Nuove regole per garantire il giusto processo anche per i procedimenti di criminalità organizzata

Le Camere penali inizieranno la raccolta di tutti gli episodi e le prassi distorsive che si verificano nei maxi processi in un libro bianco. Borzone dobbiamo intervenire sul doppio binario

Servono regole che garantiscano qualità all'esercizio dell'attività difensiva, a tutela della figura e del ruolo dell'avvocato come garante delle regole processuali e dei principi del giusto processo anche nei processi di criminalità organizzata. La giunta dell'Unione delle camere penali italiane ha messo nero su bianco con una delibera approvata ieri leggibile tra i documenti correlati le iniziative che verranno intraprese nei prossimi giorni. Si inizierà con la raccolta in un libro bianco di tutti gli episodi e le prassi distorsive che si verificano nei processi per criminalità organizzata e un'analisi dei costi di questi procedimenti che, per la mole dei documenti e l'alto numero degli imputati, appaiono insostenibili e di fatto preclusivi di una completa ed efficace difesa penale . Per attuarle e svilupparle saranno organizzati incontri operativi con le camere penali territoriali. Abbiamo scelto il libro bianco - ha detto il segretario Ucpi Renato Borzone - perché le situazioni da denunciare sono tantissime la soglia della prova si è terribilmente abbassata, ci sono enormi limitazioni nel controesame della difesa, soprattutto per quanto riguarda le videoconferenze. Il doppio esame legislativo si trasferisce nella prassi quotidiana . Senza parlare poi delle migliaia di pagine di intercettazioni, che ormai, dice Borzone, non si negano a nessuno e l'utilizzo ormai stabilizzato del regime speciale detentivo contemplato dall'articolo 41bis dell'ordinamento penitenziario. La raccolta del materiale probabilmente richiederà mesi poi si tireranno le conclusioni. L'emergenza criminale, si legge ancora nella delibera, se non può essere ignorata, non può certamente trovare soluzione in sede giudiziaria mediante la creazione di fattispecie che anticipano e dilatano la sfera di rilevanza penale oltre i limiti propri del diritto penale del fatto o mediante l'adozione di semplificazioni probatorie, la rinunzia alle garanzie processuali e l'annichilimento del ruolo della difesa. Considerato tutto questo, nell'ottica propositiva da subito dimostrata dal nuovo esecutivo delle Camere penali eletto i primi di ottobre, le Camere penali italiane affronteranno questi problemi coinvolgendo l'avvocatura italiana, in modo particolare in quelle zone dove la situazione già ampiamente denunciata si manifesta con maggiore gravità.

Unione delle camere penali Iniziative per la piena attuazione dei principi del Giusto Processo nei processi per criminalità organizzata Delibera approvata il 4 dicembre 2006 La Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane premesso - che in queste settimane l'Ucpi si è mobilitata al fine di promuovere l'adozione di regole che garantiscano qualità all'esercizio dell'attività difensiva, a tutela della figura e del ruolo dell'avvocato come garante delle regole processuali e dei principii del giusto processo - che tale intervento ha avuto altresì ad oggetto, ancora una volta, le storiche battaglie dei penalisti per la terzietà del giudice - che tali questioni di carattere generale assumono tuttavia uno specifico e peculiare rilievo in alcune aree del nostro paese dove, per ragioni connesse alla emergenza criminale , vengono quotidianamente posti in pericolo la funzione ed il ruolo dell'avvocato e le regole del processo, con conseguente pregiudizio dei criteri garantistici di attribuzione della responsabilità e svuotamento dei significati propri di una concezione personalistica della pena - che il processo penale, in tali contesti ambientali, è spesso impropriamente inteso con esclusiva funzione di difesa sociale, così perdendo la sua natura di strumento finalizzato all'accertamento del fatto nel caso concreto - che tale approccio culturale comporta evidenti distorsioni nella conduzione dei dibattimenti penali e nella valutazione della prova, con l'instaurarsi di prassi devianti e con la violazione delle regole processuali - che una simile concezione del processo è ispirata all'indirizzo di politica criminale denominato del c.d. doppio binario - che tale indirizzo si esprime anche sul piano del diritto sostanziale nell'affievolimento del modello del diritto penale del fatto , trovando peculiare manifestazione nel privilegio accordato alle fattispecie di natura associativa, connotate da ampia indeterminatezza e preoccupante anticipazione della soglia di rilevanza penale - che in tale dimensione si colloca l'elaborazione giurisprudenziale del c.d. concorso esterno, contraddistinta da una molteplicità di indirizzi interpretativi spesso coesistenti sincronicamente e generanti pericolose incertezze applicative, con conseguente indebolirsi della garanzia dei diritti di libertà - che altrettanto grave, in questo quadro, è l'utilizzo ormai stabilizzato del regime speciale detentivo contemplato dall'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario - che l'emergenza criminale, se non può essere ignorata, non può certamente trovare soluzione in sede giudiziaria mediante la creazione di fattispecie che anticipano e dilatano la sfera di rilevanza penale oltre i limiti propri del diritto penale del fatto o mediante l'adozione di semplificazioni probatorie, la rinunzia alle garanzie processuali e l'annichilimento del ruolo della difesa - che è pertanto urgente un intervento dell'Unione delle Camere Penali Italiane per affrontare tali problemi con il pieno coinvolgimento dell'avvocatura italiana ed in particolare di quella delle zone ove la denunziata situazione si manifesta con maggior gravità tanto premesso, la Giunta ribadisce come proprio irrinunciabile impegno la difesa dei principi dello stato di diritto e del giusto processo individua come prioritario obiettivo l'immediata predisposizione di iniziative concrete quali 1 la raccolta in un libro bianco di tutti gli episodi e le prassi distorsive che si verificano nei processi per criminalità organizzata 2 un'analisi dei costi dei processi per criminalità organizzata, che, per la mole dei documenti e l'alto numero degli imputati, appaiono insostenibili e di fatto preclusivi di una completa ed efficace difesa penale si impegna ad organizzare, di concerto con le camere penali territoriali, un calendario di incontri operativi volti ad attuare e sviluppare le iniziative sopra indicate.