Italia-Usa, squadre investigative comuni e controlli bancari incrociati. Ecco come cambiano dalla prossima settimana estradizione e assistenza giudiziaria

di Nadia Plastina

di Nadia Plastina Il 3 maggio sono stati firmati a Roma, dal Ministro della Giustizia italiano e dall'Ambasciatore americano in Italia, i due nuovi trattati bilaterali di cooperazione giudiziaria tra Italia e Stati Uniti d'America, che andranno a sostituire, a ratifica avvenuta, gli attuali strumenti il Trattato di estradizione, sottoscritto a Roma il 13 ottobre 1983 ed entrato in vigore il 24 settembre 1984 e il Trattato di mutua assistenza in materia penale, firmato a Roma il 9 novembre 1982 ed in vigore dal 13 novembre 1985- ad eccezione dell'articolo 18 paragrafo 2 in materia di sequestro e confisca. La mancata attuazione di questa ultima norma è da ricondurre allo scambio di note, contestuale al deposito degli strumenti di ratifica del Trattato di mutua assistenza, con cui l'Italia e gli Stati Uniti riconoscevano la temporanea impossibilità di dare attuazione al disposto di cui all'articolo 18 paragrafo 2, risultando carente nella materia la legislazione americana. Le parti si erano impegnate, perciò, ad adottare la necessaria normativa interna e a notificarsi l'avvenuta adozione, in modo da consentire l'applicazione delle disposizione sulla confisca a partire dalla seconda notifica. In realtà, come è noto, questo impegno rimaneva solo sulla carta e, sinora, la cooperazione tra Italia e Stati Uniti non si è attuata nel campo delle misure reali definitive se non, in due sporadici casi, sulla base della Convenzione di Vienna delle Nazioni unite sugli stupefacenti. E' da segnalare, poi, la problematica sorta, in materia di estradizione, a seguito della sentenza n. 223 del 27 giugno 1996 con la quale la Corte Costituzionale italiana dichiarava l'illegittimità costituzionale della Legge del 26 maggio 1984 n. 225 di ratifica ed esecuzione del Trattato di estradizione tra l'Italia e gli Stati Uniti, nella parte in cui dava esecuzione all'articolo IX relativo alla pena di morte c.d. caso Venezia . La Corte, in particolare, rilevava che il requisito della sufficienza riferito alle garanzie prestate dagli Stati Uniti circa la non applicazione della pena di morte al soggetto estradando dall'Italia non era idoneo a superare il divieto assoluto della pena di morte sancito all'art. 27 dalla nostra Costituzione. Tuttavia, la negoziazione sfociata nella recentissima firma non ha tratto diretta origine dalla comune volontà delle Parti di ovviare alle problematiche sorte nel ventennio di attuazione pratica della cooperazione giudiziaria italo-americana, bensì dalla necessità di adeguare i due bilaterali in vigore tra Italia e Stati Uniti agli Accordi conclusi, nelle stesse materie, tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. Prima di analizzare le principali novità contenute nei nuovi strumenti, vale la pena, pertanto, ripercorrerne in breve la storia. Si ricorderà che, in data 6 giugno 2003, il Consiglio dell'Unione europea aveva adottato una decisione8296/2/03- relativa alla firma di Accordi tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America sull'estradizione e sulla mutua assistenza giudiziaria in materia penale , allo scopo di migliorare e rendere più efficace la cooperazione giudiziaria, soprattutto con riferimento alla lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo transnazionale. Con questa decisione, il Consiglio autorizzava la Presidenza europea di turno a firmare gli accordi in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria rafforzatadoc.9153/03 - come negoziati nel corso del 2002, in occasione del vertice UE-USA che si sarebbe tenuto il 25 giugno 2003 a Washington. L'art. 2 della decisione stabiliva, poi, che gli Stati membri avrebbero intrapreso i passi necessari in vista della redazione di accordi bilaterali scritti tra essi e gli Stati Uniti, nei termini stabiliti nell'art. 3 2 del Trattato USA -UE di estradizione e dell'art. 3 2 e 3 del Trattato USA-UE di mutua assistenza giudiziaria. E difatti, tali Accordi prevedono e disciplinano, ai rispettivi articoli 3, il campo di applicazione degli stessi, sia in relazione a quegli stati Membri, tra cui l'Italia, in cui erano già vigenti dei Trattati bilaterali in materia di estradizione ed assistenza giudiziaria penale con gli Stati Uniti d'America, sia in relazione a quegli Stati Membri sforniti di strumenti convenzionali con gli USA. Per l'Italia e gli altri Paesi membri, che già vedevano regolate da accordi bilaterali le proprie