Avvocati: contro il decreto Bersani sciopero a oltranza

L'Oua delibera la possibilità di prolungare l'astensione fino al 25 luglio. Ai legali la solidarietà di Mario Cicala che auspica una presa di posizione dell'Anm. Cauto Nello Rossi

Se non si aprirà il dialogo con il Governo, lo sciopero degli avvocati si potrebbe prolungare fino al 25 luglio. L'Assemblea dell'Organismo unitario dell'avvocatura, riunitasi lo scorso fine settimana, ha deliberato la possibilità di prolungare l'astensione in corso per tutta la durata del dibattito parlamentare sul decreto Bersani previsto a Palazzo Madama per i prossimi 24 e 25 luglio. Nel corso dell'Assemblea è stato approvato un deliberato leggibile tra i documenti correlati che indica anche le linee guida per una seria riforma dell'ordinamento professionale. Il presidente Oua, Michelina Grillo ha ribadito che l'auspicio è quello di uno stralcio dell'articolo 2 del decreto 223/06e conseguentemente l'apertura di un tavolo di concertazione per costruire un sistema professionale moderno, condiviso e coerente con gli indirizzi del Parlamento europeo . Un organo, secondo Grillo, spesso impropriamente tirato in ballo e intervenuto con le risoluzioni 5 aprile 2001 e 26 marzo 2006 sulla legittimità di un ordinamento professionale democratico che attribuisca alle categorie professionali il compito di stabilire norme interne per garantire la qualità dei servizi, anche in tema di tariffe obbligatorie, perché in questa materia l'obiettivo di promuovere la concorrenza va conciliato con il mantenimento di norme etiche . L'assemblea dell'Oua ha inoltre individuato il possibile terreno per aprire un confronto gli avvocati sono per il cambiamento - ha detto Grillo - e non per la conservazione, per questa ragione abbiamo indicato in 15 punti, i nodi per un'efficace riforma del nostro ordinamento professionale forense . Agli avvocati in sciopero sul decreto Bersani, intanto è andata la solidarietà dell'ex presidente dell'Anm Mario Cicala, attualmente componente del Comitato direttivo centrale. Secondo Cicala il Dl 223/06 con la legalizzazione della pubblicità e dei patti di quota-lite svilisce la professione forense e di conseguenza altera il rapporto processuale dialettico fra i difensori e il giudice. Cicala ha anche chiesto che una simile posizione venga fatta propria dal direttivo dell'Anm. La nostra linea è quella di non entrare nel merito del decreto Bersani ha risposto il segretario dell'Anm Nello Rossi io personalmente - ha aggiunto - ritengo che ci siano passaggi che meritano una riflessione seria come la previsione ad esempio dell'eliminazione del divieto di patto di quota lite che se non ben costruita potrebbe avere tra l'altro l'effetto di incentivare il contenzioso civile . Alla luce della regolamentazione in materia, Rossi esprime però perplessità su alcune delle modalità di questo sciopero ed in particolare sul suo prolungamento già dichiarato non conforme alla regolamentazione in un intervento preventivo della Commissione di garanzia. Sensibilmente diversa la posizione dell'Anm rispetto allo sciopero indetto dalle Camere penali dal 14 al 21 luglio, già espressa in un comunicato a firma del presidente e del segretario regolare nelle forme - dice Rossi - questo sciopero presenta però più di un aspetto paradossale se si considera che molti dei clienti degli avvocati penalisti hanno interesse a ritardare la naturale conclusione del processo, così che lo sciopero dei penalisti rappresenta per loro in molti casi una efficacissima forma di difesa . A proposito di ordinamento giudiziario e slittamento della riforma, sabato scorso, il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deliberato che se entro il 4 agosto il Senato non avrà approvato il ddl sulla moratoria di alcune parti della riforma dell'ordinamento giudiziario, i magistrati a settembre valuteranno se indire una giornata di sciopero. Nel documento conclusivo, il Cdc ha stabilito che in caso di mancata approvazione da parte di Palazzo Madama del Ddl Mastella, verrà dato mandato alla Giunta dell'Anm di adottare ulteriori iniziative ritenute opportune e necessarie . Al contempo il sindacato delle toghe proseguirà il confronto con il governo affinché vengano adottate scelte legislative urgenti. Della necessità di intervenire