Bandi di concorso: quello locale prevale su quello ministeriale

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino In caso di divergenza tra le indicazioni contenute in uno schema generale di bando di concorso nazionale e quelle contenute in un bando di concorso locale queste ultime prevalgono sulle prime è quanto, in sostanza, ha stabilito il Consiglio di Stato con la decisione 4781 leggibile tra i documenti correlati. Con la sentenza 2261/04, il Tar della Puglia - Lecce - Sezione seconda, accoglie il ricorso presentato in primo grado contro il provvedimento di esclusione dalla partecipazione alla selezione per l'impiego di n. 7988 volontari nei servizi sociali, ritenendo che la domanda relativa non poteva essere considerata tardiva perché rispettosa del bando di concorso che prevedeva l'invio della medesima a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento del servizio postale e con termine di presentazione collegato alla data di spedizione. In quella occasione, i giudici salentini avevano ragionato nei termini che seguono. - Considerato che, in base all'articolo 4 del bando predisposto dall'Ufficio nazionale per il Servizio civile, la domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all'ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro l'11 novembre 2002. Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione. La tempestività delle domande è accertata dall'ente che realizza il progetto - visto che, con decreto del Direttore Generale, la AUSL LE/2 ha formulato un apposito bando, secondo il quale La domanda di partecipazione indirizzata al Direttore Generale dell'AUSL LE/2 inviata a mezzo Racc. A.R., deve pervenire entro e non oltre l'11 novembre 2002. Fa fede la data di partenza del timbro dell'Ufficio postale accettante - considerato che la parte ricorrente ha inviato la domanda entro il termine assegnato, ma l'AUSL l'ha ricevuta successivamente - che l'istante non poteva far altro che attenersi alle modalità d'inoltro specificamente stabilite dall'Ente attuatore, destinatario della domanda, cui spetta la predisposizione della graduatoria - che, come già segnalato, la verifica della tempestività della domanda, ai fini dell'ammissione all'esame valutativo affidato all'ente realizzatore, spettava all'AUSL - considerato che, in base all'articolo 5, sesto comma, del bando pubblicato nella Gazzetta ufficiale, all'Ufficio nazionale per il Servizio civile era riservato esclusivamente il controllo della sussistenza dei requisiti di partecipazione, come indicati all'articolo 3 età, cittadinanza, godimento di diritti civili e politici, assenza di determinate condanne, idoneità fisica , l'esclusione dalla selezione, per la tardività della domanda di partecipazione, disposta dall'Ufficio nazionale, con l'atto gravato, è illegittima . Nel ricorso proposto avverso la sentenza pugliese, la Presidenza del Consiglio dei ministri osserva che l'Ufficio centrale, nell'ambito della sua attività di riscontro formale, ha individuato come la domanda presentata dall'appellata fosse tardivamente pervenuta rispetto all'indicazione dell'art. 4 del bando generale formulato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ove era previsto come giorno finale quello del 11 novembre 2002, mentre è irrilevante che il bando emanato dall'Unità sanitaria locale abbia previsto l'invio mediante raccomandata con avviso di ricevimento e abbia indicato come data finale sempre l'11 novembre 2002, ma indicando altresì che avrebbe fatto fede il timbro dell'Ufficio postale accettante. Di contro, la difesa dell'appellato evidenzia che il bando generale prevedeva che la tempestività delle domande sarebbe stata accertata dall'ente che utilizzava il progetto e cioè dall'Unità sanitaria locale , per cui, poiché il bando emanato dall'Unità sanitaria prevedeva che avrebbe fatto fede il timbro postale dell'Ufficio postale accettante, e poiché risulta che la domanda è stata spedita entro tale data, la stessa non poteva che essere considerata tempestiva. Per i giudici di Palazzo Spada il soggetto appellato, che ha preso conoscenza del bando di concorso emanato dall'Azienda sanitaria, si è comportato correttamente, inviando la domanda tramite una raccomandata postale con avviso di ricevimento entro il termine stabilito dal bando stesso, per cui nessun addebito può essere mosso al soggetto medesimo. A parere del Collegio romano, il fatto che il bando generale, predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, prevedesse un termine fisso per la consegna della domanda, a prescindere dal mezzo utilizzato per la consegna stessa, deve ritenersi superato proprio dal bando specifico pubblicato dall'Azienda sanitaria locale e solo relativamente al quale era stata presentata dall'interessata la domanda di partecipazione. In altre parole - osserva il Collegio -, tra uno schema generale di bando di concorso, che si dirigeva alle singole strutture pubbliche, e i bandi di concorso singolari, che si dirigono agli aspiranti candidati, per questi ultimi non possono che essere rilevanti le indicazioni dei singoli bandi operativi, mentre, quand'anche conosciuto, resta sullo sfondo - diretto ad altri - lo schema generale. L'eventuale scostamento di un singolo bando operativo nei confronti dello schema ministeriale - è detto ancora in motivazione - potrà al massimo avere conseguenze tra i due enti pubblici, ma non potrà mai far ricadere sull'incolpevole presentatore della domanda conformemente a quanto previsto dal bando di concorso i suoi effetti negativi. Tale bando - conclude il Collegio - era pienamente legittimo perchè non revocato né annullato della Presidenza del Consiglio, titolare del potere di controllo, e legittimava l'affidamento del ricorrente. Il Consiglio di Stato, quindi, ritiene l'appello infondato e, conseguentemente, rigetta l'appello.

