Cnf: ""Al congresso con le vecchie regole. Dopo si discuterà dello statuto""

Passo indietro del Consiglio nazionale forense che ha diffuso una bozza sulle nuove regole. Criticato da Oua, Ordini e Cassa forense il programma proposto da Guido Alpa. Il comitato organizzatore rinvia la riunione al 6 giugno per cercare un accordo

180 mila avvocati uniti avrebbero un potere contrattuale da far invidia a qualsiasi altra categoria. Eppure la strada per l'unità della professione è a dir poco burrascosa. Ieri si è svolta una riunione del Comitato organizzatore del Congresso nazionale forense di Roma, la seconda puntata del 28 Congresso svoltosi a novembre del 2005 a Milano, mentre sabato scorso, 27 maggio, si è svolto l'incontro tra i vertici del Consiglio nazionale forense e i presidenti degli Ordini. Il Congresso di Roma si terrà con le vecchie regole. Proprio alla luce del travagliato momento, ieri il presidente del Cnf Guido Alpa ha chiarito che il Congresso di Roma si svolgerà con le vecchie regole e qualsiasi proposta di cambiamento dello statuto e delle regole congressuali andranno analizzate solo dopo Roma, dove si parlerà solo ed esclusivamente di riforma professionale. Un chiarimento di grande rilevanza che somiglia molto ad un passo indietro del Cnf rispetto alle iniziative prese negli ultimi cinque mesi. Un congresso travagliato. Sono ormai note le vicissitudini legate al Congresso di Roma, che si sarebbe dovuto svolgere dal 9 all'11 giugno prossimi, poi però stoppato proprio dai vertici del Cnf per tentare di risolvere la questione della rappresentanza. Un argomento, in realtà, già affrontato a Milano, quando si era chiesto ai delegati di pronunciarsi su eventuali modifiche dello statuto, proposte poi respinte dal voto dei delegati. Sabato scorso il presidente del Cnf Alpa ha presentato ai presidenti degli Ordini una proposta di programma per il Congresso di Roma e una bozza di nuovo regolamento congressuale definite solo una base di partenza per la discussione la bozza di statuto è leggibile tra i correlati . Le proposte del Cnf. Il congresso, che si terrà dal 21 al 24 settembre, e il Cnf propone di aprirlo con la relazione del presidente Alpa, quindi di passare alla riforma della professione forense. Sempre secondo la proposta del Cnf, questa prima fase, si dovrebbe chiudere senza approvazione di mozioni, quindi si dovrebbe svolgere la seconda fase, quella della rappresentanza. I due documenti del Cnf, però, in questi giorni sono state oggetto di critiche da parte di diversi Ordini vedi tra i correlati quella di Firenze . Le critiche. Esemplificativa è la lettera inviata ai componenti del Comitato organizzatore del 28 Congresso da parte dei delegati dell'Ordine di Roma leggibile tra i correlati contenuto e tempi del Congresso devono essere definiti dal comitato organizzatore, sede democraticamente deputata alle decisioni di natura politica dell'avvocatura . Secondo i delegati di Roma, inoltre, vi è la necessità che il Congresso elegga i propri organi a cui sia affidato il compito di dare esecuzione alle decisioni congressuali, interloquendo con i soggetti politici e istituzionali di riferimento, al fine di ottenere al massimo grado il recepimento degli orientamenti espressi dagli avvocati e la soddisfazione delle istanze della categoria . Opportuno, inoltre, che tali organi siano individuati ed eletti, anche con regole nuove definite dal Congresso medesimo, con il più ampio concorso di tutti i soggetti dell'avvocatura, di espressione ordinistica, istituzionale, previdenziale e associativa . Qualsiasi decisione di rappresentanza va presa all'interno del Congresso ha detto il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli che ha anche posto l'accento sulla necessità di ritrovare al più presto una linea unitaria. Non siamo capaci di capire se resteremo divisi non avremo mai peso se a parlare col ministro della Giustizia saranno diverse rappresentanze che parlano lingue diverse non verremo mai presi in considerazione . Il passo indietro. Alla riunione del comitato organizzatore svoltasi ieri a Roma si è così arrivati al chiarimento del presidente Alpa a Roma si discuterà secondo le vecchie regole e si parlerà principalmente di riforma della professione forense, mentre le modifiche allo statuto verranno analizzate solo successivamente. Detto questo il comitato è passato ad analizzare la bozza di programma del Cnf che non ha trovato consensi tra i rappresentanti dell'Associazione nazionale forense, di vari Ordini come Piemonte, Napoli e Firenze e di quelli della Cassa forense. A quella del Cnf si è aggiunto poi anche la proposta dell'Oua. Abbiamo proposto di inaugurare il congresso con le consuete tre relazioni, svolte da Cnf, Cassa forense e Oua - ha detto il presidente Michelina Grillo - di svolgere