Omessa dichiarazione Ici, la violazione ripetuta si sanziona una sola volta

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco Le conclusioni della sentenza 160/05 depositata il 21 dicembre 2005 e qui leggibile tra gli allegati, stabiliscono che in tema di Ici, la violazione ripetuta conseguente l'omessa presentazione della dichiarazione, si sanziona una sola volta. Ne deriva che, quando la contestazione relativa alla mancata presentazione della dichiarazione riguarda più periodi, il rilievo può essere sanzionato solo per il primo anno in cui la violazione è stata commessa e ciò in quanto il dato relativo all'immobile di cui è stata omessa la dichiarazione, si ritiene implicitamente acquisito agli atti del comune con l'emissione del primo accertamento. IL FATTO Con cinque avvisi, il Comune di Viterbo richiedeva ad una società immobiliare a responsabilità limitata, il pagamento dell'Ici relativa ad un terreno edificabile per anni compresi tra il 1996 ed il 2000 con gli atti notificati, il Comune, oltre a richiedere il pagamento del tributo, applicava le sanzioni per omessa dichiarazione Ici relativamente a tutti gli anni oggetto di accertamento. L'Ufficio Tributi dell'Ente, riteneva che l'omissione si fosse ripetuta automaticamente e riguardasse ogni anno, per cui compilava gli accertamenti inserendo in ognuno la citata violazione, sul presupposto che ogni periodo d'imposta dovesse essere autonomamente sanzionato. La società, rivolgendosi alla Commissione Tributaria Provinciale di Viterbo, proponeva ricorso avverso gli avvisi ricevuti e, tra le altre eccezioni sollevate, contestava anche la ripetizione della sanzione irrogata per l'omessa dichiarazione. La Commissione provinciale, ritenendo che la sanzione fosse applicabile una sola volta, limitava la violazione al solo primo anno. LA SENTENZA La Commissione tributaria regionale del Lazio, confermando integralmente sul punto specifico la decisione dei primi giudici, ha rigettato l'appello incidentale presentato dal comune. Al riguardo si fornisce la risposta all'interrogazione parlamentare 4-00702 del 18 settembre 2001 fornita dal ministro Giulio Tremonti all'interrogazione dell'onorevole Paolo Lucchese, che conferma in pieno la decisione dei giudici regionali romani Si precisa, inoltre, che la violazione agli obblighi di presentazione della dichiarazione Ici deve essere sanzionata solamente per il primo anno in cui è stata commessa Infatti, la dichiarazione costituisce un atto necessario al comune per conoscere i dati essenziali per quantificare il tributo dovuto Una volta che il comune abbia acquisito tali elementi, anche attraverso un atto di accertamento, non si rende più applicabile la sanzione per omessa dichiarazione in base alla citata risposta si deve aggiungere che nel caso in cui il contribuente, pur pagando regolarmente l'imposta abbia omesso di presentare la dichiarazione, la sanzione amministrativa da . 100.000 .51,64 a . 500.000 .258,23 si applica ugualmente articolo 14 del d.lgs n. 473/97 . Da rilevare anche che il nuovo sistema sanzionatorio prevede alcune mitigazioni, quali, la riduzione ad un quinto del minimo se il contribuente provvede spontaneamente alla regolarizzazione entro un anno dalla violazione e la riduzione ad un quarto, nel caso in cui la definizione avvenga entro sessanta giorni dalla notifica della constatazione. IL PRINCIPIO La violazione relativa alla omissione della dichiarazione Ici è sanzionabile solo per il primo anno. L'acquisizione dei dati omessi opera automaticamente con l'emissione del primo accertamento con cui il comune notifica la violazione.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione trentaresima - sentenza 20 ottobre-21 dicembre 2005, n. 160 Presidente Curti - Relatore Perrini Ricorrente Immobiliare 90 Srl Svolgimento del processo Con 5 cinque avvisi di accertamento Ici, per gli anni 1996, 1997, 1999, 1999 e 2000, emessi per mancata presentazione della dichiarazione relativa ai terreni posti sulla strada Castiglione, in catasto al Foglio 142, nn. 19, 232 e 233, il Comune di Viterbo rilevava a carico della proprietaria Immobiliare 90 Srl un'imposta per un importo totale di euro 227.814,19 calcolato su un valore complessivamente attribuito agli anzidetti terreni di euro 3.844.581,25. Gli avvisi di cui sopra venivano impugnati dalla Società contribuente, mercé altrettanti ricorsi, con i quali deduceva - violazione e falsa applicazione dell'articolo 2 lettera b del D.Lgs 504/92, per non essere l'area edificabile - sproporzione del valore accertato dall'Ente impositore - illegittimità dell'applicazione della sanzione per omessa dichiarazione a tutti gli anni di cui all'accertamento. Pertanto, chiedeva in primis l'annullamento degli accertamenti in questione in subordine, la riduzione di tutti i valori accertati e, da ultimo, l'annullamento delle sanzioni per omesse dichiarazioni. Il Comune di Viterbo si costituiva in giudizio mercé foglio di controdeduzioni depositato il 10 settembre 2003 ed affermava. anzitutto che nell'emettere gli avvisi di accertamento in oggetto si era attenuto alla disposizione contenuta nell'articolo 11, comma 2, del D.Lgs 504/92 per essere l'area de qua edificabile. Quindi, per quel che concerneva l'applicazione di tante sanzioni quanti erano gli anni accertati, ne rilevava la legittimità, sul presupposto che ogni anno di imposta doveva essere autonomamente considerato, essendo l'uno indipendente dagli altri. Talché, insisteva per la conferma dell'operato fiscale. Con