Riforma penitenziaria: ecco l'attuazione della legge Meduri

di Luigi Morsello

di Luigi Morsello * L'Amministrazione penitenziaria ha elaborato l'articolato di attuazione della delega contenuta nella legge 154/05. L'articolato è preceduto da una relazione tecnica, ha un allegato, la tabella A ed è composto da n. 30 articoli. Sembra un buon impianto normativo, realizzato con tempestività e dotato di tutti i richiami a piè di pagina necessari ad un raccordo fra il contenuto della relazione stessa e le osservazioni pervenute successivamente alla approvazione della legge 254/05 dalla Funzione Pubblica e dalla Ragioneria Generale dello Stato. Su di un articolo si desidera appuntare l'attenzione, l'articolo 28, in particolare sul comma 2, il quale recita 2. I direttori generali non proveniente dai ruoli dell'Amministrazione, ai quali è stato conferito l'incarico ai sensi dell'articolo 18, comma 2, del D.Lgs 300/99, o dell'articolo 19, comma 4, del D.Lgs 165/01, sono inquadrati, a domanda da presentare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel ruolo della nuova carriera, con la qualifica corrispondente all'incarico rivestito che mantengono. Il suddetto inquadramento decorre dalla data di presentazione della domanda ed è disposto, secondo i principi della invarianza della dotazione organica complessiva, con decreto del Ministro . L'introduzione di questo comma contraddice con il divieto posto dalla legge-delega 254/05, di consentire l'accesso alla carriera dirigenziale solo ai funzionari provenienti dalla carriera direttiva nelle posizioni economiche C3, tant'è che l'articolo 1, comma 1, lettera b recita esplicitamente b previsione dell'accesso alla carriera dirigenziale penitenziaria esclusivamente dal grado iniziale, mediante concorso pubblico, con esclusione di ogni immissione dall'esterno . Analizzando i richiami legislativi si appura che a l'articolo 18 della legge 300/99 Incarichi dirigenziali dispone 2. Agli uffici dirigenziali generali istituiti all'interno dei dipartimenti, sono preposti i dirigenti di cui all'articolo 23 del D.Lgs 29/1993, come sostituito dall'articolo 15 del D.Lgs 80/1998, ed i magistrati della giurisdizione ordinaria quando ricorrono specifiche esigenze di servizio, ai medesimi uffici possono essere preposti anche gli altri soggetti elencati al comma 1. b l'articolo 18, comma 4 Incarichi di funzioni dirigenziali dispone 4. Gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia dei ruoli di cui all'articolo 23 o, in misura non superiore al 70 per cento della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti ai medesimi ruoli ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste dal comma 6, il quale a sua volta recita 6. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui all'articolo 23 e dell'8 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo determinato ai soggetti indicati dal presente comma. La durata di tali incarichi, comunque, non può eccedere, per gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di funzione dirigenziale, il termine di cinque anni. Tali incarichi sono conferiti a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento economico può essere integrato da una indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. Per il periodo di durata dell'incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio. Si osservi che il comma 3 dell'articolo 19 D.Lgs 162/01 recita Gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia dei ruoli di cui all'articolo 23 o, in misura non superiore al 70 per cento della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti ai medesimi ruoli ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste dal comma 6 . Allora si deve osservare che il comma 4 dell'articolo 18 D.Lgs 165/01 consente tutt'ora di conferire funzioni di carattere dirigenziale generale ai dirigenti che hanno maturato concrete esperienze di lavoro presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi . L'articolo 28 dello schema di D.Lgs, che si è integralmente riprodotto, non si può riferire solo ai direttori generali provenienti da altre amministrazioni , ma deve includere, per l'espresso richiamo legislativo in esso contenuto articolo 18, commi 4 e 6 D.Lgs 165/01 , anche quei dirigenti appartenenti alla stessa amministrazione conferente, nella fattispecie l'amministrazione penitenziaria, ai quali l'incarico è stato conferito, pur non appartenendo al ruolo dei dirigenti generali. La relazione tecnica cerca di superare il problema in modo non convincente. La stessa recita Considerando la successione dei regimi per i funzionari penitenziari, si ricorda che, secondo il generale sistema dell'impiego di diritto pubblico, richiamato in vita dalla legge delega, è possibile nominare nella qualifica apicale dirigente generale dell'amministrazione un estraneo alle rispettive carriere. Con il sistema seguito alla contrattualizzazione del rapporto dei dipendenti pubblici, analoga previsione, ancorché per ridotta aliquota, si è conservata attraverso il conferimento di incarichi a persone estranee alle amministrazioni. La legge delega ha invece inteso non permettere tali immissioni in astratto di nuovo possibili, per il rinnovato carattere pubblicistico della carriera neppure nella qualifica apicale, senza nondimeno intervenire in materia di conferimento delle funzioni. È così apparso opportuno rendere possibile all'Amministrazione acquisire alla carriera distinte professionalità, per l'ipotesi che gli attuali titolari delle posizioni apicali provenienti da altre amministrazioni dello Stato siano interessati a consolidare la loro permanenza . La lettura di questo segmento da una parte evidenzia la totale assenza di logica giuridica, dall'altra di fatto include estranei all'amministrazione mediante lo stratagemma della manifestazione di volontà in un termine prestabilito 120 giorni dalla data di sua entrata in vigore . Ebbene, già questo articolo pone forti dubbi di costituzionalità per superamento della delega, ma tali dubbi diventano più consistenti per quanto segue. Vi sono due Provveditorati dell'Amministrazione penitenziaria ai cui vertici sono preposti, con contratto di tipo privatistico di durata quinquennale siccome non sono Dirigenti Generali , Dirigenti dei quali, stando alla lettera dell'articolo 28, non si è tenuto il debito anzi nessun conto. È consigliabile che la norma, che si può e si deve applicare agli stessi, anche in via analogica, venga perfezionata inserendo anche queste particolari posizioni con un banalissimo inciso, l'avverbio anche inserito al comma 2 dopo il termine generali . In questo modo si eviterebbe la necessità di una applicazione analogica od in via interprativa dello spirito della norma delegata ed il rischio di un richiesta di valutazione di costituzionalità di questo comma anche per disparità di trattamento. * Ispettore generale dell'amministrazione penitenziaria ?? ?? ?? ?? 3

Ministero della giustizia Schema di decreto legislativo attuativo della delega prevista dalla legge 154/05 Relazione tecnica ai sensi dell'articolo 11ter della legge 468/78 e successive modificazioni e integrazioni L'articolo 3, comma 3 tabella A dello schema di decreto legislativo fissa la dotazione organica, così come previsto dall'articolo 1 lettera c della legge delega, in relazione alle unità di personale in servizio alla data di entrata in vigore della legge 154/05 e appartenenti alle qualifiche direttive e dirigenziali dell'amministrazione penitenziaria degli ex profili professionali di direttore penitenziario, di direttore di ospedale psichiatrico giudiziario e di direttore di servizio sociale, che abbiano avuto accesso ai predetti profili a seguito di concorso. La composizione numerica, nell'ambito dei predetti profili, risultava così accertata Dirigenti generali 25 Personale dirigenziale e non con trattamento economico del dirigente superiore 56 Persona area C pos. econ. C3 233 Personale area C pos. econ. C2 212 Per complessivi 526 Pertanto i presenti determinano le dotazioni organiche complessive come di seguito Dirigenti generali 25 Dirigenti superiori 56 Dirigenti 445 Per complessivi 526 La predetta dotazione organica è, a sua volta, suddivisa nei seguenti ruoli Ruolo dei dirigenti generali 25 Ruolo dei dirigenti di istituto penitenziario Dirigenti superiori 45 Dirigenti 386 Per complessivi 431 Ruoli dei dirigenti dell'esecuzione