Compensazione dei crediti, allentamento del patto di stabilità, detassazione della cessione: il CdM sblocca 40 miliardi

Varato nel Consiglio dei Ministri di sabato il decreto legge, composto di 13 articoli e recante Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento dei tributi degli enti locali . Il provvedimento dà immediatamente il via al pagamento per 40 miliardi dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione 40 miliardi che dovrebbero arrivare alle imprese creditrici alla velocità della luce. Infatti, il decreto diventerà operativo dopo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Poi però è atteso dalle Camere dove la strada, al momento, non appare esattamente in discesa. Ma Mario Monti si dice fiducioso che si possa svolgere un adeguato e scorrevole esame . 40 miliardi da erogare in 12 mesi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 6 aprile un decreto legge che dà immediatamente il via al pagamento dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione. Il peso ormai abnorme di tale arretrato è uno dei nodi principali che ostacolano la ripresa, con effetti diretti sulla liquidità delle imprese fornitrici della PA ed effetti moltiplicatori a catena sullo scaduto tra imprese private e sul loro indebitamento nei confronti del sistema bancario. Il decreto approvato dal Consiglio sblocca da subito i pagamenti di debiti commerciali delle PA verso imprese, cooperative e professionisti per un importo di 40 miliardi, che verranno erogati nell’arco dei prossimi dodici mesi. Misure precauzionali per rispettare il vincolo del 3%. Il tutto verrà effettuato senza sforare il vincolo del 3% imposto dal Patto di stabilità e crescita che metterebbe a rischio l’Italia di sanzioni europee. Al decreto infatti si accompagna una serie di misure precauzionali per contenere la spesa entro il limite di 40 miliardi e non superare così la soglia precauzionale del 2,9%. A tal fine si è deciso di effettuare a settembre un monitoraggio mirato in caso di superamento del limite, il Ministro dell’economia e delle finanze adotterà le necessarie misure per la rimodulazione delle spese. A questo primo passo, che istituisce un sistema sicuro ed efficace per liquidare i debiti della PA, ne seguiranno altri l’obiettivo è infatti quello di azzerare l’intero stock di debito stimato da Bankitalia in circa 90 miliardi di Euro includendo anche i debiti non scaduti con la Legge di Stabilità 2014. Il calendario da rispettare. Sono tre le fasi messe a punto dal CdM per la restituzione dei debiti della P.A una boccata d'ossigeno immediata che potrebbe valere sui 7 miliardi quindi l'autorizzazione e la predisposizione del piano per la restituzione fino a completare il primo stock di 40 miliardi in circa 12 mesi infine il censimento dell'ammontare dei debiti per programmare con la legge di stabilità le modalità e le ulteriori tranche di restituzione. In particolare - fase 1 ossigeno immediato l’8 aprile scattano i pagamenti. Dopo l'ok del Consiglio dei Ministri il decreto che sblocca i debiti della Pa arriva al Quirinale per l'emanazione. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista per oggi e rende immediatamente eseguibili i pagamenti da parte degli enti locali, utilizzando la metà delle disponibilità di cassa. A quanto ammontano? Il Tesoro le stima in 14 miliardi - fase 2 accessi a fondi e piano pagamenti il 30 aprile, richiesta fondi al Tesoro . E' la data entro la quale Comuni e Province chiedono l'autorizzazione per i pagamenti sulle somme disponibili. Comuni, Province, Regioni e Usl potranno invece chiedere l'accesso al Fondo di 26 mld al ministero dell'Economia. Ovviamente va consegnato un elenco dei debito al Tesoro che risponderà entro il 15 maggio. Data, questa, in cui il Ministero dell'economia autorizza gli importi da pagare e indica come queste risorse vanno finanziate. Di fatto, rispetto alle richieste che arriveranno di certo superiori ai 40 miliardi ci sarà una ripartizione. Si attivano così anche le linee di credito trentennali ai tassi attuali del Btp a 5 anni con la Cassa Depositi e Prestiti. Entro il 31 maggio, gli enti territoriali, oramai a conoscenza degli importi di cui dispongono, dovranno comunicare alle imprese creditrici il piano dei pagamenti. Così, con trasparenza, potranno valutare quando e come riceveranno gli importi. - fase 3 censimento e avvio altre tranche 15 settembre, termine ultimo per completare il censimento dei debiti delle PA. Le amministrazioni dovranno fare una verifica e verificare tutti i crediti scaduti al 31 dicembre 2012. Anche le Banche dovranno verificare l'ammontare dei crediti che sono stati loro ceduti con la precedente procedura di rimborso. Solo così si potranno valutare le ulteriori tranche di rimborso. Entro il 15 ottobre, dopo il check up dei debiti, il governo, con la prossima legge di stabilità, stabilirà le modalità di rimborso delle tranche successive, anche attraverso l'emissione di specifici titoli di Stato. I rimborsi diventano così effettivi. Ovviamente questi pagamenti scattano dal 2014. Le misure subito attive. Infine, va precisato che alcune misure saranno attive sin da subito. Queste sono - esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno dei pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili di parte capitale investimenti già effettuati dalle PA per un importo di 5 miliardi di euro per quanto riguarda gli enti locali, di 1,4 miliardi per quanto riguarda le regioni, 500 milioni per quanto riguarda le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei, necessario a consentire il conseguimento degli obiettivi di spesa - istituzione nel bilancio dello Stato di un unico Fondo con dotazione di 26 miliardi di euro-, articolato in tre sezioni dedicate, per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili rispettivamente degli enti locali 2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi nel 2014 , delle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari 3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014 e sempre delle Regioni ma per debiti sanitari 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014 - incremento delle erogazioni per rimborsi di imposta per 6,5 miliardi 2,5 miliardi nel 2013 e 4 miliardi nel 2014 . I versamenti sono disciplinati in relazione alle diverse tipologie di credito delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e alla necessità di non mancare agli obiettivi di finanza pubblica, recentemente deliberati dal Parlamento, in materia di deficit e di debito. Per tali sblocchi non sarà necessaria la richiesta di certificazione da parte delle imprese creditrici, ma sarà responsabilità diretta dell’Amministrazione identificare i soggetti creditori e gli importi da pagare - in caso di richiesta di pagamenti per importi superiori alle disponibilità, le Amministrazioni seguiranno il criterio dell’anzianità del credito scaduto prima i crediti non ceduti pro soluto in ordine di anzianità , poi i crediti ceduti pro soluto in ordine di anzianità - le amministrazioni che si avvarranno del finanziamento del MEF sono tenute a presentare un piano di ammortamento per la restituzione dell'anticipazione ricevuta entro un periodo di durata fino a un massimo di 30 anni e a un tasso di interesse agevolato, da calcolare sulla base del rendimento di mercato dei BTP a 5 anni. Per le Amministrazioni che si avvarranno del finanziamento non vengono introdotti nuovi vincoli ai piani di spese, né di investimento.