Una radiografia della professione si contrappone alle promesse del governo

Il Cnf presenterà in Parlamento un Rapporto sullo stato dell'avvocatura in Italia mentre Camere penali e Anf sono per la sospensione dello sciopero del 16 dicembre e per il passaggio dalle proteste alle proposte

Il Governo promette interventi immediati, ma non risponde alle richieste che provengono da tutte le componenti dell'Avvocatura, rimandando questioni come la riforma degli esami di Stato e la modifica del procedimento disciplinare, che non sono più procrastinabili. A questo scopo il Consiglio nazionale forense ha deciso sabato scorso di redigere un Rapporto sullo stato dell'Avvocatura in Italia , da presentare al Parlamento, al Governo, a tutte le istituzioni interessate e ai consumatori. Il documento riguarderà il numero degli avvocati iscritti agli Albi, gli ingressi annuali e la riforma dell'accesso alla professione forense, ora affidata a una disciplina provvisoria che rischia di divenire definitiva legge 180/03 nonché l'equiparazione delle Scuole forensi a quelle di specializzazione. Il rapporto affronterà anche il tema della trasparenza dell'esercizio della professione e dell'attribuzione al Cnf del compito di tenuta dell'Albo nazionale, coordinato con gli Albi tenuti dagli Ordini locali e della riforma delle regole di accesso al patrocinio dinanzi alle Corti superiori. Si parlerà nel documento anche della qualità della professione e dell'attribuzione agli Ordini del potere di cancellare dall'Albo i professionisti che non esercitano l'attività forense. Verranno toccati anche argomenti come la qualità della professione e l'introduzione dell'obbligo della formazione permanente, secondo un regolamento predisposto dal Cnf, con l'affidamento agli Ordini di poteri di verifica, e agli organismi abilitati di attribuzione dei crediti formativi. Ma non solo, nel rapporto si parlerà anche della riforma del procedimento disciplinare, dell'introduzione dell'assicurazione obbligatoria della responsabilità professionale, della trasparenza dei criteri di formazione delle tariffe e della determinazione dei compensi professionali. Tuttavia, aveva spiegato venerdì scorso Guido Alpa, presidente del Cnf, a margine del Congresso straordinario dell'Aiga, tra le proposte che il Consiglio nazionale forense si è visto rifiutare quella di una semplice leggina, in attesa della riforma strutturale degli esami di Stato, che faccia fronte a una situazione assolutamente inaccettabile. E in ultimo una modifica al procedimento disciplinare . Due semplici punti rimasti inascoltati che, secondo il presidente del Cnf, sarebbero state un segnale della concreta volontà di trovare un iniziale punto d'incontro . si veda in proposito il quotidiano dello scorso 25 novembre Del resto, si legge nella nota diffusa sabato scorso dal Consiglio nazionale forense, per la modifica dell'ordinamento notarile non si è attesa la riforma generale e così pure per l'unificazione degli Albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri. Per l'Avvocatura - ha continuato Alpa nel comunicato - il problema è ancor più drammatico perché gli effetti deleteri di questo ritardo non si riverberano solo sugli appartenenti alla professione forense , sul modo nel quale essa è organizzata, sull'immagine che essa dà all'esterno e sul modo nel quale l'Avvocatura è dipinta dai mass media, ma investe direttamente il ruolo dell'Avvocatura nell'amministrazione della giustizia . Il legale, del resto, ha chiarito il presidente del Cnf, oltre a fare il suo lavoro, anzi, per poter fare il suo lavoro deve sostituirsi ovviamente, senza alcun corrispettivo al cancelliere, al commesso, al giudice nella redazione dei verbali, al fornitore della cancelleria l'avvocato svolge inoltre vere e proprie funzioni giudiziarie quando opera come giudice di pace, o come giudice onorario . Un ruolo di supplenza, ha stigmatizzato Alpa, che è ignorato - da sempre, devo dire, senza differenze di colorazione politica - da tutti i Governi e