relazioni con gli Stati Uniti nel campo della cooperazione giudiziaria internazionale, si rendeva necessario, quindi, avviare un negoziato con la controparte americana per adeguare gli accordi preesistenti agli standard contenuti negli Accordi USA-UE. Si può, quindi, affermare che questi ultimi valgono ad integrare gli accordi bilaterali vigenti tra i singoli Stati membri dell'Unione e gli Stati Uniti, allo scopo di conferire agli stessi maggiore efficacia e modernità, con le necessarie garanzie per la tutela dei diritti umani e il rispetto dei principi costituzionali degli Stati membri medesimi. E difatti si legge nel paragrafo 2 del nuovo Strumento relativo alla applicazione del Trattato di Mutua Assistenza legale che L'Allegato riflette il testo integrato delle disposizioni del Trattato di Mutua Assistenza del 1982 e dell'Accordo UE - USA di Mutua Assistenza Giudiziaria applicabile una volta che il presente Strumento entrerà in vigore . Ed egualmente nel paragrafo 2 del nuovo Strumento relativo all'Applicazione del Trattato di estradizione è scritto L'Allegato riflette il testo integrato delle disposizioni del Trattato di Estradizione del 1983 e dell'Accordo di Estradizione UE-USA che sarà applicabile una volta che il presente Strumento entrerà in vigore . Vale appena la pena di accennare, in questa sede, alla questione assai dibattuta relativa alla riferibilità dei negoziati intercorsi con gli Stati Uniti alla Unione europea in quanto tale, ovvero agli Stati membri, e, conseguentemente, alla imputazione di tali Accordi direttamente alla Unione europea ovvero ai singoli Stati. Evidentemente, presupposto necessario della prima opzione è il riconoscimento alla Unione europea di una sua personalità giuridica, distinta da quella dei Paesi membri. In base al parere espresso dal servizio giuridico del Consiglio dell'UE il 19 dicembre 2002, gli accordi di cui all'articolo 24 Trattato dell'Unione europea sarebbero stati conclusi in nome della Unione europea e non degli Stati membri. D'altra parte, la possibilità che è stata offerta a ciascuno Stato membro di invocare la procedura prevista nel 5 dell'articolo 24 del Trattato dell'Unione europea esercitando il diritto di subordinare la efficacia del trattato all'esito della procedure interne di ratifica , con conseguente sospensione dell'efficacia degli Accordi per tutti gli Stati che di questa facoltà hanno dichiarato di avvalersi, costituisce un argomento a sostegno di chi ritiene, invece, gli Accordi sottoscritti dall'Unione europea ai sensi degli articoli 24 e 38 TUE come negoziati e conclusi dall'Unione in rappresentanza degli Stati che la compongono, anziché jure proprio. Ad ogni modo, all'atto della autorizzazione alla sottoscrizione dei due accordi, l'Italia ha dichiarato di avvalersi della procedura ex articoli 24-38 TUE di cui si diceva dianzi, sicché, come in tutti i casi di accordi internazionali firmati dal nostro Paese, essi non entreranno in vigore nell'ordinamento interno se non dopo la ratifica, con legge ordinaria, da parte del Parlamento italiano, in ossequio agli articoli 80 e 87 della Costituzione. È da evidenziare, comunque, che non prevedendo gli Accordi USA-UE la sostituzione e, quindi, la abrogazione dei bilaterali esistenti in materia di estradizione e cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri e gli USA, ma l'integrazione e l'adattamento degli stessi, come si è chiarito in precedenza, nessuna soluzione di continuità, a livello normativo, potrà prodursi nelle relazioni tra l'Italia e gli USA, nelle more dell'ultimazione delle necessarie procedure interne di ratifica nei due Paesi. Si ricorda che ai sensi dell'articolo II, sezione 2 della Costituzione americana, i trattati firmati dal Governo devono essere approvati con una maggioranza di due terzi dal Senato degli Stati Uniti e che, di conseguenza, tutti i trattati bilaterali sottoscritti con i venticinque Stati membri dell'Unione europea dovranno essere posti all'esame del Senato unitamente agli Accordi USA-UE ai fini della contestuale entrata in vigore della normativa convenzionale nel suo complesso. E così è previsto al paragrafo 6 a del nuovo Strumento relativo all'applicazione dell'Accordo di Mutua Assistenza legale che Il presente Strumento è soggetto al completamento da parte della Repubblica Italiana e degli Stati Uniti d'America delle loro rispettive procedure interne applicabili per l'entrata in vigore. Al riguardo, i Governi della Repubblica Italiana e degli Stati Uniti d'America si scambieranno gli strumenti indicando che tali misure sono state