quindi le votazioni per la prossima assemblea dell'Oua, infine di arrivare alla votazione delle mozioni sulla riforma dell'ordine professionale . Per trovare una soluzione condivisa da tutti, il comitato ha deciso di aggiornarsi alla prossima settimana, martedì 6 giugno, anche perché Alpa ha chiesto tempo per poter riflettere sulla controproposta dell'Oua. Mi sembra prioritario, a questo punto - ha concluso Grillo - costruire un programma condiviso da tutti. Nel nostro abbiamo previsto per la domenica mattina anche una tavola rotonda tra l'avvocatura italiana ed europea , un argomento che potrebbe essere approfondito e curato dal presidente della Cassa Forense, Maurizio De Tilla eletto all'unanimità presidente della federazione europea dei Consigli degli ordini Fbe . Paola Alunni

Congresso nazionale forense Bozza di nuovo regolamento Premessa Al regolamento congressuale E' maturata negli anni, in tutti gli Avvocati, la convinzione della imprescindibile necessità di una Avvocatura che, per potere partecipare con autorevolezza alle scelte di politica legislativa in materia di giustizia, come abituale e non sporadico interlocutore, sia al tempo stesso espressione di tutte le componenti, istituzionali ed associative, in un sentire comune, senza rinunciare alle proprie prerogative nel doveroso rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascuna. L'esigenza di rielaborare le regole per il funzionamento del Congresso è stata avvertita da tempo tuttavia, nonostante i tentativi siano stati numerosi e certamente sorretti da iniziale, consapevole volontà di raggiungere l'obiettivo, il traguardo non è stato raggiunto. L'evolversi in negativo del sistema, culminato con la decisione di alcune Associazioni di non partecipare al Congresso, motivò l'istituzione di una Commissione XXVI Congresso Nazionale di Firenze con il compito di rinvenire soluzioni condivise per un nuovo modello di regole congressuali. Lo scopo non venne raggiunto tant'è che al Congresso di Verona del 12-15 dicembre 2002 non parteciparono numerosi Ordini, fra cui quello romano, né alcune delle Associazioni più rappresentative. Al successivo Congresso di Palermo dell'ottobre 2003, il Consiglio Nazionale Forense, interprete della sempre più avvertita esigenza di unità della categoria, rivolse l'invito a tutte le Associazioni di partecipare ai lavori e fra queste, all'AIGA e all'Unione Camere Penali, registrando un positivo, seppure parziale riscontro nella risposta della AIGA, che riaffermò, tuttavia, di rimanere estranea al sistema procedurale del Congresso. Il periglioso cammino sembrava che potesse concludersi a Milano così non è stato, perché l'Organismo Unitario della Avvocatura non ha saputo raccogliere unitariamente le Associazioni forensi e superare i dissensi insorti. Il Consiglio Nazionale Forense, in continuità dell'impegno assunto di riunificare tutte le componenti, anche associative, dell'Avvocatura, nel prendere atto della volontà ancora manifestata di alcune Associazioni e di numerosi Ordini di non partecipare al Congresso, con grave pregiudizio di tutta la categoria, ha deliberato all'unanimità di rimuovere le condizioni ostative alla partecipazione unitaria degli Avvocati, affermando l'esigenza di rielaborare regole che consentano la partecipazione totalitaria dell'Avvocatura all'assise congressuale. Pertanto, nella riconosciuta esigenza di nuove regole congressuali, riconfermata nella riunione del 29 aprile 2006, il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta del 12 maggio 2006, ha discusso e fissato i principi cui dovrà ispirarsi il nuovo testo del Regolamento del Congresso. In tali occasioni è emersa l'esigenza, generalmente condivisa, di riconoscere la pienezza dei poteri istituzionali che l'ordinamento attribuisce agli Ordini ed al Consiglio Nazionale Forense e di riconoscere a quest'ultimo, quale espressione della struttura ordinistica della nostra professione, il ruolo di rappresentare l'intera Avvocatura, come riconosciuto anche con l'approvazione della disciplina di riforma dell'ordinamento giudiziario e, come sottolineato, in modo simbolico, dalle nuove regole del cerimoniale della Presidenza della Repubblica. Nella stessa occasione, si era anche registrata, da un lato, la volontà degli Ordini di rimanere fedeli alla propria indipendenza e raccolto, dall'altro, l'invito rivolto dagli Ordini al Consiglio Nazionale Forense di conservare senza remore il suo ruolo istituzionale, che implica ovviamente un ruolo di politica istituzionale . Era anche emersa una certa insofferenza per le defatiganti discussioni sulla distinzione fra rappresentanza politica e rappresentanza istituzionale, essendo tutti convinti che si debba ora procedere a riscrivere le regole che governano la nostra professione e a occuparci di quelle