Nella sentenza tributaria il dispositivo conta più della motivazione

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco Nella sentenza tributaria il dispositivo prevale sulla motivazione. Con queste conclusioni la sezione quarta della Commissione tributaria provinciale di Frosinone nella sentenza 13/2006 depositata il 24 febbraio scorso e qui leggibile tra gli allegati, ha stabilito un principio innovativo sul punto specifico, solo la Commissione tributaria centrale con la decisione 5734 depositata il 18 novembre 1988 aveva stabilito la prevalenza del dispositivo sulle motivazioni. Il comune di Anagni, in seguito alle motivazioni di una sentenza definitiva, emetteva una cartella esattoriale con cui richiedeva ad una società il pagamento della tassa relativa allo smaltimento dei rifiuti urbani relativa all'anno 2000 la società opponeva tale richiesta di pagamento rivolgendosi alla Commissione tributaria provinciale di Frosinone. La ricorrente eccepiva come l'ente avesse basato la richiesta di pagamento della cartella sulle motivazioni della sentenza con cui si era concluso il contenzioso instaurato sull'accertamento della Tarsu ricevuto dalla società il comune, tuttavia aveva ignorato come il dispositivo di questa stessa sentenza accogliendo il ricorso della società, avesse di fatto annullato l'originario accertamento posto a base della pretesa, determinando in tal modo l'inesistenza del titolo impositivo legittimo l'accertamento su cui calcolare e richiedere la tassa. La Commissione provinciale, dopo aver constatato che la società nel ricorso tributario proposto contro l'accertamento della Tarsu aveva richiesto esclusivamente l'annullamento dell'accertamento, ha stabilito che il dispositivo della sentenza che accoglie il ricorso abbia completamente annullato l'accertamento, prevalendo in questo modo sulle motivazioni della stessa sentenza che disponevano invece quali fossero le modifiche da apportare a questo atto. I giudici provinciali, dopo aver rilevato come l'accoglimento del ricorso avesse determinato l'annullamento dell'accertamento, hanno accolto il ricorso ed hanno annullato la cartella di pagamento con cui il comune di Anagni richiedeva la tassa dei rifiuti. L'importanza fondamentale attribuita al dispositivo della sentenza in questa specifica fattispecie, deriva dalla circostanza che questo giudicato si fosse reso definitivo la commissione ha dovuto quindi valutare quali dovessero essere gli effetti di questa sentenza definitiva nella successiva fase di riscossione del tributo, e se in questa fattispecie, il dispositivo dovesse avere reale prevalenza sulle motivazioni della sentenza. Il comune, conclude il collegio giudicante, non avendo ricorso in appello contro la sentenza di annullamento dell'accertamento, avrebbe dovuto emettere un nuovo avviso di accertamento in base alle disposizioni contenute nelle motivazioni della sentenza che si era resa definitiva al fine di costituire un nuovo titolo di riscossione. IL PRINCIPIO In caso di discordanza tra il dispositivo e le motivazioni di un giudicato tributario definitivo, prevale il dispositivo. Si deve comunque valutare quale sia stata la domanda della parte ricorrente, e nel caso in cui l'unica richiesta sia stata l'annullamento dell'atto, l'accoglimento del ricorso annulla questo accertamento che non può mai essere adeguato in base alle motivazioni della sentenza.

Commissione tributaria provinciale di Frosinone - Sezione quarta - sentenza 12 gennaio-24 febbraio 2006, n. 13 Presidente e relatore Buglioni Ricorrente Transeco Srl Svolgimento del processo La Transeco Srl ha proposto ricorso avverso la cartella esattoriale n. 04720050009698534, notificatale il 16 giugno 2005, con la quale le era stato intimato di pagare la somma di euro 15.227,00, chiesta dal Comune di Anagni per la Tarsu dell'anno 2000. Ha chiesto preliminarmente la sospensione del pagamento della somma di cui alla cartella e la sospensione le è stata concessa con ordinanza dell'11 agosto 2005. La società Transeco, a sostegno della richiesta di dichiarazione di nullità della cartella esattoriale, ha fatto presente che con atto in data 19 febbraio 2002 aveva impugnato l'avviso n. 39 del 18 dicembre 2001, notificato il 21 dicembre 2001 - con il quale il Comune di Anagni aveva accertato per il 1998-1999 e 2000 una superficie assoggettabile all'imposta, maggiore di quella dichiarata dalla Società, contestando la legittimità dell'accertamento, del quale aveva chiesto l'annullamento. Richiesta di annullamento che era stata accolta dalla Commissione tributaria provinciale di Frosinone, con sentenza emessa dalla Sezione prima il 2 luglio 2003, n. 698/03, ritualmente prodotta. L'opponente ha pertanto eccepito che la cartella di pagamento sarebbe stata emessa illegittimamente, perché difetta di valido titolo impositivo. Il Comune di Anagni si è costituito in giudizio e nella memoria ha contestato la fondatezza del ricorso, eccependo a che la cartella può essere impugnata solo per vizi propri della stessa b che la sentenza 698/03, sopra menzionata, non aveva accolto l'istanza principale della ricorrente non tassabilità delle superfici ma solo la richiesta formulata in subordine cioè l'applicazione di una diversa tariffa diversa tariffa che sarebbe stata applicata dal Comune, nel formulare la richiesta di pagamento con la cartella oggetto del ricorso in esame. Con ordinanza del 17 novembre 2005 è stata disposta l'acquisizione di copia integrale della cartella impugnata ed il processo, discusso in pubblica udienza, è passato in decisione sulle conclusioni formulate dalle parti. Motivi della decisione La Commissione ritiene fondato il ricorso, che pertanto merita accoglimento. La Transeco Srl ha fornito la prova, mediante la produzione del ricorso avverso l'avviso di accertamento, che aveva chiesto l'annullamento dell'avviso di accertamento posto a base della cartella esattoriale in trattazione. Anche nella sentenza 698/03, emessa dalla Sezione prima di questa Ctp il 2 luglio 2002, si legge che la attuale ricorrente, con quel ricorso del 19 febbraio 2002 aveva concluso chiedendo l'annullamento del provvedimento impugnato e cioè dell'avviso di accertamento 39 del 19 novembre 2001. Tale richiesta era stata accolta con la sentenza 698/03, anche se nella motivazione della decisione erano state svolte delle osservazioni circa i criteri da seguire per la determinazione della Tarsu. La sentenza, pertanto, accogliendo il ricorso, accolse la domanda di annullamento dell'avviso di accertamento. La domanda di dichiarazione dell' illegittimità dell'accertamento operato dal Comune di Anagni , con l'annullamento dello stesso, era infatti stata proposta per tutte le causale di cui in premessa , si legge nel ricorso della società Transeco. Per tutte le causali, quindi, e non per la sola richiesta formulata in subordine , come erroneamente ritiene il resistente Comune di Anagni. L'avviso di accertamento annullato avrebbe dovuto essere sostituito da un altro atto, da notificasi alla parte tenuta al pagamento della tassa, così da consentirle il controllo dell'operato dell'Ente impositore. In difetto di tale nuovo atto, la cartella di pagamento 04720050009698534 appare priva di titolo impositivo, così che può essere assoggettata a gravame per questo suo vizio. Da ciò appare pertanto l'infondatezza anche dell'accezione di inammissibilità del ricorso, proposta dalla parte convenuta. PQM La Commissione accoglie il ricorso.