completate. Il presente Strumento entrerà in vigore lo stesso giorno dell'entrata in vigore dell'Accordo UE - USA di Mutua Assistenza Giudiziaria . Ed egualmente al paragrafo 5 a del nuovo Strumento relativo all'applicazione dell'Accordo di Estradizione Il presente Strumento è soggetto al completamento da parte della Repubblica Italiana e degli Stati Uniti d'America delle loro rispettive procedure interne applicabili per l'entrata in vigore. Al riguardo, i Governi della Repubblica Italiana e degli Stati Uniti d'America si scambieranno gli strumenti indicando che tali misure sono state completate. Il presente Strumento entrerà in vigore lo stesso giorno dell'entrata in vigore dell'Accordo di Estradizione UE-USA . Per quanto concerne, infine, la posizione degli altri Stati membri che non abbiano posto la riserva ex articolo 24 TUEo che l'abbiano successivamente sciolta - quest'ultimo Trattato consente di stabilire che un accordo si applichi a titolo provvisorio nei loro confronti . è dubbio, però, che ciò possa avvenire in questo caso, dal momento che ai sensi degli articoli 18 dell'Accordo di estradizione USA-UE e 22 dell'Accordo di mutua assistenza USA-UE, lo scambio degli strumenti ai fini dell'entrata in vigore di questi Accordi è subordinato al completamento dell'iter previsto dai rispettivi articoli 3, ossia al perfezionamento dei bilaterali tra gli Stati Uniti e tutti i singoli Stati membri dell'Unione. Ritornando alla novità contenute nei due nuovi strumenti, occorre premettere che gli accordi USA -UE rappresentano, in entrambe le materie, un valore aggiunto rispetto alla disciplina convenzionale già esistente tra Italia e Stati Uniti, ma che le maggiori e più incisive modifiche sono state introdotte sicuramente nel Trattato di assistenza giudiziaria, con la finalità di migliorare la cooperazione nell'ambito investigativo relativamente agli elementi finanziari dei reati gravi, in particolare di quelli espressione della criminalità organizzata e del terrorismo. Trascorrendo all'analisi delle singole disposizioni modificate o di nuova introduzione, si deve tenere conto che l'articolo 3 dell'Accordo USA-UE di Assistenza giudiziaria in materia penale ha indicato gli articoli del Trattato bilaterale su cui intervenire, sicché nella negoziazione le Parti hanno proceduto alle revisioni con margini di autonomia assai relativi. In particolare, è stabilito che L'Unione europea, a norma del trattato sull'Unione europea, e gli Stati Uniti d'America provvedono a ché il presente accordo sia applicato in relazione ai trattati bilaterali di mutua assistenza giudiziaria tra gli Stati membri e gli Stati Uniti d'America, vigenti al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, alle condizioni seguenti L'articolo 4 dell' Accordo USA - UE regola l'individuazione di conti e transazioni finanziarie, ad integrazione dei poteri già conferiti dalle disposizioni del trattato bilaterale. Poiché il Trattato bilaterale del 1982 non prevede alcuna disciplina circa l'individuazione dei conti e delle transazioni, nel testo del nuovo Trattato Italia-USA è stato riprodotto il contenuto dell'articolo 4 dianzi citato con l'inserimento di un nuovo articolo 18 bis rubricato Identificazione di informazioni bancarie il cui testo è il seguente . a. Su domanda dello Stato Richiedente, lo Stato Richiesto accerta prontamente, a norma del presente articolo, se alle banche ubicate nel suo territorio risulta che una determinata persona fisica o giuridica sospettata o imputata di un reato è titolare di uno o più conti bancari. Lo Stato Richiesto comunica senza indugio allo Stato Richiedente l'esito degli accertamenti effettuati. b. Gli accertamenti di cui alla lettera a possono anche essere compiuti per raccogliere informazioni su persone fisiche o giuridiche condannate per un reato o altrimenti implicate in un reato, informazioni presso istituti finanziari diversi dalle banche, o transazioni finanziarie slegate da conti 4. Le Parti Contraenti forniranno assistenza ai sensi di questo articolo con riguardo ad attività di terrorismo punibili secondo le leggi di entrambi i Paesi. Le Parti Contraenti forniranno, altresì, assistenza ai sensi di questo articolo con riguardo ad attività di riciclaggio punibili secondo le leggi di entrambi i Paesi, ovvero laddove l'attività è punibile come riciclaggio secondo la legge degli Stati Uniti e come reato presupposto al riciclaggio secondo la legge italiana. Le Parti Contraenti forniranno assistenza con riguardo ad altre attività per le quali sia intervenuta debita notifica Da sottolineare