Agenti segreti stranieri, licenza di agire in Europa

Presentato a Strasburgo il dossier del segretario generale Terry Davis. L'Italia non fornisce tutte le spiegazioni richieste e continua a glissare su alcuni punti del caso Abu Omar

Sembra che l'Europa sia un terreno di caccia felice per i servizi di sicurezza stranieri , ha dichiarato il segretario generale del Consiglio d'Europa Terry Davis durante la conferenza stampa tenuta ieri mattina a Strasburgo in occasione della pubblicazione del suo rapporto sull'articolo 52 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Quasi nessun Paese in Europa è dotato di disposizioni giuridiche in grado di assicurare un efficace controllo delle attività dei servizi d'intelligence stranieri sul proprio territorio , ha proseguito Davis che si è soffermato anche sugli Stati membri, come l'Italia, che non hanno fornito sufficienti risposte al questionario da lui stesso predisposto. Il governo Berlusconi, già richiamato dal senatore svizzero per non aver rispettato il termine di consegna del rapporto fissato per il 21 febbraio scorso, su alcune questioni ha preferito glissare completamente oppure limitarsi a definirne le linee generali senza approfondimenti esaustivi. Sulla possibilità che agenti della Cia intervengano con misure coercitive come l'arresto o la detenzione nei territori degli Stati membri l'Italia - è scritto nel rapporto leggibile tra i correlati - dichiara di non aver sottoscritto alcun accordo ufficiale, pertanto le agenzie di inteligence straniere devono accreditare preventivamente i loro uomini e chiedere l'autorizzazione a eventuali azioni. Ma tutto ciò, si legge ancora nel dossier, non risulta essere accaduto nel caso di Abu Omar, l'ex imam egiziano sequestrato nel centro di Milano da agenti segreti statunitensi nel febbraio di tre anni fa e poi condotto, attraverso la Germania, in Egitto. Alla quarta domanda posta da Davis, se cioè pubblici ufficiali sono mai stati coinvolti in operazioni del genere, l'Italia si limita a fare cenno a casi di prigioni volante e quando si passa alla questione successiva - se ci sono investigazioni chiuse o ancora in corso - cala il silenzio. Assieme ad Azerbaijan, Francia, Georgia, Lichtenstein, Lituania, Monaco, Russia, Serbia e Montenegro, Macedonia, Turchia, l'Italia tace. Davis, però non si da per vinto e annuncia ulteriori azioni per fare chiarezza. Le procedure di controllo sul transito di persone e oggetti nello spazio aereo e negli aeroporti europei, attualmente applicate, non forniscono d'altronede un'adeguata tutela contro possibili abusi. Questo è il primo elemento che emerge dall'analisi delle risposte fornite dai governi membri alla lettera del Segretario Generale del 21 novembre 2005. Sembra, inoltre, che nessuno degli Stati abbia avviato procedure dirette a stabilire se aerei civili vengano utilizzati per scopi incompatibili con i parametri dei diritti dell'uomo internazionalmente riconosciuti. Le attuali norme sull'immunità statale, inoltre, ostacolano considerevolmente l'effettiva applicazione delle leggi che regolano le attività degli agenti stranieri. Immunità non significa impunità , ha aggiunto il segretario generale. Le eccezioni all'immunità statale già riconosciute in caso di tortura dovrebbero essere estese ad altre gravi violazioni dei diritti umani, quali le scomparse forzate . Il caso Abu Omar docet. g.d.p.

Consiglio d'Europa Rapporto del Segretario Generale sul rispetto dei diritti Umani 28 febbraio 2006