penale esterna Dirigenti superiori 8 Dirigenti 47 Per complessivi 55 Ruolo dei dirigenti di ospedale psichiatrico giudiziario Dirigenti superiori 3 Dirigenti 12 Per complessivi 15 La previsione della qualifica dirigenziale di dirigente superiore è strettamente correlata al criterio direttivo indicato dalla legge delega all'articolo 1, comma 1, lettera e che indica un avanzamento di carriera secondo il principio dello scrutinio per merito compartivo. Non essendo tale principio applicabile alla nomina a dirigente generale, stante la permanenza del necessario coordinamento con la normativa di carattere generale, si ritiene che il riferimento allo scrutinio per merito comparativo possa determinare la istituzione di una qualifica dirigenziale intermedia, rispetto alla dirigenza statale di prima e di seconda fascia. Circa gli effetti finanziari delle disposizioni inserite nello schema di decreto legislativo, si illustrano i conseguenti oneri con le rispettive coperture finanziarie, tenuto conto che l'articolo 1, comma 1 lettera d , della legge delega prevede la determinazione di un trattamento economico onnicomprensivo, non inferiore a quello della dirigenza statale contrattualizzata . L'onere finanziario complessivo per la nuova dotazione organica della dirigenza penitenziaria comprensivo degli oneri a carico dell'amministrazione applicando in via provvisoria il trattamento economico medio della dirigenza statale contrattualizzata, risulta il seguente Qualifica dirigenziale Organico Onere medio annuo Onere complessivo Dirigente generale 25 151.726,09 3.793.152,25 Dirigente superiore 56 95.449,78 5.345.157,68 Dirigente 445 76.087,61 33.858.986,45 Totale 526 42.997.326,38 Tale onere trova copertura - nella autorizzazione di spesa di euro 4.021.784 di cui all'articolo 5, comma 1, della legge 154/05, in relazione alle differenze stipendiali connesse ai passaggi di qualifica del personale dell'area C, dalla posizione economica C2 alla posizione economica C e, da questa ultima, alla qualifica di dirigente per complessive 135 unità di personale come si rileva dalla relazione tecnica al disegno di legge definitivamente approvato con la legge 154/05 - nella autorizzazione di spesa di cui all'articolo 12, comma 5, della legge 266/99 e al relativo D.Lgs 146/00 e nella autorizzazione di spesa di cui all'articolo 50, comma 9, lettera d della legge 388/00, destinate a coprire gli oneri per i seguenti posti di qualifica dirigenziale Dirigenti generali 25 Dirigenti 304 Totale 329 - Tenuto conto che la legge delega, all'articolo 1, comma 1 lettera c nel fare riferimento alla copertura delle dotazioni organiche previste, destina sia le risorse di organico indicate al punto immediatamente precedente, sia le risorse finanziarie dell'articolo 50 della legge 388/00, per 62 posti di personale dirigenziale viene assicurata copertura finanziaria corrispondente all'abbattimento dell'intera dotazione organica dell'area C - ex profilo professionale di direttore penitenziario - di n. 653 posti di cui al Dpcm 4 ottobre 2000 Gu 267 del 15 novembre 2000 , pari ad un onere annuo omnicomprensivo di 28.095.465,29. Per quanto riguarda, invece, la disposizione transitoria di cui all'articolo 28, comma 2, si precisa che la stessa non comporta alcun onere aggiuntivo, interessando unità di personale che già rivestono le corrispondenti qualifiche dirigenziali. Pertanto sia il testo dell'articolo 3 che quello della. norma transitoria dell'articolo 32, risultano giuridicamente conformi ed economicamente coerenti con il quadro giuridico e finanziario della relativa legge-delega. Relazione illustrativa 1. La legge 154/05 ha delegato il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi al fine di disciplinare l'ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria nella quale far confluire il personale dell'Amministrazione penitenziaria appartenente alle ex qualifiche di direttore d'istituto penitenziario, di direttore d'ospedale psichiatrico e di direttore di servizio sociale, secondo i principi ed i criteri direttivi contenuti nella legge medesima. Il testo di articolato tende, dunque, ad attuare la delega e nei limiti che si diranno, ha integrato le osservazioni che sono state formulate sul precedente schema dalla Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della funzione pubblica, e dal ministero dell'Economia, ragioneria generale dello Stato. Quali linee generali dello schema, si possono porre in luce due direttrici. Una consiste nella puntuale adesione ai limiti della delega 1 , che attiene il reclutamento, l'avanzamento, il trattamento economico e giuridico, e le competenze dei funzionari provenienti dalle carriere del direttore di istituto penitenziario, del direttore di servizio sociale, del direttore medico 2 . Non si sono potute introdurre previsioni riguardanti diverse categorie professionali, pur meritevoli di attenzione ai fini di un riordino, le cui dotazioni sono state stabilite con il decreto legislativo 146.2000 che disciplinano quelle professionalità. Per la stessa ragione di aderenza alla delega, non sono previste nell'articolato modifiche al sistema generale di organizzazione del dipartimento o, più generalmente, del ministero della Giustizia. 2 Il testo proposto del decreto si divide in tre capi il CAPO I articoli 1-25 detta le disposizioni ordinamentali di carattere generale il CAPO II articoli 26-31 dispone in materia di procedimento negoziale il CAPO III articoli 32-38 disciplina le norme transitorie e finali. L'articolo 1, per una migliore lettura, presenta la definizione dei termini che saranno impiegati nell'articolato, così permettendo anche un alleggerimento del testo. L'articolo 2 riconosce la peculiarità delle funzioni della nuova carriera, collegate dai compiti di esecuzione penale e chiarisce che essa è disciplinata dallo stesso decreto e, sussidiariamente, dalle disposizioni del Dpr 3/1957, in coerenza con il carattere di diritto pubblico della nuova carriera dettaglia poi le varie attività che il funzionario della nuova carriera è chiamato a svolgere 3 . L'articolo 3 reca la previsione dell'articolazione della carriera dirigenziale nei tre ruoli del dirigente di istituto penitenziario, del dirigente dell'esecuzione penale esterna e di dirigente medico ne disciplina le qualifiche, rinviando ad una tabella la definizione delle relative funzioni, che viene chiarita con una dettagliata indicazione degli uffici ai quali i funzionari delle diverse qualifiche possono essere preposti. Si ritiene 4 che l'esame della tabella a citata mostri come esistano nell'Amministrazione posizioni che, senza essere di livello generale, sono certamente strutturalmente di più ampia incidenza di altre si pensi agli uffici delle direzioni generali, con attribuzioni nazionali, ovvero alcuni grandissimi istituti penitenziari anche sotto il profilo soggettivo del funzionario, inoltre, la legge all'articolo 1, lettera e, ha chiarito che l'avanzamento in carriera deve avvenire per scrutinio a merito comparativo. Poiché tale procedura non potrebbe applicarsi per conferire la qualifica di livello apicale, per il suo carattere di scelta di alta amministrazione, se ne deve dedurre che il massimo accorpamento possibile esiga almeno un grado iniziale, ormai di livello dirigenziale, un grado di promozione, oltre alla qualifica apicale. Per tali ragioni si è prevista la qualifica di dirigente superiore. L'articolo 4 detta le disposizioni generali per l'accesso ai diversi ruoli della carriera stabilendo, in conformità ai criteri della delega, il principio generale dell'accesso unicamente per concorso pubblico e rinviando ad un successivo regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 400/88 , la disciplina delle modalità concorsuali, la composizione della commissione esaminatrice e la definizione delle prove d'esame. Vengono, altresì, previste alcune contenute riserve di posti per funzionari che già lavorino nell'Amministrazione e che posseggano i requisiti di legge, chiarendo che i posti non attribuiti nella porzione riservata per difetto di idonei, si accrescano in favore dei concorrenti esterni idonei 5 . L'articolo 5 prevede che il corso di formazione iniziale, della durata complessiva pari a diciotto mesi, sia articolato in periodi alternati di formazione teorico-pratica e di tirocinio operativo, rinviando ad un successivo regolamento la definizione