come, pur nella limitazione della assistenza sulla base del requisito della doppia incriminazione nelle ipotesi di riciclaggio, si sia tenuto conto della diversità di configurazione della fattispecie delittuosa nei rispettivi diritti penali, salvaguardando tutti i casi nei quali la richiesta di informazioni bancarie è formulata dalle autorità giudiziarie italiane nell'ambito di indagini condotte neri confronti di soggetti ritenuti autori del delitto presupposto del riciclaggio e non di quest'ultimo stante la clausola di riserva contenuta nell'art. 648 bis Cpp . L'articolo 5 dell'Accordo USA - UE regola la costituzione e le attività di squadre investigative comuni, ad integrazione dei poteri già conferiti dalle disposizioni del trattato bilaterale. Anche in questo caso, il Trattato bilaterale in vigore dal 1985 non prevede l'istituto delle squadre investigative comuni, sicché il contenuto dell'articolo 5 del Trattato USA - UE è confluito nel nuovo articolo 18 ter del nuovo bilaterale rubricato Squadre investigative comuni nei seguenti termini 1. Le squadre investigative comuni possono essere costituite ed operare nei rispettivi territori della Repubblica Italiana e degli Stati Uniti, al fine di agevolare le indagini o azioni penali che coinvolgono gli Stati Uniti d'America e uno o più Stati membri dell'Unione Europea, ove ritenuto appropriato sia dalla Repubblica Italiana che dagli Stati Uniti. 2. Le procedure in base alle quali la squadra dovrà operare, quali composizione, durata, ubicazione, organizzazione, funzioni, scopo e condizioni per la partecipazione dei membri della squadra di uno Stato alle attività investigative svolte nel territorio di un altro Stato, saranno concordate tra le autorità competenti, responsabili delle indagini o dell'azione penale, così come determinate dai rispettivi Stati interessati. Le autorità competenti, designate dai rispettivi Stati interessati, comunicano direttamente al fine di istituire e rendere operativa la squadra in questione, salvo che nel caso in cui si ritenga che l'eccezionale complessità, l'ampia portata o altre circostanze del caso richiedano un maggior coordinamento centrale in merito ad alcuni o a tutti gli aspetti a tal fine gli Stati possono concordare altri idonei canali di comunicazione. Se la squadra investigativa comune ravvisa la necessità che in uno degli Stati che hanno costituito la squadra siano adottate misure investigative, uno dei membri della squadra di detto Stato può farne direttamente richiesta alle proprie autorità competenti senza che gli altri Stati debbano presentare una richiesta di assistenza giudiziaria. I parametri giuridici necessari per ottenere la misura in tale Stato sono quelli applicabili alle attività investigative condotte a livello nazionale . Come di vede, questa disposizione è assai più dettagliata di quella contenuta nell'art. XXI dell'Accordo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale tra Italia e Svizzera, sottoscritto a Roma il 10 settembre 1998, e costituisce una espressione concreta dell'evoluzione della cooperazione verso forme di compartecipazione alle indagini. Lo strumento tornerà di grande utilità nei procedimenti relativi ai fenomeni di criminalità transnazionali, mirando a mettere in comune i risultati delle indagini di interesse per l' Italia e gli Stati Uniti già sulla base all'accordo stipulato in sede di costituzione della squadra e senza attendere l'esito di rogatorie incrociate. L'articolo 6 dell'Accordo USA - UE regola l'assunzione della deposizione di una persona che si trova nello Stato richiesto mediante tecnologie di trasmissione video tra lo Stato richiedente e lo Stato richiesto, ad integrazione dei poteri già conferiti dalle disposizioni del trattato bilaterale. Il Trattato bilaterale in vigore non contiene una disciplina del collegamento in videoconferenza, sicché, per dare attuazione all'articolo 6 del Trattato USA - UE, è stato introdotto nel bilaterale il nuovo articolo 18 quater rubricato Collegamento in videoconferenza . Anche per questo istituto, il precedente immediato nel nostro ordinamento è costituito dall'art. VI dell'Accordo aggiuntivo italo-svizzero ma è doveroso ricordare come, in verità, al collegamento con gli Stati Uniti tramite videoconferenza internazionale si fosse ricorso, per l'assunzione di testimonianze, quale modalità esecutiva delle stesse, sin dal 1998, sulla base della specifica previsione contenuta nell'art. 3 comma 2 lett. e del Trattato - La domanda di assistenza conterrà una descrizione del modo in cui la testimonianza deve essere