Obiettivi disattesi: revocato l'incarico al commissario straordinario

Respinto il ricorso del responsabile dell'Azienda autonoma delle terme di Acireale, licenziato dall'assessorato regionale al Turismo per non aver raggiunto gli scopi prefissati dall'ente

L'incarico di commissario straordinario di un'azienda autonoma può essere revocato se non vengono conseguiti gli obiettivi e gli indirizzi fissati dall'amministrazione. Lo ha chiarito il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana con la decisione 142/06 depositata lo scorso 18 aprile e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici siciliani hanno respinto il ricorso di un architetto che si era visto revocare dall'Assessorato regionale al turismo comunicazioni e trasporto l'incarico di commissario straordinario dell'azienda autonoma delle terme di Acireale. L'assessorato, del resto, sosteneva che il compito svolto dalla professionista non era soddisfacente rispetto agli scopi fissati dall'amministrazione nel decreto di nomina. I magistrati amministrativi hanno chiarito, tuttavia, che tale incarico è il risultato di una scelta discrezionale che mira alla realizzazione di precisi obiettivi. Per cui oltre all'ordinaria amministrazione dell'azienda il commissario doveva eliminare i residui attivi e passivi risultanti dal bilancio, concludere definitivamente i contenziosi esistenti, e determinare esattamente la consistenza patrimoniale mobiliare e immobiliare. Tutto questo nell'ottica di trasformare l'azienda in una società per azioni. La nomina, ha concluso il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana riflette dunque un giudizio di affidabilità ossia la fiducia dell'assessorato sulla capacità del prescelto di rappresentare gli indirizzi espressi nel decreto di nomina. In questa prospettiva la revoca dell'incarico non richiede necessariamente che vengano accertate specifiche irregolarità, piuttosto è sufficiente che sia sottolineato il mancato conseguimento degli obiettivi fissati dall'amministrazione. cri.cap

