Codice penale e procedura: ripartono le commissioni (a volte ritornano)

Il diritto sostanziale sarà riformato dal gruppo presieduto da Giuliano Pisapia mentre il professore Giuseppe Riccio si occupa di quello processuale. Marzo e luglio 2007 termine dei lavori. I precedenti di Dalia, Grosso e Nordio sono rimasti nei cassetti

Partono le commissioni per riformare Codice e processo penale. Quello sostanziale sarà affidato ad una commissione presieduta da Giuliano Pisapia, ex parlamentare e responsabile Giustizia di Rifondazione comunista nonché ex presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, mentre la procedura verrà analizzata da un gruppo presieduto da Giuseppe Riccio, professore universitario ed ex componente del Consiglio superiore della magistratura per la composizione delle due commissioni vedi tra i documenti correlati . Con la nuova legislatura riparte la macchina delle buone intenzioni. Erano gli ultimi giorni di luglio del 2004, allora come adesso il ministero della Giustizia annunciava l'insediamento di una commissione ministeriale incaricata di rivedere la riforma del Codice di procedura penale. Presieduto da Andrea Antonio Dalia, il gruppo di lavoro, insediatosi a due anni dall'inizio della XIV legislatura, avrebbe dovuto lavorare a ritmi serrati per consegnare entro i primi del 2005 la bozza di riforma al Parlamento che a sua volta aveva davanti a sé un anno di tempo per approvare le riforme. Per rivedere il Codice penale, l'allora Guardasigilli Roberto Castelli aveva chiamato il procuratore Carlo Nordio che con la commissione da lui presieduta aveva iniziato a lavorare a novembre del 2001. Le due commissioni, seppure insediatesi con tempi e modalità diverse, lavorarono fino a consegnare un prodotto al ministro della Giustizia. Nel caso della commissione Dalia, le tre sottocommissioni lavorarono a ritmi serrati fino a giugno del 2005, consegnando un disegno di legge al Guardasigilli vedi tra gli arretrati del 16 giugno 2005 . L'articolato non è mai stato pubblicato né presentato ufficialmente dal ministro. A novembre del 2005 a Catania, durante un Convegno, il prodotto scientifico fu analizzato dal mondo accademico, mentre pochi giorni dopo il presidente Dalia, dalle pagine di questo quotidiano parlava di presentazione ufficiale imminente. Il progetto, però, non è mai uscito dai cassetti di via Arenula. Per quanto riguarda invece il Codice penale, la commissione Nordico consegnò al ministro Castelli la parte generale a giugno del 2004 seguì l'estate tumultuosa delle dimissioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti Fi ma la commissione continuò a lavorare sulla parte speciale, mentre ad aprile del 2005 fu finalmente presentata ufficialmente la parte generale vedi tra gli arretrati del 22 aprile 2005 . Il presidente Nordio a novembre dello stesso anno parlò di fallimento della riforma vedi tra gli arretrati del 18 novembre 2005 La speranza di approvare entro questa legislatura la riforma del Codice penale è pari a zero, per la parte speciale ci siamo presi tutto il tempo perché la parte generale è ferma in un cassetto da un anno e mezzo . Nessuno dei provvedimenti ha mai trovato la strada del Parlamento, del resto durante la XIII legislatura i lavori della commissione presieduta da Carlo Federico Grosso non ebbero migliore fortuna. L'ultima riforma è stata varata nel 1989, la speranza, come ha affermato l'attuale Guardasigilli Clemente Mastella, è quella di dare un diritto penale diverso, veramente aderente alla Costituzione . La commissione Pisapia dovrà presentare uno schema di legge delega entro il 31 marzo del 2007, mentre la commissione Riccio dovrà concludere i lavori entro il 31 luglio del prossimo anno. Pisapia ha assicurato che faremo arrivare in porto un progetto che dura da decenni . Pisapia - che in un primo momento durante la campagna elettorale sembrava essere molto vicino alla scrivania che fu di Togliatti - ha manifestato la speranza di dare al Paese un diritto penale diverso, veramente aderente alla Costituzione e di presentare al ministro un disegno di legge delega ampiamente condiviso. Riccio ha parlato di un'opera di rivisitazione generale basata da un lato al principio costituzionale del giusto processo e dall'altro alla ragionevole durata di esso. Non ha nascosto però che sarà un'opera complessa l'intenzione è di dare un riconosciuto valore alle sentenze della Corte di Giustizia delle comunità europee, mentre il punto di partenza e di osservazione sarà il coordinamento alle novelle legislative dopo il Codice del 1989, la persistenza dei contrasti giurisprudenziali e la mancata chiarezza delle disposizioni. Da un lato ci sarà lo studio, dall'altro le osservazioni politiche Alla luce dei bisogni odierni - ha concluso Riccio - dovremo puntare i gangli che rendono difficile la ragionevole durata dal processo . L'opera è complessa e per portarla a termine la storia dimostra che c'è bisogno prima di tutto della volontà del governo, quindi di quella del Parlamento. p.a.