delle materie di insegnamento, delle modalità di svolgimento dei corsi e degli esami di fine corso e dei criteri per la determinazione della posizione in ruolo dei funzionari ritenuti idonei. Vengono, altresì, dettate le norme per l'assegnazione della sede ai vincitori, la cui permanenza minima viene fissata in tre anni. Si è precisato che tranne che nel caso di persona già dipendente dell'amministrazione, il rapporto di lavoro è risolto di diritto se il consigliere penitenziario non superi il corso di formazione iniziale 6 . L'articolo 6 assicura, attraverso l'Istituto superiore di studi penitenziari, ai funzionari una formazione permanente durante l'intero sviluppo della carriera, prevedendo momenti specifici, e promovendo anche 1'interrelazione con altre Amministrazioni nei limiti delle disponibilità di bilancio e della esigenze amministrative, sono anche facultizzate occasioni di formazione presso Stati esteri o organismi internazionali. L'articolo 7 disciplina la progressione dalla qualifica di dirigente alla qualifica di dirigente superiore, secondo il principio dello scrutinio per merito comparativo, fissato dalla legge, in relazione ai posti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno. L'articolo 8 detta la procedura per la valutazione comparativa, stabilendo i criteri di valutazione secondo le indicazioni della legge delega articolo 1, lettera e 7 , la cui rispettiva incidenza è demandata ad una determinazione triennale dal Consiglio di amministrazione del Ministero, elaborata su proposta del Capo del Dipartimento. L'articolo 9 reca la disciplina per la nomina alla qualifica di dirigente generale. In applicazione del principio fissato dalla legge, articolo 1, lettera b, è previsto che il conferimento di tale qualifica sia fatta ai soli dirigenti superiori dell'Amministrazione, nelle forme consuete del decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri 8 . L'articolo 10 individua i posti di funzione, stabiliti in relazione alle articolazioni centrali e territoriali già esistenti, che si rispecchia nella tabella B allegata al decreto legislativo, e fissa i criteri obiettivi per la determinazione della loro diversa rilevanza cd pesatura del posto di funzione . L'articolo 11 stabilisce le forme per il conferimento degli incarichi, e detta i criteri che debbono presidiarne l'affidamento risultati precedentemente conseguiti, attitudini personali del funzionario, natura e caratteristiche dei programmi da realizzare , prevedendo opportuno forme per provocare le disponibilità eventuali dei funzionari a ricoprire posti scoperti. L'articolo 12 reca la previsione delle attribuzioni dei funzionari in relazione alla qualifica rivestita ed agli incarichi conferiti 9 , con espressa indicazione delle funzioni proprie del Capo del dipartimento L'articolo 13 in conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera g della legge dispone in materia di mobilità prevedendo varie forme di incentivazione della stessa 10 . L'articolo 14 stabilisce la procedura per la valutazione annuale, precisando che alla scheda di relazione del funzionario deve sempre aggiungersi la valutazione del superiore 11 L'articolo 15 istituisce e regola la composizione di una speciale commissione per la progressione in carriera, e precisa che i componenti non hanno diritto ad alcun compenso 12 . L'articolo 16, per la sola trattazione degli affari relativi al personale, prevede l'integrazione dei Consiglio di amministrazione con alcuni dirigenti generali dell'Amministrazione penitenziaria, individuati secondo criteri di rotazione biennale. L'articolo 17 delinea la struttura del trattamento economico onnicomprensivo come definita dalla legge articolo 1, lettera d 13 . L'articolo 18 disciplina la retribuzione di posizione. L'articolo 19 disciplina la retribuzione di risultato. L'articolo 20 applica la previsione della legge, articolo 1, lettera h, in tema di patrocinio dell'Avvocatura dello Stato. L'articolo 21 delinea la procedura ed i limiti anche numerici del comando e del collocamento fuori ruolo 14 . L'articolo 22 definisce l'ambito dell'attività negoziale. L'articolo 23 definisce le delegazioni negoziali 15 . L'articolo 24 attiene alle materia negoziali, riprendendo la lettera d dell'articolo 1 della legge, con esclusione di altro 16 . L'articolo 25 prevede la procedura negoziale, il controllo della Corte dei conti sull'accordo, l'emanazione con decreto del Presidente della repubblica 17 . L'articolo 26 reca disposizioni specifiche per la soluzione dei contrasti interpretativi che sorgono in sede di applicazione degli accordi di negoziazione, rimettendole alle medesime delegazioni che hanno contrattato l'accordo da interpretare 18 . L'articolo 27 reca la previsione dell'istituzione di un apposito fondo per il finanziamento della retribuzione accessoria, parametrato a norma della legge delega articolo 1, lettera d sulla retribuzione dei dirigenti del comparto ministeri 19 . Il CAPO III detta le necessarie disposizioni transitorie e coerenti con le due previsioni di legge la qualità dirigenziale del funzionario e la chiusura della carriera. Sempre l'articolo 28 inquadra i funzionari che possedevano già prima della legge la qualifica dirigenziale nei diversi gradi dirigenti generali, dirigenti superiori e dirigenti nell'equivalente posizione ed ha perciò puro valore dichiaratorio come è naturale, si prevede che i dirigenti divenuti tali per applicazione della legge, articolo 4, comma 1, seguano in ruolo coloro che erano già stati promossi dirigenti. In favore di questi ultimo è annullato il termine per lo scrutinio alla qualifica di dirigente superiore, per l'esigenza di provvedere rapidamente allo stabile conferimento dei relativi posti di funzione. I funzionari della carriera che erano inquadrati nella posizione economica C2 e che la legge ha innalzato a quella subito più alta di C3, sono inseriti nei posti dirigenziali che le vacanze organiche renderanno libere, come conseguenza del carattere integralmente dirigenziale della carriera. Considerando la successione dei regimi per i funzionari penitenziari, si ricorda che, secondo il generale sistema dell'impiego di diritto pubblico, richiamato in vita dalla legge delega, è possibile nominare nella qualifica apicale dirigente generale dell'amministrazione un estraneo alle rispettive carriere. Con il sistema seguito alla contrattualizzazione del rapporto dei dipendenti pubblici, analoga previsione, ancorché per ridotta aliquota, si è conservata attraverso il conferimento di incarichi a persone estranee alle amministrazioni. La legge delega ha invece inteso non permettere tali immissioni in astratto di nuovo possibili, per il rinnovato carattere pubblicistico della carriera neppure nella qualifica apicale, senza nondimeno intervenire in materia di conferimento delle funzioni. È così apparso opportuno rendere possibile all'Amministrazione acquisire alla carriera distinte professionalità, per l'ipotesi che gli attuali titolari delle posizioni apicali provenienti da altre amministrazioni dello Stato siano interessati a consolidare la loro permanenza nell'Amministrazione. La norma non prevede aggravi di costi, essendo già retribuite le posizioni in astratto interessate 20 . L'articolo 29 individua le norme per la disciplina del trattamento giuridico ed economico del personale dirigenziale, per il tempo intercorrente fino all'emanazione del decreto presidenziale di recepimento del primo accordo negoziale. L'articolo 30 reca la previsione di clausole di salvaguardia per il personale inquadrato nella nuova carriera dirigenziale riconoscendo l'anzianità maturata nelle pregresse qualifiche dirigenziali e direttive o posizioni economiche di provenienza. Note 1. Richiamate espressamente dalle osservazioni della funzione pubblica, ufficio per il personale della Pa, 575.11 e 48223/05/1.2.3.3, e della ragioneria generale, IGOP 150010, ed i loro successivi aggiornamenti conseguiti al testo rielaborato del 18-20 novembre 2005. 2. Tale era la definizione tecnica del profilo professionale indicato dalla legge delega, sulla base delle sue funzioni, con il nome di direttore di ospedale psichiatrico giudiziario. 3. È quindi soppressa la tabella A. 4. Vedi nota 1. 5. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dall'IGOP e dal DFP. 6. Precisazione richiesta dal DFP la riduzione del tempo di 24 mesi è stata richiesta dall'IGOP. 7. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP. 8. Sono implicitamente accolte le segnalazioni ai fini di armonizzazione avanzate da IGOP, in ordine al delicato argomento. 9. Si è accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP. 10. Sono state soppresse le previsioni di convenzioni delle quali non era indicata la copertura economica si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dall'IGOP. 11. Sembra perciò superato quanto richiesto dal DFP. 12. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dall'IGOP. 13. È stata esclusa la possibilità di libera professione per i direttori medici note IGOP e DFP sono state escluse dalla materia di negoziazione la disciplina del TFR e della previdenza integrativa nota IGOP . Rimane integralmente disciplinata dal DPR 3.57 la materia disciplinare che non è trattata nel decreto nota DFP . È stato soppresso il riferimento alla retribuzione individuale di anzianità nota IGOP . 14. Il tempo di lavoro è stato ricondotto alla negoziazione nota IGOP 15. Si è accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP, ufficio relazioni sindacali, in ordine ai requisiti della parte sindacale. 16. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP e dall'IGOP. 17. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP. 18. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dal DFP. 19. Si è così accolta la richiesta di rettificazione segnalata dall'IGOP 20. Si intendono così risolte alcune difficoltà sollevate dal DFP e dall'IGOP. Schema di decreto legislativo recante Ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria, a norma della legge 154/05 CAPO I DISPOSIZIONI ORDINAMENTALI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Il presente decreto legislativo disciplina la carriera dirigenziale penitenziaria individuata dalla legge 27 luglio 2005, n. 154, e dà attuazione alla delega legislativa al Governo contenuta nella stessa legge. 2. Ai fini del presente decreto legislativo, si intendono a per legge, la legge 27 luglio 2005, n. 154 b per decreto, il presente decreto legislativo c per Ministro, il Ministro della Giustizia d per Ministero, il Ministero della Giustizia e per Amministrazione, l'Amministrazione penitenziaria, in ogni sua articolazione, centrale e territoriale f per funzionari, il personale appartenente alla nuova carriera dirigenziale penitenziaria g per carriera, la nuova carriera dirigenziale penitenziaria disciplinata dal presente decreto h per Dipartimento, il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria. Articolo 2 Funzioni dirigenziali 1. La carriera dirigenziale penitenziaria è unitaria in ragione dei compiti di esecuzione penale attribuite ai funzionari. Lo svolgimento della carriera è regolato dal presente decreto, e sussidiariamente ed in quanto compatibili, dal decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni. 2. I funzionari esercitano, secondo la qualifica ricoperta, i compiti e le funzioni di seguito indicati a direzione delle articolazioni centrali e territoriali dell'Amministrazione Penitenziaria direzione dell'Istituto Superiore di Studi Penitenziari, degli Istituti penitenziari, degli Ospedali psichiatrici giudiziari, degli Uffici locali di esecuzione penale esterna, delle Scuole di formazione e di aggiornamento del personale penitenziario b attività di rappresentanza, nell'adempimento degli incarichi indicati sub a , dell'Amministrazione Penitenziaria anche a livello territoriale, nonché attività di riferimento, per gli affari di natura penitenziaria, per gli Uffici giudiziari, per gli Organismi statali e gli Enti locali, nonché, per gli aspetti e profili relativi alla sicurezza, per gli Uffici territoriali del Governo Prefetture e per le Forze dell'ordine c coordinamento e trattazione delle attività di livello internazionale per i settori di competenza dell'Amministrazione Penitenziaria connessi rapporti con il Ministero degli Affari Esteri e del competente Ufficio di diretta collaborazione con il Ministro della Giustizia d attività finalizzate a garantire il regolare funzionamento delle strutture penitenziarie, allo scopo in particolare di 1 assicurare che il trattamento penitenziario previsto dalla legge 25 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, costituisca permanente obiettivo per tutte le professionalità impegnate negli istituti penitenziari 2 salvaguardare costantemente, negli istituti penitenziari, le condizioni di ordine e disciplina, nel pieno rispetto della dignità della persona, e per il soddisfacimento delle esigenze di sicurezza della collettività 3 garantire la tutela della salute delle persone detenute ed internate, anche attraverso l'integrazione con i servizi sanitari del territorio 4 sviluppare iniziative volte al sostegno dei soggetti ammessi a misure alternative all'esecuzione penale in carcere e, comunque, di coloro nei cui confronti siano stati adottati, da parte dell'autorità giudiziaria, provvedimenti limitativi della libertà personale che debbano essere eseguiti fuori dagli istituti penitenziari 5 garantire il trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna, coordinandosi con le istituzioni, i servizi e gli organismi interessati presenti nel territorio di competenza e attività finalizzate all'accrescimento delle professionalità operanti in ambiente penitenziario e di quanti siano autorizzati a prestare opera, anche a titolo gratuito e volontario, nel medesimo contesto f attività di controllo e verifica dei risultati e degli obiettivi conseguiti nell'adempimento dei compiti dei dirigenti penitenziari e del personale operante nelle strutture penitenziarie g con riferimento agli incarichi di dirigente responsabile degli istituti ed uffici interessati, attività di coordinamento e di indirizzo del personale di polizia penitenziaria operante nelle medesime articolazioni h attività di coordinamento delle diverse aree funzionali, comunque denominate e qualunque ne sia la specifica competenza tecnica ed operativa, operanti negli uffici centrali e periferici, negli istituti penitenziari, negli uffici locali di esecuzione penale esterna, negli ospedali psichiatrici giudiziari, nelle scuole di formazione ed aggiornamento i attività di studio, ricerca e produzione di documentazioni comunque utili al miglioramento dei servizi penitenziari ed all'innalzamento qualitativo dell'attività prestata negli ambienti penitenziari j attività di diretta collaborazione con i capi degli uffici, degli istituti penitenziari, delle scuole di formazione, degli ospedali psichiatrici giudiziari, degli uffici locali di esecuzione penale esterna. Articolo 3 Ruoli e qualifiche 1. I funzionari si ripartiscono nei ruoli di dirigente di istituto penitenziario, dirigente di esecuzione penale esterna e dirigente medico psichiatra. 2. Ogni ruolo prevede le qualifiche di dirigente e dirigente superiore all'apice i ruoli convergono nella qualifica unitaria di dirigente generale. 3. La dotazione organica del personale è stabilita nella tabella A allegata al presente decreto. 4. L'individuazione delle funzioni attribuite a ciascuna qualifica, quali indicate nella tabella A, può essere modificata con decreto del Ministro, emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 4 bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Capo del Dipartimento, per sopravvenute esigenze organizzative e nel rispetto delle disposizioni concernenti la variazione delle dotazioni organiche. 5. Ai vincitori del concorso di accesso alla carriera è attribuita, per il periodo di frequenza del corso di formazione iniziale di cui all'articolo 5, la qualifica di consigliere penitenziario. Articolo 4 Accesso alla carriera dirigenziale penitenziaria 1. Alla carriera si accede dalla qualifica iniziale di ciascun ruolo, unicamente mediante pubblico concorso. 2. Al concorso sono ammessi i candidati in possesso di laurea specialistica, conseguita nei corsi di studio ad indirizzo giuridico, economico, sociale e scientifico, ovvero di diplomi di laurea rilasciati secondo l'ordinamento vigente prima delle modifiche introdotte dall'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, individuati con regolamento del Ministro da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Con lo stesso regolamento sono individuati gli eventuali diplomi di specializzazione richiesti per la partecipazione in ragione della peculiarità delle funzioni e sono stabilite le forme di preselezione per la partecipazione ai concorsi, le prove d'esame, scritte e orali, le prime in numero non inferiore a tre, nonché le modalità di svolgimento del concorso e di formazione della graduatoria e la composizione dalla commissione esaminatrice. 