assunta e verbalizzata - e della clausola generale di cui all'art. 1 comma 2 Altre forme di assistenza saranno prestate se compatibili con la legislazione dello Stato Richiesto - il richiamo, nel nostro ordinamento, è costituito dall'art. 146 bis att. Cpp. In tal modo, numerosi maxi processi per reati di criminalità organizzata e primi tra tutti, i processi relativi alla c.d. pizza connection avevano potuto svolgersi senza i rischi e i costi legati alle trasferte delle Corti italiane ed americane finalizzate all'assunzione delle deposizioni dei collaboratori di giustizia. Ovviamente, l'introduzione di una disciplina specifica relativa all'istituto ne favorirà e diffonderà ulteriormente l'utilizzo, sulla base delle necessarie tecnologie già ampiamente sperimentate. Si segnala che il contenuto del comma 2 dell'articolo 6 dell'Accordo USA - UE, in materia di spese determinate dall'attivazione del collegamento in videoconferenza, è stato inserito come lettera e all'articolo 7 del trattato bilaterale del 1982. L'articolo 7 dell'Accordo USA - UE regola l'impiego di mezzi di comunicazione rapida fax, e-mail , ad integrazione dei poteri già conferiti dalle disposizioni del trattato bilaterale. Non prevedendo il Trattato bilaterale in vigore alcuna disciplina in materia, il contenuto dell'articolo 7 è stato inserito, come nuovo comma 3, all'articolo 2 del Trattato con la seguente formulazione Le richieste di assistenza giudiziaria fatte dalle Autorità ai sensi del presente Trattato e le comunicazioni ad esse relative possono essere inoltrate con mezzi di comunicazione rapida, compresi fax e posta elettronica, con riserva di successiva conferma formale, se lo Stato Richiesto la richiede. Lo Stato Richiesto può rispondere alla richiesta con uno di tali mezzi di comunicazione rapida. Invero, nella prassi della cooperazione, il ricorso all'uso del fax e della posta elettronica è già ampiamente consolidato, salvo l'invio a seguito della documentazione originale via posta ordinaria ma appare quanto mai opportuno aver espressamente sancito la piena utilizzabilità della corrispondenza per vie brevi, costituendo la conferma formale delle comunicazioni già inviate con mezzi rapidi una mera eventualità. L'articolo 8 dell'Accordo USA - UE regola la prestazione di mutua assistenza giudiziaria alle autorità amministrative interessate, ad integrazione dei poteri già conferiti dalle disposizioni del bilaterale. L'assistenza ad autorità amministrative non è prevista nello strumento Italia - USA in vigore, sicché il contenuto dell'articolo 8 è stato inserito, come nuovo comma 1 bis, all'articolo 1 del Trattato bilaterale con questa formulazione a L'assistenza giudiziaria è concessa altresì a un'autorità amministrativa nazionale che indaga su una condotta, in conformità degli specifici poteri amministrativi o regolamentari conferitile per procedere a tali indagini, allo scopo di perseguire penalmente detta condotta o di rinviare il caso alle autorità preposte alle indagini o all'azione penale. L'assistenza giudiziaria può essere concessa anche ad altre autorità amministrative nelle medesime circostanze. L'assistenza giudiziaria non è disponibile per materie per le quali l'autorità amministrativa prevede che non si proceda, a seconda dei casi, all'azione penale o al rinvio . Come si vede, l'assistenza prestata ad autorità amministrative è sempre funzionale ad un procedimento penale, già aperto presso le stesse autorità o da avviare da parte di altra autorità competente, e, avuto riguardo alla legislazione italiana, solo quest'ultima eventualità giustificherà il ricorso alla disposizione di nuova introduzione. Ancora, fatti salvi i suoi paragrafi 4 e 5, l'articolo 9 dell'Accordo USA - UE regola, ad integrazione o in sostituzione di disposizioni del trattato bilaterale che già le disciplinano, le restrizioni all'uso di informazioni o mezzi di prova trasmessi allo Stato richiedente e la prestazione condizionale o il rifiuto dell'assistenza per motivi di protezione dei dati. Tale materia è solo parzialmente disciplinata all'articolo 8 del Trattato bilaterale in vigore. Di conseguenza, nello stesso articolo ai commi 3, 4 e 5 è stato trasposto il contenuto dell'articolo 9 dell'Accordo USA - UE , ad eccezione dei paragrafi 4 e 5, nei seguenti termini 3.Lo Stato Richiedente può utilizzare i mezzi di prova o le informazioni ottenuti dallo Stato Richiesto a. ai fini delle sue indagini e procedimenti penali b. per la prevenzione di una minaccia immediata e grave per la sua sicurezza pubblica c. nei suoi procedimenti giudiziari