che trovano applicazione nel suo esercizio. Il successo straordinario e inatteso del primo Congresso di Aggiornamento Forense dedicato alle riforme di diritto sostanziale e processuale che si sono susseguite negli ultimi anni, ed anche negli ultimi mesi, è stata la riprova delle attese che l'intera Avvocatura rivolge al Consiglio Nazionale Forense e agli Ordini per essere adeguatamente informata, aggiornata e difesa da scelte politiche e tecniche che, se non previamente condivise o discusse, finiscono per mettere in grave difficoltà la categoria e i singoli avvocati che operano diligentemente nei loro studi professionali. Nella stessa occasione di incontro del 29 aprile, si è anche registrato il pieno consenso di tutti gli intervenuti sul fatto che non sia legittimo, né opportuno, che il Consiglio Nazionale Forense e gli Ordini subordinino la loro volontà e i loro atti alla volontà di organismi esterni d'altra parte è la stessa legge e le numerose sentenze della Corte Costituzionale che impongono questa scelta. Pertanto, è stata accolta con grande favore la proposta del Consiglio Nazionale Forense di rivedere le regole congressuali non in linea con questi imperativi. Le ultime esperienze congressuali e le istanze di importanti associazioni forensi hanno anche fatto emergere l'esigenza di cambiare la tecnica di partecipazione al Congresso, in modo che tutte le componenti dell'Avvocatura possano esprimere in questa assemblea le loro potenzialità, le loro capacità progettuali e la loro funzione critica, con un ruolo non semplicemente statico, ma concretamente e realmente partecipativo e costruttivo. Di qui l'impegno assunto dal Consiglio Nazionale Forense nella riunione del 29 aprile di proporre, anche in coerenza con la propria delibera del 23 marzo scorso, nuove regole congressuali regole da discutere innanzitutto con gli Ordini, nella sede istituzionale romana e poi con le altre componenti dell'Avvocatura. Nella seduta straordinaria tenuta dal Consiglio Nazionale Forense il 12 maggio 2006 sono stati discussi e indicati i principi - guida, alla luce dei quali è stata redatta la bozza di statuto che segue, il cui testo, dovrà trovare un primo momento di verifica nella riunione del 27 maggio 2006, con i Presidenti dei Consigli degli Ordini circondariali. Le nuove regole non contengono riferimenti all'OUA, dal momento che, come più volte ribadito, per un verso, il Consiglio Nazionale Forense non intende, né può, delegare le sue funzioni ad altri enti, o organismi, o associazioni e quindi non potrebbe partecipare a un Congresso che lo ponesse in contraddizione con la volontà già espressa e, per altro verso, non intende interferire nella vita statutaria o associativa dell'OUA, a cui provvedono gli associati, gli organi interni e, se del caso, i delegati congressuali che volessero fare uso della delega ricevuta secondo le vecchie regole in occasione del congresso romano. Da ultimo, non v'è ragione di proseguire nell'affermazione impropria della necessità che vi sia una rappresentanza politica dell'Avvocatura. Questa è un Ordine e la sua funzione non è semplicemente quella di difendere gli interessi particolari della categoria, ma di concorrere all'attuazione del diritto costituzionale della difesa e del principio di legalità. L'obiezione di chi volesse affermare che la proposta qui formulata non è in linea con le vecchie regole, perché le modificazioni dello statuto debbono provenire dall'assemblea congressuale ed essere approvate con le vecchie regole è destituita di fondamento, perché quando fu deciso di ripartire il 28 Congresso in due fasi Milano e Roma si pensava proprio ad un Congresso che governasse il cambiamento anche delle regole congressuali e proprio per questo l'OUA si era incaricata di redigere una proposta che, peraltro, non fu né anticipata al Consiglio Nazionale Forense, agli Ordini e alle altre associazioni, né tanto meno fu discussa al Congresso si è persa l'occasione perciò a Milano, e certo non per volontà del Consiglio Nazionale Forense, di procedere in questa fase di riaggregazione di tutte le componenti dell'Avvocatura e di redazione delle nuove regole regole che debbono essere tracciate in tempi rapidi e prima del Congresso di Roma, che deve essere il Congresso di tutta l'Avvocatura, come inizialmente auspicato e progettato infine, occorre superare il circolo vizioso che, pur riconoscendo necessità della modifica di regole inadeguate, tuttavia, utilizzando proprio le regole inadeguate ne impedisce, ed ostacola, il rinnovamento. Preambolo 1. - L'avvocatura italiana svolge funzioni costituzionali nell'ambito della giurisdizione e, nel più vasto contesto sociale, contribuisce alla conoscenza ed all'attuazione dei diritti e degli interessi soggettivi, concorrendo alla tutela della legalità e all'effettiva applicazione dei principi di uguaglianza e di libertà. 