Anche gli ufficiali giudiziari sono essenziali: dalla commissione di garanzia le condizioni per lo sciopero

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino Anche per lo sciopero degli ufficiali giudiziari si applicano le disposizioni della legge 146/90. È quanto ha stabilito la Commissione di di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali con la delibera 05/432 approvata lo scorso 20 luglio e qui leggibile nei documenti correlati . Con il provvedimento in questione, la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali ha deliberato che 0171lo sciopero degli ufficiali giudiziari rientra nel campo di applicazione della legge 146/90 e ss. mod., ed è soggetto all'accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero nel Comparto ministeri, stipulato tra l'Aran e Organizzazioni sindacali in data 8 marzo 2005, dichiarato idoneo da questa Commissione di garanzia con delibera 5/178 del 13 aprile 2005, e pubblicato in GU serie generale 96/2005 . In occasione di sciopero degli ufficiali giudiziari, continua la delibera, deve essere rispettato anche il disposto di cui agli articoli 4 e 5 dell'accordo 8 marzo 2005, e l'Amministrazione competente è tenuta ad aderire alla richiesta di esperimento delle procedure di raffreddamento e conciliazione . Compete al regolamento di servizio emanando dal ministero della Giustizia, conclude il disposto della delibera, definire i contingenti del personale dipendente da detto Ministero tra cui, eventualmente, anche ufficiali giudiziari da mantenere in servizio in occasione di sciopero, al fine di assicurare la continuità delle prestazioni indispensabili di cui all'articolo 2 lett. b dell'accordo 8 marzo 2005 . Ed è proprio da quest'ultimo disposto della delibera che è opportuno partire per un breve, ma doveroso, commento alla stessa. Con il decreto ministeriale 7 novembre 1990, firmato dall'allora ministro della giustizia Vassalli, all'articolo 1 si era stabilito che nell'ambito dell'amministrazione giudiziaria costituiscono servizi essenziali quelli relativi all'assistenza all'udienza nei processi con imputati arrestati, fermati o sottoposti a misure cautelari personali di tipo custodiale per i reati per i quali si procede ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ai provvedimenti cautelari ed urgenti quando siano diretti a garantire il godimento dei diritti costituzionalmente protetti indicati nell'articolo 1, comma 1, della legge 14690 al servizio elettorale al pagamento degli stipendi. Nel successivo articolo 2 del decreto, al fine di garantire i servizi essenziali di cui all'articolo 1, erano stati individuati i seguenti profili professionali collaboratore di cancelleria assistente giudiziario operatore amministrativo o stenodattilografo o dattilografo addetto ai servizi di vigilanza e custodia addetto ai servizi ausiliari e di anticamera conducente di automezzi speciali operatore Unep. Per il servizio relativo al pagamento degli stipendi, il decreto disponeva che si avesse riguardo al personale delegato alla riscossione e addetto alla cassa. Per le questioni che qui interessano, è opportuno, inoltre, rilevare che il comma 3 dell'articolo 3 del decreto demandava alla contrattazione decentrata a livello locale l'individuazione dei profili, tra quelli indicati nel citato articolo 2, tenuto conto dell'ordinaria organizzazione del lavoro nei singoli uffici. Nello stesso comma era previsto che la quantificazione dei contingenti sarebbe stata effettuata con l'osservanza dei limiti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento dei servizi essenziali e nel rispetto dei compiti previsti dai profili di appartenenza. Il citato Decreto ministeriale, almeno per la parte relativa all'individuazione del personale da inserire nel cosiddetto presidio di cancelleria in caso di sciopero, per garantire i servizi essenziali, è tutt'ora vigente, non avendo l'amministrazione giudiziaria ancora provveduto ad emanare apposito regolamento di servizio che sostituisse il Dm sullo specifico argomento. L'emanazione di un regolamento di servizio è previsto dal recente Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero sottoscritto, in data 8 Marzo 2005, tra l'Aran e le Organizzazioni e Confederazioni sindacali. L'articolo 3 - Contingenti di personale - dell'Accordo dispone 1. Ai fini di cui all'articolo 2, mediante regolamenti di servizio delle singole amministrazioni adottati sulla base di appositi protocolli di intesa, stipulati in sede di negoziazione decentrata di livello nazionale o locale tra le amministrazioni stesse e le organizzazioni sindacali rappresentative in quanto ammesse alle trattative nazionali ai sensi dell'articolo 43 del D.Lgs 165/01, vengono individuati appositi contingenti di personale, distinti per area e profilo professionale, da adibire ai servizi pubblici essenziali e quindi esonerati dallo sciopero per garantire la continuità delle prestazioni indispensabili inerenti ai servizi medesimi. 