Appello notificato con raccomandata? Senza avviso di ricevimento è inammissibile

di Angelo Buscema

di Angelo Buscema * La corretta notificazione del ricorso in appello assurge, ai sensi dell'articolo 276 del Cpc a condizione indispensabile per pervenire a una sentenza di merito. Per un'efficace strategia processuale occorre esibire in giudizio l'avviso di ricevimento ricevuto dal destinatario onde provarne la completezza e il buon fine raggiunto, atteso che la regolarità deve essere suffragata da elementi probatori. L'onere della prova della regolarità e completezza della notificazione del ricorso in appello incombe sulla parte appellante. La parte, che provvede alla notificazione del ricorso in appello, deve provare la sussistenza degli elementi giustificativi della regolarità della notificazione stessa ad esempio, tramite la sottoscrizione da parte del destinatario della ricezione dell'avviso di ricevimento per evitare che la notificazione sia reputata inesistente per violazione del principio del contraddittorio. L'inidoneità della notificazione all'instaurazione di un corretto contraddittorio, nell'ipotesi di mancata o irregolare sottoscrizione della ricezione dell'avviso di ricevimento, può avere le caratteristiche della nullità e dell'inesistenza. La nullità della notificazione si ravvisa nelle fattispecie in cui la notificazione si è perfezionata con il compimento di tutte le formalità prescritte, ma gli elementi essenziali non sono conformi al modello legale ovvero nelle fattispecie in cui l'atto è notificato in luogo o a persona diversa da quelli stabiliti dall'ordinamento ma esiste un legame o un collegamento con il destinatario. Le conclusioni sopra evidenziate trovano conferma nella recente sentenza n. 10506, depositata l'8 maggio 2006, del giudice di legittimità, che così recita Sulla base del consolidato indirizzo della giurisprudenza di questa Corte, la notifica degli atti giudiziari a mezzo del servizio postale - anche se, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 477/02, con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario si hanno per verificati gli effetti interruttivi ad essa connessi per il notificante - non si esaurisce con la spedizione dell'atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario, e l'avviso di ricevimento prescritto dall'articolo 149 Cpc e dalle disposizioni della legge 890/82, è il solo documento idoneo a dimostrare sia l'intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l'identità e idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita ne consegue, anche nell'ambito del processo tributario, che qualora tale mezzo sia stato adottato - come nella fattispecie - per la notifica del ricorso in appello, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, ma l'inesistenza della notificazione della quale, quindi, non può essere ordinata la rinnovazione ai sensi dell'articolo 291 Cpc e l'inammissibilità del ricorso medesimo, non potendosi accertare l'effettiva e valida costituzione del contraddittorio anche se risulta provata la tempestività della proposizione dell'impugnazione tra le più recenti, cfr. con riferimento al ricorso per cassazione, Cassazione, 11257/03,4900/04,2722/05 . Orbene, secondo siffatta statuizione va dichiarata l'inammissibilità dell'atto di gravame non corredato dalla prova che il procedimento notificatorio ha avuto esito positivo ovvero si è concluso, nei casi di notificazione tramite il servizio postale, con la consegna del plico al destinatario In particolare, anche dopo l'intervento della Corte costituzionale sentenza 466/02 , nel caso di notificazione di atti a mezzo posta, ove il destinatario dell'atto non si sia costituito, il notificante ha l'onere di produrre l'avviso di ricevimento, o tempestivamente con il deposito del ricorso in cancelleria o, anche, successivamente, purché prima che la causa sia posta in decisione l'inosservanza di ciò rende inesistente la notifica, in quanto incide sui requisiti per il perfezionamento del procedimento notificatorio, essendo stato pure sottolineato Cassazione, 141/05 6402/04 , proprio con riferimento alla notifica dell'appello nel processo tributario, che in caso di notifica a mezzo posta, anche nella forma prevista dal D.Lgs 546/92, la stessa si perfeziona solo con la sottoscrizione, da parte del destinatario, della ricevuta di ritorno, con la conseguenza che, ove agli atti non sia reperibile detta ricevuta, la notificazione è da ritenersi inesistente e l'impugnazione va dichiarata inammissibile. La notifica a mezzo del servizio postale, nella forma prevista dall'articolo 17 del Dl 546/92, si perfeziona solo con la sottoscrizione da parte del destinatario della ricevuta di ritorno pertanto, qualora il destinatario dell'atto non si sia costituito ed agli atti non sia reperibile detta ricevuta, ciò determina l'inesistenza della notificazione e l'inammissibilità dell'impugnazione. In particolare, il vizio di notificazione dell'atto di appello, derivante dalla mancata allegazione dell'avviso di ricevimento del plico spedito a mezzo posta, importa l'inesistenza giuridica della notifica e, quindi, implica la definitività della sentenza di primo grado e l'inammissibilità dell'appello Cassazione sentenza 8931/05 . * Dirigente Agenzia entrate