2. - Per lo svolgimento di tali imprescindibili compiti l'avvocatura deve essere libera e non condizionabile da alcun potere e, in forza della sua indipendenza e autonomia, è legittimata alla più ampia ed articolata interlocuzione con i poteri e le istituzioni dello Stato e con tutti i protagonisti della vita politica e sociale. 3. - L'attuazione di tale doveroso ruolo presuppone il mantenimento ed il rafforzamento delle istituzioni forensi quali irrinunciabili garanzie non solo dell'autonomia dell'ordine forense ma anche delle qualità morali e delle capacità professionali della categoria. 4. - Parimenti il patrimonio di valori, di cultura e di proposta politica delle libere associazioni forensi è indispensabile presupposto ed ineliminabile contributo per un'effettiva soggettività politica che consenta all'avvocatura di misurarsi con ampio confronto sui problemi e sugli interessi di carattere anche generale e quindi di esprimere il proprio autonomo pensiero propositivo. 5. - Fin dal 1947, nell'atmosfera di recuperata libertà, l'avvocatura ha costantemente convocato ogni biennio il suo Congresso Nazionale, che ha costituito il luogo di confronto delle opinioni e delle aspirazioni di tutte le sue componenti e di espressione unitaria delle proposte della categoria . Nel solco di tale consolidata tradizione, appare naturale che la sede del Congresso Nazionale Forense sia proclamata come quella ideale per realizzare la confluenza organica e operativa di tutte le componenti dell'avvocatura, che proprio nel Congresso possono trovare ciascuna il proprio spazio e determinare poi in sintesi l'unitaria espressione della categoria. 6. - Una rappresentanza autorevole e influente non può che tendere all'unitarietà, organizzandosi in struttura tale che, assorbendo in sé le dialettiche interne e maturando nel dibattito più esteso possibile quelle soluzioni o proposte che possano essere presentate come provenienti dall'intera categoria, sia valida e riconosciuta interlocutrice abituale dei poteri dello stato e delle forze politiche e sociali. Tutte le componenti della categoria hanno ragioni valide per individuare nel Congresso Nazionale Forense, quale assemblea generale dell'avvocatura, organizzata, gestita e garantita al massimo livello istituzionale, la struttura idonea a costituire la base della loro rappresentanza. 7. - E' dunque interesse ed onere dell'intera avvocatura stringersi - come istituzioni, come enti, come associazioni, come aggregazioni culturali e specialistiche, come singoli iscritti all'albo - in un patto di solidarietà, allo scopo di dare partecipazione, riconoscimento e sostegno, anche finanziario, al Congresso Nazionale Forense. 8. - Il solenne patto di solidarietà sopra detto va a manifestarsi innanzitutto con l'approvazione e con la fedele applicazione del seguente Regolamento Articolo 1 Attribuzioni del Congresso Il Congresso Nazionale Forense è l'assemblea generale dell'Avvocatura italiana e rappresenta il momento di confluenza di tutte le sue componenti, nel rispetto della loro autonomia, e determina gli indirizzi generali dell'Avvocatura, formulando proposte sui temi della giustizia e della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, nonché sulle questioni che riguardano la professione forense. Articolo 2 Ruolo del Consiglio Nazionale Forense Il Consiglio Nazionale Forense, realizza gli indirizzi deliberati dal Congresso, operando in piena autonomia ed in costante consultazione con le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni Forensi. Articolo 3 Composizione del Congresso e nomina dei delegati Il Congresso è costituito oltre che dai componenti del Consiglio Nazionale Forense, dai Presidenti dei Consigli dell'Ordine, o da un loro delegato, e dai delegati di ciascun Ordine eletti in assemblee circondariali, appositamente convocate dal Presidente del Consiglio dell'Ordine. Le assemblee circondariali devono tenersi almeno sessanta giorni prima della data di apertura del Congresso e si svolgono secondo le modalità e i tempi adottati per il primo turno di votazione per l'elezione del Consiglio dell'Ordine. L'Assemblea è valida in seconda convocazione, che si può indire anche nello stesso giorno della prima, quando sia presente almeno un terzo ????? degli aventi diritto al voto. Il Presidente del Consiglio dell'Ordine, o in sua vece il consigliere più anziano per iscrizione all'albo, presiede l'Assemblea, ne regola lo svolgimento, nomina gli scrutatori e proclama, al termine dello scrutinio, i risultati. L'elettorato attivo e passivo è attribuito agli avvocati iscritti nell'albo e negli elenchi annessi al 31/12 dell'anno precedente. L'espressione del voto, da effettuarsi a scrutinio segreto, deve essere limitata ai