2. I protocolli d'intesa di cui al comma 1, da stipularsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore del presente accordo e comunque prima dell'inizio del quadriennio di contrattazione integrativa, individuano a le professionalità di cui al presente accordo b i contingenti suddivisi per professionalità c i criteri e le modalità da seguire per l'articolazione dei contingenti a livello di singolo ufficio o sede di lavoro. 3. Nel caso in cui non si raggiunga l'intesa sul protocollo sono attivate, da parte delle organizzazioni sindacali, le procedure di conciliazione presso i soggetti competenti indicati nell'articolo 5, comma 4. 4. In conformità con i Regolamenti di servizio di cui al comma 1, i dirigenti responsabili del funzionamento dei singoli uffici, in occasione di ogni sciopero, individuano, ove possibile con criteri di rotazione, i nominativi del personale incluso nei contingenti come sopra definiti, tenuto all'erogazione delle prestazioni necessarie e perciò esonerato dall'effettuazione dello sciopero. I nominativi sono comunicati alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli interessati, entro il quinto giorno precedente alla data dello sciopero. Il personale individuato ha il diritto di esprimere, entro il giorno successivo alla data di ricezione della predetta comunicazione, la volontà di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione, che sarà accordata solo nel caso sia possibile l'eventuale sostituzione verrà comunicata agli interessati entro le 24 ore. 5. Nelle more della definizione dei regolamenti di servizio sulla base dei protocolli di intesa, le parti assicurano comunque i servizi minimi essenziali e le prestazioni di cui all'articolo 2, anche attraverso i contingenti già individuati dalla precedente contrattazione decentrata . Sulla base dell'ultimo inciso del comma appena riferito contingenti già individuati dalla precedente contrattazione decentrata , opera, quindi, l'amministrazione della giustizia che, rammento, non avendo ancora emanato il regolamento di servizio in sostituzione del il Dm del 7 novembre 1990, individua i profili professionali elencati in quest'ultimo per la costituzione del presidio in occasione di ogni sciopero. Ritornando alla delibera della Commissione di garanzia in esame, si osserva che in essa si fa espresso riferimento ad una nota del il ministero della Giustizia del 14 aprile 2004 in risposta a specifico quesito in materia della Corte d'appello di Milano, in cui il competente ufficio ministeriale sostiene che alla luce della normativa vigente in materia, e, in particolare, dell'articolo 2 del Dm 7 novembre 1990, tra i profili professionali da individuare al fine di garantire i servizi essenziali, non è indicato l'Ufficiale giudiziario . In merito alla predetta nota ministeriale nella delibera della commissione è, altresì, espressamente detto evidentemente a seguito di detta interpretazione fornita alla Corte d'appello di Milano, la Fp Cgil e Uil Pa di Milano hanno proclamato in data 13 luglio u.s. uno sciopero per l'intera giornata del 15 luglio 2005, vale a dire con un preavviso di neppure quarantott'ore e senza il rispetto del termine di cui all'articolo 2 comma 5 legge 146/90 e successive modifiche . Sempre con riferimento alla risposta a quesito citata, nella delibera leggiamo ancora a differenza di quanto affermato dal Ministero della giustizia nella risposta a quesito del 14 aprile 2004, fatta propria dalla Corte d'appello di Milano nella nota del 7 luglio 2005, l'articolo 2 Dm 7 novembre 1990 ricomprende espressamente, alla lettera g , l'operatore unep tra i profili professionali chiamati a garantire i servizi essenziali A parere di chi scrive, i due richiami alla risposta a quesito fatti dalla Commissione di garanzia nella delibera necessitano di opportuno chiarimento, per evitare che la lettura di essi, così come riferiti, possa indurre qualche ufficio giudiziario ad agire diversamente da quanto disposto dal Dm citato. Si ritiene sottolineare, in primis, che generalmente le risposte a quesito sono chiarimenti che le amministrazioni centrali forniscono ai propri uffici periferici al fine di uniformare il comportamento degli uffici stessi