La giurisdizione sul mantenimento e sull’affidamento del minore spetta al Tribunale della nazione in cui risiedeva

È di competenza del Tribunale del Paese in cui risiedeva abitualmente il minore, al momento del mancato rientro, la decisione su provvedimenti che lo riguardano.

Questo è il principio stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con ordinanza n. 28329/19, depositata il 5 novembre, relativa ad un ricorso presentato dal padre, di nazionalità iraniana e svedese, di una bambina avuta da un matrimonio con un’italiana, per regolamento di giurisdizione data la pendenza di procedimenti in Spagna luogo di residenza del padre e originariamente della famiglia, prima della crisi coniugale e in Italia. Il caso. I due coniugi, la moglie italiana e il marito cittadino iraniano e svedese, avevano contratto matrimonio civile a Lecce nel 2014, per poi stabilire la loro residenza in Spagna, presso l’abitazione di proprietà del marito. Nel marzo del 2015 nacque una figlia, ma purtroppo dopo poco tempo, il rapporto coniugale entrò in crisi. Nel novembre del 2016, la madre con il consenso del marito portò la bambina a Lecce, presso la propria famiglia, per trascorrervi il periodo natalizio. Al termine di detto periodo, però, la madre non fece ritorno in Spagna, nonostante gli accordi, trattenendo la figlia in Italia. Il padre presentò quindi istanza al Ministero della Giustizia spagnolo, chiedendo che venisse accertata la sottrazione internazionale di minore operata dalla moglie e fosse disposto il rientro in Spagna della figlia. Inoltre, introdusse davanti al competente Tribunale spagnolo il giudizio di divorzio, nel quale si è costituita la moglie. Peraltro, la stessa aveva già incardinato un analogo ricorso presso il Tribunale di Lecce, nel quale si era costituito il marito, eccependo la pendenza del procedimento per sottrazione internazionale di minore e in via pregiudiziale, la carenza di giurisdizione del tribunale italiano, in favore di quello spagnolo. Il Tribunale di Lecce, nel giugno del 2017, dispose in via provvisoria e urgente l’affidamento condiviso ai genitori, con collocamento prevalente presso la madre in seguito, nel mese di luglio. Il Tribunale per i minorenni di Lecce, chiamato a pronunciarsi sull’istanza di restituzione, a seguito di sottrazione internazionale di minore, presentata come detto dal padre in Spagna e trasmessa al Ministero della Giustizia del nostro Paese, disponeva il rientro in Spagna della minore, accompagnata dalla madre, presso la dimora paterna. La madre ottemperava al decreto, portando la figlia in Spagna, ma dopo pochi giorni rientrava in Italia. Il padre, nella pendenza del giudizio di separazione pendente dinanzi al Tribunale di Lecce, proponeva ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell’art. 41 c.p.c., deducendo la competenza giurisdizionale dell’autorità giudiziaria spagnola in ordine ai provvedimenti concernenti la figlia minore. Il ricorrente sosteneva che la giurisdizione sui provvedimenti relativi alla figlia competesse all’autorità giudiziaria spagnola, ai sensi dell’art. 10 del Regolamento CE 2201/2003 c.d. Bruxelles II bis , che riguarda la competenza nel caso di sottrazione di minori, perché la bambina risiedeva in Spagna fino al momento in cui fu unilateralmente trattenuta dalla madre nel gennaio 2017, e lo sarebbe ancora se la madre avesse ottemperato al decreto del Tribunale per i minorenni di Lecce. In ogni caso, secondo il ricorrente, a prescindere dal decreto del Tribunale di Lecce, la potestà giurisdizionale sarebbe comunque del Tribunale spagnolo, in base al criterio di residenza abituale del minore, che sempre secondo il citato art. 10, conserva la propria ultrattività in caso di mutamento dello stato di fatto, dovuto a sottrazione internazionale o mancato rientro del minore. La moglie ha resistito con controricorso, sostenendo che era stato proprio il padre a chiedere di introdurre il giudizio a Lecce, e che quando si era recata in Spagna per ottemperare