da tutti i Parlamenti che si sono succeduti negli ultimi anni, mentre ben lo conoscono i giudici, che ormai considerano l'avvocato non solo come il difensore, ma anche come il loro coadiutore di fatto. Se questo ruolo suppletivo dovesse essere dismesso la macchina della giustizia si incepperebbe . A torto, quindi, ha detto ancora il presidente, si parla di sciopero bianco le funzioni suppletive non sono dovute, ma offerte gratuitamente per poter far celebrare i processi e far funzionare le cose . E ha concluso ecco perché il Rapporto sarà un utile strumento di conoscenza per tutti e una occasione di dibattito al quale è chiamata a riflettere non solo la classe politica ma l'intera società civile, o, se si vuole, i consumatori della giustizia . Camere penali Il bilancio delle astensioni di novembre. L'astensione deliberata dalla Giunta dell'Ucpi per novembre ha registrato la totale partecipazione dell'Avvocatura penale, il 90 per cento dei processi non sono stati celebrati e la restante quota ha riguardato giudizi con detenuti o a prescrizione imminente. A renderlo noto è il bilancio delle astensioni di novembre messo a punto sabato scorso dalla Giunta delle Camere penali il documento è qui leggibile nei documenti correlati . I penalisti nel tirare le somme delle azioni di protesta hanno anche comunicato che il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, durante l'incontro del 26 ottobre, al quale ne seguirà un altro previsto per mercoledì 6 dicembre, ha richiesto all'Ucpi di indicare due suoi esponenti da nominare come componenti della Commissione per la riforma del codice penale e di quella per la riforma del codice di procedura penale. I due prescelti sono gli avvocati Luigi Stortoni e Francesca Ruggieri che propri in questi giorni stanno avviando il loro lavoro. È stato anche istituito dalla Giunta della Camere penali, come sua struttura operativa, l' Osservatorio carcere allo scopo di rilevare in concreto la situazione delle singole realtà carcerarie e di individuare opportuni interventi. Tale attività, però, va condotta in collaborazione con le associazioni che si occupano del pianeta carcere , con le quali si stanno avviando i contatti. L'obiettivo è di presentare al mondo politico i problemi e le soluzioni da adottare. Inoltre, la Giunta, insieme con la Camera penale di Milano, sta organizzando un Convegno nazionale per rilanciare il dibattito politico, giuridico e culturale sul tema della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. In particolare, l'Ucpi, d'intesa con il Centro Marongiu, presenterà a Milano, il prossimo 16 dicembre, la nuova e definitiva proposta di legge costituzionale per riformare l'ordinamento giudiziario nel senso di una netta separazione delle carriere tra giudici e Pm. L'astensione, del resto, hanno continuato i penalisti, ha costituito un grande momento di protesta e di iniziativa politica. La mobilitazione massiccia dell'Avvocatura penale ha riproposto all'attenzione di tutti, e in modo altamente qualificato, le questioni fondamentali di cui ci si deve fare carico per affrontare e avviare a soluzione la crisi del sistema giudiziario al tempo stesso, ha rilanciato utili spazi di interlocuzione politica e ne ha determinato di nuovi. Tuttavia, hanno ammesso le Camere penali, oggi si è aperta una fase in cui piuttosto che ripetere la linea dell'astensione si deve praticare la proposta. L'auspicio, ha concluso l'Ucpi, è che l'intera Avvocatura, come si è trovata unita nel condurre l'azione di protesta, così rinnovi ora la propria unità nella fase positiva di proposta, che chiama tutti a esercitare il nostro ruolo politico-sociale adempiendo all'impegno di coltivare e far valere i nostri progetti per la giustizia giusta. . La posizione dell'Associazione nazionale forense. Il Consiglio nazionale dell'Anf lo scorso week-end si è riunito nella capitale e ha deliberato di chiedere la sospensione della già programmata astensione di dicembre, confermando, invece, per il 16 dicembre l'adesione a