su questioni che presentano, di solito, difficoltà applicative. Sostenere, anche in modo dubitativo, così come fa la commissione nella delibera, che le organizzazioni sindacali FP Cgil e Uil Pa siano state indotte ad agire in violazione della legge 146/90 evidentemente a seguito dell'interpretazione ministeriale non ha senso alcuno, né valore giustificativo o probatorio, proprio perché la nota ministeriale riguardava l'agire dell'ufficio giudiziario in ordine alla corretta costituzione del presidio , e da essa non poteva, né doveva, nemmeno indirettamente dedursi un indicazione sul comportamento di agire del sindacato. Nella risposta ministeriale, così come detto nella stessa delibera, si afferma, inoltre tra i profili professionali da individuare al fine di garantire i servizi essenziali, non è indicato l'Ufficiale giudiziario . La commissione di garanzia in merito a ciò sostiene a differenza di quanto affermato dal ministero della Giustizia [ ] l'articolo 2 Dm 7 novembre 1990 ricomprende espressamente, alla lett. g , l'operatore Unep tra i profili professionali chiamati a garantire i servizi essenziali . Dalla lettura di questo passo della delibera traspare un po' di confusione nell'esatta individuazione dei previgenti profili professionale di ufficiale giudiziario e di operatore Unep . La nota ministeriale del 14.4.2004, infatti, dice, anche se per esclusione, esattamente ciò che è stabilito nel Dm del 7 novembre 1990, e cioè che tra le figure ivi elencate non vi è quella dell'ufficiale giudiziario. Del resto, basta rileggere l'articolo 2 del Dm per rendersi conto della validità di quanto sostenuto dal ministero. Sorprende, pertanto, l'affermazione della commissione diversamente da quanto affermato dal ministero della Giustizia . Le osservazioni critiche appena espresse su alcuni punti della delibera non intaccano minimamente la validità di quanto sostenuto dalla commissione stessa in ordine alle procedure da rispettare in caso di sciopero nell'amministrazione giudiziaria. Le predette osservazioni serviranno, tutt'al più, ove necessario, a far riflettere chi di competenza sulle modalità da seguire nella costituzione dei presidi di cancelleria in caso di sciopero, fino a quando non ci sarà l'apposito regolamento di servizio che sostituisca le disposizioni del Dm 17 novembre 1990 nella parte relativa all'individuazione del personale da inserire nel presidio stesso. Decreto ministeriale, si badi, la cui vigenza è fatta salva proprio dall'Accordo del 8 marzo u.s. che, è utile ribadire, al comma 5 dell'articolo 3 - Contingente di personale - espressamente stabilisce Nelle more della definizione dei regolamenti di servizio sulla base dei protocolli di intesa, le parti assicurano comunque i servizi minimi essenziali e le prestazioni di cui all'articolo 2, anche attraverso i contingenti già individuati dalla precedente contrattazione decentrata . Il Dm del 1990 aveva, infatti, recepito un accordo sindacale sottoscritto presso il ministero di Grazia e giustizia non ancora ministero della Giustizia , in data 17 ottobre 1990, tra la delegazione di parte pubblica e quella di parte sindacale, ed avente ad oggetto proprio l'individuazione delle professionalità e delle qualifiche di personale per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali nel settore giudiziario nonché i criteri per la determinazione dei relativi contingenti. Un'ultima riflessione, anch'essa necessaria, è il caso di farla sulla disposizione che prevede l'emanazione del regolamento di servizio per l'individuazione del contingente da inserire nel c.d. presidio in caso di sciopero. In detta norma, articolo 1 dell'Accordo del 8 marzo 2005, è detto che il regolamento può essere adottato sulla base di appositi protocolli di intesa, stipulati in sede di negoziazione decentrata di livello nazionale o locale. Ora, se possiamo tranquillamente affermare che l'Amministrazione giudiziaria non ha stipulato accordi a livello nazionale per regolamentare l'individuazione del contingente con criteri generali, non possiamo fare altrettanto per gli uffici giudiziari. Nulla esclude, infatti, che in qualche sede di contrattazione decentrata locale si sia provveduto ad emanare il regolamento sulla base di accordi sottoscritti con le Organizzazioni sindacali territoriali l'articolo 1 appena citato legittima, in teoria, tali accordi. Nel caso, quindi, in cui ciò si sia verificato, fatte salve successive determinazioni che saranno eventualmente adottate in sede di contrattazione decentrata nazionale, gli uffici in questione agiranno in conformità del regolamento adottato in quella sede nell'individuare il personale da inserire nel presidio in caso di sciopero e non più delle specifiche disposizioni del Dm del 1990. 1

Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali Delibera 05/432 del 20 luglio 2005 Oggetto legge 146/90 e successive modifiche -sciopero degli ufficiali giudiziari Premesso Che con nota del 6 maggio 2005 il sig. Prefetto di Milano chiedeva alla Commissione di esprimersi sulla riconducibilità dell'attività degli ufficiali giudiziari nell'ambito dei servizi essenziali di cui alla legge 146/90 e ss. Mod. che la Commissione, con nota del 19 maggio u.s. a firma del commissario delegato per il settore,chiariva che l'attività degli ufficiali giudiziari doveva ritenersi soggetta alle disposizioni di cui alla legge 146/90 e ss. Mod. che, con comunicazione del 8 luglio u.s., il sig. prefetto di Milano rimetteva alla Commissione nota della Corte d'appello di Milano datata 7 luglio 2005, nella quale si escludeva che l'attività degli ufficiali giudiziari rientrasse nel novero dei servizi pubblici essenziali il tutto, anche sulla scorta di una risposta a quesito del ministero della Giustizia del 14 aprile 2004, nella quale si sosteneva che alla luce della normativa vigente in materia, e, in particolare, dell'articolo 2 del Dm 7 novembre 1990 tra i profili professionali da individuare al fine di garantire i servizi essenziali, non è indicato l'ufficiale giudiziario che, evidentemente a seguito di detta interpretazione fornita dalla Corte d'appello di Milano, la FP CGIL e la UIL PA di Milano hanno proclamato in data 13 luglio u.s. uno sciopero per l'intera giornata del 15 luglio 2005, vale a dire con un preavviso di neppure quarantott'ore e senza il rispetto del termine di cui all'articolo 2 comma 5 legge 146/90 e ss.mod, sciopero in relazione al quale la Commissione si riserva di aprire procedimento di valutazione ai sensi dell'articolo 13 lett. i legge 146/90 e ss.mod. considerato che ai sensi dell'articolo 1 comma 2 legge 146/90 e ss. mod., l'amministrazione della giustizia deve essere considerata servizio pubblico essenziale che, ai sensi della legge 146/90 e ss.mod., nei servizi pubblici essenziali devono essere garantite le prestazioni individuate come indispensabili che, dunque, non vi è coincidenza tra la nozione di servizio essenziale e quella di prestazione indispensabile che, ai sensi dell'articolo 2 comma 1 legge 146/90 e ss.mod., nell'ambito dei servizi pubblici essenziali i soggetti sindacali proclamanti azioni di sciopero sono tenuti a una serie di obblighi analiticamente individuati che, ai sensi dell'articolo 2 comma 2 legge 146/90 e ss.mod., le prestazioni indispensabili da garantire in occasione di sciopero sono determinate attraverso accordi collettivi dichiarati idonei dalla Commissione di garanzia, ovvero, in mancanza, da regolamentazioni provvisorie adottate dalla medesima commissione che, per quanto concerne il personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche facenti capo al comparto ministeri , in data 8 marzo 2005 è stato stipulato tra Aran e organizzazioni sindacali un accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero , dichiarato idoneo da questa Commissione di garanzia con delibera 5/178 del 13 aprile 2005, e pubblicato in Gu serie generale n. 96/2005 che, per giurisprudenza e dottrina assolutamente costanti, la dichiarazione di idoneità di un accordo, seguita dalla pubblicazione in Gu, comporta piena efficacia cogente dello stesso addirittura erga-omnes quanto all'individuazione delle prestazioni indispensabili che, di conseguenza, l'accordo 8 marzo 2005 sottoscritto tra Aran e OO.SS. spiega efficacia cogente nei confronti del ministero della Giustizia, e supera qualsivoglia precedente determinazione. Soprattutto se precedente all'entrata in vigore della legge 83/2000, modificativa della legge 146/90 considerato altresì che detto accordo 8 marzo 2005, all'articolo 2 comma 1 lett. b , espressamente comprende l'amministrazione della giustizia tra i servizi pubblici da considerare essenziali nel comparto del personale dipendente dai ministeri , e stabilisce altresì, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, che le norme contenute nel presente accordo si applicano a tutto il personale con rapporto a tempo indeterminato o determinato, esclusi i dirigenti, dipendente dalle amministrazioni del comparto di cui all'articolo 8 del Ccn quadro sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva stipulato il 18 dicembre 2002 per il quadriennio 2002-2005 che, ai sensi degli articoli 4 e 5 