due terzi del numero dei delegati da eleggere, approssimato per difetto. Ad ogni Ordine spetta un delegato per ogni ?????? duecento iscritti all'albo od elenco annesso, o frazione superiore a cento. Ai fini di tale computo, si considera il numero degli iscritti quale risultante al 31 dicembre dell'anno precedente. Il Presidente del Consiglio dell'Ordine curerà l'invio alla Segreteria generale del Congresso, entro i quindici giorni successivi, di copia del verbale sottoscritto dal Presidente dell'Assemblea e dal Segretario, attestando l'esito e la regolarità delle votazioni. Eventuali reclami avverso i risultati elettorali di ciascun Ordine dovranno essere proposti, nelle 48 ore successive alla proclamazione degli eletti, alla Commissione Verifica Poteri del Congresso, di cui al successivo art. 5, inviandone copia al Presidente del Consiglio dell'Ordine. La Commissione Verifica Poteri deciderà nei trenta giorni successivi alla ricezione. Articolo 4 Convocazione del Congresso Il Congresso è convocato dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, che presiede anche il Comitato Organizzatore e si svolge secondo le norme del presente regolamento. Il Congresso è convocato in via ordinaria ogni due anni e deve tenersi entro sei mesi dall'elezione dei delegati il Comitato Organizzatore può differirne la data di svolgimento fino a tre mesi per motivi di particolare rilevanza. In via straordinaria il Congresso deve essere convocato su richiesta di almeno 50 Consigli dell'Ordine. In tal caso il Presidente del Consiglio Nazionale Forense provvede alla convocazione del Congresso Straordinario da tenersi entro i 120 giorni successivi alla richiesta e convoca senza indugio il Comitato Organizzatore del Congresso per gli adempimenti di sua competenza. Sono delegati al Congresso straordinario i delegati eletti per il Congresso ordinario precedente. Articolo 5 Comitato Organizzatore del Congresso Il Comitato Organizzatore del Congresso è presieduto dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, ha sede presso il Consiglio Nazionale Forense ed è composto da a il Presidente ed i componenti dell'Ufficio di presidenza del Consiglio Nazionale Forense b il Presidente della Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense c i Presidenti dei Consigli degli Ordini Distrettuali d dal Presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura e da un rappresentante di ciascuna delle Associazioni Forensi maggiormente rappresentative, come tali riconosciute in sede congressuale allegato 1 . 2. Il Comitato Organizzatore è integrato dai Presidenti dei Consigli dell'Ordine del Distretto e dai componenti del Consiglio dell'Ordine del luogo ove si svolgerà il Congresso e determina i temi specifici sui quali il Congresso è chiamato a deliberare. 3. Il Comitato Organizzatore stabilisce, d'intesa con la Segreteria Generale del Congresso, l'ammontare della quota di iscrizione al Congresso ed i termini e le modalità di pagamento della stessa. Articolo 6 Partecipanti al Congresso 1. Partecipano al Congresso Nazionale Forense, con diritto di voto, i Presidenti dei Consigli degli Ordini ed i Delegati eletti dalle assemblee degli iscritti. 2. Il Presidente del Consiglio dell'Ordine, in caso di impedimento a partecipare al Congresso, potrà essere sostituito da altro componente del Consiglio, da questo designato. 3. Non è ammesso il voto per delega. 4. Partecipano, senza diritto di voto, gli avvocati ed i praticanti che si iscrivono al Congresso. 5. L'iscrizione al Congresso comporta l'accettazione del suo Regolamento. 6. L'Ufficio di Presidenza può autorizzare soggetti non iscritti ad assistere ai lavori congressuali. 7. I partecipanti possono presentare comunicazioni sui temi congressuali nei tempi indicati dalla Segreteria generale, che ne curerà la diffusione. Articolo 7 Ufficio di Presidenza 1. L'Ufficio di Presidenza è costituito dai Presidenti del Consiglio Nazionale Forense e della Cassa di Previdenza, nonché dai Presidenti del Consiglio dell'Ordine distrettuale e circondariale del luogo ove ha sede il Congresso. 2. L'Ufficio di Presidenza è coordinato e convocato dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense e si insedia almeno 60 giorni prima della data d'inizio del Congresso. 3. L'Ufficio di Presidenza regola lo svolgimento dei lavori, fissa la durata degli interventi, ne determina l'ordine, chiude la discussione, indica i Presidenti delle sedute o delle sessioni, formula o ammette per ciascun tema le proposte o le mozioni definitive da sottoporre all'approvazione del Congresso. 