con urgenza per bloccare gli effetti nefasti della riforma il decreto sull'accesso e le progressione in carriera con la conseguente separazione delle funzioni entrerà in vigore il 28 luglio prossimo, vedi tra gli arretrati del 13 luglio e del 13 giugno 2006 i vertici dell'Anm ne parleranno anche con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano il prossimo 25 luglio. Negli ultimi giorni, invece, i vertici del sindacato avevano incontrato i responsabili giustizia di Forza Italia, Ds, Pdci, Prc, Udc, An, Sdi, Idv, Margherita e Verdi e l'impressione ricavata dal presidente Giuseppe Gennaro non è stata delle migliori Qualcuno ci ha pure proposto di modificare in quindici giorni parti modeste della riforma, senza però toccare quella relativa ai concorsi che per noi, invece, va interamente riconsiderata . Nonostante i tempi siano contro la magistratura, l'Anm non vuol sentir parlare di rassegnazione, minacciando anche l'estrema protesta. Anche se, come ha affermato l'ex presidente Edmondo Bruti Liberati, convinto sostenitore della via del confronto sia con la maggioranza che con l'opposizione il migliore sciopero è quello che non si fa perché sono stati ottenuti risultati . p.a.

Organismo Unitario dell'Avvocatura Assemblea 14 - 15 luglio 2006 respinge come prive di fondamento le accuse del Governo e di talune forze politiche, che vorrebbero ridurre il grande ed unanime movimento di contrasto al Dl 223/06 , cd. decreto Bersani, ad una mera levata di scudi in difesa di non ben identificati interessi corporativi, contrari a principi comuni dell' Unione Europea. La posizione dell'Avvocatura, e del mondo professionale in genere, di cui l'Avvocatura si fa avanguardia, è allineata alle posizioni espresse nelle risoluzioni del 5.4.2001 e del 26.3.2006 del Parlamento Europeo, le quali raccomandano regole specifiche per assicurare l'imparzialità, la competenza, e l'integrità dei professionisti, impedire commistioni o peggio conflitti d'interesse con il cliente o pubblicità ingannevole, esprimendosi in un ordinamento professionale democratico che attribuisca alle categorie professionali il compito di stabilire norme interne per garantire la qualità dei servizi, fissare standard di valore, assicurare l'osservanza delle norme medesime, tutte cose che giustificano una disciplina specifica, anche in tema di tariffe obbligatorie, perché in questa materia l'obiettivo di promuovere la concorrenza va conciliato con il mantenimento di norme etiche. Non è quindi il mondo professionale, ma il Governo italiano, a porsi oggi in contraddizione con gli indirizzi politici dell'Unione europea. L'Avvocatura contesta poi il metodo frettoloso e impositivo seguito dal Governo, che sta provocando uno scontro sociale con una parte della nazione significativa sia in termini d'occupazione che in termini di contributo al PIL. Proprio la coscienza di tale scontro conduce a ritenere che da un lato sia necessario il coinvolgimento e coordinamento con tutte le altre professioni per una battaglia congiunta per lo stralcio dell'articolo 2 dal decreto Bersani, dall'altra che occorra, in una prospettiva di riforma e di modernizzazione, rafforzare significativamente la rappresentanza complessiva del mondo professionale. In quest'ottica, anche richiamando il progetto già elaborato dall'Organismo Unitario per la riforma della legge professionale forense ed anzi facendone tesoro e proiettandone i principi in una contesto allargato, si ritiene inopportuno il metodo degli interventi spot o settoriali, e più adeguato quello di una legge quadro che, definendo le caratteristiche peculiari ed i principi dell'opera professionale, delinei una cornice comune. Ciò appare assolutamente necessario laddove si ritenga di introdurre associazioni e società interprofessionali, difficilmente praticabili in presenza di regole non omogenee sull'azione professionale. Rispetto a tale specifico argomento va sottolineato che l'Avvocatura non è pregiudizialmente contraria a società, anche di capitale, e tra professionisti di diverse discipline. L'avvocatura chiede però che, pur nella pluralità dei modelli organizzativi, siano salvaguardate le caratteristiche tipiche dell'agire professionale, dell'autonomia del giudizio tecnico, dell'indipendenza ed estraneità rispetto al bene oggetto