all’ordine del Tribunale per i minori, il marito non aveva fatto rientrare la minore nella casa che era stata l’abitazione coniugale. La giurisdizione di uno Stato per i provvedimenti relativi ai minori va stabilita ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Bruxelles II bis CE 2201/2003 . La Cassazione, prima di tutto, ha stabilito l’ammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, relativamente alle questioni sulla sussistenza o meno della giurisdizione italiana. Ha poi proseguito chiarendo che il ricorso aveva ad oggetto solamente la giurisdizione relativa ai provvedimenti concernenti la minore e non quelli per i coniugi. La Suprema Corte ha poi rilevato che la minore risiedeva abitualmente in Spagna, fino a quando non fu portata in Italia dalla madre nel novembre del 2016, e che il mancato rientro in Spagna fu una decisione unilaterale della moglie, così integrando la fattispecie della sottrazione internazionale di minore, detta ormai mancato rientro di un minore , ai sensi del Regolamento Bruxelles II bis. Di conseguenza, vista anche l’istanza presentata dal padre in Spagna per la sottrazione internazionale di minore, secondo l’ordinanza trova applicazione la proroga o ultrattività prevista dall’art. 10 del citato Regolamento Bruxelles II bis, relativa alla giurisdizione dello Stato membro nel quale la minore aveva la residenza abituale prima del mancato rientro, anche perché non ricorreva una delle ipotesi previste dal citato articolo 10, e cioè che il padre avesse accettato il mancato rientro della minore, oppure che questa avesse soggiornato nell’altro stato membro per un anno dall’allontanamento dall’altro genitore. Inoltre, secondo la Cassazione, il momento rilevante per l’individuazione della giurisdizione è quello della relativa proposizione, e al momento della richiesta per le domande relative all’affidamento della minore, nell’ambito della causa di separazione giudiziale, la bambina si trovava in Italia ma in violazione dei diritti di affidamento del padre da qui l’operatività della proroga della giurisdizione spagnola, ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Bruxelles II bis. Di conseguenza, pur compensando le spese per l’assenza di precedenti specifici, le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice italiano in favore di quello spagnolo, relativamente all’adozione dei provvedimenti concernenti la minore, compresi quelli per il suo mantenimento.

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza 21 maggio 5 novembre 2019, n. 28329 Presidente Tirelli Relatore Cosentino Fatti di causa 1. La sig.ra C.C. , cittadina italiana, ed il sig. F.N.F. , cittadino iraniano e svedese, contrassero matrimonio civile a omissis . 2. I coniugi stabilirono la loro residenza in omissis , presso l’abitazione di proprietà del sig. F. . 3. Poco dopo il matrimonio il rapporto coniugale entrò in crisi. 4. Il 6 marzo 2015 dal matrimonio nacque una figlia, di nome F.C.L. . 5. Il 25 novembre 2016 la sig.ra C. , con il consenso del marito, portò la bambina a , presso la propria famiglia, per il periodo natalizio ella, tuttavia, non fece ritorno in Spagna al termine di detto periodo, trattenendo la figlia con sé. 6. Il sig. F. , con istanza presentata presso il Ministero della Giustizia spagnolo il 10 marzo 2017, chiese che venisse accertata la sottrazione internazionale di minore operata dalla moglie e fosse disposto il rientro in Spagna di F.C.L. egli inoltre, con ricorso depositato il 19 marzo 2017, introdusse davanti al competente tribunale spagnolo un giudizio di divorzio tuttora pendente , nel quale la sig.ra C. si è costituta. 7. La sig.ra C. aveva frattanto incardinato, l’11 gennaio 2017, un giudizio per separazione giudiziale davanti al tribunale di Lecce. 8. Il sig. F. si è costituto davanti al tribunale di Lecce, deducendo la pendenza del procedimento per sottrazione internazionale di minore ed eccependo, in via pregiudiziale, la carenza di giurisdizione del tribunale italiano. 