Un ""diritto fruttifero"" sugli originali di opere d'arte

di Laura Chimienti

di Laura Chimienti Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 29 ottobre scorso, ha varato, in prima lettura, due schemi di decreti, un decreto legislativo che introduce nella legge sul diritto d'autore il diritto a compenso sulla rivendita di originali delle opere d'arte, in versione europea e un decreto del Presidente della Repubblica che modifica conseguentemente il relativo Regolamento di esecuzione. Il complesso di tali normative dà attuazione alla Direttiva 2001/84/CE che ha introdotto norme armonizzate in materia, da recepire entro il corrente anno. Il decreto legislativo che modifica la legge sul diritto d'autore sarà emanato, successivamente all'acquisizione dei pareri consultivi delle competenti Commissioni parlamentari, dopo l'approvazione del testo definitivo da parte del Governo. Nell'emananda disciplina sono individuati, così come prescrive la direttiva comunitaria, i soggetti titolari del diritto a compenso, le creazioni oggetto di protezione e quali atti di vendita sono sottoposti all'obbligo di versare la remunerazione, le modalità e i limiti di esercizio del diritto. Il recepimento è regolato dalla legge 18 aprile 2005, n. 62 recante Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2004 , ed in particolare dagli articoli 1 e 2, che dettano in generale le modalità ed i criteri della delega al Governo per l'attuazione delle direttive comunitarie comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B della legge medesima, dove proprio l'allegato B include, tra le direttive da attuare la direttiva 2001/84/CE. Nulla è specificato in modo particolare e dedicato esclusivamente al recepimento di questa direttiva, neppure per quelle ipotesi nelle quali il legislatore comunitario ha lasciato autonomia al legislatore italiano. Agli artisti e loro eredi spetta la remunerazione Per la Direttiva CE gli autori delle opere dell'arte figurativa sono i titolari del diritto di seguito. Il diritto è incedibile ed inalienabile, perchè così prescrive, in modo tassativo, la Direttiva. La CE ha voluto evitare che, al momento della vendita dell'originale, attraverso pattuizioni negoziali pregiudizievoli, gli artisti potessero essere indotti od obbligati alla vendita o alla cessione preventiva di questo diritto d'autore, meramente fruttifero. Infatti la messa in essere di tali atti si presume possa essere finalizzata a vanificare le legittime aspettative di autori con scarso potere negoziale, soprattutto quando esordienti. Si deve inoltre osservare che anche se il diritto spetta agli autori e conseguentemente la percezione della remunerazione è riservata in via esclusiva ai medesimi nonchè ai loro eredi, è comunque consentito dalla Direttiva che gli Stati membri possano prevedere una gestione collettiva obbligatoria, ovvero facoltativa del diritto di seguito, in modo da garantirne in pratica l'effettiva applicazione. La gestione collettiva importa comunque la necessità di operare, nel territorio dove viene attuata, con le stesse modalità previste dalla Direttiva che riguardano indifferentemente la gestione individuale e quella collettiva, obbligatoria o facoltativa, quando imposta o consentita dalle leggi nazionali dei Paesi membri. Si è detto che beneficiari del diritto sono gli autori e dopo la loro morte i loro eredi. La Direttiva non interviene sul diritto di successione considerando 27 e, relativamente a questo aspetto, prevede comunque che - decorso un periodo transitorio limitato considerando 17 , durante il quale gli Stati membri possono non applicare il diritto di seguito per gli artisti morti - gli eredi siano anch'essi comunque beneficiari del diritto di seguito. Quanto all'individuazione delle categorie dei successibili si deve fare riferimento alle norme nazionali. Nella emananda normativa nazionale è stato previsto che il diritto ad ottenere un compenso sul prezzo di ogni vendita successiva alla prima cessione spetti agli autori di opere d'arte e