaiono maggiormente idonei allo scopo in quanto già ab origine costituiti per affrontare il problema della disabilità e del disagio a 360 gradi. La terza parte è dedicata al ruolo della scuola quale primo soggetto di prossimità del minore di cui abbiamo già trattato sopra. Il cyberbullismo si vince con la Rete Sociale . Il cyberbullismo è lo specchio digitale delle devianze umane. Un modo di esistere ai confini della legalità sospeso tra feroci atti di protagonismo e patologiche solitudini. Pensiamo al cyberbullo, al cyberstalker, al giocatore malato, al rabbioso diffamatore web hater che spinge all’odio sociale. Si tratta di fenomeni devianti che, abbandonati a se stessi, facilmente assurgono a veri e propri atti criminali. L’Internet sociale es. Facebook pullula di queste devianze a causa della propria info-architettura volta al potenziamento delle logiche del gruppo nell’aspetto deteriore branco e a favorire l’anonimato. Non possiamo sottacere la pericolosità della tecnocrazia che governa il web. La Rete è un’infrastruttura tecnologica che agisce secondo gli algoritmi impressi dai gestori. Questi ultimi sono imprese il cui scopo primario è raggiungere un profitto. Pertanto è possibile che il bene sociale non faccia parte dei loro obiettivi. Spetta allora alla società ovvero a tutti noi difendere i nostri figli, le nostre vittime, i nostri valori. La Legge sul Cyberbullismo non delude proprio perché chiama tutta la società a impegnarsi per costruire un’Etica dell’Internet socialmente utile. Soltanto la Rete sociale composta da tutti i soggetti di prossimità del fenomeno da combattere può funzionare quale elemento di contrasto. Nelle ipotesi di Cyberbullismo i soggetti di prossimità sono i genitori, la scuola, gli psicologi, la Polizia Postale, i fornitori di servizi web come Facebook, Google, Yahoo!. Soggetti simili dovranno costruire una Rete sociale anche contro il cyberstalking e contro gli haters digitali. L’Internet non è né buono né cattivo. Tutto dipende dall’uso che ne viene fatto. La Legge dimostra di esserne perfettamente consapevole e così rilancia sulla Rete sociale che deve promuovere - una conoscenza oggettiva del web, insegnando i vantaggi, segnalando i pericoli, - costruire dei modelli etico-culturali condivisi. Si legga al riguardo l’ art. 4, comma 5 promuovono l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all’utilizzo delle tecnologie informatiche, quale elemento trasversale alle diverse discipline curricolari, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione o di progetti elaborati da reti di scuole in collaborazione con enti locali, servizi territoriali, organi di polizia, associazioni ed enti . In definitiva solo la Rete sociale salva la Rete elettronica. La Legge sul Cyberbullismo è molto di più di quanto appare. Costituisce l’inizio di una rivoluzione del senso comune digitale e costituisce strumento non solo per tutelare i minori ma anche tutti i cittadini coinvolti in questo piano di educazione sociale. L’auspicio migliore da affidare al prossimo futuro di questo Testo normativo riposa nell’idea che esso funga da stimolo al dibattito e alla riflessione su un’ipotesi socialmente utile di Etica dell’Internet. Evgeny Morozov, arguto sociologo dell’Internet, ha scritto tra gli altri un libro dal titolo L’ingenuità della Rete. Il lato oscuro della libertà di Internet che evidenzia un pensiero fondamentale Non possiamo delegare il mondo ai tecnocrati e la Legge sul Cyberbullismo ne costituisce un’applicazione fondamentale.