del predetto accordo 8 marzo 2005, tutte le azioni di sciopero che coinvolgono i servizi di cui all'articolo 2 e dunque anche l'amministrazione della giustizia devono osservare determinate modalità di proclamazione, effettuazione e revoca, e devono essere precedute dall'espletamento delle procedure di raffreddamento e conciliazione ivi indicate che l'articolo 2 comma 2 lett.b del suddetto accordo, nell'individuare le prestazioni indispensabili da garantire in caso di sciopero, specifica che la continuità dell'attività giudiziaria deve essere assicurata limitatamente. all'assistenza alle udienze nei processi con rito direttissimo o con imputati in stato di fermo e detenzione ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ai provvedimenti cautelari, urgenti e indifferibili che l'articolo 3 dell'accordo 8 marzo 2005 affida ad appositi regolamenti di servizio adottati dalle singole amministrazioni l'individuazione dei contingenti di personale esonerati dallo sciopero per garantire la continuità delle prestazioni indispensabili che, in linea teorica, l'attività degli ufficiali giudiziari ben potrebbe spiegare incidenza sui provvedimenti restrittivi della libertà personale ovvero sui provvedimenti cautelari, urgenti e indifferibili es. tempestiva notifica di un provvedimento cautelare che, tuttavia, compete alla responsabilità del ministero della Giustizia, nell'ambito del regolamento di servizio emanando ai sensi dell'articolo 3 dell'accordo 8 marzo 2005, individuare o meno un contingente minimo di ufficiali giudiziari da mantenere in servizio in caso di sciopero, a seconda che l'attività degli stessi venga ritenuta incidente o meno sui diritti costituzionali della persona garantiti attraverso le prestazioni indispensabili di cui all'articolo 2 comma 2 lett. b dell'accordo 8 marzo 2005 considerato infine che le OO.SS. rappresentative degli ufficiali giudiziari, sino alla nota della Corte d'appello di Milano del 7 luglio 2005, hanno sempre ritenuto che lo sciopero dei propri aderenti soggiaccia alle norme di cui alla legge 146/90 e ss. mod. da ultimo v.sciopero degli ufficiali giudiziari di Milano proclamato per il 27 maggio 2005, nonché sciopero degli ufficiali giudiziari di Cosenza proclamato per il 29 luglio 2005 tanto da richiedere espressamente l'attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge predetta che la proclamazione di sciopero degli ufficiali giudiziari di Milano per il 15 luglio 2005 senza il preavviso di legge da parte di FP CGIL e UIL PA di Milano, è stata espressamente contestata dal Segretario generale della UIL PA sig. Nino Laganà con comunicazione inviata alla Commissione in data 14 luglio 2005, nella quale si ribadisce la soggezione dello sciopero degli ufficiali giudiziari alla legge 146/90 e ss.mod. che, d'altro canto, questa Commissione di Garanzia ha sempre ritenuto pacifica detta interpretazione delle norme della legge suindicata v.da ultimo, in relazione allo sciopero nazionale degli ufficiali giudiziari del 10 aprile 2004, determinazione del 13 maggio 2004 pos. 18694 che, peraltro, a differenza di quanto affermato dal ministero della Giustizia nella risposta a quesito del 14 aprile 2004, fatta propria dalla Corte d'appello di Milano nella nota del 7 luglio, l'articolo 2 Dm 7 novembre 1990 pubblicato in bollettino ufficiale ministero di Grazia e giustizia 24/1990 ricomprende espressamente, alla lett. g , l'operatore Unep tra i profili professionali chiamati a garantire i servizi essenziali delibera quanto segue lo sciopero degli ufficiali giudiziari rientra nel campo di applicazione della legge 146/90 e ss. mod., ed è soggetto all'accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero nel comparto ministeri, stipulato tra Aran e organizzazioni sindacali in data 8 marzo 2005, dichiarato idoneo da questa Commissione di garanzia con delibera 5/178 del 13 aprile 2005, e pubblicato in Gu serie generale 96/2005 in occasione di sciopero degli ufficiali giudiziari, pertanto, deve essere rispettato anche il disposto di cui agli articoli 4 e 5 dell'accordo 8 marzo 2005, e l'amministrazione competente è tenuta ad aderire alla richiesta di esperimento delle procedure di raffreddamento e conciliazione compete al regolamento di servizio emanando dal ministero della Giustizia definire i contingenti del personale dipendente da detto ministero tra cui, eventualmente, anche ufficiali giudiziari da mantenere in servizio in occasione di sciopero, al fine di assicurare la continuità delle prestazioni indispensabili di cui all'articolo 2 comma 2 lett.b dell'accordo 8 marzo 2005.