La sentenza è definitiva anche per i giudici di Lussemburgo

Sebbene sia stato violato un diritto comunitario, la decisione passata in giudicato non può più essere riesaminata

Un giudice nazionale non è tenuto a riesaminare e annullare una sentenza divenuta definitiva, anche se risulta che sia stato violato il diritto comunitario. È importante che queste decisioni non possano più essere rimesse in discussione. Questo è il senso del giudizio depositato ieri leggibile tra i correlati dai magistrati della Corte di giustizia europea nella causa C-234/04 che ha visto opporsi la signora tirolese Kapferer alla società tedesca Schlank & Schick In qualità di consumatrice, la Kapferer riceve più volte per posta dall'azienda di vendita per corrispondenza del materiale pubblicitario in cui le viene annunciata una vincita. In una lettera si dice che è a sua disposizione un premio di 3.906,16 euro. L'assegnazione, però, è subordinata a un'ordinazione-prova non vincolante. La signora Kapferer rispedisce alla Schlank & Schick il buono d'ordine, non riceve il premio, ne reclama invano l'assegnazione e, in base alla legge austriaca sulla tutela dei consumatori, si rivolge al Bezirksgericht Hall in Tirol chiedendo al tribunale di condannare l'azienda a versarle la somma oltre agli interessi. Da parte sua la Schlank & Schick, fondandosi sul regolamento comunitario concernente la competenza giurisdizionale, sostiene che i giudici austriaci non hanno la competenza internazionale. Il Bezirksgericht non accoglie l'argomentazione e, nel merito, respinge integralmente anche le richieste della Kapferer, la quale si appella al Landesgericht Innsbruck. La Schlank & Schick non impugna la decisione del Bezirksgericht sulla competenza internazionale e perciò il giudizio diventa definitivo. Il Landesgericht Innsbruck, nutrendo anch'esso dubbi sulla competenza internazionale del Bezirksgericht, decide di chiedere alla Corte di giustizia europea se è tenuto, in forza del Trattato Ce, a riesaminare ed eventualmente ad annullare una pronuncia passata in giudicato quanto alla competenza internazionale, nel caso in cui risulti contraria al diritto comunitario. Per garantire sia la stabilità del diritto e dei rapporti giuridici, sia una buona amministrazione della giustizia, secondo la Corte è importante che le decisioni giurisdizionali divenute definitive dopo l'esaurimento delle vie di ricorso disponibili o dopo la scadenza dei termini previsti per questi ricorsi non possano più essere rimesse in discussione. Il diritto comunitario, in sostanza, non impone a un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne allo scopo di riesaminare e annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato qualora risulti che questa viola il diritto comunitario.

Corte di giustizia Europea - Prima sezione - sentenza16 marzo 2006 Presidente Jann - Relatore Colneric Ricorrente Kapferer Causa C-234/04 Competenza giurisdizionale in materia civile - Regolamento CE n. 44/2001 - Interpretazione dell'articolo15 - Competenza in materia di contratti conclusi dai consumatori - Promessa di vincita - Pubblicità ingannevole - Decisione giurisdizionale che statuisce sulla competenza - Efficacia di giudicato - Riapertura in sede d'appello - Certezza del diritto - Primato del diritto comunitario - Articolo 10 CE 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione degli articoli 10 CE e 15 del regolamento CE del Consiglio 22 dicembre 2000, n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale GU 2001, L 12, pag. 1 . 