Codice della proprietà industriale: prime riflessioni interpretative

di Luigi Morsello

di Luigi Morsello L'articolo 15 della legge-delega 273/02 dettava gli indirizzi di riassetto delle disposizioni in materia di proprietà industriale, in base ai quali il Governo era delegato ad adottare, entro il 28 febbraio 2005, sentite le competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia. Venivano dettati i criteri direttivi che il legislatore avrebbe dovuto rispettare nella emanazione dei decreti delegati ne erano prevedibili più di uno . Il primo criterio è quello fondamentale nel riassettare un materia governata da molti testi legislativi la materia doveva essere ripartita per settori omogenei mediante il coordinamento, formale e sostanziale, delle disposizioni vigenti onde garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica del riassetto. Il secondo criterio fissava l'obbligo di adeguare la normativa alla disciplina internazionale e comunitaria intervenuta fino alla data di emanazione della norma delegata. Il terzo criterio veniva individuato nella necessità di revisionare ed armonizzare la protezione del diritto d'autore sui disegni e modelli con la tutela della proprietà industriale, con particolare riferimento alle condizioni alle quali essa è concessa, alla sua estensione e alle procedure per il riconoscimento della sussistenza dei requisiti. Il quarto criterio consisteva nella necessità di adeguarne la disciplina alle moderne tecnologie informatiche. Il quinto criterio il riordino ed il potenziamento della struttura istituzionale preposta alla gestione della normativa, con previsione dell'estensione della competenza anche alla tutela del diritto d'autore sui disegni e modelli, anche con attribuzione di autonomia amministrativa, finanziaria e gestionale, che, pare incredibile fino ad ora non era stata assicurata. Il sesto criterio prevedeva l'introduzione di appositi strumenti di semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi. Il settimo criterio prevedeva la delegificazione ed il rinvio alla normazione regolamentare della disciplina dei procedimenti amministrativi secondo i criteri di cui all'articolo 20 della legge 59/1997. L'ottavo ed ultimo criterio obbligava alla previsione che la rivelazione o l'impiego di conoscenze ed esperienze tecnico-industriali, generalmente note e facilmente accessibili agli esperti e operatori del settore, non costituiscono violazioni di segreto aziendale. La riflessione che segue sorge da una difficoltà pratica incontrata in un tentativo di brevetto non rientrante nelle categorie tipiche della ortodossia, correlate alla cultura tecnica e giuridica formatasi fino ad allora ed ancora oggi ovviamente saldamente stratificata. La norma delegata veniva adottata con decreto legislativo del 10 febbraio 2000, recante il n. 30, nel pieno rispetto dei termini assegnati al Governo dal legislatore. Ciò che occorre stabilire è se è brevettabile un'idea innovativa, che non consiste né in un manufatto, né in marchio e nemmeno in un modello o disegno. La disciplina della brevettazione contenuta nell'articolo 45 e ss. del decreto legislativo. L'intento è di tentarne una prima interpretazione, facendo ricorso per quanto possibile ai criteri individuati nella giurisprudenza creatasi in precedenza. ANALISI DELLE NORME SPECIFICHE L'articolo 45 definisce l'oggetto del brevetto nel modo che segue. Possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni nuove che implicano un'attività inventiva e sono atte ad avere un'applicazione industriale comma 1 . Il primo comma individua, dunque, tre componenti della brevettabilità di una invenzione si deve trattare di invenzioni nuove, che conseguono ad una attività inventiva e che siano suscettibili di avere una applicazione industriale. Il comma 2 esclude che possano essere considerate come invenzioni a le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici. L'esclusione appare del tutto logica inquantoché ognuna delle tre categorie enunciate sono sì il prodotto di una attività intellettuale e scientifica ma non producono la novità, la 'res nova', il ciò che non esisteva prima, non esiste in natura né interpreta la natura mediante modelli scientifici o matematici o la elaborazione di teorie o di metodi matematici. b i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale ed i programmi di elaboratore. c le presentazioni di informazioni. Il terzo comma introduce una limitazione alla libera disponibilità ed utilizzabilità, da parte di chiunque, di quanto precede, secondo una elencazione tassativa, sia pure grandi categorie. Le disposizioni del comma 2 escludono la brevettabilità di ciò che in esse è nominato solo nella misura in cui la domanda di brevetto o il brevetto concerna scoperte, teorie, piani, principi, metodi, programmi e presentazioni di informazioni, considerati in quanto tali. L'articolo 47 prende in esame le divulgazioni non opponibili al tentativo di brevetto, per cui in applicazione dell'articolo 46 una divulgazione dell'invenzione non è presa in considerazione se si è verificata nei sei mesi che precedono la data di deposito della domanda di brevetto e risulta direttamente o indirettamente da un abuso evidente ai danni del richiedente o del suo dante causa comma 1 . L'articolo 46 definisce il concetto di novità, per cui un'invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato della tecnica comma 1 . Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all'estero prima della data del deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo comma 2 . Il comma 3 include nello stato della tecnica il contenuto di domande di brevetto nazionale o di domande di brevetto europeo o internazionali designanti e aventi effetto per l'Italia, così come sono state depositate, che abbiano una data di deposito anteriore a quella menzionata nel comma 2 e che siano state pubblicate o rese accessibili al pubblico anche in questa data o più tardi. L'articolo 48, a sua volta, definisce e puntualizza il concetto di attività inventiva, per il quale un'invenzione è considerata come implicante un'attività inventiva se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Se lo stato della tecnica comprende documenti di cui al comma 3, dell'articolo 46, questi documenti non sono presi in considerazione per l'apprezzamento dell'attività inventiva, insomma non se ne tiene conto. Infine, l'articolo 49 definisce il concetto di Industrialità un'invenzione è considerata atta ad avere un'applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Esposte le norme secondo la sequenza logico-interpretativa, è possibile tracciarne una lettura non solo letterale, ma calata nello spirito della legge, cioè dell'intenzione del legislatore delegante così come recepita dal legislatore delegato. Si deve premettere che non appare e non è possibile, anzi è assurdo sostenere che un modello originale di gestione di una realtà industriale di tipo agricolo, interconnessa con una attività di formazione professionale del modello formazione-lavoro, per il solo fatto di non concretizzarsi un 'oggetto' od in un disegno tecnico, possa considerarsi inadatta alla brevettazione. La legge delegata al comma 2 dell'articolo 45 - lettera a - b - c indica, mediante un elenco tassativo, ciò che non è brevettabile. Il successivo comma 2 introduce, com'è logico, un temperamento alla severità, al rigore che il legislatore delegato il Governo ha inteso applicare in attuazione dei termini della delega legislativa voluta dal Parlamento, allo scopo di non protrarre all'infinito la inutilizzabilità senza licenza dei contenuti di cui all'elencazione tassativa. Il non averlo fatto avrebbe costituito violazione degli indirizzi della legge-delega coerenza giuridica, logica e sistematica , che rendeva la relativa disciplina sospetta per dubbio di costituzionalità. Questo temperamento lo si individua agevolmente nel comma 3, laddove è detto che le disposizioni del precedente comma 2 escludono la brevettabilità di ciò che in esse è nominato solo nella misura in cui la domanda di brevetto o il brevetto concerna metodi considerati in quanto tali . Ma l'articolo 48 definisce l'attività inventiva in questo modo è invenzione ciò che per una persona esperta non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Non solo. In tali casi l'invenzione è atta ad avere una applicazione industriale se il suo oggetto può essere utilizzato in qualsiasi genere d'industria, compresa quella agricola. PRIMA CONCLUSIONE Appare a questo punto necessario superare l'ostacolo, costituito dalla definizione del sostantivo 'oggetto', occorre dare l'interpretazione non letterale. Le 'Disposizioni sulla legge in generale. Preleggi' del vigente codice civile italiano dettano il metodo interpretativo dell'interpretazione della legge all'articolo 12, il cui primo comma stabilisce che nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Ne consegue che il significato da attribuire al termine oggetto va individuato nel significato 'suo proprio', in connessione con le parole della legge, che rivelano la volontà del legislatore. Basta consultare un buon vocabolario. Estraiamo i significati più utili dal Grande Dizionario della Lingua Italiana di Salvatore Battagli - vol. XI - pagg. 45 e ss. - UTET Torino - 1981 a in senso concreto 1. ciò che cade sotto i sensi , che è percettibile con le facoltà sensoriali la vista e, in particolare, la vista con riferimento sia a cose materiali che ad esseri viventi b in senso figurato 1. fine che si desidera conseguire 2. scopo cui tende un'azione o è rivolta un'attività 3. progetto. Fin qui il significato proprio del termine usato dal legislatore, del quale vanno anche interpretate le intenzioni, la volontà, ciò che si desume da una lettura della norma non meramente letterale ma interpretata in base allo spirito della norma stessa che contiene in sé la reale volontà del legislatore. Ancora una volta ciò è desumibile dal testo della norma, laddove si dice al comma 3 dell'articolo 45 nella misura in cui metodi vengono considerati in quanto tali . Laddove un metodo si traduce in un progetto