Cassazione - Sezione tributaria - sentenza 9 gennaio-8 maggio 2006, n. 10506 Presidente Paolini - Relatore Virgilio Pm Ciccolo - conforme - Ricorrente ministero delle Finanze Svolgimento del processo 1. Laura Colombo Speroni, Andrea Cribioli, Fausto Cribioli, Maria Luisa Cribioli, Franco Garretti, Liliana Lampugnani e Vito Mermina impugnavano dinanzi alla Commissione tributaria di primo grado di Milano l'avviso di liquidazione emesso dall'Ufficio del registro in relazione ad un atto di divisione e contestuale cessione di immobili siti nel Comune di Rescaldina in particolare, i ricorrenti si opposero all'atto di classamento, posto a base dell'avviso impugnato, in relazione ad uno dei cespiti oggetto del contratto. La Commissione adita dichiarò la cessazione della materia del contendere, essendosi le parti avvalse del beneficio di cui all'articolo 2quinquies del Dl 564/94 convertito nella legge 656/94 . L'Ufficio propose appello e la Ctr della Lombardia, con sentenza depositata il 18 dicembre 1997, lo dichiarò inammissibile, avendo rilevato che la notificazione dell'atto, effettuata a mezzo del servizio postale, non era stata corredata dagli avvisi di ricevimento delle singole raccomandate. 2. Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione il ministero delle Finanze nei confronti di Laura Colombo Speroni, Andrea Cribioli, Fausto Cribioli e Maria Luisa Cribioli. Gli intimati non si sono costituiti. Questa Corte, all'esito dell'adunanza in camera di consiglio del 20 giugno 2005, ha ordinato la rinnovazione della notificazione del ricorso nei confronti di due degli intimati Laura Colombo Speroni e Andrea Cribioli , nonché l'integrazione del contraddittorio nei confronti di Franco Garretti, Liliana Lampugnani e Vito Mermina. Il Ministero ricorrente ha provveduto nei termini ad entrambi gli incombenti. Nessuno degli intimati si è costituito. Motivi della decisione 1. Con l'unico motivo formulato, il ricorrente - denunciando violazione e falsa applicazione degli articoli 16, 20, 22 e 53 del D.Lgs 546/92 e degli articoli 149 e 182 Cpc - lamenta che, poiché l'esibizione degli avvisi di ricevimento non condiziona l'ammissibilità del gravame, ma serve a dimostrare che il convenuto è stato posto in grado di conoscere l'esistenza del giudizio , il giudice d'appello, riscontrata la mancata costituzione dei convenuti, avrebbe dovuto non già dichiarare inammissibile l'appello, bensì concedere termine all'Ufficio appellante per il deposito degli avvisi di ricevimento. 2. Il ricorso è infondato. Sulla base, infatti, del consolidato indirizzo della giurisprudenza di questa Corte, la notifica degli atti giudiziari a mezzo del servizio postale - anche se, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 477/02, con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario si hanno per verificati gli effetti interruttivi ad essa connessi per il notificante - non si esaurisce con la spedizione dell'atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario, e l'avviso di ricevimento prescritto dall'articolo 149 Cpc e dalle disposizioni della legge 890/82, è il solo documento idoneo a dimostrare sia l'intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l'identità e idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita ne consegue, anche nell'ambito del processo tributario, che qualora tale mezzo sia stato adottato - come nella fattispecie - per la notifica del ricorso in appello, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, ma l'inesistenza della notificazione della quale, quindi, non può essere ordinata la rinnovazione ai sensi dell'articolo 291 Cpc e l'inammissibilità del ricorso medesimo, non potendosi accertare l'effettiva e valida costituzione del contraddittorio, anche se risulta provata la tempestività della proposizione dell'impugnazione tra le più recenti, cfr., con riferimento al ricorso per cassazione, Cassazione 11257/03, 4900/04, 2722/05 . 3. In conclusine, il ricorso deve essere rigettato, senza che occorra provvedere in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità, in assenza di svolgimento di attività difensiva da parte degli intimati. PQM La Corte rigetta il ricorso.