sentenza 188 in data 23 ottobre - 6 novembre 2004, la C.T. Prov.le di Viterbo - Sezione quarta, previa riunione dei ricorsi per connessione, li accoglieva parzialmente. Determinava, pertanto, il valore complessivo dell'area in euro 3.423.399,00 e limitava la sanzione per omessa dichiarazione soltanto al primo anno. Compensava le spese. In particolare, affermava che - ritenuto che il presupposto dell'Ici si concretizza con la semplice inclusione del terreno nel piano regolatore - i terreni in parola dovevano essere considerati edificabili, secondo la definizione data dall'articolo 2, lettera b , comma 1, del D.Lgs 504/92 e, perciò, assoggettati all'Ici. E poiché si riscontravano concrete difficoltà nello stabilire il prezzo dei vari appezzamenti di terreno, riteneva equo determinare, con riferimento alle tre categorie descritte sub G1 e, cioè a quella sottoposta al Piano attuativo convenzionale, a quella sottoposta al Piano attuativo approvato e vigente e, infine, a quella priva di piano attuativo, il valore di euro 28,00 al mq x complessivi mq 117.044 e quello ricompreso nella zona F2 in C 19,00 al mq x complessivi mq 7.693 e cosi, per un totale di 12 3.423.399,00. Da ultimo, affermava che la sanzione per omessa dichiarazione doveva essere limitata soltanto al primo anno, in difetto di un'apposita normativa al riguardo. Avverso l'anzidetta decisione, interponeva appello la Immobiliare 90 Srl, affidando ai dedotti motivi le stesse censure già svolte in primo grado. Chiedeva, pertanto, in parziale -riforma dell'appellata sentenza, in linea principale, l'annullamento dell'operato accertamento in via subordinata, l'applicazione dell'Ici soltanto a partire dal 21 aprile 1999, giorno in cui era stato approvato il piano di lottizzazione. In tale ultima ipotesi, chiedeva che venissero ritenuti congrui i valori accertati nella perizia giurata in atti. Depositava memoria illustrativa. Anche il Comune di Viterbo si è costituito in questo grado, con atto dell'1 agosto 2005, spiegando appello incidentale, al fine di vedersi riconosciuta la corresponsione delle sanzioni e degli interessi per tutti gli anni accertati. Insisteva, quindi, per la conferma dell'operato fiscale, sul rilievo che i terreni in questione avevano tutti la destinazione edificatoria. La controversia è stata trattata in pubblica udienza, su istanza di entrambe le parti le. quali si sono riportate alle proprie posizioni giuridiche. Motivi della decisione Gli appelli principale ed incidentale, così come proposti rispettivamente dalla Immobiliare 90 Srl e dal Comune di Viterbo, si appalesano infondati e, pertanto, vanno integralmente respinti. Per vero, i giudici di prime cure rettamente hanno affermato - in ciò richiamando il disposto dell'articolo 2, comma 1 lettera b del D.Lgs 504/92 - che per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi. Con la conseguenza che l'edificabilità non deve discendere necessariamente da piani urbanistici particolareggiati, essendo sufficiente che la caratteristica di che trattasi risulti da un piano regolatore. Sul punto, per vero, non può di certo tralasciarsi quanto stabilito dal ministero delle Finanze nella risoluzione in data 17 ottobre 1997 n. 209/E/I/2/1488/C secondo cui va rilevato che per le aree poste al di fuori degli strumenti particolareggiati ma entro lo strumento generale, la potenzialità di edificazione normalmente è attenuata nel senso che possono esistere gradi, più o meno ampi, di incertezza sull'effettiva possibilità di utilizzare il suolo a scopo edificatorio nel futuro, allorquando cioè la zona rientrerà in un piano particolareggiato. Tale situazione, pur se non influente sulla quantificazione dell'area, non sarà però priva di effetto essa influenzerà la quantificazione della base imponibile la quale, com'è noto, è rappresentata dal valore venale in comune commercio. E' abbastanza evidente che, normalmente, sul mercato il valore dell'area è man mano decrescente a seconda che si tratti di area per la quale è stata rilasciata la concessione edilizia, di area priva di concessione ma compresa in un piano particolareggiato, di area compresa soltanto in un piano regolatore generale . Donde, nel caso di specie, si è puntualmente concretizzato il presupposto per l'applicazione dell'Ici. Né miglior fortuna possono avere le censure mosse alla sentenza impugnata, a proposito della rideterminazione del valore dei terreni operata dai primi giudici. Questi ultimi, infatti, sulla scorta di valide osservazioni circa la ubicazione dei terreni e di comparazione tra i valori degli stessi con richiami alle zone interessate, che appaiono pienamente condivisibili, hanno determinato il valore dei terreni in parola facendo riferimento a due tipi di zona GI e F2, riconoscendo ai terreni che ricadono nella prima zona il valore di euro 28,00 al mq ed a quelli ricompresi nella seconda zona il valore di euro 19.00 al mq. A proposito, poi, della doglianza mossa con l'appello incidentale, devesi senz'altro rilevare la sua infondatezza, atteso che la sanzione per omessa denuncia va applicata soltanto al primo anno e non singolarmente a tutti i successivi anni. Consegue, dunque, la reiezione dei proposti appelli, principale e incidentale. Considerato l'esito del giudizio, ben può essere dichiarata l'integrale compensazione fra le parti delle spese del presente grado. PQM La Commissione Tributaria Regionale per il Lazio - Sezione n. 33, definitivamente pronunciando - rigetta gli appelli, principale e incidentale - compensa le spese.