Conoscenza delle lingue attestata: è legittimo verificarla

In un concorso pubblico interno per posti all'estero può non essere sufficiente la produzione di diplomi e documenti e non ci si può opporre ad una verifica pratica

Concorsi pubblici e conoscenza effettiva delle lingue straniere è inutile lamentarsi se, pur avendo prodotto attestati e documenti vari dai quali risulterebbe la propria qualificazione, si viene sottoposti ad un accertamento pratico di regola un colloquio nella lingua straniera che si vanta conosciuta e, a causa del suo esito, si viene esclusi dalla selezione concorsuale. È il senso delle conclusioni della prima sezione bis del Tribunale amministrativo per il Lazio che con la sentenza qui leggibile come documento correlato ha respinto il ricorso di una candidata di un concorso interno del Ministero della Difesa esclusa da una selezione di personale civile dell'Amministrazione da impiegare presso uffici in Spagna. La ricorrente contestava l'esclusione, il risultato della prova di accertamento linguistico sostenuta su sollecitazione dell'Amministrazione e ogni atto connesso, deducendo violazione e mancata applicazione di legge e delle prescrizioni del bando di concorso, eccesso di potere, nullità, inesistenza ed illegittimità dell'esclusione. In sostanza l'interessata contestava che la Difesa, nella fase selettiva, avesse deciso di sottoporla ad un accertamento pratico della lingua spagnola nonostante essa fosse in possesso di numerose attestazioni peraltro disponibili per la stessa Amministrazione comprovanti siffatta conoscenza . Doglianze - a detta dei giudici amministrativi - da ritenere del tutto infondate. In primo luogo, chiarisce il Collegio, l'Amministrazione era pienamente legittimata a verificare le conoscenze linguistiche richieste, tant'è che tale circostanza, quale facoltà, era indicata anche nell'avviso di selezione. E allo stesso accertamento erano stati sottoposti una pluralità di candidati, oltre la ricorrente. Né l'eventuale produzione, da parte dei candidati, di certificazioni e/o attestazioni dimostranti siffatta conoscenza - annotano ancora i giudici - rivestivano valenza a tale riguardo preclusiva . Quanto al contestato esito della prova in questione da parte della ricorrente, la doglianza specifica è stata formulata in maniera del tutto generica e limitata appunto al solo risultato negativo, senza indicare le eventuali tipologie inficianti che l'avrebbero resa illegittima. m.c.m. ?? ?? ?? ?? 2 Ric. n. 4518/2006

Tar Lazio - Sezione prima bis - sentenza 31 maggio-21 giugno 2006, numero Presidente Orciulo - relatore Politi Ricorrente Maccarini - controricorrente Ministero della Difesa Fatto e diritto Contesta parte ricorrente che l'Amministrazione della Difesa, nel procedere all'individuazione del personale da destinare presso Difeitalia - Madrid, abbia deciso di sottoporla ad accertamento della conoscenza della lingua spagnola, pur essendo l'interessata in possesso di numerose attestazioni peraltro disponibili per la stessa Amministrazione comprovanti siffatta conoscenza. Deduce i seguenti argomenti di doglianza Violazione e mancata applicazione della legge e delle prescrizioni di cui al bando di concorso Eccesso di potere in tutte le figure sintomatiche, in particolare per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, confusione e perplessità. Violazione di legge Nullità, inesistenza ed illegittimità dell'esclusione, ai sensi dell'articolo 7 della legge 241/90, per totale mancanza di motivazione. Conclude parte ricorrente insistendo per l'accoglimento del gravame, con conseguente annullamento degli atti oggetto di censura. L'Amministrazione intimata, costituitasi in giudizio, ha eccepito l'infondatezza delle esposte doglianze, invocando la reiezione dell'impugnativa. Il giudizio relativo al ricorso - chiamato all'odierna Camera di Consiglio per la delibazione della domanda cautelare dalla parte ricorrente incidentalmente proposta - viene immediatamente definito nel merito, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 205/00. Ricorrono, quanto alla sottoposta vicenda contenziosa, i presupposti completezza del contraddittorio processuale e del materiale istruttorio rilevante ai fini di un'esaustiva delibazione del proposto thema decidendum dalla citata disposizione contemplati ai fini di consentire un'immediata definizione del merito della controversia. Ciò posto, il ricorso si rivela senz'altro infondato. Va in primo luogo smentito che la procedente Amministrazione della Difesa - come dalla parte ricorrente argomentato - non potesse procedere, nell'ambito della selezione preordinata all'individuazione del personale da destinare a DIFEITALIA - MADRID, alle opportune verifiche in ordine alla conoscenza ed al grado di conoscenza della lingua spagnola in capo ai dipendenti a siffatta assegnazione interessati. Va segnalato, al riguardo, che l'avviso di selezione onde trattasi, nel prevedere che i candidati dovessero dimostrare una buona conoscenza documentata della lingua spagnola , nondimeno riservava all'Amministrazione stessa la facoltà di sottoporre i candidati ad accertamento linguistico . Tale accertamento che, come si è avuto modo di constatare, era consentito dalla lex specialis della procedura ed al quale , come reso evidente dagli atti di causa, sono stati assoggettati una pluralità di dipendenti parimenti interessati all'assegnazione in questione rientrava pertanto fra le prerogative legittimamente esercitatile dall'Amministrazione al fine di appurare il conseguito livello di conoscenza della lingua spagnola né l'eventuale produzione, da parte dei candidati, di certificazioni e/o attestazioni dimostranti siffatta conoscenza rivestivano valenza a tale riguardo preclusiva. Nel rilevare come le modalità di svolgimento della prova sostenuta dall'odierna ricorrente non abbiano formato oggetto di puntuale censura non risolvendosi, al riguardo, le contestazioni di parte ricorrente dal rango di mere affermazioni sfornite del necessario corredo argomentativo di concretezza e specificità , va ulteriormente osservato che neppure l'esito della selezione - pure formalmente impugnato - è ammissibilmente sottoponibile a delibazione, atteso che la stessa ricorrente si limita a contestare le relative risultanze, senza peraltro indicare le eventuali tipologie inficianti che fuori dalla invalidità derivata che trova origine nella contestata sottoponibilità a verifica della conoscenza della lingua spagnola le renderebbero illegittime. Quanto sopra ribadito, non può esimersi il Collegio dal dare atto dell'infondatezza delle doglianze dedotte con la presente impugnativa, che deve conseguentemente essere respinta. Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo. PQM Il Tar del Lazio - Sezione prima-bis - ritenuto per la decisione nel merito, ai sensi dell'articolo 3, I comma, della legge 205/00, il ricorso indicato in epigrafe, lo respinge. Condanna la ricorrente sig.ra Maccarini Annamaria al pagamento delle spese di giudizio in favore della resistente Amministrazione della Difesa per complessivi 1.000,00 Euro mille/00 . Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.