2 Tale domanda è stata proposta nell'ambito di una controversia che vede opposti la sig.ra Kapferer, cittadina austriaca residente in Hall in Tirol Austria , e la società, di diritto tedesco, di vendita per corrispondenza Schlank & Schick GmbH in prosieguo la Schlank & Schick , con sede in Germania, riguardo ad un'azione diretta a far condannare quest'ultima a consegnare alla sig.ra Kapferer una vincita, poiché la detta società, con una lettera indirizzatale nominativamente, aveva suscitato nella sig.ra Kapferer l'impressione che le fosse stato attribuito un premio. Contesto normativo La normativa comunitaria 3 L'articolo 15, n. 1, del regolamento n. 44/2001 dispone quanto segue Salve le disposizioni dell'articolo 4 e dell'articolo 5, punto 5, la competenza in materia di contratti conclusi da una persona, il consumatore, per un uso che possa essere considerato estraneo alla sua attività professionale è regolata dalla presente sezione c in tutti gli altri casi, qualora il contratto sia stato concluso con una persona le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, purché il contratto rientri nell'ambito di dette attività . 4 Ai sensi dell'articolo 16, n. 1, del medesimo regolamento, [l]'azione del consumatore contro l'altra parte del contratto può essere proposta o davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliata tale parte, o davanti ai giudici del luogo in cui è domiciliato il consumatore . 5 L'articolo 24 del regolamento n. 44/2001 dispone quanto segue Oltre che nei casi in cui la sua competenza risulta da altre disposizioni del presente regolamento, il giudice di uno Stato membro davanti al quale il convenuto è comparso è competente. Tale norma non è applicabile se la comparizione avviene per eccepire l'incompetenza o se esiste un altro giudice esclusivamente competente ai sensi dell'articolo 22 . La normativa nazionale 6 L'articolo 5j della legge austriaca sulla tutela dei consumatori Konsumentenschutzgesetz , nella versione che risulta dalla legge entrata in vigore il 1 ottobre 1999 BGBl. I, 1999, pag. 185 dispone quanto segue Gli imprenditori che inviano ad un determinato consumatore promesse di assegnazione di un premio o altre analoghe comunicazioni e con i termini di tale comunicazione suscitano l'impressione che il consumatore abbia vinto un determinato premio devono consegnare al consumatore detto premio esso può anche essere richiesto in via giudiziaria . 7 L'articolo 530 del codice di procedura civile austriaco Zivilprozessordnung, in prosieguo la ZPO sui presupposti per il ricorso per revisione dispone quanto segue 1 Una causa conclusasi con una decisione definitiva sulla controversia, può essere riaperta a seguito di ricorso per revisione proposto da una delle parti, 5. qualora una decisione di un giudice penale, su cui si fonda la decisione di cui trattasi, sia stata annullata da un'altra pronuncia passata in giudicato 6. qualora la parte trovi o sia messa in grado di utilizzare una decisione anteriore già passata in giudicato, vertente sulla stessa domanda o sullo stesso rapporto giuridico e che statuisce definitivamente sulla controversia tra le parti del procedimento da riaprire 7. qualora la parte venga a conoscenza di nuove circostanze di fatto ovvero trovi o sia messa in condizione di utilizzare nuove prove, la deduzione o utilizzazione delle quali, in precedenti procedimenti, avrebbe portato ad una decisione ad essa maggiormente favorevole. 2 La riapertura della causa a seguito di ricorso per revisione per i motivi di cui al n. 1, punto 7, è ammissibile soltanto nel caso in cui la parte fosse impossibilitata, senza sua colpa, a far valere le nuove circostanze di fatto o le nuove prove prima della conclusione della trattazione orale a seguito della quale è stata emessa la decisione di primo grado . 8 L'articolo 534 del medesimo codice dispone quanto segue 1 Il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di quattro settimane. 2 Tale termine decorre 4. nella fattispecie contemplata dall'articolo 530, n. 1, punto 7, a partire dal giorno in cui la parte ha avuto la possibilità di dedurre in giudizio le circostanze di fatto e le prove di cui è venuta conoscenza. 