3. Per l'ammissione al concorso è richiesta la cittadinanza italiana, un'età non superiore a quella stabilita dal regolamento da adottarsi ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 15 maggio 1997, n. 127, nonché il possesso delle qualità morali e di condotta prescritte dall'articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 4. Nel concorso per il ruolo dei dirigenti di istituto penitenziario il quindici per cento dei posti è riservata ai dipendenti dell'Amministrazione inquadrati nell'area funzionale C ovvero nei ruoli direttivi del Corpo di polizia penitenziaria, in possesso del titolo di studio previsto dal decreto del Ministro di cui al comma 2 e con almeno tre anni di effettivo servizio in tali posizioni. 5. Nel concorso per il ruolo dei dirigenti di esecuzione penale esterna il quindici per cento dei posti è riservata ai dipendenti dell'Amministrazione inquadrati nell'area C - profilo professionale di assistente sociale, in possesso del titolo di studio previsto dal decreto del Ministro di cui al comma 2, con almeno tre anni di servizio in tale posizione funzionale. 6. Nell'ambito del medesimo concorso, i posti riservati non utilizzati a favore dei candidati interni sono conferiti agli idonei. 7. I vincitori del concorso sono nominati consiglieri penitenziari ed ammessi al corso di formazione iniziale di cui all'articolo 5. Articolo 5 Formazione iniziale 1. Con regolamento del Ministro sono stabiliti le materie e le modalità di svolgimento del corso di formazione iniziale, della durata di diciotto mesi, articolato in periodi alternati di formazione teorico-pratica e di tirocinio operativo, le modalità di svolgimento degli esami al termine del primo anno di corso, anche ai fini del superamento del periodo di prova, nonché le modalità di svolgimento degli esami al termine del corso ed i criteri di determinazione della posizione in ruolo del funzionario risultato idoneo. 2. Al termine del periodo di formazione iniziale, previo giudizio di idoneità, il consigliere penitenziario è nominato dirigente e destinato, in prima assegnazione, secondo il ruolo, ad un istituto penitenziario, un ufficio locale di esecuzione penale esterna, o un ospedale psichiatrico giudiziario. Nell'ambito delle sedi di servizio indicate dall'Amministrazione, l'assegnazione è effettuata in relazione alla scelta manifestata da ciascun dirigente secondo l'ordine di ruolo determinato ai sensi del comma 1. Il periodo minimo di permanenza nella sede di prima assegnazione non può essere inferiore a tre anni. 3. Salvo che si tratti di personale appartenente ai ruoli dell'Amministrazione, nel caso di mancato superamento del corso di formazione iniziale, il rapporto di lavoro è risolto di diritto ed il relativo provvedimento è adottato dal Direttore generale del personale e della formazione. Articolo 6 Attività formativa 1. La formazione e l'aggiornamento professionale dei funzionari sono assunti dall'Amministrazione, per la durata dell'intera carriera, come metodo permanente teso ad assicurare il costante adeguamento delle competenze manageriali allo sviluppo del contesto culturale, tecnologico e organizzativo di riferimento e a favorire il consolidarsi di una cultura di gestione orientata al risultato e all'innovazione. 2. Per le finalità di cui al comma 1 sono previsti a la formazione iniziale di durata di diciotto mesi b il corso di accesso alla qualifica di dirigente superiore, di durata pari a tre mesi c corsi obbligatori di formazione permanente su tematiche di interesse dell'Amministrazione, da tenersi almeno ogni due anni d iniziative di aggiornamento e formazione per i dirigenti generali su tematiche di specifico interesse professionale. 3. Le attività formative dei funzionari sono effettuate a cura dell'Istituto Superiore di Studi Penitenziari. 4. L'Amministrazione promuove e programma anche lo sviluppo di percorsi di formazione presso le scuole delle altre amministrazioni statali, nonché presso soggetti pubblici e privati, e può inviare, con trattamento di missione, funzionari a seguire studi in particolari materie in Italia o presso amministrazioni ed istituzioni dei Paesi dell'Unione europea ed organizzazioni internazionali, compatibilmente con le esigenze organizzative e nei limiti delle disponibilità di bilancio. Articolo 7 Progressione in carriera 1. Il passaggio dalla qualifica di dirigente a dirigente superiore avviene con cadenza annuale, nel limite dei posti in organico disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante valutazione comparativa alla quale sono ammessi i dirigenti con almeno nove anni e sei mesi di effettivo servizio senza demerito dall'ingresso in carriera. 2. I funzionari positivamente valutati ai sensi del comma precedente sono ammessi al corso di formazione di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b . Il corso di formazione si conclude con un esame finale a seguito del quale al funzionario è attribuito un punteggio espresso in centesimi. La graduatoria, formata sulla base della media dei punteggi conseguiti in sede di valutazione comparativa per l'ammissione al corso di formazione e nell'esame finale, determina la posizione in ruolo nella qualifica. Il funzionario che non sia risultato idoneo all'esito dell'esame finale permane nella qualifica di dirigente ed è ammesso per una sola volta a ripetere il corso di formazione. 3. La promozione di cui al comma 1 decorre, per gli effetti giuridici ed economici, dal primo gennaio dell'anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze. Articolo 8 Valutazione comparativa 1. Con decreto del Ministro, su proposta del Capo del Dipartimento, sono determinati con cadenza triennale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera e della legge, le categorie dei titoli di servizio ammesse a valutazione con riferimento agli incarichi espletati, alle responsabilità assunte, nonché ai percorsi formativi seguiti, i punteggi da attribuire alle stesse, il periodo temporale di riferimento per la valutabilità dei titoli, nonché il coefficiente minimo di idoneità alla promozione che comunque non può essere fissato in misura inferiore alla metà del punteggio complessivo massimo previsto per tutte le categorie dei titoli. Non sono ammessi alla valutazione i funzionari che nei tre anni precedenti hanno riportato la sanzione disciplinare superiore alla censura di cui all'articolo 78 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, o, nel giudizio di valutazione annuale di cui all'articolo 16, comma 3, un punteggio inferiore a sessanta centesimi. 2. Il Consiglio di amministrazione, entro tre mesi dal verificarsi della disponibilità dei posti, delibera l'ammissione dei funzionari allo scrutinio per merito comparativo. La commissione per la progressione in carriera prevista dall'articolo 15 formula al Consiglio di amministrazione, sulla base dei criteri determinati ai sensi del comma 1, la proposta di graduatoria di merito dei funzionari entro tre mesi dall'ammissione allo scrutinio per merito comparativo. Il Consiglio di amministrazione formula la graduatoria entro tre mesi dalla proposta della commissione di cui all'articolo 15, motivando le decisioni adottate in difformità della proposta della commissione. Articolo 9 Nomina a dirigente generale 1. La nomina a dirigente generale è conferita ai funzionari con qualifica di dirigente superiore, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro, nei limiti della disponibilità di organico. Articolo 10 Individuazione dei posti di funzione 1. Ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di organizzazione dei ministeri, i posti di funzione che possono essere conferiti ai dirigenti ed ai dirigenti superiori, nell'ambito degli uffici centrali e degli uffici territoriali dell'Amministrazione, sono individuati con decreto del Ministro, emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 4 bis, lettera e , della legge 23 agosto 1988, n. 400, nei limiti delle dotazioni organiche individuate dalla tabella A allegata al presente decreto. 