non penali o amministrativi direttamente connessi con le indagini o i procedimenti menzionati alla lettera a o ii. per i quali è stata prestata assistenza giudiziaria ai sensi dell'articolo 1 paragrafo 1 bis del presente Trattato d. per qualsiasi altra finalità se le informazioni o i mezzi di prova sono stati resi pubblici nel quadro dei procedimenti per i quali sono stati trasmessi, o in qualsiasi altra situazione di cui alle lettere a , b e c ee. per qualsiasi altra finalità, solo previa autorizzazione dello Stato Richiesto. a. Il presente articolo lascia impregiudicata la facoltà dello Stato Richiesto di imporre condizioni supplementari in casi determinati, ai sensi del presente Trattato, laddove l'inadempimento di tali condizioni impedisca il soddisfacimento della specifica richiesta di assistenza. Qualora siano state imposte condizioni supplementari conformemente al presente paragrafo, lo Stato Richiesto può esigere che lo Stato Richiedente fornisca precisazioni sull'uso dei mezzi di prova o delle informazioni. Lo Stato Richiesto non può imporre restrizioni generiche, relativamente alle norme giuridiche dello Stato Richiedente in materia di trattamento dei dati personali, quale condizione di cui alla lettera a per la comunicazione dei mezzi di prova o di informazioni. 5 Qualora lo Stato Richiesto, successivamente alla comunicazione allo Stato Richiedente, venga a conoscenza di circostanze che potrebbero indurlo a prevedere una condizione supplementare in un determinato caso, esso può consultarsi con lo Stato Richiedente per determinare in quale misura i mezzi di prova e le informazioni possano essere protetti . Da ultimo, ma certo non ultimo in ordine di importanza, il paragrafo 5 del nuovo Strumento Italia-USA prevede che L'Articolo 18 dell'Allegato regola in luogo dell'Articolo 18 del Trattato di Mutua Assistenza del 1982, ed il relativo scambio di note diplomatiche tra l'Italia e gli Stati Uniti del 13 novembre 1985 Pertanto, grazie al nuovo articolo 18, ancora rubricato Sequestro e confisca di beni Le Parti contraenti si forniranno reciproca assistenza nella misura permessa dai loro rispettivi ordinamenti, nel sequestro, immobilizzazione e confisca dei frutti e dei proventi dei reati. 2 La Parte Contraente che procederà alla confisca dei profitti e dei beni ai sensi del presente articolo ne disporrà secondo la propria legge nazionale e le procedure amministrative. Ciascuna Parte potrà trasferire tutti o parte di tali proventi o beni, o i proventi derivanti dalla vendita, all'altra Parte nella misura consentita dai rispettivi ordinamenti giuridici alle condizioni eventualmente stabilite sarà possibile attuare la collaborazione in materia di misure reali, grazie anche al fatto che, nel frattempo, e l'Italia e gli Stati Uniti si sono dotati della necessaria legislazione interna, costituita, rispettivamente, per il nostro Paese, dagli artt.li 735 bis, 737, 737 bis e 745 nel codice di procedura penale -introdotti dalla l.9 agosto 1993 numero , recante ratifica ed esecuzione della Convenzione antiriciclaggio di Strasburgoe per gli Stati Uniti dalle specifiche norme contenute nei Federal Asset Forfeiture Statutesin particolare 18 U.S.C. 981 a 1 B e b 4 , applicabile per reati previsti dalle leggi straniere relative a traffico di droga, sequestro, frodi a banche straniere, furto, estorsione, reati di violenza, corruzione o appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di armi o di tecnologia militare e 28 U.S.C. 2467 per tutti i reati i cui proventi potrebbero essere sequestrati in base alla Legge Federale se gli stessi fossero stati commessi negli Stati Uniti. Minori le novità contenute nel Trattato di estradizione. La principale riguarda sicuramente la riformulazione dell'articolo IX in tema di pena capitale. A tale proposito, si è dianzi segnalata la sentenza n. 223 del 27 giugno 1996 della Corte Costituzionale con cui era stata dichiarata l'illegittimità costituzionale della legge di ratifica ed esecuzione del Trattato di estradizione tra l'Italia e gli Stati Uniti nella parte in cui dava esecuzione all'articolo IX relativo alla pena di morte . La nuova formulazione del citato articolo riprende fedelmente l'articolo 13 del Trattato USA/UE così superando i motivi di censura evidenziati nella sentenza della Consulta. Il novellato art. IX rubricato Pena capitale recita Quando il reato per il quale si richiede l'estradizione è punibile con la pena di morte secondo le leggi della Parte Richiedente ma non è punibile con la pena di morte secondo le leggi della Parte Richiesta, la