3 Il ricorso per revisione non può essere proposto decorsi dieci anni dal passaggio in giudicato della decisione di cui trattasi . Controversia principale 9 La sig.ra Kapferer, in qualità di consumatrice, più volte aveva ricevuto per posta dalla Schlank & Schick materiale pubblicitario recante l'annuncio di presunte vincite. Dopo aver ricevuto un'ulteriore missiva a lei personalmente indirizzata, secondo la quale era a sua disposizione un premio in forma di accredito in contanti di ATS 53 750 pari ad EUR 3 906,16 , la sig.ra Kapferer ha ricevuto circa due settimane più tardi una busta contenente, tra l'altro, un buono d'ordine, una lettera relativa all'ultimo avviso riguardante l'accredito in contanti e un estratto conto. In base alle condizioni di partecipazione/assegnazione figuranti sul retro dell'ultimo avviso, la partecipazione all'assegnazione degli accrediti era subordinata ad un'ordinazione-prova non vincolante. 10 La sig.ra Kapferer ha quindi rispedito a Schlank & Schick il buono d'ordine in questione dopo avervi incollato la marca d'accredito ed apposto la propria firma sul retro del buono sotto la menzione [h]o preso conoscenza delle condizioni di partecipazione , ma senza aver letto le condizioni di partecipazione/assegnazione. Non è possibile stabilire se abbia effettuato anche un'ordinazione di prodotti. 11 Non avendo ricevuto il premio che riteneva di aver vinto, la sig.ra Kapferer ha reclamato l'assegnazione del premio in base all'articolo 5j del KSchG, chiedendo al Bezirksgericht Hall in Tirol di condannare la Schlank & Schick a versarle la somma di EUR 3 906,16, oltre al 5% di interessi a partire dal 27 maggio 2000. 12 La Schlank & Schick ha sollevato un'eccezione d'incompetenza del giudice adito. Essa sostiene che le disposizioni di cui agli articoli 15 e 16 del regolamento n. 44/2001 non sono applicabili, in quanto presuppongono l'esistenza di un contratto a titolo oneroso. La partecipazione al gioco a premi sarebbe stata subordinata ad un'ordinazione di merce che, però, la sig.ra Kapferer non avrebbe mai effettuato. Il diritto derivante dall'articolo 5j del KSchG non sarebbe di natura contrattuale. 13 Il Bezirksgericht ha respinto l'eccezione d'incompetenza e si è ritenuto competente in base agli articoli 15 e 16 del regolamento n. 44/2001, perché, a suo avviso, sussiste un rapporto contrattuale tra le parti in causa. Nel merito, ha respinto integralmente le richieste della sig.ra Kapferer. 14 La sig.ra Kapferer ha presentato ricorso in appello dinanzi al giudice del rinvio. La Schlank & Schick ha ritenuto dal canto suo che la decisione del Bezirksgericht in merito alla competenza di quest'ultimo non le recava pregiudizio dato che comunque essa aveva vinto nel merito. Per questo motivo essa non ha impugnato la decisione sulla competenza. 15 Il giudice del rinvio osserva tuttavia che la Schlank & Schick avrebbe potuto impugnare la decisione sulla competenza che aveva rigettato la sua eccezione, potendo essa subire un pregiudizio già solo in virtù di tale decisione di rito. Questioni pregiudiziali 16 Il Landesgericht Innsbruck nutre dubbi quanto alla competenza internazionale del Bezirksgericht. Fondandosi sulla sentenza 11 luglio 2002, causa C-96/00, Gabriel Racc. pag. I-6367 , si chiede se un'ingannevole promessa di vincita, destinata ad agevolare la conclusione di un contratto e dunque preparatoria di quest'ultimo, presenti un collegamento sufficientemente stretto con la preventivata conclusione di un contratto con un consumatore da comportare la competenza del foro del consumatore. 17 Dato che la Schlank & Schick non ha impugnato la decisione di rigetto dell'eccezione d'incompetenza, il giudice a quo si chiede se sia comunque tenuto in forza dell'articolo 10 CE a riesaminare ed annullare una decisione passata in giudicato quanto alla competenza internazionale, nel caso in cui risulti contraria al diritto comunitario. Il giudice del rinvio pensa all'esistenza di un tale obbligo interrogandosi, in particolare, sulla possibilità di trasporre i principi enunciati nella sentenza 13 gennaio 2004, causa C-453/00, K hne & Heitz Racc. pag. I-837 , relativi all'obbligo, imposto ad un organo amministrativo, di riesaminare una decisione amministrativa definitiva contraria al diritto comunitario come frattanto interpretato dalla Corte. 18 Di conseguenza, il Landesgericht Innsbruck ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali 1 Quanto alla decisione del giudice di primo grado sulla competenza a se il principio di cooperazione sancito dall'articolo 10 CE debba essere interpretato nel senso che anche un giudice nazionale, in presenza dei presupposti fissati dalla sentenza della Corte di giustizia K hne & Heitz, è obbligato a riesaminare e ad annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato nel caso in cui risulti che questa viola il diritto comunitario se, eventualmente, il riesame e la revoca di decisioni giurisdizionali siano subordinati a condizioni ulteriori rispetto a quelle valevoli per le decisioni amministrative. b In caso di soluzione affermativa della questione sub a se il termine fissato dall'articolo 534 ZPO per la revoca di una decisione giurisdizionale contraria al diritto comunitario sia compatibile con il principio della piena efficacia di quest'ultimo. c Parimenti in caso di soluzione affermativa della questione sub a se un'incompetenza internazionale o territoriale non sanata ai sensi dell'articolo 24 del regolamento n. 44/2001 rappresenti una violazione del diritto comunitario che, in base ai suindicati principi, può far venir meno l'efficacia di giudicato di una decisione giurisdizionale. d In caso di soluzione affermativa della questione sub c se un giudice di appello sia tenuto a riesaminare la questione della competenza internazionale o territoriale ai sensi del regolamento n. 44/2001 qualora sia passata in giudicato la decisione del giudice di primo grado sulla competenza, ma non ancora la decisione nel merito in caso affermativo, se tale riesame debba essere effettuato d'ufficio ovvero soltanto su domanda di una delle parti del procedimento. 2 Quanto al foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori ai sensi dell'articolo 15, n. 1, lett. c , del regolamento n. 44/2001 a se un'ingannevole promessa di vincita, destinata ad agevolare la conclusione di un contratto e dunque preparatoria di quest'ultimo, presenti un collegamento sufficientemente stretto con la preventivata conclusione di un contratto con un consumatore, cosicché per l'azionamento di eventuali pretese su ciò fondate sussista la possibilità di adire il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori ex articolo 15, n. 1, lett. c , del regolamento n. 44/2001? b In caso di soluzione negativa della questione sub a se il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori possa essere adito anche per azionare pretese derivanti da un rapporto obbligatorio precontrattuale, e se un'ingannevole promessa di vincita, preparatoria rispetto alla conclusione di un contratto, presenti un collegamento sufficientemente stretto con il rapporto obbligatorio precontrattuale in tal modo costituito, cosicché il foro suddetto possa essere adito anche per dedurre questioni a ciò attinenti. c se il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori possa essere adito soltanto nel caso in cui le condizioni stabilite dall'imprenditore per la partecipazione ad un gioco a premi siano soddisfatte, ancorché esse non siano in alcun modo rilevanti per l'insorgere del diritto sostanziale riconosciuto dall'articolo 5j del KSchG. d In caso di soluzione negativa delle questioni sub a e b se il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori possa essere adito per azionare un diritto contrattuale all'adempimento di tipo particolare, specificamente riconosciuto da una norma di legge, ovvero un diritto all'adempimento sui generis, di natura fittizia ed assimilabile a un diritto contrattuale, il cui insorgere sia determinato dalla promessa di vincita fatta dall'imprenditore e dalla richiesta di corresponsione della vincita stessa avanzata dal consumatore . Sulla prima questione, sub a 19 Con la prima questione, sub a , il giudice del rinvio chiede in sostanza se, ed eventualmente a quali condizioni, il principio di cooperazione derivante dall'articolo 10 CE impone ad un giudice nazionale di riesaminare e di annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato, qualora risulti che questa viola il diritto comunitario. 