4. L'Ufficio di Presidenza determina le modalità delle votazioni, per le mozioni e per qualsiasi altra deliberazione, disponendo che esse avvengano alternativamente per alzata di mano per appello nominale per voto segreto, preferibilmente con modalità elettroniche. I reclami avverso i risultati delle votazioni devono essere proposti, a pena di decadenza, nelle 24 ore successive, all'Ufficio di Presidenza, che deciderà nei 30 giorni successivi, salvo quelli che richiedano decisione immediata per consentire la prosecuzione dei lavori. 5. L'Ufficio di Presidenza nomina i Presidenti ed i componenti delle Commissioni - per la Verifica Poteri - per il Coordinamento delle mozioni congressuali. Articolo 8 Segreteria Generale del Congresso 1. La Segreteria Generale del Congresso è composta dal Segretario Generale e da undici componenti, nominati dal Comitato Organizzatore di cui all'art. 5 del Regolamento. I componenti che siano nominati in ragione della carica da essi ricoperta possono delegare le funzioni ad un altro componente dell'organo al quale appartengono. 2. La Segreteria provvede ai servizi logistici organizzativi e di stampa, riguardanti il Congresso in particolare dirama gli inviti, cura i rapporti ed i contatti con gli Ordini e con le Associazioni forensi, cura la compilazione dei verbali e raccoglie gli atti ufficiali. 3. La Segreteria ha sede presso il Consiglio dell'Ordine della città designata a sede per il Congresso. Articolo 9 Commissioni Sono costituite ed operano secondo le norme del presente regolamento congressuale a la Commissione per la verifica poteri b la Commissione per il coordinamento delle mozioni congressuali. Articolo 10 Commissione per la verifica dei poteri 1. La Commissione Verifica Poteri è composta di 5 membri, nominati dall'Ufficio di Presidenza all'atto del suo insediamento. La Commissione nomina al suo interno il Segretario e delibera a maggioranza. 2. La Commissione è validamente costituita con la presenza di almeno tre membri. Qualora nella votazione non sia possibile raggiungere la maggioranza, prevarrà il voto del Presidente. 3. La Commissione verifica i dati relativi agli iscritti di ciascun Ordine, il numero dei Delegati attribuiti dalle norme del presente Regolamento, la sussistenza dei requisiti e decide sui reclami. 4. La Commissione certifica la presentazione e verifica la regolarità della presentazione delle mozioni e delle proposte di emendamento al presente Regolamento . 5. Fino all'apertura dei lavori congressuali, la Commissione avrà sede presso il Consiglio Nazionale Forense. Articolo 11 Commissione per il coordinamento delle mozioni congressuali 1. La Commissione per il Coordinamento delle mozioni è composta di 7 membri nominati dall'Ufficio di Presidenza prima dell'inizio dei lavori congressuali. La Commissione nomina al suo interno il Segretario. 2. La Commissione riceve le mozioni dalla Commissione Verifica Poteri e, ove possibile, anche sentiti i presentatori, coordina e accorpa in un unico documento le proposte presentate e provvede alla loro diffusione. 3. Mozioni e raccomandazioni sui temi congressuali, sottoscritte da almeno 50 Delegati, devono essere presentate alla Commissione Verifica Poteri, salvo deroghe disposte dall'Ufficio di Presidenza, almeno 24 ore prima dell'inizio dei lavori congressuali. Articolo 12 Lavori Congressuali I lavori del Congresso si aprono con la relazione introduttiva del Presidente del Consiglio Nazionale Forense. Nel corso dei lavori congressuali il Presidente della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense svolgerà una relazione illustrativa sull'attività e le prospettive dell'Ente. I lavori del Congresso sono regolati dall'Ufficio di Presidenza secondo le norme contenute nel presente Regolamento. Il Congresso - approva le mozioni che stabiliscono gli indirizzi e gli obiettivi da perseguire secondo quanto previsto all'articolo 1 - indica il luogo ove si svolgerà il successivo Congresso - provvede ad ogni ulteriore determinazione. ALLEGATO 1 Individuazione delle Associazioni Forensi maggiormente rappresentative Ai fini dell'applicazione delle varie norme statutarie che fanno riferimento alle Associazioni Forensi maggiormente rappresentative sul piano nazionale, il Congresso delibera di riconoscere, allo stato e con riserva di ulteriori deliberazioni, modificative o aggiuntive, in occasione del prossimo Congresso Nazionale Forense, come associazioni forensi maggiormente rappresentative sul piano nazionale le seguenti ASSOCIAZIONE ITALIANA DEGLI AVVOCATI PER LA FAMIGLIA E PER I MINORI ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI AVVOCATI UNIONE CAMERE CIVILI UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE UNIONE ITALIANA FORENSE SOCIETA' ITALIANA AVVOCATI AMMINISTRATIVISTI UNIONE NAZIONALE DELLE CAMERE DEGLI AVVOCATI TRIBUTARISTI