9. Il presidente del tribunale di Lecce, con ordinanza dell’1 giugno 2017, ha disposto in via provvisoria ed urgente l’affidamento condiviso della minore ad entrambi i genitori, con collocazione prevalente presso la madre. 10. Con decreto del 10 luglio 2017 il tribunale per i minorenni di Lecce - pronunciandosi sull’istanza di restituzione a seguito di sottrazione internazionale di minore presentata dal sig. F. al Ministero della Giustizia spagnolo, e da questo trasmessa al Ministero della Giustizia italiano - disponeva il rientro in Spagna della piccola F.C.L. , accompagnata dalla madre, presso la dimora paterna. 11. La sig.ra C. ottemperava al decreto del tribunale per i minorenni, portando la figlia in omissis dopo pochi giorni, tuttavia, ella rientrava in Italia, sempre con la figlia. 12. Nella pendenza del giudizio di separazione coniugale incardinato dalla sig.ra C. davanti al tribunale di Lecce il sig. F. ha proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell’art. 41 c.p.c., deducendo la competenza giurisdizionale dell’autorità giudiziaria spagnola in ordine ai provvedimenti concernenti la figlia minorenne L. . 13. Il ricorrente - dopo aver argomentato 1 del ricorso sull’ammissibilità del regolamento, sottolineando come nel giudizio di separazione non fosse stata pronunciata alcuna decisione nel merito, ma fossero stati adottati solo i provvedimenti presidenziali provvisori ed urgenti di cui all’art. 708 c.p.c. - sostiene 2 del ricorso che la giurisdizione sui provvedimento relativi alla piccola F.C.L. competerebbe all’autorità giudiziaria spagnola, ai sensi dell’art. 10 Competenza nei casi di sottrazione di minori del Regolamento CE 2201/2003 Bruxelles II bis , perché la minore risiedeva in Spagna fino a quando non venne unilateralmente trattenuta in Italia dalla madre nel gennaio 2017 e risiederebbe attualmente in Spagna se la madre avesse ottemperato al decreto del tribunale per i minorenni di Lecce del 10 luglio 2017. Il ricorrente deduce altresì 3 del ricorso che, anche a prescindere dal suddetto decreto del tribunale per i minorenni di Lecce, la potestà giurisdizionale andrebbe in ogni caso riconosciuta all’autorità giudiziaria spagnola in base al criterio della residenza abituale del minore, che, a mente del già ricordato art. 10 del Regolamento Bruxelles II bis, conserva la propria ultrattività in caso di mutamento dello stato di fatto conseguente alla sottrazione internazionale del minore. Infine il ricorrente sottolinea 4 del ricorso come l’art. 16 della Convenzione dell’Aja del 1980 sottragga il potere di provvedere sull’affidamento di un minore al giudice dello Stato in cui il medesimo risulti trattenuto all’esito di una sottrazione internazionale. 14. Il sig. F. ha quindi chiesto a queste Corte di dichiarare il difetto di giurisdizione dell’autorità giudiziaria italiana in ordine ai provvedimenti concernenti la figlia. 15. La sig.ra C. ha depositato controricorso chiedendo affermarsi la giurisdizione italiana e, in linea di fatto, deducendo, per quanto qui interessa che nel gennaio 2017 era stato proprio il sig. F. a chiederle di restare in Italia e di introdurre un giudizio di separazione davanti al tribunale di Lecce che quando, nell’ottobre 2017, ella dette esecuzione al decreto del tribunale per i minorenni di Lecce del 10 luglio 2017, riconducendo la figlia in Spagna, fu costretta a tornare dopo pochi giorni in Italia portando con sé la figlia, in forza del provvedimento presidenziale del tribunale di Lecce che aveva collocato la bambina presso di lei ai sensi dell’art. 708 c.p.c. perché il sig. F. non l’aveva fatta rientrare nella casa di OMISSIS . 