Nessuna revisione della patente se la Motorizzazione perde tempo

Palazzo Spada ha accolto il ricorso di una donna che si era vista eseguire il provvedimento dopo cinque anni

Nessuna revisione della patente di guida se la Pa ha impiegato cinque anni per decidere sul ricorso gerarchico. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5225/06 depositata lo scorso 8 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso di una donna che si era vista disporre dalla Motorizzazione di Perugia la revisione della patente di guida attraverso un nuovo esame di idoneità. Del resto, i giudici di piazza Capo di Ferro hanno evidenziato la condotta omissiva dell'amministrazione che per circa un quinquennio non ha portato ad esecuzione il provvedimento di revisione della patente di guida mediante nuovo esame dell'idoneità tecnica, stante il grave ritardo nel concludere il procedimento di riesame della legittimità di detto provvedimento censurato con ricorso proposto in via gerarchica . Infine, hanno concluso i consiglieri di Stato, il provvedimento di revisione della patente di guida assume una funzione cautelare e di presidio della sicurezza della circolazione, le cui finalità di interesse pubblico rischiano di non essere perseguite fino in fondo se la Motorizzazione non provvede entro un termine congruo.

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 20 giugno-8 settembre 2006, n. 5225 Presidente Giovannini - Estensore Politi Ricorrente Sellari Fatto e diritto 1 . Con atto n. 1077/80 del 31 agosto l'Ufficio Provinciale della Mctc di Perugia disponeva nei confronti della sig.ra Sellari Anna Rita la revisione della patente di guida mediante nuovo esame di idoneità tecnica. A motivazione del provvedimento era fatto richiamo a comunicazione della Polizia Municipale di Perugia in data 3 maggio 2000 di violazione dell'articolo 141/3 del Cds, con conseguente sinistro, qualificata come comportamento di guida che fa sorgere dubbi sulla persistenza . . . dei requisiti di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida . Avverso detta determinazione la Sellari proponeva ricorso gerarchico che veniva respinto con Dm del 10 gennaio 2005. Contro detta decisione ed il provvedimento sottostante era proposto ricorso al Tar per l' Umbria denunciando motivi di violazione di legge ed eccesso di potere in diversi profili. Con la sentenza di estremi indicati in epigrafe il Tar adito respingeva il ricorso. Contro la pronunzia reiettiva la sig.ra Sellari ha proposto atto di appello e, a confutazione delle conclusioni del giudice di primo grado, ha dedotto - il difetto di motivazione della sentenza impugnata, che rinvia ad altra decisione del Tar per l' Umbria non recante statuizioni sul punto controverso - che la sussistenza di un ragionevole dubbio sull'idoneità tecnica del titolare della patente di guida recede a fronte del comportamento dell'Amministrazione che per cinque anni non ha attivato il procedimento di revisione - che ha natura cautelativa dell'interesse di rilevo pubblico alla sicurezza della circolazione stradale e non sanzionatorio - e che inoltre nel mese di marzo 2005 è stato concesso il rinnovo per un decennio della patente di guida di cui si dispone la revisione - l'insussistenza dei presupposti in fatto per l' adozione del provvedimento applicativo dell'articolo 128 del Cds, avendo l'istante osservato, in relazione alle condizioni del fondo stradale reso pericoloso per le condizioni atmosferiche, ogni regola prudenziale a tutela della propria incolumità, dei trasportati e di soggetti terzi - che l'atto che impone la revisione non è assistito da idonea motivazione e si fonda su una ricostruzione dei fatti palesemente erronea, vizio da cui è affetto altresì il decreto decisorio del ricorso gerarchico. L' Amministrazione intimata si è costituita in resistenza. All'udienza del 20 giugno 2006 il ricorso è stato trattenuto per la decisione. 2 . L'appello è fondato L'istante correttamente pone in rilievo la condotta omissiva dell'Amministrazione che per circa un quinquennio non ha portato ad esecuzione il provvedimento di revisione della patente di guida mediante nuovo esame dell' idoneità tecnica, stante il grave ritardo nel concludere il procedimento di riesame della legittimità di detto provvedimento censurato con ricorso proposto in via gerarchica. Se, invero, il provvedimento rivolto al riesame dell'idoneità tecnica alla guida ai sensi dell'articolo 128 del Cds assume funzione preminentemente cautelare e di presidio della sicurezza della circolazione, dette finalità di interesse pubblico di carattere primario non possono essere perseguite con carattere di effettività ove a ciò l'Amministrazione non provveda entro un termine congruo dal momento in cui si sono manifestati i fatti cui è stato ricondotto il dubbio sulla persistenza del requisito prescritto per il rilascio della patente di guida. La condotta diligente nella guida dell'appellante nel periodo che va dal 31 agosto 2000 data di adozione del provvedimento di revisione della patente di guida al 10 gennaio 2005 data di decisione del ricorso gerarchico - tant'è che ha meritato il bonus dell'incremento di due punti sul punteggio ordinario attribuito ai sensi dell'articolo 126bis Cds - introduce un elemento che sul piano sintomatico rende fondato il vizio di eccesso di potere dedotto avverso il provvedimento di revisione della patente di guida sotto il profilo del travisamento e dell'erronea valutazione dei presupposti che sono stati ritenuti espressione del difetto del requisito di idoneità tecnica alla guida. Il successivo lungo periodo di osservazione si presenta, infatti, privo di mende e per la sua durata non emergono comportamenti in pregiudizio dell'incolumità di terzi. A fronte di dette circostanze non si configura conforme a criteri di ragionevolezza la conclusione cui è pervenuto il Ministero intimato nel confermare il provvedimento gravato con ricorso gerarchico, che ha elevato un'unica occasione di infrazione alle regole della circolazione stradale e l'evento dannoso ad esso conseguente a stabile ed univoco elemento rilevatore di insufficiente conoscenza delle norme che disciplinano la circolazione stradale sia di imperizia alla guida . L'appello va, quindi, accolto restando assorbiti i motivi non esaminati. Giusti motivi consentono la compensazione delle spese del giudizio fra le parti. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie l'appello in epigrafe e, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso di primo grado e per l'effetto annulla gli atti con esso impugnati. Spese compensate Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2 N.R.G. 10276/2005 FF