Notifiche, rientra in gioco la pg nonostante la legge

Affidare l'atto a carabinieri e polizia invece che all'ufficiale giudiziario è una semplice irregolarità formale

La Cassazione fa salvo il ruolo della polizia giudiziaria come organo di notificazione, anche dopo le recenti modifiche introdotte dal decreto legge 144/05, contenente Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale convertito con la legge 155/05 , che ha ridimensionato notevolmente i poteri di carabinieri e poliziotti in questo campo. Di conseguenza, scatta una semplice irregolarità se a comunicare un determinato atto è la polizia giudiziaria e non come doveva essere l'ufficiale giudiziario. In altre parole, se carabinieri e polizia violano le nuove regole di competenza in materia di notificazione, l'atto portato a conoscenza dell'indagato o dell'imputato è comunque valido. O meglio, è irregolare ma non nullo o inesistente, perché la polizia giudiziaria resta organo di notificazione . Lo ha chiarito la prima sezione civile di piazza Cavour nella sentenza 8324/06, depositata il 9 marzo e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati. La Suprema corte nel verdetto in esame ha sottolineato, infatti, che la modifica normativa degli articoli 148 e 151 del Codice di procedura penale, introdotta dall'articolo 17 del Dl 144/05 e convertito in legge 155/05, ha notevolmente limitato la sfera di competenza della polizia giudiziaria in tema di notifiche, ma la trasgressione di tale limite costituisce una mera irregolarità. Quest'ultima, infatti, non determina l'inesistenza dell'atto, perché la Pg resta un organo di notificazione. Non solo, la Cassazione afferma che la violazione non è nemmeno causa di nullità, non essendo tale sanzione prevista dalla legge, e comunque non è riconducibile alle nullità di ordine generale poiché la notifica è stata comunque eseguita ad opera di un organo che ha tale potere e ha prodotto il suo effetto di conoscenza .