di manoscritti. Per quanto riguarda il compenso dovuto sulla rivendita di manoscritti non si tratta di una previsione che dà attuazione alla direttiva, che peraltro esplicitamente esclude considerando 19 i manoscritti originali di scrittori e compositori . Si è semplicemente mantenuta una ipotesi già contemplata nella precedente disciplina italiana, che attribuiva al manoscritto di un'opera che veniva fissata mediante lo scritto, il medesimo valore dell'originale dell'opera d'arte. In aggiunta, la nuova regolamentazione ha voluto precisare che si intendono per originali gli originali dei manoscritti, purchè si tratti di creazioni eseguite dall'autore stesso . Il fatto che il manoscritto debba essere originale e debba essere realizzato dall'autore dell'opera in esso fissata per la prima volta risponde pienamente anche al disposto dell'articolo 14ter della Convenzione di Berna, norma oramai datata e a breve destinata a non essere più applicabile i lavori preparatori per l'introduzione di quanto previsto in quest'articolo della Convenzione sono antecedenti al 1935 anche se l'effettiva integrazione fu fatta solo nel 1967. Tutto quanto sopra osservato rimane però il dubbio su quale valenza pratica abbia l'ipotesi della tutela sulla rivendita del manoscritto, considerato che alla data di entrata in vigore della nuova disciplina pochissime sono le opere ancora tutelate che possono essere state realizzate su manoscritto, visto che la protezione riguarda in realtà solo ciò che è stato creato nello scorso secolo e in gran parte fissato su dattiloscritto la macchina da scrivere è stata inventata nel 1867, anche se poi la produzione industriale risale ai primi decenni del 1900 e negli ultimi quindici anni addirittura realizzato attraverso i sistemi di memorizzazione informatica. Per quanto concerne l'applicazione del diritto a compenso alle opere d'arte la nuova disciplina italiana prevede, in perfetta armonia con l'articolo 2 della Direttiva che siano da considerarsi originali di opere delle arti figurative i quadri, i collages , i dipinti, i disegni, le incisioni, le stampe, le litografie, le sculture, gli arazzi, le ceramiche, le opere in vetro e le fotografie ed inoltre che Le copie delle opere delle arti figurative prodotte in numero limitato dall'autore stesso o sotto la sua autorità, sono considerate come originali purché siano numerate, firmate o altrimenti debitamente autorizzate dall'autore. In Italia, già dalla data di entrata in vigore della nuova disciplina dovrà essere garantito il diritto a compenso per i settanta anni dalla morte dell'autore cfr. nuovo art. 148 Lda . Quindi non si è ritenuto di prevedere il periodo transitorio, consentito dalla normativa comunitaria, per riconoscere il diritto anche a favore degli eredi. Gli eredi presi in considerazione dalla Lda italiana sono le persone previste dalle norme del codice civile in materia di successione, limitandosi fino ai parenti ed agli affini di VI grado ed escludendo anche la possibilità che erede sia lo Stato. Infatti è stata prevista, in deroga alla normativa del codice civile - che sia applica nella tutela dei diritti esclusivi e dei diritti a compenso fino ad ora previsti dalla Lda - che il diritto sia devoluto all'Ente Nazionale di Previdenza e assistenza per i Pittori e Scultori, Musicisti, Scrittori ed Autori Drammatici ENAP . Gli autori stranieri e i loro eredi Anche per quanto riguarda gli stranieri appartenenti a Stati extra comunitari è stata data piena ed integrale applicazione a quanto previsto nel considerando 29 della Direttiva. Infatti con il nuovo articolo 146 Lda il diritto a compenso viene riconosciuto anche agli autori e ai loro aventi causa di paesi non facenti parte dell'Unione Europea, solo ove la legislazione di tali paesi preveda lo stesso diritto a favore degli autori che siano cittadini italiani e dei loro aventi causa. Agli autori di Paesi non facenti parte dell'Unione Europea, non in possesso della cittadinanza italiana, ma abitualmente residenti in Italia, è