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 28 febbraio-8 agosto 2006, n. 4781 Presidente Riccio - Estensore Mele Ricorrente Presidenza del Consiglio dei Ministri Fatto Il presente appello, proposto dall'Avvocatura generale dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri, si dirige contro la sentenza indicata in epigrafe, con la quale è stato accolto un ricorso presentato in primo grado contro il provvedimento di esclusione dalla partecipazione alla selezione per l'impiego di 7988 volontari nei servizi sociali, in quanto è stato ritenuto che la domanda relativa non poteva essere considerata tardiva perché rispettosa del bando di concorso, che prevedeva l'invio della medesima a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento del servizio postale e con termine di presentazione collegato alla data di spedizione. L'appellante Amministrazione pone in evidenza che l'Ufficio centrale, nell'ambito della sua attività di riscontro formale, ha individuato come la domanda presentata dall'appellata fosse tardivamente pervenuta rispetto all'indicazione dell'articolo 4 del bando generale formulato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ove era previsto come giorno finale quello dell'11 novembre 2002, mentre è irrilevante che il bando emanato dall'Unità sanitaria locale abbia previsto l'invio mediante raccomandata con avviso di ricevimento e abbia indicato come data finale sempre l'11 novembre 2002, ma indicando altresì che avrebbe fatto fede il timbro dell'Ufficio postale accettante. Il soggetto appellato, ritualmente costituitosi in giudizio, si oppone all'appello, evidenziando, fra l'altro, come l'articolo 4 del bando generale nel quale era ricompresso quello dell'Unità sanitaria di Maglie prevedeva che la tempestività delle domande sarebbe stata accertata dall'ente che utilizzava il progetto e cioè dall'Unità sanitaria locale , per cui, poiché il bando emanato dall'Unità sanitaria di Maglie prevedeva che avrebbe fatto fede il timbro postale dell'Ufficio postale accettante, e poiché risulta che la domanda è stata spedita entro tale data, la stessa non poteva che essere considerata tempestiva. La causa è spedita in decisione alla pubblica udienza del 28 febbraio 2006. Diritto L'appello è infondato. È evidente, infatti, che il soggetto appellato, che ha preso conoscenza del bando di concorso emanato dall'Azienda sanitaria, il quale prevedeva che, relativamente al termine per la presentazione delle domande, faceva fede il timbro dell'Ufficio postale accettante, si è comportato correttamente, inviando la domanda tramite una raccomandata postale con avviso di ricevimento entro il termine stabilito dal bando stesso, per cui nessun addebito può essere mosso al soggetto medesimo. Il fatto che il bando generale, predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, prevedeva, invece, un termine fisso per la consegna della domanda, a prescindere dal mezzo utilizzato per la consegna stessa, anche se per caso conosciuto dall'appellata, deve ritenersi superato proprio dal bando specifico pubblicato dall'Azienda sanitaria locale e solo relativamente al quale era stata presentata dall'appellata, signora De Santis Maria Sofia, la domanda di partecipazione In altre parole, tra uno schema generale di bando di concorso, che si dirigeva alle singole strutture pubbliche, e i bandi di concorso singolari, che si dirigono agli aspiranti candidati, per questi ultimi non possono che essere rilevanti le indicazioni dei singoli bandi operativi, mentre, quand'anche conosciuto, resta sullo sfondo - diretto ad altri - lo schema generale. L'eventuale scostamento di un singolo bando operativo nei confronti dello schema ministeriale potrà al massimo avere conseguenze tra i due enti pubblici, vicenda che però in questa sede non interessa, ma non potrà mai far ricadere sull'incolpevole presentatore della domanda conformemente a quanto previsto dal bando di concorso i suoi effetti negativi. Tale bando infatti era pienamente legittimo perché non revocato né annullato della Presidenza del Consiglio, titolare del potere di controllo, e legittimava l'affidamento del ricorrente. L'appello va, conseguentemente, rigettato. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in complessivi euro 5.000,00 cinquemila/00 . PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione quarta , definitivamente pronunciando sull'appello in epigrafe, lo rigetta. Condanna l'Amministrazione appellante al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in complessivi euro 5.000,00 cinquemila/00 . Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 1 - 2 - N.R.G. 3220/2005 RL