Parte Richiesta può concedere l'estradizione a condizione che la pena di morte non venga imposta alla persona richiesta, o nel caso in cui per motivi procedurali la Parte Richiedente non potesse ottemperare a tale condizione, a condizione che la pena di morte se imposta non venga eseguita. Se la Parte Richiedente accetta l'estradizione alle condizioni del presente Articolo, essa dovrà ottemperarvi. Se la Parte Richiedente non accetta tali condizioni, la richiesta di estradizione può essere respinta . Dunque, la garanzia che il Governo degli Stati Uniti dovrà fornire, sulla base della nuova disposizione, al nostro Paese, di non applicazione della pena di morte alla persona di cui chiede l'estradizione, ha carattere assoluto, così come richiesto dalla nostra Corte Costituzionale. Vale appena la pena di rilevare che tale garanzia risulta rafforzata dal principio di specialità, contenuto nell'art. XVI, comma 1 lett. a del Trattato rimasto immutato , in base al quale una persona estradata non può essere detenuta, giudicata o punita,nella Parte richiedente, salvo che per il reato per il quale l'estradizione è stata concessa e dal fatto che sulla base dell'art. VI della Costituzione americana I trattati formano parte del diritto supremo comune e sono vincolanti per tutti i tribunali degli Stati Uniti indipendentemente da qualsiasi altra disposizione presente nelle leggi dello Stato . Si segnala, ancora, l'introduzione dei paragrafi 7 e 8 all'articolo X in tema di documenti da presentare a sostegno della domanda di estradizioneladdove il paragrafo 5 relativo alla richiesta di estradizione esecutiva per una condanna in contumacia è rimasto identico Se la persona richiesta è stata condannata in absentia o in contumacia, tutte le questioni connesse a tale aspetto della domanda sono decise dall'autorità esecutiva degli Stati Uniti o dalle competenti autorità italiane. In tali casi, la Parte Richiedente deve produrre i documenti indicati nei paragrafi 2, 3 e 4 del presente Articolo e una dichiarazione riguardante le eventuali procedure cui potrebbe far ricorso la persona richiesta se fosse estradata . A quest'ultimo proposito, si ricorda che il novellato art. 175 del codice di procedura penale italiano, rendendo sicuramente più concreto ed effettivo il rimedio della restituzione nei termini a favore dell'estradando condannato in contumacia, dovrebbe favorire il buon esito della procedura estradizionale con gli USA anche in questo caso. Importante è l'inserimento di un nuovo articolo XI bis che disciplina l'ipotesi di dati sensibili contenuti nella richiesta di estradizione e la loro protezione. Si registra, infine, la riformulazione dell'articolo XV in tema di concorso di richieste presentate da più Stati. Trascorrendo ad una analisi più dettagliata del nuovo strumento, v'è anche in questo caso da premettere, come già fatto per il Trattato di Mutua Assistenza legale, che avendo l'articolo 3 dell'Accordo USA-UE di Estradizione indicato gli articoli dei bilaterali su cui intervenire, la negoziazione tra le Parti è avvenuta sulla base di standard predefiniti. E' difatti stabilito che L'Unione europea, a norma del trattato sull'Unione europea, e gli Stati Uniti d'America provvedono a che il presente accordo sia applicato in relazione ai trattati bilaterali di estradizione tra gli Stati membri e gli Stati Uniti d'America, vigenti al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, alle condizioni seguenti L'articolo 4 dell'Accordo USA - UE sostituisce le disposizioni del trattato bilaterale che autorizzano l'estradizione esclusivamente per un elenco di reati specifici. Nel Trattato bilaterale in vigore la disposizione di cui all'articolo 2 in tema di reati che danno luogo all'estradizione non indica un elenco specifico di reati per cui è concessa l'estradizione per cui non è stato necessario operare alcuna modifica su tale articolo. L'articolo 5 dell' Accordo USA - UE regola le disposizioni del trattato bilaterale che disciplinano la trasmissione, la certificazione, l'autenticazione o la legalizzazione della richiesta di estradizione e dei documenti giustificativi trasmessi dallo Stato richiedente. Tale disposizione è stata inserita quale nuovo comma 1 e comma 7 dell'articolo X del Trattato bilaterale del 1983, ferme nel resto le altre disposizioni. L'articolo 6 dell'Accordo USA - UE doveva applicarsi in mancanza di disposizioni del trattato bilaterale che autorizzassero la trasmissione diretta delle richieste di arresto provvisorio tra il Dipartimento della Giustizia statunitense e il Ministero della Giustizia dello Stato membro interessato. La disciplina dell'arresto provvisorio è contenuta in questi termini all'articolo XII del Trattato bilaterale del 1983, per cui non si è resa necessaria alcune integrazione. L'articolo 7 dell'Accordo USA - UE integra le disposizioni del trattato bilaterale che disciplinano la trasmissione della richiesta di estradizione. Pertanto, l'articolo X del Trattato, prevede un nuovo comma 8 nel quale è stato trasposto il contenuto di detto articolo. L'articolo 8 dell'Accordo USA - UE regola le disposizioni del trattato bilaterale che disciplinano la trasmissione di informazioni complementari se le disposizioni del trattato bilaterale non specificano quale canale utilizzare, va applicato altresì il paragrafo 2 di detto articolo. La disciplina delle informazioni complementari è contenuta all'articolo XI del Trattato bilaterale in vigore, ma non essendo specificato il canale di trasmissione da utilizzare è stato inserito un nuovo comma 3 a detto articolo riportando il contenuto del paragrafo 2 dell' articolo 8 USA - UE. L'articolo 9 dell'Accordo USA - UE regola le disposizioni del trattato bilaterale che autorizzano la consegna temporanea di una persona che è sottoposta ad azione penale o sta scontando una pena nello Stato richiesto. L'articolo XIV del Trattato bilaterale vigente disciplina l'ipotesi del rinvio della consegna e della consegna temporanea per cui non si è resa necessaria alcuna integrazione. L'articolo 10 dell'Accordo USA - UE si applica, salva sua disposizione contraria, in sostituzione, o in mancanza, di disposizioni del trattato bilaterale relative alle decisioni sulle richieste concorrenti per l'estradizione di una stessa persona. Questa norma è andata, pertanto, a sostituire il testo dell'articolo XV del Trattato bilaterale del 1983, disciplinando la fattispecie in modo più dettagliato. L'articolo 11 dell'Accordo USA - UE regola le disposizioni del trattato bilaterale che autorizzano la deroga all'estradizione o procedure di estradizione semplificate. La disciplina dell'estradizione semplificata è gia presente all'articolo XVII del bilaterale Italia-USA , per cui non è stata apportata alcuna integrazione al testo vigente. L'articolo 12 dell'Accordo USA - UE si applica in mancanza di disposizioni del trattato bilaterale che disciplinano il transito se le disposizioni del trattato bilaterale non specificano la procedura che disciplina l'atterraggio imprevisto di un aeromobile, si applica altresì il paragrafo 3 di detto articolo. La disciplina del transito e dell'atterraggio imprevisto di un aeromobile era gia presente all'articolo XIX del Trattato bilaterale del 1983, per cui non si è resa necessaria alcuna integrazione L'articolo 14 dell'Accordo USA - UE regola le disposizioni del trattato bilaterale che disciplinano il trattamento di informazioni sensibili contenute nella richiesta. Non prevedendo il Trattato bilaterale in vigore alcuna disciplina in materia, il contenuto dell'articolo 14 è stato riprodotto nell'articolo XI bis del Trattato bilaterale in vigore sotto la rubrica Informazioni sensibili contenute nella richiesta nei seguenti termini. La Parte Richiedente che ipotizza la comunicazione d'informazioni particolarmente sensibili a sostegno di una richiesta di estradizione può consultarsi con la Parte Richiesta per stabilire in che misura la Parte Richiesta possa proteggere dette informazioni. Se la Parte Richiesta è impossibilitata a proteggere le informazioni nel modo voluto dalla Parte Richiedente, questo decide se comunicare comunque le informazioni . A questo punto, come si ricordava in precedenza, occorrerà, per l'entrata in vigore dei nuovi Trattati, attendere le procedure interne di ratifica nonché l'entrata in vigore degli Accordi USA-UE stante la prevista contemporaneità dell'entrata in vigore del complesso della normativa sulla cooperazione tra Unione europea e Stati Uniti. Ma quest'ultimo passaggio richiede, a sua volta, che tutti gli Stati membri abbiano firmato ed eventualmente ratificato i bilaterali con la controparte americana. Ad oggi solo Malta manca all'appello, pur essendo imminente anche per quest'ultimo Stato membro la sigla dei nuovi accordi con gli USA. È ragionevole prevedere, allora, considerati i tempi delle procedure costituzionali interne, che occorrerà attendere ancora del tempo nella migliore delle ipotesi un anno perché si arrivi alla fine di questo lungo, laborioso percorso, iniziato nel 2002 ma che, senza dubbio, segnerà un traguardo fondamentale nella collaborazione giudiziaria internazionale.