della prestazione, condizioni tutte che non sono e non possono essere garantite con un frettoloso comma che pretende di introdurre una disciplina innovativa senza disegnarla in positivo, ma semplicemente attraverso l'abolizione di un divieto. L'Organismo Unitario ritiene tuttavia che sia necessario accompagnare alla protesta in atto una proposta, di cui si anticipano le linee guida l'attività professionale, anche se organizzata in forme collettive, è distinta da quella d'impresa ed è sottoposta a regole deontologiche percorso formativo obbligatorio, esame d'abilitazione finale con iscrizione all'Ordine ed aggiornamento permanente, sono pilastri del sistema professionale la pubblicità dev'essere di tipo essenzialmente informativo, con divieto di pubblicità comparata o comunque non adeguata alla dimensione etica della professione va introdotta l'assicurazione obbligatoria della responsabilità professionale vanno estesi ai professionisti gli incentivi e le agevolazioni previsti per le altre attività va previsto che l'attività professionale possa essere svolta in forma individuale, associata o a mezzo di società di professionisti, anche appartenenti a diverse discipline, costituite su base personale o anche di capitale, purché con esclusione del socio di solo capitale o di soggetti estranei alle professioni e con l'obbligo d'iscrizione delle società in apposite sezioni degli albi la disciplina fiscale e previdenziale va adeguata alle nuove forme organizzative va previsto e costruito lo status di professionista collaboratore o dipendente di strutture complesse, definendone le garanzie, fermo il principio che un professionista può essere diretto solo da un altro professionista va previsto un contratto tipico di prestazione professionale la struttura degli Ordini va articolata su di un livello locale ed uno nazionale, eventualmente con coordinamenti regionali l'assemblea degli iscritti a ciascun ordine locale elegge il Consiglio dell'Ordine locale ed i delegati all'Assemblea Nazionale ai Consigli Nazionali vanno demandate le funzioni di giudice disciplinare di seconda istanza, di determinazione di direttive generali in materia di formazione ed aggiornamento professionale, di proporre le tariffe professionali da adottare, di proporre alle Assemblee nazionali dei codici deontologici all'Assemblea Nazionale, convocata a cadenze periodiche e formata da delegati eletti da ciascuna assemblea locale in proporzione al numero degli iscritti, è affidata la rappresentanza unitaria di ogni professione, la quale si esprime attraverso un organismo esecutivo eletto dalla medesima Assemblea Nazionale il procedimento disciplinare va affidato ad un Organo diverso dall'Ordine locale a cui appartiene l'incolpato, ferma restando la giurisdizione domestica la vigilanza sul sistema professionale va affidata al Ministero della Giustizia Sulle linee guida innanzi sommariamente riassunte, l'Organismo Unitario chiede ed auspica, subito dopo lo stralcio dell'articolo 2, l'apertura di un tavolo di concertazione per costruire un sistema professionale moderno, condiviso e coerente con gli indirizzi del Parlamento Europeo. A tal fine richiama le osservazioni e note critiche già depositate all'attenzione delle forze politiche in relazione al Dl 223/06, gli spunti propositivi ivi contenuti, i documenti sin qui prodotti in tema di riforma delle professioni e dell'ordinamento professionale e il presente deliberato. Nell'esprimere pieno consenso e condivisione sull'operato del Presidente e della Giunta in occasione della proclamata astensione e sui contenuti dei colloqui politici avuti, l'Assemblea delibera sin da ora, qualora alla data del 21 luglio p.v. non vi fossero state significative, autorevoli e certe, prese di posizione del Governo in merito alle questioni sollevate, con conseguente netto intervento sul testo del Dl 223/06, di prolungare l'astensione in corso per l'intera durata del dibattito parlamentare sul provvedimento censurato, previsto per i giorni 24 e 25 luglio p.v. L'Assemblea dell'Organismo Unitario, in sessione urgente e straordinaria, è sin da ora convocata in Roma, al termine di detto dibattito, per la valutazione degli esiti della protesta e delle correlate iniziative, nonché per l'adozione delle necessarie deliberazioni. ?? ?? ?? ?? 1