20 A tale riguardo occorre rammentare l'importanza che il principio dell'autorità di cosa giudicata riveste sia nell'ordinamento giuridico comunitario sia negli ordinamenti giuridici nazionali. Infatti, al fine di garantire sia la stabilità del diritto e dei rapporti giuridici, sia una buona amministrazione della giustizia, è importante che le decisioni giurisdizionali divenute definitive dopo l'esaurimento delle vie di ricorso disponibili o dopo la scadenza dei termini previsti per questi ricorsi non possano più essere rimesse in discussione sentenza 30 settembre 2003, causa C-224/01, K bler, Racc. pag. I-10239, punto 38 . 21 Ne consegue che il diritto comunitario non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne che attribuiscono autorità di cosa giudicata ad una decisione, anche quando ciò permetterebbe di accertare una violazione del diritto comunitario da parte di tale decisione v., in tal senso, sentenza 1 giugno 1999, causa C-126/97, Eco Swiss, Racc. pag. I-3055, punti 46 e 47 . 22 Nel disciplinare le modalità procedurali dei ricorsi giurisdizionali intesi a garantire la salvaguardia dei diritti derivanti, per i privati, dall'effetto diretto delle norme comunitarie, gli Stati membri devono far sì che tali modalità non siano meno favorevoli di quelle che riguardano ricorsi analoghi di natura interna principio di equivalenza e non siano strutturate in modo da rendere in pratica impossibile l'esercizio dei diritti conferiti dall'ordinamento giuridico comunitario principio di effettività v., in tal senso, sentenza 16 maggio 2000, causa C-78/98, Preston e a., Racc. pag. I-3201, punto 31 e giurisprudenza ivi citata . Orbene, il rispetto di tali limiti al potere degli Stati membri in materia processuale non è stato messo in discussione nella controversia principale, per quanto attiene al procedimento d'appello. 23 Si deve aggiungere che la citata sentenza K hne & Heitz, cui si riferisce il giudice a quo nella sua prima questione, sub a , non è tale da rimettere in discussione l'analisi sopra svolta. Infatti, anche ammettendo che i principi elaborati in tale sentenza siano trasferibili in un contesto che, come quello della causa principale, si riferisce ad una decisione giurisdizionale passata in giudicato, occorre ricordare che tale medesima sentenza subordina l'obbligo per l'organo interessato, ai sensi dell'articolo 10 CE, di riesaminare una decisione definitiva che risulti essere adottata in violazione del diritto comunitario, alla condizione, in particolare, che il detto organo disponga, in virtù del diritto nazionale, del potere di tornare su tale decisione v. punti 26 e 28 della detta sentenza . Orbene, nel caso di specie, è sufficiente rilevare che dalla decisione di rinvio risulta che la suindicata condizione non ricorre. 24 Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre rispondere alla prima questione, sub a , che il principio di cooperazione derivante dall'articolo 10 CE non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne allo scopo di riesaminare ed annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato qualora risulti che questa viola il diritto comunitario. Sulle altre questioni 25 Alla luce della risposta fornita alla prima questione, sub a e poiché il giudice del rinvio lascia intendere che, in base al diritto interno, esso non sarebbe in grado di procedere ad un riesame della decisione sulla competenza del Bezirksgericht, non occorre rispondere né alla prima questione, sub b -d , né alla seconda questione, sub a -d . Sulle spese 26 Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione. PQM la Corte Prima Sezione dichiara Il diritto comunitario non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne allo scopo di riesaminare ed annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato qualora risulti che questa viola il diritto comunitario.