XXVIII Congresso forense Delegati Congressuali dell'Ordine di Roma - Direttivi di Anf - Agifor - Uif - Agr Roma, 29 maggio 2006 Al fine di esaminare la situazione connessa alla convocazione della seconda parte del 28 Congresso Nazionale Forense in Roma, hanno preso atto della grave situazione di spaccatura della categoria e dei soggetti che a vario titolo ne sono espressione, di fronte alla iniziativa assunta dal Consiglio Nazionale Forense di dettare, al di fuori del necessario vaglio congressuale, nuove regole statutarie e regolamentari, sia per lo svolgimento del Congresso, che per la esplicazione della funzione della rappresentanza politica dell'avvocatura. Il programma proposto, in varie successive versioni, dal Presidente del Cnf divide infatti il Congresso, parti distinte una riservata al Cnf, una riservata alla Cassa di Previdenza su temi previdenziali, una curata dall'Oua, e una prevista come tribuna di espressione mista attribuita alle Associazioni. A ciascuna parte è riservato uno spazio di poche ore a disposizione con la conseguenza che, per un verso non esiste una sede comune ove tutte le componenti dell'avvocatura possano dibattere i temi strategici della professione, consentendo poi ai delegati eletti di esprimere il loro giusto potere di assumere decisioni, e che per l'altro la polverizzazione dei tempi non consente neppure la semplice selezione e ricognizione dei temi da dibattere. I Delegati e le Associazioni romane oggi riunite, in linea con il deliberato dell'Unione dei Consigli dell'Ordine del Lazio del 20/5/06 ribadiscono - il valore essenziale del Cnf, costituito da delegati eletti da tutti gli avvocati italiani, sede democraticamente deputata alle decisioni di natura politica dell'avvocatura - la autonomia del Congresso sia quale corpo titolare del potere di darsi regole per il proprio funzionamento, sia come soggetto idoneo a definire le forme di rappresentanza politica dell'avvocatura - la necessità che il contenuto e i tempi interni del congresso siano definiti dal Comitato Organizzatore, la cui composizione e le cui funzioni sono dettate dalle regole congressuali vigenti, la assoluta urgenza che il Congresso di Roma di settembre sia posto nelle condizioni di esprimersi sui temi indilazionabili di interesse dell'avvocatura, e in primo luogo sulla riforma della legge professionale, assumendo decisioni pienamente impegnative per la categoria - la necessità che il Congresso elegga i propri organi a cui sia affidato il compito di dare esecuzione alle decisioni congressuali, interloquendo con i soggetti politici e istituzionali di riferimento, al fine di ottenere al massimo grado il recepimento degli orientamenti espressi dagli avvocati e la soddisfazione delle istanze della categoria - l'opportunità che tali organi siano individuati ed eletti, anche con regole nuove definite dal Congresso medesimo, con il più ampio concorso di tutti i soggetti dell'avvocatura, di espressione ordinistica, istituzionale, previdenziale e associativa. Anf Roma - Agifor - UifAgr. Carlo Testa Gualterio Gualtieri Ivana Abbenavoli Carlo Scala Paolo Agnino Giorgio Cassano Stefano Galeani Tommaso Manzo Stefano Rubeo Claudio Romano Maurizio Cecconi Elisabetta Rampelli Antonio Ferdinando De Simone Mauro Mazzoni Andrea Lampiasi Carlo Polidori Marina Petrolo Francesco Bevivino Mario Scialla Romano Cerquetti Erminia Maria Del Medico Tiziana Colozza Carlo Recchia Maurizio Spinella Giancarlo Renzetti Giuseppe Certo Giuseppe Maurizio Bonanno Settimio Catalisano Gianmarco Cesari Angelo Colucci Catia Cantagalli Marina Saracini Paolo Borghini

Ordine degli avvocati di Firenze Allegato delibera 29 maggio 2006, n. 8 Vista - la lettera del Presidente del Consiglio Nazionale Forense datata 27 maggio 2006 ma pervenuta solo in data odierna con la quale a viene formalmente convocata la seconda sessione del XXVIII Congresso Nazionale Forense, da tenersi in Roma nei giorni 21, 22 e 23 settembre b viene dichiarata la volontà del Consiglio Nazionale Forense di consentire agli Ordini che non aderiscono all'Oua e alle Associazioni che non avevano partecipato alla prima fase tenutasi a Milano del Congresso di esprimere oltre alla loro presenza anche le loro determinazioni in ordine ai temi che saranno discussi c viene allegata, in forma di programma, una proposta di organizzazione dei lavori congressuali presentata come conseguente gli esiti e la discussione della riunione del 27.5 u.s. e come idonea a consentire di chiudere il XVIII Congresso con la presenza di tutte le componenti dell'Avvocatura d viene convocata per mercoledì 31 maggio p.v. alle ore 12 in Roma la riunione del Comitato Organizzatore del Congresso Nazionale Forense con all'ordine del giorno organizzazione dei lavori congressuali e discussione della proposta del Consiglio Nazionale Forense e degli Ordini Forensi . udita la relazione del consigliere Avv. Sergio Paparo sullo svolgimento della riunione tenutasi il 27.5 u.s. in sede C.N.F., alla quale ha partecipato