Nuovo processo civile rimandato a gennaio: il governo conferma

Il maxiemendamento che fa slittare la riforma è inserito nel Dl sulle Pubblica amministrazione. Salta l'ipotesi di aumentare l'età pensionabile ordinaria dei magistrati dopo la norma brucia carriere

È arrivata la conferma dello slittamento delle nuove norme sul processo civile al 1 gennaio 2006. Come anticipato la scorsa settimana vedi tra gli arretrati del 16 luglio 2005 , il governo ha presentato il maxi-emendamento che stabilirà lo slittamento delle misure sul processo civile al prossimo anno, inserendolo, non nella riforma del processo civile all'esame della commissione Giustizia della Camera, ma al Dl 115/05, contenente disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione. Approvato da Palazzo Madama mercoledì 20 luglio, il provvedimento e il maxiemendamento connesso, approderà all'esame della Camera da lunedì prossimo, che dovrà convertirlo entro il 1 agosto. Il decreto, già passato alle cronache come milleproroghe, diventa adesso un Omnibus, dal momento che contiene numerose disposizioni e una delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2000/53/CE in materia di veicoli fuori uso e proroghe in termini per l'esercizio di deleghe legislative. Deleghe stabilite dalla legge sulla competitività. Visti gli interventi dell'esecutivo è così destinata a morire la mini-riforma del processo civile che già durante la discussione al Senato aveva subito uno stralcio consistente dopo la confluenza di numerose norme al provvedimento sulla competitività. Giovedì scorso, infatti, in commissione Giustizia, il presidente Gaetano Pecorella ha informato i consiglieri che Palazzo Madama aveva approvato un emendamento che modificava disposizioni del Codice di procedura civile in maniera analoga alla proposta di legge al loro esame. Per questo motivo la commissione esaminerà la riformetta solo dopo aver analizzato in sede consultiva il decreto approvato dal Senato. Sulla questione l'opposizione, attraverso Francesco Bonito Ds ha manifestato tutto il suo disagio dovuto essenzialmente all'atteggiamento del Governo che sta cambiando a più riprese il codice di procedura civile attraverso decreti legge, sui quali la commissione Giustizia è stata chiamata ad esprimere esclusivamente un parere . Questi i contenuti principali, almeno per quanto riguarda il processo civile tralasciando le disposizioni sul codice della strada e tutto il resto Slittano al 1 gennaio 2006 le misure sul processo civile contenute nella legge sulla competitività prorogato il mandato dei magistrati onorari Got e Vpo , mentre per i giudici di pace confermato il mandato a 10 anni complessivi quattro, più quattro, più due novità sul contributo unificato dove viene previsto il controllo sull'esistenza della dichiarazione della parte sul valore della causa oggetto della domanda e del relativo versamento, così come dovrà essere controllata la corrispondenza tra importo e scaglione di valore. Stabilito inoltre che il trattamento di reversibilità dell'ex coniuge superstite spetta solo a chi è titolare dell'assegno di mantenimento e la titolarità dovrà coincidere con il riconoscimento effettivo di questo da parte del tribunale. La mini riforma decadrà aveva detto mercoledì scorso il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Vitali, annunciando le novità del maxi-emendamento. Visto l'ingorgo parlamentare che si creerà da settembre fino al termine della legislatura, infatti, non c'è più spazio per provvedimenti da discutere per via ordinaria. Da qui l'esigenza per l'esecutivo di inserire le ultime novità sul processo civile nel decreto legge di prossima conversione. Ed è stato probabilmente lo stesso problema - di ingorgo - che ha fatto declinare l'idea del decreto legge per correggere i problemi che andrà a creare il cosiddetto emendamento Bobbio approvato con la riforma della Giustizia. Niente correzione all'età pensionabile dei magistrati, almeno per il momento e i problemi collegati all'approvazione della riforma si scopriranno solo col tempo. p.a.