Una sostanza stupefacente una sola volta nella vita non impedisce di diventare poliziotto

Va bene la discrezionalità nei giudizi della commissione ma non esageriamo l'inidoneità in questo caso è illegittima perché non tiene in alcun conto tutti gli altri requisiti

L'uso occasionale di una sostanza psicoattiva non giustifica il giudizio di non idoneità al servizio di un aspirante poliziotto. A chiarirlo è la prima sezione ter del Tar Lazio con la sentenza 10409/05 depositata lo scorso 4 novembre qui leggibile nei documenti correlati . Il tribunale capitolino ha accolto il ricorso di un candidato al concorso per 780 posti di allievi agenti della Polizia di Stato che si era visto giudicare non idoneo al servizio, nonostante avesse superato tutte le prove d'esame, per carenza dei requisiti fisici. Carenza dovuta all'aver assunto, una volta soltanto, una sostanza psicoattiva. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di stabilire cosa si intender per sostanza psicoattiva. Tuttavia, per farlo dobbiamo prima stabilire cosa si intende con il termine tossicodipendenza. La tossicodipendenza e le sostanze psicoattive o psicotropa. Per tossicodipendenza si intende la condizione per cui un individuo sente la necessità irrefrenabile di assumere una sostanza nonostante i danni fisici e psicologici che tale assunzione determini. La dipendenza può essere sia fisica biologica che psicologica. Nel primo caso la mancata assunzione della sostanza provoca effetti fisici sull'organismo, psicologica, nel secondo comporta alterazioni umorali, caratteriali e relazionali, o può riguardare entrambi gli effetti. La dipendenza può essere indotta da molte sostanze psicoattive, che agiscono con meccanismi diversi. Tuttavia, le più diffuse sono l'alcol, la nicotina, la cannabis, la cocaina, le amfetamine e gli oppiacei. Ne deriva quindi che una sostanza è psicoattiva o psicotropa se dotata di un'azione farmacologica diretta sul sistema nervoso centrale, in grado di influenzare l'umore, il comportamento e i processi cognitivi. La sentenza del Tar Lazio. Via Flaminia, accogliendo il ricorso, ha ritenuto che la riferita assunzione di sostanza psicoattiva è occasionale e pregressa e quindi non giustifica il giudizio di inidoneità al servizio. Inoltre, tale giudizio adottato dalla commissione giudicatrice senza tenere conto di tutti i precedenti di comportamenti, di carriera e di studio del candidato, pur essendo discrezionale, non sfugge al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo.

Tar Lazio - Sezione prima ter - sentenza 14 luglio 2005, n. 10409 Presidente Tosti - Relatore Russo Ricorrente Camardi Ritenuto in fatto In data 20 dicembre 1996 è stato pubblicato in Gu il bando del concorso per n. 780 posti di Allievi agenti della Polizia di Stato. Il ricorrente ha presentato domanda e ha sostenuto le prove scritte superandole. Con il provvedimento impugnato verbale di notifica in data 10 ottobre 2003 gli è stata comunicata la non idoneità al servizio per carenza dei requisiti fisici previsti dalla normativa vigente riferito uso occasionale di sostanza psicoattiva . Nel ricorso l'interessato ha prospettato 1 violazione articolo 2, comma 1, n. 2 del Dpr 904/83 violazione del bando di concorso eccesso di potere. 2 evidente illogicità del provvedimento amministrativo. Con ordinanza 6036/03 la Sezione ha accolto la domanda incidentale di sospensione ritenendo che la riferita assunzione di sostanza psicoattiva è occasionale e pregressa . Successivamente il ricorrente è stato ammesso con riserva al predetto concorso che ha terminato, superando tutte le prove d'esame. In data 1 luglio 2005 il ricorrente ha depositato ulteriore memoria e documentazione chiedendo, in sostanza, di essere assegnato al Corpo di Polizia. All'udienza del 14 luglio 2005 il ricorso è stato ritenuto per la decisione. Considerato in diritto Come esposto diffusamente in narrativa la presente controversia è relativa all'impugnazione del giudizio di non idoneità al servizio per carenza dei requisiti fisici previsti dalla normativa vigente riferito uso occasionale di sostanza psicoattiva di cui al verbale di notifica in data 10 ottobre 2003 in relazione al concorso per n. 780 posti di Allievi agenti della Polizia di Stato. Il ricorso è fondato. Con le censure prospettate nel ricorso l'interessato ha sostenuto che l'assunzione di sostanza psicoattiva è avvenuto in un caso isolato e una volta soltanto e non sono emersi altri elementi negativi. Con ordinanza 6036/03 la Sezione ha accolto la domanda incidentale di sospensione ritenendo che la riferita assunzione di sostanza psicoattiva è occasionale e pregressa pertanto, il ricorrente è stato ammesso con riserva al predetto concorso che ha terminato, superando tutte le prove d'esame. La questione di diritto che il Collegio deve esaminare, in sostanza, riguarda la rilevanza dell'esito favorevole del concorso cui il ricorrente ha partecipato in virtù di misura cautelare interinale della Sezione 6036/03 sul giudizio di merito. Nella vicenda, non vi sono motivi per discostarsi dall'orientamento manifestato nell'ordinanza cautelare della Sezione. Come noto, le valutazioni delle prove d'esame da parte delle commissioni esaminatrici di concorsi a pubblici impieghi sono espressione dell'ampia discrezionalità tecnica di cui esse dispongono nello stabilire l'idoneità tecnica e culturale dei candidati, il cui esercizio è stato ritenuto sindacabile soltanto sotto il profilo dell'eccesso di potere, per illogicità manifesta, travisamento dei fatti e palese disparità di trattamento. Tuttavia, è carente di motivazione ed è manifestamente illogico il provvedimento con cui, in un concorso, la commissione giudicatrice adotti un giudizio di non idoneità come nel caso di specie senza tener conto di tutti i precedenti di comportamento, di carriera e di studio del candidato è evidente, che, in queste situazioni il giudizio è si improntato a discrezionalità tecnica ma è anche sindacabile nel merito. Con specifico riferimento all'accertamento dei requisiti attitudinali di un concorrente nell'ambito di un concorso per l'accesso in Polizia la giurisprudenza cfr., ex multis, Tar Lazio, Sezione prima, 11068/00 ha ritenuto che questo tipico esercizio di discrezionalità tecnica non sfugge al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo inteso a verificare il rispetto dei criteri propri della scienza diretta all'analisi della personalità ed all'esternazione di adeguata motivazione circa l' iter logico seguito. Nel caso di specie, dalla documentazione depositata dal ricorrente in data 1 luglio 2005 si evince quanto segue il Camardi ha frequentato il 160 Corso e ed ha riportato il giudizio di segnalato profitto in data 7 ottobre 2004 ha superato gli esami per patente ministeriale di primo grado non c'è contestazione sul dato che il comportamento contestato abbia costituito un episodio isolato, non reiterato l'assunzione occasionale di sostanza psicoattiva era stata riferita dallo stesso ricorrente in sede di colloquio psico-attitudinale. Risultando quindi fondate le dedotte censure di eccesso di potere per illogicità, il ricorso deve essere accolto, con annullamento del diniego impugnato e con obbligo dell'Amministrazione di adottare tutti i necessari atti conseguenti. Sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti. PQM Il Tar del Lazio, Roma, Sezione prima ter, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe nei sensi di cui in motivazione e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati. Le spese del giudizio possono essere compensate tra le parti sussistendone giusti motivi. 1