Appalti: la firma poco chiara sull'offerta non legittima l'esclusione

Non sussistono dubbi, rilevano i giudici, quando la paternità della sottoscrizione può essere ricavata dalla documentazione allegata o da un timbro

Se la firma apposta in calce all'offerta non è chiaramente leggibile ma l'identità di chi ha firmato è agevolmente desumibile dalla documentazione allegata - o addirittura dal timbro sottostante la stessa firma - tale carenza non può essere discriminatoria ai fini della partecipazione alla gara d'appalto. Lo ha chiarito la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Campania con la sentenza qui leggibile come documento correlato che ha accolto il ricorso di una società operante nel settore delle pulizie che si era vista escludere dalla gara indetta dallo Stabilimento balneotermale ed elioterapico militare di Ischia per l'affidamento dei servizi di pulizia e servizi alberghieri dei locali adibiti ad alloggio del personale in cura termale. Motivo dell'esclusione l'illegibilità della firma posta in calce all'offerta. Avverso il provvedimento di esclusione l'impresa proponeva ricorso al Tar Campania, sia rilevando che a suo avviso esse non era illegibile e in ogni caso il dato rappresentato si poteva evincere dai documenti allegati e dal timbro apposto , sia evidenziando che tale requisito non era richiesto a pena di esclusione da nessuna disposizione del bando di gara. I giudici hanno, in primo luogo, constatato che l'affermazione sul fatto che tale firma dovesse essere leggibile era sì presente nel bando ma non era indicata come tassativa a pena di esclusione. La conseguenza, annotano i giudici amministartivi, è che al limite l'esclusione sarebbe potuta avvenire solo nell'ipotesi in cui l'offerta non fosse stata in alcun altro modo riconducibile all'impresa proponente, nel caso di specie la ricorrente. Circostanza questa non sussistente, dato che nella documentazione risultavano indicate le generalità del legale rappresentante della società, oltre che nel timbro personale apposto sotto la firma. L'Amministrazione, quindi, poteva facilmente ricondurre la firma in questione al suo autore. Di qui l'accoglimento del ricorso e l'annullamento del provvedimento di esclusione. Particolare interesse, peraltro, rivestono le considerazioni del Tar in ordine alla nozione di firma che in ogni caso deve essere valutata e decifrata tenendo conto che, a differenza della sigla o della mera annotazione di nome e cognome, si caratterizza proprio per essere un'espressione esclusiva della personalità di chi l'appone ed alle modalità per definirla illeggibile, vale a dire quando risulti assolutamente incomprensibile secondo la valutazione di un soggetto di media diligenza . m.c.m.

Tar Campania - Sezione prima - sentenza 5 aprile/3-16 maggio 2006, n. 4410 Presidente Donadono - Relatore Corciulo Ricorrente Florida 2000 Srl Fatto e motivi della decisione La società Florida 2000 Srl con lettera n. 558/81 AMM - CC del 16 febbraio 1999 veniva invitata a partecipare alla licitazione privata indetta dallo Stabilimento Balneotermale ed Elioterapico Militare di Ischia per l'affidamento del servizio di pulizia e servizi alberghieri dei locali adibiti ad alloggio del personale in cura termale. Nella seduta del 2 marzo 1999 la Commissione escludeva la predetta società in quanto la firma apposta in calce all'offerta non era leggibile analogamente l'organo di gara provvedeva nei confronti di altre tre imprese, pervenendo poi all'individuazione della migliore offerta, senza comunque procedere ad alcuna aggiudicazione, ritenendo di dover attendere la valutazione di congruità, essendo risultata la predetta offerta sospetta di anomalia. Avverso il provvedimento di esclusione proponeva ricorso a questo Tribunale Amministrativo Regionale la società Florida 2000 Srl chiedendone l'annullamento, previa concessione di idonee misure cautelari. La ricorrente negava che la firma fosse illeggibile, come invece ritenuto dalla Commissione, rilevando comunque che la paternità della sottoscrizione apposta in calce all'offerta poteva agevolmente essere ricavata dalla documentazione allegata, oltre che dal timbro sottostante che indicava a chi appartenesse la firma in contestazione inoltre, eccepiva che nessuna disposizione del bando aveva previsto tale requisito a pena di esclusione. Si costituiva in giudizio il ministero della Difesa che chiedeva respingersi il ricorso e la domanda cautelare. Alla camera di consiglio del 10 marzo 1999, fissata per la trattazione dell'incidente cautelare, il Tribunale, con ordinanza 1214/99, accoglieva la domanda cautelare. All'udienza del 5 aprile 2006, la causa veniva trattenuta per la decisione. Il ricorso è fondato. L'esclusione della società ricorrente è stata disposta dalla Commissione in quanto la sottoscrizione apposta in calce all'offerta non era leggibile. Al riguardo, si deve osservare che sebbene l'articolo 1 della lettera di invito, a proposito della formulazione e presentazione delle offerte, avesse previsto alla lettera b che la firma di chi ha facoltà di impegnare la ditta dovrà essere leggibile , non ha purtuttavia imposto tale condizione a pena di esclusione. Ne discende che l'estromissione dalla gara, al limite, avrebbe potuto essere disposta unicamente nell'ipotesi in cui l'offerta non fosse stata in alcun modo riconducibile all'impresa ricorrente infatti, poiché la leggibilità di una firma varia in funzione della capacità individuale di decifrazione di chi sia chiamato a compiere tale operazione, solo laddove la firma si presenti assolutamente incomprensibile e come tale oggettivamente non riconducibile al suo autore, alla stregua di una valutazione affidata ad un soggetto di media diligenza, potrà definirsi legittima una determinazione di esclusione dell'impresa. Va inoltre osservato che la firma, a differenza della sigla e della semplice annotazione del nome e del cognome in lettere stampatello, si caratterizza proprio per essere un'espressione esclusiva della personalità di chi l'appone, finendo, da tale punto di vista, per costituire un'implicita garanzia di paternità della sottoscrizione. In tale logica, chi sia chiamato a decifrare una firma non può pretenderne una condizione di oggettiva leggibilità, e ciò proprio a pena di snaturarne la sua principale caratteristica, ossia la sua assoluta personalità e, così, la sua specifica funzione l'indagine sulla firma dovrà quindi limitarsi ad accertare, anche sulla base di dati ed elementi estrinseci, se la stessa sia attribuibile al suo autore, prescindendo quindi da una sua oggettiva leggibilità. Del resto, l'esigenza, altrettanto meritevole di tutela, di una effettiva riconducibilità dell'offerta al legale rappresentante dell'impresa partecipante è stata espressamente oggetto di disciplina da parte della lex specialis di gara che, al riguardo, ha previsto che nell'offerta medesima dovesse essere indicato nome, cognome e luogo di nascita dell'offerente, oltre che la sua qualifica. In tal senso, come già ritenuto in fase cautelare, dall'esame della documentazione esibita, nonché dal contenuto dell'offerta, nella quale risultano indicate le generalità del legale rappresentante della Florida 2000 Srl, oltre che apposto il timbro personale di questi sotto la firma, l'Amministrazione aveva tutti gli elementi necessari per ritenere che questa fosse non solo agevolmente leggibile, ma anche chiaramente decifrabile in modo da ricondurla senza dubbi di sorta al suo autore. In conclusione, il ricorso deve essere accolto con annullamento dell'impugnato provvedimento di esclusione. Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese processuali. PQM Il Tar per la Campania - Prima sezione Accoglie il ricorso e per l'effetto annulla gli atti impugnati spese compensate Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 2