Onorario dell'avvocato: sull'opposizione al decreto decisione valida anche senza rito camerale

L'inosservanza delle disposizioni che regolano il procedimento non determina la nullità del provvedimento conclusivo

La Suprema corte fa chiarezza sul rito speciale previsto per l'opposizione al decreto ingiuntivo relativo agli onorari degli avvocati e disciplinato dagli articoli 29 e 30 della legge 794/42. E puntualizza che il procedimento non è nullo quando il giudice decide la causa nel merito senza fissare l'udienza in camera di consiglio la sentenza 2623/07, emessa dalla seconda sezione civile, è disponibile fra i documenti correlati . Nullità esclusa. Il procedimento per la liquidazione degli onorari di avvocati, ricordano i giudici di legittimità, si svolge in camera di consiglio ed è deciso con un'ordinanza non impugnabile è ammesso soltanto il ricorso straordinario per cassazione ex articolo 111 della Costituzione . Ma attenzione il provvedimento conclusivo - sostiene oggi la Suprema corte - non cambia la sua natura non impugnabile anche quando la decisione è emessa in forma di sentenza senza l'adozione del rito camerale. Il fatto che non siano rispettate le disposizioni che regolano il procedimento non fa scattare la nullità della decisione. Una sanzione del genere, infatti, può essere pronunciata soltanto se è comminata dalla legge ai sensi dell'articolo 156 Cpc . Diritto di difesa. Nel caso di specie era stata lo stesso avvocato a richiedere la decisione al giudice. Né giova al professionista lamentare la violazione del diritto di difesa che scaturiva dalla mancata convocazione in camera di consiglio senza specificare la concreta attività difensiva che avrebbe potuto svolgere se invece fosse stata fissata la comparizione. d.f.

Cassazione - Sezione seconda civile - sentenza 3 ottobre 2006-7 febbraio 2007, n. 2623 Presidente Pontorieri - Relatore Migliucci Pm Destro - conforme - ricorrente Piccinini - controricorrente Ricchiuti Svolgimento del processo Con atto di citazione ritualmente notificato Maria Concetta Ricchiuti proponeva opposizione avverso il decreto con cui il Presidente del Tribunale di Lanciano le aveva ingiunto di pagare a favore dell'avv. Maria Grazia Piccinini la somma di euro 3.726,22 per competenze professionali, contestando la misura e la congruità degli importi. L'opposta chiedeva in via preliminare che il procedimento si svolgesse secondo il rito disciplinato dagli articoli 29 e 30 di cui alla legge 794/42. Con ordinanza emessa il 10 marzo 2003 il Tribunale di Lanciano in composizione monocratica,sciogliendo la riserva di cui al verbale della udienza di prima comparizione, riteneva applicabile il rito speciale previsto dalla legge 794/42 e,decidendo nel merito,revocava il decreto opposto, liquidando nella somma di euro 1276,69,gia corrisposta dall'opponente,l'importo dovuto a favore del legale,che condannava al pagamento delle spese processuali. Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione Maria Grazia Piccinini sulla base di tre motivi. Resiste con controricorso Maria Concetta Ricchiuti, che ha depositato memoria illustrativa. Motivi della decisione Con il primo e il secondo motivo la ricorrente deduce la nullità del procedimento per violazione degli articoli 29 e 30 di cui alla legge 794/42,giacché il giudice aveva deciso nel merito la causa senza fissare l'udienza in camera di consiglio. Con il secondo motivo la ricorrente,denunciando ancora la violazione degli articoli 29 e 30 di cui alla legge 794/42, deduce che,secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità,le controversie relative al pagamento di competenze dovute per prestazioni professionali svolte dagli avvocati vanno decise con il rito camerale anche quando il giudizio sia promosso nelle forme di cui all'articolo 633 Cpc. i motivi,essendo strettamente connessi,possono essere esaminati congiuntamente. Le censure sono infondate. Ai sensi degli articoli 29 e 30 della legge 794/42 il procedimento per la liquidazione di onorari di avvocato si svolge in camera di consiglio e deve essere deciso con ordinanza non impugnabile,essendo ammesso soltanto il ricorso straordinario per cassazione ex articolo 111 Costituzione. In particolare, l'articolo 30 della legge citata prevede che l'opposizione proposta ai sensi dell'articolo 645 Cpc è decisa con ordinanza non impugnabile secondo il rito camerale. Il provvedimento conclusivo non muta la sua natura di ordinanza non impugnabile anche quando la decisione sia stata emessa in forma di sentenza senza l'adozione del rito camerale. L'inosservanza delle disposizioni che regolano la disciplina del procedimento non determina la nullità della decisione, non essendo in alcun modo prevista tale sanzione, attesto che, ai sensi dell'articolo 156 Cpc, non può essere pronunciata la nullità se la stessa non è comminata dalla legge e nel caso è stata la stessa avv. Piccinini è richiedere la decisione al giudice. Con il terzo motivo la ricorrente lamenta la violazione del diritto di difesa per effetto della mancata convocazione in camera di consiglio. Il motivo va disatteso. La censura è generica, dal momento che la ricorrente avrebbe dovuto specificare la concreta attività difensiva che avrebbe potuto proficuamente svolgere se fosse stata fissata la comparizione in camera di consiglio. Il ricorso va pertanto rigettato Le spese della presente fase vanno poste a carico della ricorrente,risultata soccombente. PQM Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente pagamento in favore della resistente delle spese relative alla presente fase che liquida in euro 700 di cui euro 100 per esborsi ed euro 600 per onorar di avvocato oltre spese generali ed accessori di legge.