WhatsApp “forza” gli utenti a condividere i loro dati con Facebook: condannata la società californiana

Con il comunicato stampa del 12 maggio l’AGCM ha annunciato la sanzione inflitta con provvedimento n. 26597a WhatsApp per aver indotto gli utenti a condividere i loro dati con Facebook. La società, infatti, ha posto in essere condotte in violazione del Codice del Consumo, facendo credere agli utenti che, se non avessero accettato i nuovi Termini di Utilizzo, non avrebbero potuto far uso dell’applicazione.

Il 12 maggio sono state chiuse dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato due istruttorie, avviate ad ottobre 2016, nei confronti di WhatsApp Inc La condanna di 3 milioni di euro a WhatsApp Inc La società californiana è stata condannata a pagare 3 milioni di euro, per aver, di fatto, indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini di Utilizzo . Tra questi figura la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione . In realtà, però, alcuni utenti, quelli già registrati entro una certa data, avrebbero potuto accettare parzialmente i contenuti, potendo decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l’app . L’accettazione avveniva tramite una procedura in-app che dava agli utenti un termine di 30 giorni entro cui manifestare il consenso. Inoltre è stata accertata la vessatorietà di alcune disposizioni previste nel modello contrattuale sottoposto ai consumatori, tra le quali la possibilità per la società di interrompere il servizio senza motivo e senza preavviso, l’applicabilità della sola legge californiana e la competenza dei soli giudici statunitensi e la generale prevalenza del contratto scritto in lingua inglese in caso di conflitto con la versione italiana.