una grande mobilitazione dell'Avvocatura che sia occasione di incontro e confronto con i cittadini, le forze politiche e sociali al fine di esporre le ragioni della proposta e trovare consensi e condivisione sulle proposte future. la delibera è qui leggibile nei documenti correlati . Tuttavia, i presidenti degli Ordini hanno tempo fino a lunedì 11 dicembre per decidere se aderire o meno all'astensione. L'associazione nazionale forense, del resto, è convinta che il momento di grave difficoltà dell'Avvocatura italiana per la gravissima inefficienza del sistema, ancor più accentuato dalle recenti iniziative legislative , non possa manifestarsi in forma di protesta quali lo sciopero. Al contrario, si legge nella delibera, la protesta deve essere resa comprensibile all'opinione pubblica nelle sue reali motivazioni e deve ricercare il maggior coinvolgimento possibile dei cittadini . Cristina Cappuccini

Unione delle camere penali Bilancio dell'astensione 13-18.11.2006 dalla protesta alla proposta Roma, 25 novembre 2006 1.- L'astensione deliberata dalla Giunta UCPI il 28 ottobre 2006 per i giorni 13-18 novembre 2006 ha registrato la totale partecipazione dell'Avvocatura penale 90% di processi non celebrati la restante quota ha riguardato processi con detenuti o a prescrizione imminente . 2.- I mass-media televisione e stampa hanno dato grande risalto a tale iniziativa dell'Ucpi, diffondendo il significato e gli obiettivi della protesta. 3.- Nel corso dell'astensione l'Ucpi ha svolto molteplici iniziative che ne hanno coltivato i contenuti, portandoli all'attenzione dell'opinione pubblica, della politica e delle istituzioni e qualificando l'impegno dei penalisti per le riforme della giustizia il contrasto alla legge Bersani e alla concezione aziendalistica dell'attività dell'avvocato la necessità di riqualificare la professione forense, anche tramite la specializzazione e l'istituzione degli Elenchi di specialità la necessità di imprimere effettività alla difesa d'ufficio e dei non abbienti il recupero al processo penale delle genuine connotazioni del modello accusatorio il rilancio della riforma dell'ordinamento giudiziario sulla base della separazione delle carriere, contro l'involuzione segnata dall'abolizione della distinzione ordinamentale delle funzioni e contro l'invadenza dell'ANM nella politica della giustizia l'impegno a proseguire le battaglie per il giusto processo la forte richiesta dei mezzi materiali e finanziari necessari per una vera efficienza giudiziaria. Tutti temi che, grazie all'iniziativa dell'UCPI, sono diventati oggetto della protesta dell'intera Avvocatura italiana. 4.- Il Consiglio delle Camere Penali Italiane, nella seduta dell'11 novembre 2006, ha svolto un approfondito dibattito sulla situazione in cui l'UCPI è oggi impegnata, compendiando l'analisi nella delibera n. 8/2006. 5.- Grande rilievo hanno assunto le Assemblee delle Camere Penali territoriali, che con dibattiti e documenti hanno radicato nelle singole realtà le posizioni dell'UCPI. 6.- Importante momento in cui l'UCPI ha operato per passare dalla fase della protesta a quella delle proposte concretamente praticabili è stata la Giornata Nazionale di Studio su Qualificazione dell'avvocato tenutasi a Roma il 16.11.06. Tale iniziativa si è imposta in tutto il suo significato grazie alla presenza forte delle Camere Penali territoriali, del rappresentante del CNF, di Associazioni forensi Giuslavoristi Italiani, Avvocati della Famiglia e Minori, AIGA nonché l'adesione dell'Unione Italiana delle Camere Civili, Avvocati Tributaristi, Avvocati Amministrativisti , dell'OUA, di parlamentari sen. Calvi, DS Ghedini, FI Caruso, AN Valentino, AN Pisapia, PRC . La discussione si è conclusa con il documento sottoscritto da tutti i partecipanti tranne il rappresentante CNF, che si è riservato di consultare il proprio organismo. L'OUA vi ha aderito con delibera dell'Assemblea del 18.11.06 , con il quale sono stati condivisi i punti programmatici per introdurre la specializzazione forense e gli Elenchi di specialità, nel comune auspicio che l'elaborazione legislativa ne tenga conto. 7.- La Giunta ha intrattenuto significative interlocuzioni con Associazioni forensi e esponenti del mondo politico Responsabili Giustizia di partiti parlamentari enucleando utili punti di contatto e convergenze sulle questioni su cui l'UCPI è impegnata. 8.- Il 26 ottobre 2006 l'Ufficio di Presidenza della Giunta ha avuto un primo incontro con il ministro della Giustizia sen. Mastella, al quale ha rappresentato, sulla scorta del Programma di Ancona, le proprie linee politico-programmatiche e in particolare la riforma dell'ordinamento giudiziario sulla base della separazione delle carriere l'esigenza di neutralizzare i condizionamenti impropri che l'ANM esercita sulla politica della giustizia la riforma dei codici penale e di procedura penale la riforma della professione forense sulla base delle specializzazioni. Il Ministro ha manifestato interesse per il ruolo dell'UCPI e ha auspicato una fattiva interlocuzione. 9.- In esito a tale incontro il Ministro ha richiesto all'UCPI l'indicazione di due suoi esponenti da nominare come componenti della Commissione per la riforma del Codice penale e della Commissione per la riforma del Codice di procedura penale. Tali indicazioni sono state trasmesse e recepite avv. prof. Luigi Stortoni, avv. prof. Francesca Ruggieri . Gli esponenti UCPI stanno avviando proprio in questi giorni il loro lavoro nelle Commissioni. La Giunta si sta coordinando con il Centro Marongiu per la necessaria attività di sostegno agli stessi, così da coltivare al meglio tale opportunità dell'UCPI di incidere sulle due riforme codicistiche. 10.- Con il ministro della Giustizia è stabilito un nuovo incontro per il 6 dicembre 2006. 11.- Sono in corso i contatti con le Associazioni forensi per procedere tempestivamente nella definizione delle proposte su accesso e specializzazione da presentare agli organi legislativi, d'intesa con i parlamentari che hanno già manifestato la loro convergenza o la manifesteranno attraverso prossimi contatti. 12.- È stato istituito dalla Giunta, come sua struttura operativa, l' Osservatorio Carcere con la precipua finalità di rilevare in concreto la situazione delle singole realtà carcerarie e di individuare opportuni interventi. Tale attività va condotta in un rapporto di collaborazione con le Associazioni che si occupano del pianeta carcere , con le quali si stanno avviando i contatti. Fondamentale è l'apporto delle Camere Penali territoriali, mediante strutture decentrate presso le stesse. L'obiettivo è di presentare al mondo politico i problemi e le soluzioni da adottare. Il primo intervento dell' Osservatorio Carcere è il documento preliminare sulle cause del sovraffollamento carcerario e sugli interventi necessari per rimuoverle, affinché il fenomeno, fronteggiato con l'indulto, non si riproduca rideterminando una situazione delle carceri gravemente lesiva dei diritti umani e deleteria per una razionale prevenzione criminale. 13.- La Giunta e il Centro Marongiu stanno definendo la proposta di legge costituzionale per la riforma dell'ordinamento giudiziario incentrato sulla separazione delle carriere. La proposta è stata anticipata in una Conferenza stampa tenutasi il 23 ottobre 2006. Essa sarà oggetto del Convegno Nazionale programmato per il 16 dicembre 2006 a Milano. Questa iniziativa si ripromette di chiamare ad un confronto organico e puntuale gli esponenti della politica, la cultura giuridica, le istituzioni sul progetto dell'UCPI per la riforma giudiziaria. Compito del Convegno è di guadagnare la più vasta adesione alle nostre proposte, come segno netto di controtendenza alle recenti involuzioni legislative che vorrebbero recuperare disegni autoritari. In particolare si chiederà che esponenti parlamentari si facciano portatori delle proposte dell'UCPI recependole in iniziative parlamentari. 14.