operativo, allora non si può revocare in dubbio la circostanza che la progettazione fatta sulla base di un metodo originale tradotto in un oggetto sia il documento cartaceo od informatico sia il metodo sia la sua attuazione progettuale sono brevettabili e debbono essere brevettati, anche come marchio industriale. L'originalità, la 'res nova' consiste nell'avere abbinato formazione-professionale delocalizzata in più istituti penitenziari con la resa di due prodotti finiti 1 la qualificazione professionale, 2 l'impianto, il reimpianto e la manutenzione ordinaria del verde all'interno degli istituti penitenziari, mediante un progetto che coniuga la formazione professionale regionale, di durata biennale speciale per la categorie di persone particolarmente disagiate, fra i quali sono compresi i detenuti. L'ultimo ostacolo, costituito dalla pubblicazione di un articolo sul metodo articolo 47 - divulgazioni non opponibili viene superato anche oltre la statuizione specifica della norma citata, in quanto l'idea come tale non è brevettabile, ma l'idea tradotta in un progetto fattuale immediatamente esecutivo supera l'ostacolo della pubblicazione, che nel nostro caso è avvenuta nei sei mesi dalla domanda di brevetto. RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA La divulgazione, perché possa far perdere all'invenzione industriale il requisito della novità, si da impedire la concessione di un valido brevetto, deve consistere in una comunicazione o diffusione che porti il ritrovato a conoscenza di un numero indeterminato di persone le quali siano in grado di apprendere gli elementi essenziali e caratteristici in modo da poterlo riprodurre attuando così l'invenzione. Non vi è divulgazione quando i terzi posti a conoscenza dell'invenzione siano obbligati a mantenere il segreto o siano persone inesperte, incapaci di comprendere e di attuare o fare attuare da altri l'invenzione. Tribunale Monza, 25 gennaio 2005 . Anche per le invenzioni chimiche il procedimento, ed il prodotto, sono autonomamente brevettabili, restando escluso che un unico brevetto possa conferire una duplice privativa. In ipotesi di erronea concessione di unica brevettazione, peraltro, la validità del brevetto deve essere limitata nel modo più favorevole al titolare e, quindi, essere riconosciuta con riguardo al prodotto, in quanto idonea ad inibire a terzi qualunque procedimento preordinato alla realizzazione del prodotto stesso. Cassazione civile, Sezione prima, 11094/90 . In tema di brevetto per invenzioni industriali, il requisito della novità intrinseca, il quale non postula un grado di creatività ed originalità assolute, rispetto a qualsiasi precedente cognizione, essendo sufficiente la ricorrenza di un progresso delle idee, di un miglioramento della tecnica preesistente, di una realizzazione idonea a risolvere problemi ed a soddisfare interessi industriali prima non risolti e non soddisfatti, dev'essere accertato dal giudice alla stregua delle prove offerte da chi impugna il brevetto, con l'ausilio di eventuali indagini peritali, mentre resta a tal fine irrilevante che la domanda per la concessione del brevetto stesso, oltre le doverose indicazioni sul contenuto dell'invenzione e sui dati necessari alla sua pratica applicazione, non contenga anche l'enunciazione dei fatti idonei ad evidenziare il suddetto requisito, ovvero delle modalità e dei passaggi del procedimento ideativo seguito per la realizzazione dell'invenzione. Cassazione civile, Sezione prima, 2168/82 . È divenuto prevalente l'orientamento giurisprudenziale che considera brevettabili, a norma dell'articolo 18 n. 3 legge marchio, i segni di forma inconsueta, sempre che arbitraria o di fantasia, cui cioè siano estranei compiti estetici o funzionali o comunque di utilità particolare, dovendo la ratio della preclusione fissata dal legislatore individuarsi nell'esigenza di impedire che, attraverso un brevetto di marchio, possa assicurarsi un'esclusiva praticamente illimitata nel tempo - data la rinnovabilità del brevetto per marchio d'impresa - ad un eventuale modello di utilità od ornamentale e rimanere conseguentemente elusa la disciplina relativa a quest'ultimo. Quanto sopra tuttavia non comporta che un prodotto il quale presenti forma arbitraria, come tale distintiva, connessa in modo scindibile con forme utili od ornamentali, non possa fruire di entrambe le protezioni, del brevetto per marchio e del brevetto per modello industriale, non verificandosi, in detta ipotesi, interferenza tra le due tutele, che vengono ad avere ciascuna un proprio e distinto oggetto. Preclusa è da intendersi soltanto la doppia tutela di caratteristiche formali di cui non sia possibile scindere l'attitudine distintiva dalla capacità di fornire al prodotto una particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego, oppure uno speciale ornamento, essendo in tal caso consentita unicamente la protezione brevettuale limitata alla durata che la legge prevede per i modelli industriali, allo scopo di evitare che abbiano a protrarsi eccessivamente nel tempo