riservato lo stesso trattamento previsto dalla presente sezione per i cittadini italiani . La menzione, fra i soggetti titolari del diritto, degli aventi causa dell'autore straniero soggetti non contemplati nel considerando 29 della Direttiva, è perfettamente in linea con la scelta legislativa italiana di riconoscere da subito il diritto a compenso a favore degli eredi degli autori ed in armonia a questa scelta viene di conseguenza la necessità di precisare la condizione di reciprocità non solo per gli autori ma anche per i loro eredi, aventi causa. La quantificazione e la corresponsione dei compensi Vediamo ora come, nella attuazione pratica, verrà controllato il mercato delle rivendite degli originali da assoggettare alla remunerazione riservata ad artisti ed autori. Il compenso è dovuto solo se il prezzo di rivendita dell'originale non è inferiore a 1000 euro e se la vendita, successiva alla prima è fatta nell'ambito dei professionisti del mercato dell'arte. Infatti esplicita il comma 2 dell'articolo 2 dello schema di decreto legislativo che si intende come vendita successiva quella comunque effettuata che comporta l'intervento, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, di soggetti che operano professionalmente nel mercato dell'arte, come le case d'asta, le gallerie d'arte e, in generale, qualsiasi commerciante di opere d'arte . Viene quindi riprodotta quasi integralmente la disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 1 della Direttiva. Le uniche differenze sono date dall'inserimento della definizione di vendita, con la precisazione che per tale si intende quella comunque effettuata e dalla sostituzione della dizione professionisti del mercato dell'arte , con soggetti che operano professionalmente nel mercato dell'arte . Vediamo ora la tabella dei compensi da erogare. Sono determinati, così come previsto dalla direttiva, nelle seguenti misure, da calcolare al netto delle imposte a 5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra 1.000,00 Euro e 20.000,00 Euro b 4% per la parte del prezzo di vendita compresa tra 20.000,01 Euro e 50.000,00 Euro c 3 % per la parte del prezzo di vendita compresa tra 50.000,01 e 200.000,00 euro d 1 % per la parte del prezzo di vendita compresa tra 200.000,01 e 350.000,00 euro e 0,5 % per la parte del prezzo di vendita compresa tra 350.000,01 e 500.000,00 euro f 0,25 % per la parte del prezzo di vendita superiore a 500.000,00 euro. L'importo totale del compenso da erogare non può comunque essere superiore a 12.500,00 euro e tale compenso è inserito nel prezzo di vendita. Obbligati in solido al versamento del compenso dovuto sono i venditori, gli acquirenti e gli intermediari che operano professionalmente e che devono, entro trenta giorni denunciare le vendite e versare i compensi dovuti. Della percezione di tali compensi viene data comunicazione agli aventi diritto entro il primo mese di ciascun trimestre. Inoltre la SIAE provvede alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle opere vendute corredata dai dati identificativi delle stesse. Trascorsi 60 giorni da tale pubblicazioni, in assenza di contestazioni, le somme maturate sono versate, al netto della provvigione SIAE e con l'aggiunta degli interessi legali, agli aventi diritto. Decorsi 5 anni dalla data di esigibilità dei compensi, quelli non rivendicati dai titolari sono devoluti all'ENAP. Questa la normativa di imminente emanazione, se non interverranno modifiche, conseguenti ai pareri delle Commissioni parlamentari. Dovrebbe così essere per la prima volta tutelato effettivamente in Italia il diritto di seguito, già introdotto nella Lda per la prima volta nel 1941. All'epoca era un diritto che, sulla scia di quanto previsto già dalla legge francese del 20 maggio 1920, poi seguita dalla legge belga del 1921, riserva un compenso a favore degli autori sull'incremento di valore delle vendite degli originali e non, come oggi sta per essere previsto, sul prezzo effettivo corrisposto per ogni vendita successiva alla prima.