2. Con lo stesso decreto, è definita la diversa rilevanza degli uffici centrali e territoriali di livello dirigenziale non generale, tenendo conto a del numero dei detenuti, dei condannati presi in carico o degli internati b del personale assegnato c della misura delle risorse materiali gestite d della complessità di gestione. 3. Alla rideterminazione dei posti di funzione per sopravvenute esigenze organizzative e funzionali, si provvede con decreto del Ministro ai sensi del comma 1, nel rispetto dei criteri di cui al comma 2. 4. Negli uffici individuati ai sensi del comma 1, la provvisoria sostituzione del titolare, in caso di impedimento o assenza, è assicurata da altro funzionario della stesso ruolo, ancorché inquadrato in qualifica inferiore. 5. Nei limiti della dotazione organica, possono essere conferiti ai dirigenti generali, oltre ai posti di funzione di cui alla tabella A, per un contingente non superiore a cinque unità, compiti di studio, di consulenza e di ricerca, attività valutativa, comprese quelle di controllo interno ed ispettivo di particolare interesse per il Ministero. Analoghi compiti possono essere conferiti ai restanti funzionari, nei limiti delle dotazioni organiche, per un contingente non superiore a quindici unità. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Articolo 11 Criteri di conferimento degli incarichi 1. Gli incarichi sono conferiti ai dirigenti ed ai dirigenti superiori per un periodo di tempo non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni. 2. Lo stesso incarico può essere rinnovato una volta sola, per non oltre cinque anni. 3. Il conferimento degli incarichi si compie in applicazione dei seguenti criteri a risultati conseguiti nei programmi e negli obietti precedentemente assegnati b attitudini e capacità professionali del funzionario c natura e caratteristica degli obiettivi da conseguire. 4. Gli incarichi possono essere revocati a quando, per qualsiasi causa, anche senza colpa, i funzionari non possano svolgere efficacemente il loro incarico nella sede che occupano b quando i funzionari non abbiano raggiunto gli obiettivi assegnati. 5. Con decreto del Capo del Dipartimento sono fissate le procedure di comunicazione dei posti disponibili, al fine di consentire ai funzionari di manifestare la disponibilità ad assumerli, ferma restando l'autonomia decisionale dell'Amministrazione. 6. Gli incarichi ai dirigenti ed ai dirigenti superiori sono conferiti, con provvedimento del Direttore generale del personale e della formazione, su proposta del titolare dell'ufficio di livello generale al quale i funzionari sono assegnati. 7. Gli incarichi ai dirigenti generali sono conferiti con decreto del Ministro, su proposta del Capo del Dipartimento. Articolo 12 Competenze degli uffici dirigenziali generali 1. Ferme restando le competenze del Capo del Dipartimento previste dall'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55, e dagli articoli 9 e 30 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, ai titolari degli uffici centrali di livello dirigenziale generale spetta stabilire i criteri generali e gli indirizzi per l'esercizio delle funzioni nell'ambito degli uffici ai quali sono preposti, nonché il potere di intervento sostitutivo in caso di inerzia o di grave ritardo per i settori di rispettiva competenza. 2. Nell'ambito territoriale di competenza, i provveditori regionali operano nelle materie loro devolute sulla base di programmi, indirizzi e direttive disposti dagli uffici centrali. Articolo 13 Mobilità interna 1. Per favorire la mobilità dei funzionari si applicano le disposizioni di cui all'articolo 17 della legge 28 luglio 1999, n. 266, e successive modificazioni ed agli articoli 1 e 2, comma 1, della legge 29 marzo 2001, n. 86, e successive modifiche. Articolo 14 Valutazione annuale 1. Ai fini della valutazione annuale, i funzionari con la qualifica di dirigente superiore e dirigente presentano entro il 31 gennaio una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente. I contenuti della relazione ed i criteri per la relativa compilazione sono determinati con decreto del Ministro da adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto delle esigenze di valutazione dei funzionari ai fini della verifica dei risultati conseguiti secondo le disposizioni di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e della progressione in carriera. 2. La relazione è presentata dai funzionari di cui al comma 1, in relazione alla struttura di rispettiva appartenenza, al Provveditore regionale, al Direttore generale e al Capo del Dipartimento. 3. Per i funzionari indicati al comma 1, i responsabili delle strutture, individuati ai sensi del comma 2, redigono una scheda di valutazione complessiva sulla base della relazione predisposta dall'interessato e degli elementi forniti dal titolare dell'ufficio presso cui il funzionario presta servizio. La scheda di valutazione, comunicata all'interessato e corredata della relazione dallo stesso presentata ai sensi del comma 1, è inoltrata entro il 31 marzo alla commissione di cui all'articolo 15 per l'attribuzione del punteggio complessivo entro il limite massimo di cento. Il Consiglio di amministrazione attribuisce il punteggio complessivo, motivando le decisioni adottate in difformità dalla proposta della commissione. 4. Con lo stesso decreto di cui al comma 1 sono determinati specifici criteri per la formulazione delle schede valutative di cui al comma 3. 5. La verifica dei risultati conseguiti dai funzionari nell'espletamento degli incarichi di funzione è effettuata sulla base delle modalità e delle garanzie stabilite dal regolamento di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. L'esito negativo della verifica comporta per ciascun funzionario la revoca dell'incarico ricoperto e la destinazione ad altro incarico. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 11. 6. Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall'organo competente o di ripetuta valutazione negativa, il funzionario, previa contestazione e valutazione degli elementi eventualmente dallo stesso forniti nel termine congruo assegnato all'atto della contestazione, può essere escluso, con decreto del Ministro, da ogni incarico per un periodo massimo di tre anni e collocato a disposizione. Allo stesso compete esclusivamente il trattamento economico stipendiale di base correlato alla qualifica rivestita. Il provvedimento di esclusione è adottato su conforme parere della commissione di cui all'articolo 15. Articolo 15 Commissione per la progressione in carriera 1. Ai fini della progressione in carriera di cui all'articolo 7, con decreto del Ministro è istituita una commissione presieduta dal Capo del Dipartimento e composta da uno dei vice Capi del Dipartimento, dal Direttore generale del personale e della formazione e da tre dirigenti generali in servizio presso i provveditorati e l'Amministrazione centrale, scelti secondo il criterio della rotazione biennale. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario. Per la partecipazione ai lavori della commissione non è dovuto alcun compenso. Articolo 16 Consiglio di amministrazione 1. Per la sola trattazione degli affari relativi ai funzionari, il Consiglio di amministrazione di cui all'articolo 146 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, è integrato da tre dirigenti generali dell'Amministrazione diversi da quelli individuati ai sensi dell'articolo precedente. Con decreto del Ministro è stabilito il criterio di rotazione biennale dei tre dirigenti generali che assumono le funzioni di componenti del Consiglio di amministrazione. Articolo 17 Trattamento economico 1. La struttura del trattamento economico onnicomprensivo dei funzionari è articolata nelle seguenti componenti a stipendio tabellare e indennità integrativa speciale b retribuzione di posizione, parte fissa correlata alla qualifica e parte variabile correlata alle posizioni funzionali ricoperte, agli incarichi ed alle responsabilità esercitate c retribuzione di risultato, in relazione ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi fissati ed alle risorse assegnate. 2. Il trattamento economico di cui al comma 1 remunera tutte le funzioni riconducibili ai compiti e ai doveri d'ufficio attribuite ai funzionari in relazione alla qualifica di appartenenza. 3. La determinazione del trattamento economico omnicomprensivo è effettuata attraverso il procedimento negoziale di cui agli articoli 22 e seguenti. Articolo 18 Retribuzione di posizione 1. La componente del trattamento economico correlata alle posizioni funzionali ricoperte ed agli incarichi ed alle responsabilità esercitati è attribuita a tutti i funzionari. Con decreto del Ministro si provvede alla graduazione delle posizioni funzionali ricoperte, sulla base dei livelli di responsabilità e di rilevanza degli incarichi assegnati. La determinazione della retribuzione di posizione, in attuazione delle disposizioni emanate con il predetto decreto, è effettuata attraverso il procedimento negoziale. 2. Con il decreto di cui all'articolo 10, comma 1, sono periodicamente individuati, ai fini della determinazione della retribuzione di posizione, gli uffici di diversa rilevanza, nonché le sedi disagiate in relazione alle condizioni ambientali ed organizzative nelle quali il servizio è svolto. Articolo 19 Retribuzione di risultato l. La retribuzione di risultato, correlata ai risultati conseguiti con le risorse umane ed i mezzi disponibili rispetto agli obiettivi assegnati, è attribuita secondo parametri definiti dal procedimento negoziale, tenendo conto della efficacia, della tempestività e dell'efficienza del lavoro svolto. Articolo 20 Patrocinio da parte dell'Avvocatura dello Stato 1. L'Amministrazione garantisce, nei riguardi dei funzionari, il patrocinio da parte dell'Avvocatura dello Stato in tutte le controversie insorte per motivi di servizio con estranei all'Amministrazione. Articolo 21 Comando e collocamento fuori ruolo 1. Fermi restando i comandi ed i collocamenti fuori ruolo previsti da disposizioni speciali, i funzionari possono essere collocati in posizione di fuori ruolo presso gli organi costituzionali, le altre amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici e le autorità indipendenti, in relazione anche ad esigenze di coordinamento con i compiti istituzionali dell'Amministrazione. Il procedimento resta regolato dagli articoli 56, 57, 58 e 59 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive integrazioni e modificazioni, nonché dalle relative disposizioni di attuazione. Il numero dei funzionari comandati o collocati fuori ruolo non può superare complessivamente le quindici unità. 2. Ai funzionari possono essere conferiti incarichi di funzioni dirigenziali nelle amministrazioni dello Stato con le modalità di cui all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per la durata dell'incarico, il funzionario è collocato in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio. CAPO II PROCEDIMENTO NEGOZIALE Articolo 22 Ambito di applicazione 1. Il presente capo disciplina il procedimento per la definizione degli aspetti giuridici ed economici del rapporto di impiego del personale della carriera dirigenziale penitenziaria oggetto di negoziazione. 2. Le procedure di cui al comma 1, da attuarsi secondo le modalità e per le materie indicate negli articoli seguenti, si concludono con l'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dall'articolo 25, comma 5. 3. La disciplina emanata con il decreto di cui al comma 2 ha durata quadriennale per gli aspetti giuridici e biennale per gli aspetti economici, a decorrere dal termine di scadenza previsto dal precedente decreto e conserva efficacia fino alla data di entrata in vigore del decreto successivo. 4. Nei casi in cui le disposizioni generali sul pubblico impiego rinviano per il personale del comparto dei ministeri alla contrattazione collettiva e si verte in materie diverse da quelle indicate nell'articolo 24 e non disciplinate per i funzionari da particolari disposizioni di legge, per lo stesso personale si provvede, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro, di concerto con il Ministro per la Funzione Pubblica, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Articolo 23 Delegazioni negoziali 1. Il procedimento negoziale intercorre tra una delegazione di parte pubblica composta dal Ministro per la Funzione Pubblica, che la presiede, e dai Ministri della Giustizia e dell'Economia e delle Finanze, o dai Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, ed una delegazione delle organizzazioni sindacali rappresentative dei funzionari individuate con decreto del Ministro per la Funzione Pubblica secondo i criteri generali in materia di rappresentatività sindacale stabiliti per il pubblico impiego avuto riguardo al solo dato associativo. Articolo 24 Materie di negoziazione 1. Formano oggetto del procedimento negoziale a il trattamento economico fondamentale ed accessorio, secondo parametri appositamente definiti in tale sede che ne assicurino, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili, sviluppi omogenei e proporzionati, rapportati alla figura apicale b l'orario di lavoro c il congedo ordinario e straordinario d la reperibilità e l'aspettativa per motivi di salute e di famiglia f i permessi brevi per esigenze personali g i distacchi, le aspettative ed i permessi sindacali h la copertura assicurativa del rischio di responsabilità civile connesso all'esercizio delle funzioni e dei compiti propri della carriera. 2. L'ipotesi di accordo può prevedere, in caso di vacanza contrattuale, l'attribuzione di elementi retributivi provvisori percentualmente correlati al tasso di inflazione programmato, secondo le regole generali stabilite per il pubblico impiego. Articolo 25 Procedura di negoziazione 1. La procedura negoziale è avviata dal Ministro per la Funzione Pubblica almeno quattro mesi prima della scadenza dei termini di cui all'articolo 22, comma 3. Le trattative si svolgono tra i soggetti di cui all'articolo 23 e si concludono con la sottoscrizione di una ipotesi di accordo. 2. La delegazione di parte pubblica, prima di procedere alla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, verifica, sulla base dei criteri utilizzati per l'accertamento della rappresentatività sindacale ai sensi dell'articolo 23, che le organizzazioni sindacali aderenti all'ipotesi stessa rappresentino almeno il cinquantuno per cento del dato complessivo espresso dal totale delle deleghe sindacali rilasciate. 3. Le organizzazioni sindacali dissenzienti possono trasmettere al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri che compongono la delegazione di parte pubblica le loro osservazioni entro il termine di cinque giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo. 4. L'ipotesi di accordo è corredata da prospetti contenenti l'individuazione del personale interessato, i costi unitari e gli oneri riflessi del trattamento economico, nonché la quantificazione complessiva della spesa, diretta e indiretta, con l'indicazione della copertura finanziaria complessiva per l'intero periodo di validità. L'ipotesi di accordo non può in ogni caso comportare, direttamente o indirettamente, anche a carico di esercizi successivi, impegni di spesa eccedenti rispetto a quanto stabilito nel documento di programmazione economico-finanziaria votato dal Parlamento nella legge finanziaria, nonché nella legge di bilancio. 5. Il Consiglio dei Ministri, entro quindici giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, verificate le compatibilità finanziarie ed esaminate le osservazioni di cui al comma 3, approva l'ipotesi di accordo quadriennale ed il relativo schema di decreto del Presidente della Repubblica da adottare e lo sottopone al controllo di competenza della Corte dei Conti, prescindendo dal parere del Consiglio di Stato. Nel caso in cui l'accordo non sia definito entro novanta giorni dall'inizio delle procedure, il Governo riferisce alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica nelle forme e nei modi stabiliti dai rispettivi regolamenti. 6. Nell'ambito e nei limiti fissati dal decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 5 e per le materie specificamente ivi indicate, possono essere conclusi accordi decentrati a livello centrale e territoriale che, senza comportare alcun onere aggiuntivo, individuano esclusivamente criteri applicativi delle previsioni del predetto decreto, Gli accordi decentrati sono stipulati tra una delegazione di parte pubblica presieduta dai titolari degli uffici centrali e territoriali individuati dall'Amministrazione entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 5, ed una delegazione sindacale composta dai rappresentanti delle corrispondenti strutture territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie dell'ipotesi di accordo quadriennale di cui al comma 1. In caso di mancata definizione degli accordi decentrati, resta impregiudicato il potere di autonoma determinazione dell'Amministrazione. Articolo 26 Soluzione di questioni interpretative 1. Qualora in sede di applicazione delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica di cui all'articolo 25, comma 5, insorgono contrasti interpretativi di rilevanza generale per il personale interessato, le organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo di cui all'articolo 25, comma 1, nonché l'Amministrazione, possono ricorrere al Ministro per la funzione pubblica, formulando apposita richiesta scritta di esame della questione controversa, con la specifica e puntuale indicazione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si basa. Di ciascun contrasto interpretativo di rilevanza generale è data comunicazione alle altre organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo. 2. Nei trenta giorni successivi alla ricezione della richiesta di cui al comma 1, il Ministro per la funzione pubblica può far ricorso alle delegazioni di parte pubblica e di parte sindacale che hanno sottoscritto l'accordo poi recepito nel decreto del Presidente della Repubblica. L'esame non determina interruzione delle attività e dei procedimenti amministrativi e deve concludersi nel termine di trenta giorni dal primo incontro, decorsi i quali il Ministro per la funzione pubblica emana appositi atti di indirizzo ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni. Articolo 27 Fondo di finanziamento 1. Per il finanziamento della retribuzione accessoria è istituito un apposito fondo nel quale confluiscono le risorse finanziarie con finalità retributive destinate ai funzionari, diverse da quelle relative alla retribuzione di base. CAPO III DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Articolo 28 Inquadramenti nella carriera dirigenziale penitenziaria 1. I dirigenti generali dell'Amministrazione sono inquadrati nella nuova carriera con la qualifica di dirigente generale, secondo l'ordine di ruolo. 2. I direttori generali non proveniente dai ruoli dell'Amministrazione, ai quali è stato conferito l'incarico ai sensi dell'articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, o dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono inquadrati, a domanda da presentare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel ruolo della nuova carriera, con la qualifica corrispondente all'incarico rivestito che mantengono. Il suddetto inquadramento decorre dalla data di presentazione della domanda ed è disposto, secondo i principi della invarianza della dotazione organica complessiva, con decreto del Ministro. 3. I dirigenti superiori dell'Amministrazione sono inquadrati nella nuova carriera con la qualifica di dirigente superiore, secondo l'ordine di ruolo, nel rispettivo ruolo professionale. 4. I dirigenti dell'Amministrazione sono inquadrati nella nuova carriera con la qualifica di dirigente secondo l'ordine di ruolo. Gli stessi, per le esigenze dell'Amministrazione, in relazione alla copertura della dotazione organica, sono ammessi al primo scrutinio per la nomina a dirigente superiore senza l'osservanza dei termini di cui all'articolo 7. 5. I dipendenti nominati dirigenti ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge, sono inquadrati nella qualifica di dirigente del rispettivo ruolo professionale. L'inquadramento è disposto secondo l'ordine di ruolo, dopo i dirigenti di cui al comma 4. 6. I dipendenti già appartenenti agli ex profili professionali di direttore penitenziario, direttore di servizio sociale, direttore medico, individuati dall'articolo 4, comma 2, della legge, sono inquadrati, previa ricognizione delle effettive vacanze nella dotazione organica definita nella tabella A, nella qualifica di dirigente del rispettivo ruolo professionale. Essi seguono in ruolo i funzionari indicati nel comma 5. Articolo 29 Prima applicazione del procedimento negoziale 1. A decorrere dall'entrata in vigore della legge e fino all'entrata in vigore del decreto del presidente della Repubblica di recepimento degli accordi sindacali previsto dagli articoli 25 e successivi, i funzionari conservano il trattamento economico già in godimento. Articolo 30 Clausole di salvaguardia 1. Ai fini dell'applicazione di tutti gli istituti giuridici ed economici di cui al presente decreto, i funzionari conservano l'anzianità maturata con riferimento alle pregresse qualifiche dirigenziali e direttive ovvero posizioni economiche di provenienza. 2. Ai fini della copertura dei posti che si renderanno disponibili nella qualifica di dirigente superiore successivamente allo scrutinio di cui all'articolo 28, comma 4, il requisito dell'anzianità di cui all'articolo 7, comma 1, è calcolato tenendo conto della pregressa anzianità maturata complessivamente nell'ex carriera direttiva e dirigenziale. 3. Sono fatti salvi gli effetti degli inquadramenti disposti ai sensi della legge 15 dicembre 1990, n. 395. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana, E' fatto obbligo a chiunque spetti, di osservalo e di farlo osservare. Tabella A articolo 3 comma 3 Ruoli e qualifiche della carriera dirigenziale penitenziaria. Funzioni conferibili. DIRIGENTI GENERALI QUALIFICA DOTAZIONE ORGANICA FUNZIONI Dirigente generale 25 Capo dipartimento Vice Capo di dipartimento Direttore generale direttore istituto superiore studi penitenziari provveditore regionale RUOLO DEI DIRIGENTI DI ISTITUTO PENITENZIARIO QUALIFICA DOTAZIONE ORGANICA FUNZIONI Dirigente superiore 45 - direttore di 4 uffici presso l'ufficio del capo di dipartimento - direttore di 10 uffici presso le direzioni generali del dipartimento - direttore di 1 ufficio presso l'istituto superiore di studi penitenziari - direttore dell'ufficio della segreteria e degli affari generali presso i provveditorati regionali - direttore degli istituti penitenziari di Milano S. Vittore CC, Milano Opera C.R., Torino Le Vallette C.C., Padova C.R., Parma istituti penali, Bologna C.C., Firenze Sollicciano I C.C., Spoleto C.R., Roma Rebibbia Nuovo complesso C.C., Roma Regina Coeli C.C., Napoli Secondigliano C.C., Napoli Poggioreale C.C., Lecce Nuovo complesso C.C., Palermo Pagliarelli C.C. Dirigente 386 - direttore di istituto penitenziario, ad eccezione delle sedi destinate ai dirigenti superiori - direttore di ufficio, non destinato a dirigente superiore, presso l'Ufficio del capo di dipartimento - direttore dell'ufficio del personale e della formazione presso i provveditorati regionali - direttore di scuola di formazione - direttore aggiunto negli uffici, centrali e territoriali, ai quali è preposto un dirigente superiore - vice direttore di istituto penitenziario RUOLO DEI DIRIGENTI MEDICI PSICHIATRI QUALIFICA DOTAZIONE ORGANICA FUNZIONI Dirigente superiore 3 - direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa - direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino - direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia Dirigente 12 - direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto - direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli - direttore aggiunto negli ospedali psichiatrici giudiziari sedi di dirigenza superiore vice direttore di ospedale psichiatrico giudiziario RUOLO DEI DIRIGENTI DELL'ESECUZIONE PENALE ESTERNA QUALIFICA DOTAZIONE ORGANICA FUNZIONI Dirigente superiore 8 - direttore di 1 ufficio presso la direzione generale dell'esecuzione penale esterna del dipartimento - direttore di 1 ufficio presso l'istituto superiore di studi penitenziari - direttore dell'ufficio dell'esecuzione penale esterna presso i provveditorati regionali della Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia Dirigente 47 - direttore dell'ufficio dell'esecuzione penale esterna presso i provveditorati regionali di Piemonte e Valle D'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna - direttore degli uffici locali di esecuzione penale esterna di Ancona, Avellino, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Como, Firenze, Genova, L'Aquila, Lecce, Livorno, Messina, Milano, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Pisa, Potenza, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Siena, Spoleto, Torino, Trento, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Viterbo