- L'iter legislativo preannunciato per la riforma delle professioni presentata dal Ministro della Giustizia offrirà utili occasioni di interlocuzione costruttiva e di confronto con il mondo politico, governativo e parlamentare. 15.- L'analisi degli effetti che si sono conseguiti con l'astensione 13-18.11.06 consente di definire, nella situazione attuale, il compito cui l'UCPI deve oggi fare fronte. L'astensione ha costituito un grande momento di protesta e di iniziativa politica. La mobilitazione massiccia dell'Avvocatura penale ha riproposto all'attenzione di tutti, e in modo altamente qualificato, le questioni fondamentali di cui ci si deve fare carico per affrontare e avviare a soluzione la crisi del sistema giudiziario al tempo stesso, ha rilanciato utili spazi di interlocuzione politica e ne ha determinato di nuovi. Oggi si è aperta una fase, in cui, anziché ripetere la linea dell'astensione, si deve praticare la proposta. Su ciò si deve innestare l'azione dell'UCPI. Operando su quegli spazi che si sono aperti e valorizzandoli si deve percorrere tale importante fase di proposta con il metodo dell'interlocuzione e della trasversalità, mettendo in campo il nostro patrimonio politico-culturale e tutto il nostro peso politico-sociale insomma, una forte iniziativa propositiva in cui l'Avvocatura investa i risultati della propria protesta e costruttivamente segni un percorso concreto innovativo del sistema giustizia. Tutto ciò nella consapevolezza di quanto siano ancora persistenti e forti le ragioni di dissenso dall'attuale politica della giustizia e di quanto siano pertanto impegnativi i nostri obiettivi e di quanta capacità di azione essi abbiano bisogno. 16.- Il grande auspicio è che l'intera Avvocatura, come si è trovata unita nel condurre l'azione di protesta 13-18.11.06, così rinnovi ora la propria unità nella fase positiva di proposta, che chiama tutti a esercitare il nostro ruolo politico-sociale adempiendo all'impegno di coltivare e far valere i nostri progetti per la giustizia giusta. ?? ?? ?? ?? Via Margutta, 17 - 00187 Roma Tel. 06/32500588 Fax. 06/3207040 www.camerepenali.it - segreteria@camerepenali.it

Associazione nazionale forense Deliberato del consiglio nazionale del 26 novembre Il Consiglio Nazionale dell'Associazione Nazionale Forense riunito in Roma nei giorni 25 e 26 novembre 2006, tenuto conto e richiamato il deliberato del Direttivo Nazionale dell'8/11/2006 Considerato Che all'esito di un approfondito dibattito è emersa la condivisione del momento di grave difficoltà dell'Avvocatura italiana per la gravissima inefficienza del sistema , ancor più accentuato dalle recenti iniziative legislative Che, tuttavia, tale disagio non può , allo stato, continuare a manifestarsi in forme di protesta quale l'astensione dalle udienze Che, in linea con i deliberati del Congresso Anf di Rimini 2006, è stata altresì condivisa l'esigenza di assumere, anche in via autonoma, ogni più opportuna iniziativa per giungere, nel contesto di una giustizia equa ed efficiente, ad una avvocatura moderna ed europea, fermo il rispetto degli inviolabili principi di libertà ed indipendenza Considerato che l'avvio del percorso in sede parlamentare dei disegni di legge sulle libere professioni, in linea con il percorso disegnato dal Congresso Nazionale Forense, richiede un adeguamento delle modalità della protesta che deve essere resa comprensibile all'opinione pubblica nelle sue reali motivazioni e ricercare il maggior coinvolgimento possibile dei cittadini che, in tale ottica, l'Associazione Nazionale Forense ha già attuato alcune iniziative, unitamente a magistratura e cittadinanza, volte a denunciare la perdurante situazione di crisi ed inefficienza della giustizia in Italia Delibera di richiedere la sospensione della già programmata astensione di dicembre di confermare per il 16 dicembre l'adesione ad una grande mobilitazione dell'avvocatura che sia occasione di incontro e confronto con cittadini, operatori, forze politiche e sociali per esporre le ragioni della protesta e trovare consensi e condivisione sulle proposte future.