Consigli giudiziari, Palazzo dei Marescialli lancia l'allarme rinnovo

Interpellato dal presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, l'organo di autogoverno sollecita una legge per attivare il D.Lgs 25/2006 sulla nuova composizione. I nuovi Consigli saranno eletti ad aprile

Il Consiglio superiore della magistratura ha espresso viva preoccupazione per la mancanza di un intervento legislativo volto a definire la disciplina elettorale necessaria per la costituzione dei nuovi Consigli giudiziari. A sollevare la questione è stato il presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Milano Paolo Giuggioli che, con una nota inviata a Palazzo dei marescialli il 20 novembre 2006, ha ricordato all'organo di autogoverno che con l'entrata in vigore del decreto legislativo 25/2006 riguardante la riforma dei Consigli giudiziari e l'istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione, è necessario un intervento per rendere operativi i nuovi Consigli. Il Csm, però, con la risoluzione approvata mercoledì scorso leggibile tra i documenti correlati ha sottolineato che per definire la specifica disciplina elettorale per la costituzione dei nuovi Consigli giudiziari sia necessaria una legge ad hoc. Secondo il D.Lgs 25/2006, infatti, nato dalla delega contenuta all'articolo 1, comma 1, lettera c della legge 150/05 delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario , nei nuovi Consigli giudiziari entreranno come membri di diritto, oltre ai presidenti di Corte d'appello, ai Procuratori generali, anche i presidenti dei Consigli dell'ordine degli avvocati. Nei distretti nei quali prestano servizio fino a 350 magistrati, i Consigli giudiziari saranno composti oltre che dai membri di diritto, anche da altri dieci membri effettivi di cui cinque magistrati in servizio presso gli uffici giudiziari del distretto, quattro componenti non togati di cui un professore universitario, un avvocato con almeno quindici anni di professione nominato dal Consiglio nazionale forense, due nominati dal Consiglio regionale dove il distretto ha sede, ed un rappresentante eletto dai giudici di pace. Nei distretti più grandi oltre 350 magistrati il Consiglio giudiziario sarà composto da dodici membri oltre quelli di diritto, dove i due componenti in più spetteranno alla magistratura ordinaria. Dal momento che il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha preannunciato più di una volta la presentazione di un disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, conclude il documento di Palazzo dei Marescialli, sarebbe opportuno che questo contenesse anche la riforma della disciplina dei Consigli giudiziari e del Consiglio direttivo di Cassazione, con particolare riguardo al sistema elettorale. Tutte iniziative che solo il Parlamento può approvare e non il Csm con normativa secondaria. p.a.

Consiglio superiore della magistratura Riforma dell'ordinamento giudiziario e nuova disciplina dei Consigli giudiziari Risoluzione del 17 gennaio 2007 Nota in data 20 novembre 2006 del Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano avente ad oggetto Riforma dell'ordinamento giudiziario e nuova disciplina dei Consigli giudiziari. Con nota in data 20 novembre 2006, il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano, ricordato che erano ormai passati sei mesi dall'entrata in vigore del D.Lgs 25/2006 di riforma dei Consigli Giudiziari, sollecitava il Consiglio Superiore della Magistratura ad intervenire con proprio provvedimento per rendere operativi i nuovi Consigli Giudiziari, quanto meno alla naturale scadenza degli organi in funzione, all'aprile 2007. Allegava alla nota un parere del Prof. Avv. Nicolò Zanon, ordinario di diritto costituzionale nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. In detto parere, in estrema sintesi, si esprimeva la convinzione che il Consiglio Superiore avrebbe potuto ritenere che la riforma andasse applicata subito, senza aspettare la scadenza degli attuali Consigli Giudiziari per i quali non poteva applicarsi il principio della prorogatio, e comunque che i nuovi Consigli andavano composti, al più tardi alla scadenza di quelli in funzione, all'aprile 2007. Nello stesso parere si dava atto delle difficoltà derivanti dalla mancanza di una disciplina elettorale, ma le si riteneva superabili con un atto di normazione secondaria del Consiglio Superiore della Magistratura. Questo Consiglio ha già affrontato il tema delle problematiche connesse all'attuazione delle norme contenute nel D.Lgs 25/2006, recante Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli Giudiziari, a norma dell'articolo 1 comma 1 lettera c della legge 150/05 , dapprima con il parere dato su richiesta del ministro della Giustizia in data 6 ottobre 2005, e poi, più compiutamente, con la risoluzione adottata con delibera del 21 giugno 2006. In particolare, con quest'ultima delibera, anche sulla base di un articolato parere dell'Ufficio Studi ad essa allegato, il Consiglio aveva ritenuto che i consigli giudiziari nominati nell'aprile 2005 dovessero continuare a svolgere le loro funzioni fino alla scadenza fissata dalla legge vigente al momento della loro elezione, ed esprimeva la convinzione della necessità di un ulteriore intervento legislativo, integrativo delle disposizioni del D.Lgs 25/2006, onde definire la specifica disciplina elettorale per la costituzione dei nuovi consigli giudiziari e del consiglio direttivo della Corte di cassazione. Anche alla luce delle considerazioni svolte nella nota del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano e del parere ad esso allegato, il Consiglio deve ribadire quanto già stabilito nella risoluzione del 21 giugno 2006. Senza voler qui entrare nel merito delle argomentazioni spese, vale la pena di ricordare che la discussione sulla sopravvivenza dei Consigli Giudiziari nominati nell'aprile 2005 ha perso di attualità, posto che è molto vicina la loro scadenza naturale biennale, tanto che nello stesso parere allegato alla nota citata si riconosce, in particolare, che sarebbe stato estremamente difficile individuare una data diversa delle nuove elezioni e che la decisione sul punto del Consiglio è stata ragionevole. Occorre, peraltro, in questa sede esprimere la più viva preoccupazione per il fatto che non sia ancora intervenuto un ulteriore provvedimento legislativo che definisca la specifica disciplina elettorale necessaria per la costituzione dei nuovi Consigli Giudiziari. In assenza di un tale tempestivo intervento, considerata la estrema difficoltà di colmare l'attuale vuoto legislativo con atti di normazione secondaria, sarebbe elevato il rischio di una possibile paralisi del sistema di governo autonomo della magistratura. Peraltro, il ministro della Giustizia ha preannunciato la presentazione di un disegno di legge governativo sulla materia dell'ordinamento giudiziario, che - secondo quanto annunciato - dovrebbe contenere anche una ulteriore riforma della disciplina del Consiglio direttivo della cassazione e dei Consigli Giudiziari, con modifica, in particolare, del sistema elettorale, per cui è auspicabile che le ulteriori iniziative su questo punto siano prese in considerazione dal Parlamento in tempo utile. Attesa la rilevanza della questione, la presente delibera sarà comunicata a tutti i Presidenti di Corte d'Appello, nonché, per opportuna conoscenza, al ministro della Giustizia.