Ministero della Giustizia Commissione di studio per la riforma del Codice penale Presidente Giuliano Pisapia, avvocato del foro di Milano. Componenti Prof. David Brunelli, ordinario di diritto penale presso l'Università degli studi di Perugia Prof. Vincenzo Nico D'Ascola, associato di diritto penale presso l'Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria Prof. Luciano Eusebi, ordinario di diritto penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Prof. Luigi Ferrajoli, ordinario di teoria generale del diritto presso l'Università degli studi Roma Tre Prof. Antonio Fiorella, ordinario di diritto penale presso l'Università degli studi Roma Tre Prof. Sergio Moccia, ordinario di diritto penale presso l'Università degli studi Federico II di Napoli Prof. Sergio Seminara, ordinario di diritto penale presso l'Università degli studi di Pavia Avv. Marco Angelini, avvocato del foro di Perugia Avv. Carmelo Calì, avvocato del foro di Catania Avv. Diego Galluzzo, avvocato del foro di Agrigento Avv. Filiberto Palumbo, avvocato del foro di Bari Avv. Giampaolo Zancan, avvocato del foro di Torino Dott. Antonio Balsamo, giudice del tribunale di Palermo Dott. Donato D'Auria, giudice del tribunale di Napoli Dott. Francesco De Socio, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Voghera Dott. Giorgio Lattanzi, presidente di sezione della Corte Suprema di Cassazione Dott. Piergiorgio Morosini, giudice del tribunale di Palermo Dott. Giovanni Silvestri, presidente di sezione della Corte Suprema di Cassazione. Commissione di studio per la riforma del Codice di procedura penale Presidente Prof. Giuseppe Riccio, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi Federico II di Napoli Componenti Prof. Francesco Caprioli, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi di Bologna Prof. Agostino De Caro, straordinario di procedura penale presso l'Università degli studi del Molise Prof. Glauco Giostra, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi La Sapienza di Roma Prof. Giulio Illuminati, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi di Bologna Prof. Giorgio Spangher, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi La Sapienza di Roma Prof. Vincenzo Zappalà, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi di Catania Avv. Sergio Alinante Pastore, avvocato del foro di Siena Avv. Antonio Belloni, avvocato del foro di Rieti Avv. Eugenio Cricrì, avvocato del foro di Napoli Avv. Ferdinando Imposimato, avvocato del foro di Roma Avv. Titta Madia, avvocato del foro di Roma Avv. Emilia Rossi, avvocato del foro di Torino Avv. Pierluigi Maria Tenaglia, avvocato del foro di Chieti Dott. Tommaso Buonanno, procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Bergamo Dott. Raffaello Maggi, giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Dott. Italo Materia, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia Dott. Giovanni Melillo, sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia Dott. Giuseppe Santalucia, magistrato applicato presso la Corte Suprema di Cassazione Dott. Maurizio Stanziola, giudice del tribunale di Napoli.