posizioni di monopolio nell'uso esclusivo di forme atte a migliorare, sotto il profilo dell'utilità o sotto quello estetico la produzione industriale. Nè l'interpretazione predetta comporta che risultino brevettabili come marchi solo le forme antiestetiche. Da un lato è chiaro che l'ornamento di un prodotto può essere oggetto di brevetto per modello anche se di gusto deteriore, dall'altro che, ai fini della brevettabilità di una figura o di un segno come marchio, ciò che viene in considerazione è soltanto la sua capacità distintiva riscontrabile quando si tratti di forme non consuete, arbitrarie o di fantasia, cui siano estranei compiti estetici, ma non per questo destinate ad imbruttire il prodotto. Nel flacone Ramage è evidente la presenza di una forma che conferisce all'oggetto uno speciale ornamento, ingentilendone l' aspetto e dandogli una foggia aggraziata, di uno stile, peraltro, che sostanzialmente si uniforma a quello che un consumatore di profumi suole attendersi da un contenitore di prodotti del genere. In altri termini trattasi di forma che non presenta alcunché di arbitrario e inconsueto, o che sia espressione di particolare fantasia, per cui, mentre possiede i requisiti per fondarvi eventualmente una privativa di modello ornamentale, non appare dotata di attitudine distintiva, come è necessario per la valida concessione di un brevetto per marchio di forma Corte appello Milano, 31 marzo 1978 . ?? ?? ?? ?? 3

Decreto Legislativo 10 febbraio 2005 numero in Suppl. ordinario n. 28 alla G.U. 4 marzo 2005, n. 52 Codice della proprietà industriale a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 Stralcio Articolo 45 Oggetto del brevetto 1. Possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni nuove che implicano un'attività inventiva e sono atte ad avere un'applicazione industriale. 2. Non sono considerate come invenzioni ai sensi del comma 1 in particolare a le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici b i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale ed i programmi di elaboratore c le presentazioni di informazioni. 3. Le disposizioni del comma 2 escludono la brevettabilità di ciò che in esse è nominato solo nella misura in cui la domanda di brevetto o il brevetto concerna scoperte, teorie, piani, principi, metodi, programmi e presentazioni di informazioni considerati in quanto tali. 4. Non sono considerati come invenzioni ai sensi del comma 1 i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale. Questa disposizione non si applica ai prodotti, in particolare alle sostanze o alle miscele di sostanze, per l'attuazione di uno dei metodi nominati 5. Non possono costituire oggetto di brevetto le razze animali ed i procedimenti essenzialmente biologici per l'ottenimento delle stesse. Questa disposizione non si applica ai procedimenti microbiologici ed ai prodotti ottenuti mediante questi procedimenti. Articolo 46 La novità 1. Un'invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato della tecnica. 2. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all'estero prima della data del deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo. 3. È pure considerato come compreso nello stato della tecnica il contenuto di domande di brevetto nazionale o di domande di brevetto europeo o internazionali designanti e aventi effetto per l'Italia, così come sono state depositate, che abbiano una data di deposito anteriore a quella menzionata nel comma 2 e che siano state pubblicate o rese accessibili al pubblico anche in questa data o più tardi. 4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non escludono la brevettabilità di una sostanza o di una composizione di sostanze già compresa nello stato della tecnica, purché in funzione di una nuova utilizzazione. Articolo 47 Divulgazioni non opponibili 1. Per l'applicazione dell'articolo 46 , una divulgazione dell'invenzione non è presa in considerazione se si è verificata nei sei mesi che precedono la data di deposito della domanda di brevetto e risulta direttamente o indirettamente da un abuso evidente ai danni del richiedente o del suo dante causa. 2. Non è presa altresì in considerazione la divulgazione avvenuta in esposizioni ufficiali o ufficialmente riconosciute ai sensi della Convenzione concernente le esposizioni internazionali, firmata a Parigi il 22 novembre 1928, e successive modificazioni. 3. Per le invenzioni per le quali si è rivendicata la priorità ai sensi delle convenzioni internazionali, la sussistenza del requisito della novità deve valutarsi con riferimento alla data alla quale risale la priorità. Articolo 48 Attività inventiva 1. Un'invenzione è considerata come implicante un'attività inventiva se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Se lo stato della tecnica comprende documenti di cui al comma 3, dell'articolo 46 , questi documenti non sono presi in considerazione per l'apprezzamento dell'attività inventiva. Articolo 49 Industrialità 1. Un'invenzione è considerata atta ad avere un'applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola.