La guida del Dap è ancora senza... patente

Il Guardasigilli è alle prese con gli equilibri tra le correnti per la nomina del successore di Tinebra. La corsa sembra tra Ayala, Fucci, Vuosi con l'ombra di Mancuso. Ma non è escluso un outsider

Chi andrà a guidare il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria? Giovanni Tinebra, direttore uscente, prenderà in questi giorni possesso del nuovo incarico come Procuratore generale a Catania, ma il nome del suo successore è ancora sconosciuto. Tinebra, il cui mandato è scaduto a luglio del 2006, è rimasto a via Arenula grazie ad una proroga che costituisce un unicum nella storia del Dipartimento. Del resto il Dap non poteva rimanere acefalo in un periodo delicato come quello di quest'estate con l'approvazione da parte del Parlamento dell'indulto. Ora però, passata l'emergenza iniziale e con Tinebra partito per Catania, urge il nome del successore. Una decisione non facile, quella che in queste ore sta prendendo il ministro della Giustizia Clemente Mastella, da sempre fervente sostenitore della politica del dialogo e del confronto, che in questo caso, però, gli sta creando non pochi problemi. Molte infatti le rivendicazioni sollevate, a partire dalle varie correnti della magistratura associata, ciascuna delle quali vorrebbe un proprio esponente alla guida del Dipartimento più impegnativo e ambito. Così come stabilisce il Dpr 55/2001, che ha riorganizzato il dicastero, quella che un tempo era una direzione, gestisce personale e beni dell'amministrazione penitenziaria, svolge tutti i compiti relativi all'esecuzione delle misure cautelari, delle pene e delle misure di sicurezza detentive e tutti quelli previsti dalla legge per il trattamento dei detenuti e degli internati. Lo stesso decreto ha suddiviso il Dipartimento in cinque direzioni generali una per il personale e la formazione con compiti che vanno dall'assunzione alla gestione, alle relazioni sindacali alla disciplina ecc. , una per gestire le risorse materiali, i beni, i servizi procedure contrattuali, edilizia penitenziaria e residenziale di servizio , una per il bilancio e la contabilità, una per il trattamento dei detenuti trasferimenti, servizio sanitario e regimi speciali, comprese le attività trattamentali intramurali ed infine una per l'esecuzione penale esterna che prevede il coordinamento delle attività degli Uffici territoriali competenti, i rapporti con la magistratura di sorveglianza, con gli enti locali o pubblici, con organizzazioni del volontariato, del lavoro e delle imprese, finalizzati al trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna il capo del Dap inoltre si occupa dell'attività ispettiva e del contenzioso relativo ai rapporti di lavoro di competenza del Dipartimento . Un impegno notevole, dunque, ma anche ben retribuito, dal momento che lo stipendio lordo del direttore del Dap si aggira attorno ai 500 mila euro annui, il più ricco dei quattro dipartimenti, di cui una parte è un'indennità pensionabile e una quota viene ereditata per il resto della carriera. La scelta però si presenta ardua per il Guardasigilli Mastella, che ha fatto dell'equilibrio la sua parola d'ordine come capo di Gabinetto è stato chiamato Ettore Ferrara di Unicost, al Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria Claudio Castelli di Magistratura democratica, agli affari di Giustizia è rimasta per adesso Augusta Iannini, espressa dal precedente esecutivo di Centrodestra, così come alla giustizia minorile è rimasto Rosario Priore. Le correnti più a sinistra rivendicano il posto, soprattutto Movimento per la giustizia che nel computo generale si sente poco rappresentata. Ecco perché sin dall'inizio si faceva strada l'idea di Giuseppe Ayala, magistrato del pool Antimafia a Palermo e amico fraterno di Giovanni Falcone, poi approdato in Parlamento con i Ds e già sottosegretario alla Giustizia con il ministro Giovanni Flick nel primo governo Prodi. Poi però hanno iniziato ad avanzare altre candidature, come quella di Paolo Mancuso, procuratore aggiunto a Napoli ed esponente di Magistratura democratica, duramente attaccato in Parlamento dal Centrodestra per essere stato sotto procedimento disciplinare davanti al Csm poi assolto . Dopo Mancuso, un'altra candidatura possibile era quella di Carlo Fucci, già segretario dell'Associazione nazionale magistrati, pubblico ministero a Santa Maria Capua Vetere ed esponente di Unicost. Quest'ultima scelta, però, avrebbe sbilanciato troppo dalla parte di Unicost gli equilibri di via Arenula, per questo alla fine il Guardasigilli si è tenuto in gran segreto il nome del successore di Tinebra. Si parla comunque di un magistrato di area campana, più precisamente partenopea. Il successore di Tinebra potrebbe essere allora Renato Vuosi, responsabile dell'ufficio Gip di Napoli, esponente di Magistratura indipendente. In questo caso tutti gli incarichi ricoperti sarebbero in perfetto equilibrio, ma al ministero la coalizione di Centrosinistra, uscita vincitrice dalle ultime elezioni, non sarebbe sufficientemente rappresentata. L'ultima parola, comunque, spetta a Mastella. p.a.