per delega del Presidente rileva che - è apprezzabile il tentativo del Consiglio Nazionale Forense, ed in particolare del suo Presidente, di ricercare soluzioni largamente condivise che consentano di ridefinire un modello di rappresentanza politica dell'Avvocatura idoneo a risolvere le obiettive difficoltà che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno purtroppo caratterizzato l'iniziativa e l'attività dell'Oua - è innegabile che il Consiglio Nazionale Forense, ed il suo Presidente - anche per la responsabilità che gli compete quale Presidente del Congresso Nazionale Forense e del suo Comitato Organizzatore - abbia il diritto di farsi promotore di ipotesi di modifiche statutarie e delle regole di svolgimento del Congresso funzionali alla suddetta finalità - suscita però forte perplessità il riferimento alla non adesione all'Oua di alcuni Ordini ed Associazioni, quasi che l'Organismo Unitario dell'Avvocatura sia ente autonomo a partecipazione volontaria e non, invece - per regola statutaria invariata oramai fin dal Congresso Nazionale Forense tenutosi in Maratea nel 1995 - organo del Congresso che solo da questo deriva la sua legittimazione e le regole di suo funzionamento - non appare corrispondente allo svolgimento del dibattito tenutosi nella riunione del 27.5 u.s. ed agli esiti dello stesso la presentazione della proposta di organizzazione dei lavori congressuali come proveniente anche dagli Ordini Forensi, essendo stata aL riguardo invece manifestata da più parti forte perplessità sulla detta ipotesi di organizzazione della seconda sessione del XXVIII Congresso Nazionale Forense e, comunque, non essendo stata assunta alcunA formale deliberazione in proposito - parimenti appare non conforme alle indicazioni emerse dalla gran parte degli interventi fin dalla precedente riunione del 29.4 u.s. ed in primis dallo stesso Presidente del Consiglio dell'Ordine di Roma la convocazione della seconda sessione del Congresso Nazionale Forense per sole tre giornate in luogo delle quattro che erano state indicate, la previsione di strutturare i lavori in forma di mero convegno piuttosto che di congresso deliberante su precise ed articolate proposte di riforma dell'ordinamento professionale forense nonché la previsione dell'elezione dell'organismo di rappresentanza politica espressione del Congresso addirittura dopo la formale chiusura dello stesso - compete tuttavia al Comitato Organizzatore del Congresso Nazionale Forense assumere ogni consapevole determinazione in merito ai temi posti all'ordine del giorno della riunione convocata dal Presidente del Cnf, anche in considerazione dei ricordati contenuti della lettera di convocazione - appare pertanto indispensabile che ai componenti il Comitato Organizzatore del Congresso Nazionale Forense sia consentito di esprimere a riguardo la meditata posizione degli Enti in rappresentanza dei quali sono chiamati a partecipare alle determinazioni del Comitato - l'aver indetto la riunione per il 31.5 p.v., con appena 48 ore di preavviso, e senza che sia stato neppure possibile esaminare con l'attenzione ed il rispetto che meritano le proposte del Consiglio Nazionale Forense, illustrate solo nella riunione dei Presidenti dei Coa del 27.5 u.s., appare conseguentemente inopportuna ed intempestiva - più rispettosa dell'impegno, delle energie e dei sacrifici richiesti ai colleghi Presidenti dei Coa e degli stessi Consigli, nonché più utile in relazione alle determinazioni da assumere, appare la convocazione del Comitato Organizzatore del Congresso Nazionale Forense all'esito dei lavori del convegno organizzato dall'Unione Triveneta dei Consigli degli Ordini degli Avvocati per il 9 e 10 giugno 2006 nel corso del quale potranno emergere ipotesi di modifiche statutarie largamente condivise e le modalità ed i tempi della loro formale approvazione in sede congressuale, anche con il concorso - se intenderanno fornirlo senza posizioni pregiudizialmernte ostative alla loro partecipazione - di quelle componenti che finora hanno manifestato disimpegno rispetto all'attuale assetto congressuale ed alla struttura di rappresentanza politica di sua diretta derivazione Delibera su conforme proposta del Presidente di non partecipare alla riunione del Comitato Organizzatore del XXVIII Cnf indetta per il 31 maggio 2006 alle ore 12 in Roma e di richiedere, con la presente determinazione, al Presidente del Cnf di differire la convocazione del Comitato Organizzatore stesso in momento, anche immediatamente, successivo alla conclusione dei lavori del Convegno che si terrà in Venezia il 9 e 10 giugno 2006 di trasmettere copia della presente delibera al Presidente del Consiglio Nazionale Forense, a tutti i componenti del Comitato Organizzatore del XXVIII Cnf nonché a tutti gli altri Presidenti dei Coa.