16. Il ricorso è stato discusso nella Camera di consiglio del 21 maggio 2019, per la quale il Procuratore Generale ha depositato requisitoria scritta ed entrambe le parti hanno depositato memoria. Motivi della decisione 17. In via assolutamente preliminare è opportuno precisare che i riferimenti della presente ordinanza al Regolamento Bruxelles II bis sia quelli già svolti nel corso dell’esposizione dei fatti di causa e degli argomenti delle parti, sia quelli che saranno svolti in prosieguo nel corso della illustrazione delle ragioni della decisione - sono relativi al testo approvato con il Regolamento CE n. 2201/2003 del Consiglio del 27 novembre 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 23.12.2003 il nuovo testo del Regolamento Bruxelles II bis, recato dal Regolamento UE 2019/1111 del Consiglio del 25 giugno 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 2 luglio 2019, è infatti entrato in vigore il 22 luglio 2019 dopo la Camera di consiglio in cui è stata deciso il presente regolamento di giurisdizione, ma prima del deposito di questa ordinanza ma, ai sensi del suo art. 105, esso si applica ad eccezione degli artt. 92, 93 e 103, non rilevanti in questo giudizio dal 1 agosto 2022. 18. Ancora in via preliminare va dichiarata l’ammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione. 18.1. Per un verso, infatti, queste Sezioni Unite hanno già avuto modo di precisare che il regolamento preventivo di giurisdizione deve ritenersi ammissibile relativamente alle questioni sulla sussistenza o meno della giurisdizione italiana, senza che vi osti la circostanza che l’art. 37 c.p.c. - così come modificato dalla L. 31 maggio 1995, n. 218, art. 73, di riforma del diritto internazionale privato, che ne ha abrogato il comma 2 - menzioni il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei soli confronti della p.a. o dei giudici speciali. Il rinvio recettizio operato dall’art. 41 c.p.c., all’art. 37 c.p.c., per la determinazione del campo di applicazione del regolamento di giurisdizione, infatti, deve intendersi ora riferito anche alla stessa L. n. 218 del 1995, art. 11, che disciplina, appunto, la rilevabilità del difetto di giurisdizione del giudice italiano SSUU n. 6585/06, SSUU n. 4461/09 . 18.2. Per altro verso, i provvedimenti presidenziali ex art. 708 c.p.c., hanno una funzione meramente provvisoria ed interinale e, dunque, sono privi del carattere della decisorietà, cosicché la loro adozione non integra la decisione nel merito in primo grado che preclude, ai sensi dell’art. 41 c.p.c., la proposizione del regolamento preventivo di giurisdizione cfr. SSUU 13912/17 . 19. Tanto premesso in punto di ammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, è opportuno sottolineare, ancora in via preliminare, che il regolamento proposto dal ricorrente ha ad oggetto esclusivamente la giurisdizione in ordine ai provvedimenti concernenti la figlia minorenne F.L. si vedano le conclusioni del ricorso . L’individuazione dell’autorità giudiziaria munita di giurisdizione su tale domanda, d’altra parte, non è collegata alla individuazione - non in discussione in questo giudizio dell’autorità giudiziaria munita di giurisdizione sulla domanda di separazione questa Corte ha già avuto modo di chiarire, infatti, che, quando non vi sia coincidenza tra lo Stato di residenza del minore e lo Stato in cui si svolge il giudizio di separazione, il superiore e preminente interesse del minore impone di privilegiare il criterio di vicinanza cfr. i considerando 12 e 13 del Regolamento Bruxelles II bis , tenendo separati i due giudizi cfr. SSUU n. 30646/11, SSUU n. 2276/16 SSUU n. 5418/16, SSUU 17676/16 in tema si veda anche CGUE 16.7.15, in causa C 184/14, ove si chiarisce che il Regolamento Bruxelles II bis disciplina tutte le decisioni in materia di responsabilità genitoriale indipendentemente da qualsiasi nesso con un procedimento matrimoniale ed opera un’espressa distinzione tra il contenzioso relativo al divorzio, alla separazione personale e all’annullamento del matrimonio, da un lato, e quello riguardante l’attribuzione, l’esercizio, la delega e la revoca totale o parziale della responsabilità genitoriale, dall’altro 36 , precisandosi, altresì, che quando due giudici sono investiti, rispettivamente, di un’azione relativa alla separazione o allo scioglimento del vincolo coniugale tra coniugi genitori di figli minori e di un’azione vertente sulla responsabilità genitoriale su tali minori, una domanda di obbligazione alimentare in favore di questi ultimi non può essere considerata accessoria tanto all’azione relativa alla responsabilità genitoriale, ai sensi dell’art. 3, lett. d , di detto regolamento, quanto all’azione relativa allo stato delle persone, a norma dell’art. 3, lett. c , di detto regolamento. Tale domanda può essere considerata accessoria solamente all’azione in materia di responsabilità genitoriale 47 . 