Consiglio di giustizia amministrativa Regione siciliana - decisione 4 novembre 2005-18 aprile 2006, n. 142 Presidente Barbagallo - Estensore Trovato Ricorrente Mangiaracina Fatto 1. L'architetto Leonarda Mangiaracina, con decreto n. 1579, in data 9 giugno 2000, dell'Assessorato regionale al turismo comunicazioni e trasporti venne nominata Commissario straordinario dell'Azienda autonoma delle Terme di Acireale fino alla trasformazione della azienda in Spa. In seguito l'Assessorato adottò i seguenti atti - decreto n. 9, in data 2 ottobre 2001, recante revoca del provvedimento di nomina - decreto n. 48, in data 27 novembre 2001, di nomina a Commissario dell'avv. Antonino Garozzo. Gli atti predetti furono impugnati dall'architetto Mangiaracina con ricorso n. 4493/2001 e successivi motivi aggiunti al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, Sezione staccata di Catania, che con ordinanza 110/02 sospendeva gli atti impugnati. 2. L'Assessorato regionale allora rinnovava la revoca e la nomina del nuovo Commissario con atto n. 134, in data 8 aprile 2002, che l'architetto Mangiaracina impugnava con ulteriori motivi aggiunti, deducendo 1 violazione e falsa applicazione dell'articolo 23 della legge regionale 10/1999, eccesso di potere sotto vari profili sull'assunto che non sussistevano le inadempienze contestate alla ricorrente e sottostanti alla revoca 2-3 violazione e falsa applicazione di leggi ed eccesso di potere sotto molteplici profili, sul rilievo che l'avv. Garozzo, estraneo alla Amministrazione regionale, non aveva i requisiti per essere nominato Commissario. Il Tar, con sentenza n. 1180, in data 18 luglio 2003, - dichiarava improcedibile il ricorso e i primi motivi aggiunti in relazione alla sopravvenuta rinnovazione - in parte respingeva primo motivo e in parte secondo e terzo motivo dichiarava improcedibili i motivi aggiunti riguardanti il decreto assessorile n. 134, in data 8 aprile 2002 . 3. La sentenza è stata appellata dall'architetto Mangiaracina, che ha contestato il rigetto del primo motivo del secondo ricorso per motivi aggiunti. Si è costituito in giudizio Assessorato regionale al turismo comunicazioni e trasporti, che ha svolto puntuali controdeduzioni. Alla pubblica udienza del 4 novembre 2005, l'appello è passato in decisione. Diritto 1. L'appello è da respingere. 2. Oggetto del contendere in questo grado di giudizio è il decreto assessorile n. 134, in data 8 aprile 2002, nella parte in cui è stata revocata la nomina dell'architetto Leonarda Mangiaracina a Commissario straordinario dell'Azienda autonoma delle terme di Acireale ed è stato nominato, in sua sostituzione, l'avv. Antonino Garozzo. In punto di fatto va rilevato che - l'architetto Mangiaracina era stata nominata Commissario con decreto n. 1579, in data 9 giugno 2000 sino alla trasformazione della Azienda in Spa articolo 23 della legge regionale 10/1999 - nel decreto si precisava che compito del Commissario era quello di provvedere alla ordinaria amministrazione, alla eliminazione dei residui attivi e passivi risultanti dal bilancio aziendale, alla definizione di ogni pendenza e rapporto con terzi, alla definitiva conclusione dei contenziosi esistenti ed alla esatta determinazione della consistenza patrimoniale mobiliare e immobiliare, atti tutti propedeutici all'avvio delle procedure necessarie alla prossima soppressione dell'Azienda prevista dal citato articolo 23 comma 1, della legge regionale 10/1999 - la revoca è stata motivata con richiamo ob relationem al rapporto in data 28 febbraio 2002 prot. 6623/S2 del Dipartimento turismo, sport e spettacolo e quindi ai risultati della azione commissariale ritenuti insoddisfacenti rispetto agli obiettivi prefissati nonchè in relazione ad alcuni inadempimenti quali la mancata presentazione della relazione trimestrale e la intempestiva presentazione del bilancio preventivo 2001 e del conto consuntivo 2000 . In punto di diritto l'appellante contesta la fondatezza dei rilievi, evidenziando le attività svolte e le ragioni dei ritardi non imputabili, sostiene, alla sua azione . 3. Le censure non sono condivisibili. Osserva il Collegio che l'incarico di cui trattasi corrisponde ad una scelta discrezionale preordinata alla realizzazione di precisi obiettivi oltre alla ordinaria amministrazione della Azienda la eliminazione dei residui attivi e passivi risultanti dal bilancio aziendale, la definizione di ogni pendenza e rapporto con terzi, la definitiva conclusione dei contenziosi esistenti, la esatta determinazione della consistenza patrimoniale mobiliare e immobiliare, atti tutti propedeutici all'avvio delle procedure necessarie alla prossima soppressione dell'Azienda prevista dal citato articolo 23 comma 1, della legge regionale 10/1999. In questa prospettiva l'incarico è conferito sino alla trasformazione della Azienda stessa in società per azioni. La nomina riflette dunque un giudizio di affidabilità ovvero la fiducia sulla capacità del nominato di rappresentare gli indirizzi espressi nel decreto di nomina, orientando l'azione dell'organismo nel quale si trova ad operare in senso quanto più possibile conforme agli interessi pubblici indicati nel decreto di nomina. In questa prospettiva la revoca dell'incarico non richiede necessariamente l'accertamento di specifiche irregolarità, ma è sufficientemente motivata con il rilievo di mancato conseguimento di obiettivi e di difetto di sintonia rispetto agli indirizzi posti dalla Amministrazione. Nella specie tali elementi sembrano emergere allo stato degli atti, atteso in particolare da un lato il ritardo oggettivo nella realizzazione degli obiettivi e in taluni adempimenti intempestiva presentazione del bilancio preventivo 2001 e del conto consuntivo 2000 e dall'altro il mancato rispetto degli adempimenti relativi alla presentazione della relazione trimestrale all'Assessorato relazione, che non è surrogabile con il mero invio delle delibere adottate e che risulta presentata una sola volta dall'arch. Mangiaracina durante la sua gestione . Si tratta di elementi che sono sufficienti a giustificare gli atti in vertenza. In appello vengono, tra l'altro, esposte le difficoltà operative incontrate dal Commissario architetto Mangiaracina e i risultati positivi della sua gestione. Senonchè, come osservato dal giudice di primo grado, se pure alcune inadempienze possono risultare in qualche modo giustificabili con l'influenza di fattori esterni e non completamente controllabili dalla gestione commissariale, in una valutazione complessiva l'azione amministrativa commissariale non appare oggettivamente soddisfacente rispetto agli scopi fissati nel decreto di nomina. Va quindi condivisa la sentenza appellata, laddove si afferma che il provvedimento di revoca risulta legittimamente adottato in forza dei poteri di vigilanza spettanti all'Assessorato regionale, l'esercizio dei quali appare attendibile nella valutazione negativa alla luce dei risultati conseguiti e degli obbiettivi ancora da raggiungere. 4. Per le ragioni che precedono - assorbita ogni ulteriore questione - l'appello va respinto. Sussistono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese del grado di giudizio. PQM Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana in sede giurisdizionale respinge l'appello. Compensa le spese di questo grado di giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 3