20. Venendo alla questione di giurisdizione relativa ai provvedimenti concernenti la minore F.C.L. , il Collegio osserva che dall’esame degli atti risulta accertato - alla stregua del Decreto 10 luglio 2017, del tribunale per i minorenni di Lecce che ha disposto il rientro della bambina in Spagna la cui impugnativa per cassazione è stata rigettata da questa Corte con ordinanza n. 20201/18, depositata, nella pendenza del presente regolamento, in data 31.7.18 - che la minore F.C.L. risiedeva abitualmente in Spagna fino a quando non fu portata in Italia dalla madre nel novembre 2016 e che il mancato rientro della minore in Spagna, nel gennaio 2017, fu deciso unilateralmente della sig.ra C. , così integrando la fattispecie della sottrazione internazionale di minore rectius del mancato rientro di un minore , cfr. art. 2, n. 11, del Regolamento Bruxelles II bis . 21. Nel caso in esame, pertanto, trova applicazione la proroga, prevista dall’art. 10 Reg. Bruxelles II bis, della giurisdizione dello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del mancato rientro. 22. Non ricorre infatti, nella specie, alcuna delle ipotesi alle quali il suddetto art. 10, collega il trasferimento della giurisdizione dallo Stato membro in cui il minore risiedeva abitualmente subito prima del mancato rientro allo Stato membro in cui il minore abbia acquisito la residenza dopo tale mancato rientro. In particolare - non ricorre l’ipotesi di cui alla lett. a - ciascuna persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha accettato il trasferimento o mancato rientro - giacché non vi è alcuna evidenza che il padre della minore avesse accettato il mancato rientro della stessa in Spagna le iniziative giudiziarie intraprese dal sig. F. nei confronti della moglie consentono, anzi, di presumere il contrario - non ricorre l’ipotesi di cui alla lett. b - il minore ha soggiornato in quell’altro Stato membro almeno per un anno da quando la persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha avuto conoscenza, o avrebbe dovuto avere conoscenza, del luogo in cui il minore si trovava e il minore si è integrato nel nuovo ambiente e se ricorre una qualsiasi delle seguenti condizioni - perché, alla data della instaurazione del giudizio di separazione davanti al tribunale di Lecce 11 gennaio 2017 , F.C.L. si trovava in Italia da meno di un anno per la precisione, da meno di due mesi, essendo stata portata a Lecce il 25 novembre 2016 . 23. Con specifico riferimento all’ipotesi di cui alla lett. b dell’art. 10 Reg. Bruxelles II bis, va altresì sottolineato che, per la determinazione della competenza giurisdizionale all’adozione dei provvedimenti concernenti la minore nel giudizio di separazione personale dei coniugi instaurato dalla sig.ra C. presso il tribunale di Lecce, non può tenersi conto del periodo di permanenza di F.C.L. in Italia dopo l’11 gennaio 2017, per il principio della perpetuatio jurisdictionis. 24. Il principio della perpetuatio jurisdictionis è infatti contemplato oltre che dall’ordinamento processuale italiano, nella disposizione generale dettata dall’art. 5 c.p.c. anche nel Regolamento Bruxelles II bis, là dove, dell’art. 8, comma 1, radica la competenza giurisdizionale per le domande relative alla responsabilità genitoriale nei giudici dello Stato membro in cui il minore risiede abitualmente alla data in cui sono aditi , salvo le deroghe espressamente previste dal medesimo Regolamento, tra cui, appunto, quella, dettata dal menzionato art. 10, relativa alla proroga della giurisdizione dello Stato dove il minore risiedeva prima della sottrazione internazionale per un’applicazione giurisprudenziale del principio, cfr. SSUU 32359/18, dove appunto si chiarisce che, in materia di decadenza dalla potestà genitoriale, qualora i genitori risiedano in Stati diversi, la competenza giurisdizionale deve essere individuata con riferimento al criterio della residenza abituale del minore al momento della proposizione della domanda . 25. Il momento rilevante ai fini della individuazione della giurisdizione sulle domande relative alla responsabilità genitoriale è dunque, nel sistema del Regolamento Bruxelles II bis, quello della relativa proposizione e, al momento della proposizione delle domande concernenti l’affidamento della piccola Leila, nell’ambito della causa di separazione giudiziale introdotta dalla sig.ra C. davanti al tribunale di Lecce, la minore era in Italia per non essere rientrata in Spagna in violazione dei diritti di affidamento del padre donde l’operatività della proroga della giurisdizione spagnola, ai sensi dell’art. 10 Reg. Bruxelles II bis. 26. Nemmeno potrebbe, nella specie, invocarsi utilmente il disposto della L. n. 218 del 1995, art. 8, là dove, derogando all’art. 5 c.p.c., prevede che la giurisdizione italiana sussiste se i fatti e le norme che la determinano sopravvengono nel corso del processo. La disciplina nazionale recede, infatti, rispetto a quella dettata dal Regolamento Bruxelles II bis, come fatto palese dal riferimento esclusivo al presente regolamento contenuto nell’art. 17 del Regolamento stesso, là dove si dispone che l’autorità giurisdizionale di uno Stato membro dichiara d’ufficio la propria incompetenza ove rilevi di essere stata investita di una controversia per la quale il presente regolamento non prevede la sua competenza e per la quale, in base al presente regolamento, è competente un’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro . 27. Sempre per il principio della perpetuatio jurisdictionis, inoltre, nessun rilievo può attribuirsi nemmeno alle circostanze, dedotte dalla Difesa C. , che - nell’ottobre 2017 la sig.ra C. - dopo aver riportato la figlia in Spagna, in ottemperanza all’ordine del tribunale per i minorenni di Lecce - non potè accedere all’abitazione di OMISSIS per la contraria volontà del sig. F. - il tentativo di quest’ultimo di bloccare il conseguente rientro in Italia di F.C.L. , con la stessa sig.ra C. , non ebbe effetto, avendo il tribunale di OMISSIS ritenuto validi ed efficaci i provvedimento sull’affidamento della minore adottati dal tribunale di Lecce nel giudizio di separazione - l’autorità giudiziaria spagnola, in sede penale, ha archiviato il procedimento per sottrazione di minore instaurato nei confronti della stessa sig.ra C. - dall’1 gennaio 2018 la sig.ra C. e la minore F.C.L. non risultano più iscritte nello schedario consolare di Madrid a causa del loro rientro/rimpatrio in Italia pag. 2, rigo 5, della memoria depositata dalla Difesa C. . Si tratta, infatti, di circostanze tutte posteriori all’introduzione del processo di separazione giudiziale davanti al tribunale di Lecce e, pertanto, irrilevanti ai fini dell’individuazione della competenza giurisdizionale ad adottare provvedimenti concernenti la minore nell’ambito di detto giudizio. 28. Il ricorso per regolamento di giurisdizione va pertanto accolto e va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano in ordine all’adozione dei provvedimenti concernenti la minore F.C.L. , compresi quelli attinenti al relativo mantenimento. 29. Le spese del presente regolamento si compensano in ragione dell’assenza di precedenti specifici. P.Q.M. La Corte dichiara il difetto di giurisdizione del giudice italiano in ordine all’adozione dei provvedimenti concernenti la minore F.C.L. . Compensa tra le parti le spese del presente regolamento preventivo di giurisdizione. In caso di diffusione del presente provvedimento si omettano le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.