E-mail pubblicitarie: anche il primo approccio va autorizzato

Neppure l'invio nel quale si chiede un consenso per il futuro è legittimo senza il preventivo via libera del destinatario quando le comunicazioni hanno finalità di marketing

Occorre porre un freno agli abusi, in materia di privacy, commessi attraverso la posta elettronica. E bisogna farlo reclamando un corretto uso delle regole da parte di chi utilizza le e-mail come veicolo pubblicitario o finalizzato ad azioni commerciali. Lo ha ribadito il Garante per la protezione dei dati personali della questione tratta, tra l'altro, l'ultima Newsletter dell'Authority, qui leggibile come documento correlato pronunciandosi in seguito alle proteste di un cittadino raggiunto da messaggi di posta elettronica non richiesti e che non aveva ottenuto dal mittente alcun riscontro alle proprie richieste. Il Garante ha ribadito che non si possono inviare e-mail per pubblicizzare un prodotto o un servizio se in precedenza non si è ottenuto un esplicito consenso del destinatario. E ciò vale anche per il primo invio, quello cioè attraverso il quale si concretizza il contatto con il destinatario, in genere sconosciuto al mittente, proprio allo scopo di proporgli qualcosa la visione di una proposta di acquisto, una pubblicità, un questionario, eccetera . Inoltre, confermando un principio già più volte espresso, l'Authority ha sottolineato che la presenza in Rete su un sito, all'interno di un Forum o anche in elenchi di un indirizzo di posta elettronica non consente un suo utilizzo indiscriminato per il solo fatto di essere reperibile on-line è tuttavia talmente noto l'abuso, anche a fini di spamming, che viene fatto di tali indirizzi che in molti siti i recapiti e-mail vengono presentati in forma grafica e non in caratteri normali tale artificio impedisce ai programmi dedicati al reperimento automatico di indirizzi di localizzarli quando le finalità, dirette o indirette, sono commerciali o pubblicitarie. La consuetudine di inviare e-mail pubblicitarie senza consenso - ha sottolineato il relatore del provvedimento Giuseppe Fortunato, componente dell'ufficio del Garante - deve cessare, né a ridurre l'invasività di tale comportamento può essere fatta valere la circostanza che quella era l'unica comunicazione inviata. Il Garante, come ha fatto in questa occasione dando ragione al cittadino che si era rivolto all'Autorità, non intende tollerare tali comportamenti intrusivi che contrastano con la normativa a tutela della privacy. m.c.m.

Autorità Garante per la protezione dei dati personali Newsletter n. 277 - notiziario settimanale - Internet no a e-mail pubblicitarie senza consenso - Chiamate di emergenza e identificazione del numero - La pubblicazione della foto del figlio di Jennifer - Un premio per la protezione dei dati personali Internet no a e-mail pubblicitarie senza consenso Non si possono inviare e-mail per pubblicizzare un prodotto o un servizio senza prima aver ottenuto il consenso del destinatario, anche quando si tratta solo del primo invio. Lo ha ribadito il Garante con una decisione su un ricorso presentato da un persona che aveva ricevuto posta elettronica indesiderata da parte di una società di prodotti informatici che opera in Internet. L'interessato, infastidito dalla e-mail sgradita, si era rivolto alla società per chiedere, tra l'altro, la cancellazione dei propri dati dall'archivio della società e di adottare misure affinché non si ripetessero in futuro altri invii. Non avendo ricevuto adeguato riscontro, ha presentato ricorso al Garante. E il Garante gli ha dato ragione, imponendo alla società di cancellare dal data base i suoi dati personali. La società si era giustificata spiegando che quel primo invio era volto solo a richiedere il consenso per il successivo inoltro di comunicazioni commerciali. Nella sua decisione l'Autorità ha spiegato che occorre ottenere sempre il consenso del destinatario prima di effettuare qualunque uso dell'indirizzo di posta elettronica se l'invio è a fini di pubblicità e marketing. Ribadendo un principio fondamentale per l'uso degli indirizzi e-mail, l'Autorità ha poi sottolineato che un indirizzo di posta elettronica per il solo fatto di essere sia reperibile in rete non autorizza comunque un suo uso indiscriminato. Occorre dire un fermo no - ha commentato Giuseppe Fortunato, relatore del provvedimento - alla prassi di mandare una mail pubblicitaria senza consenso e poi scusarsi affermando che comunque quella era l'unica comunicazione inviata. Così come bisogna smetterla con la prassi di reperire un indirizzo di posta elettronica su Internet e poi utilizzarlo per mail pubblicitarie non richieste. Il Garante non può tollerare tali comportamenti intrusivi . Chiamate di emergenza e identificazione del numero Il Garante ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro delle comunicazioni che individua il Numero unico europeo di emergenza quale servizio abilitato in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza. Il numero unico è finalizzato alla raccolta centralizzata delle chiamate effettuate verso numeri di emergenza es. 112, 113, 118 etc. e dei dati relativi all'ubicazione del chiamante ed all'identificazione della linea chiamante per agevolare l'individuazione dei soggetti che si rivolgono a servizi d'emergenza e consentirne come previsto per legge anche la localizzazione. Il Codice in materia di protezione dei dati personali, all'articolo 127, prevede infatti per i servizi abilitati in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza la possibilità di rendere inefficace la soppressione dell'identificazione della linea chiamante e, se necessario, il trattamento dei dati relativi all'ubicazione dell'apparecchio chiamante, anche in caso di rifiuto o mancato consenso dell'utente. Al centro servizi del numero unico europeo vengono peraltro indirizzate anche chiamate dirette al 117 Guardia di finanza ed al 1530 assistenza in mare che sono indicati espressamente dalla legge non come servizi d'emergenza, ma come servizi di pubblica utilità. Per questo il Garante, nell'approvare lo schema di decreto, ha precisato che i due ulteriori numeri di emergenza potranno essere inseriti nel decreto, ed essere quindi inclusi nel numero unico europeo, solo dopo essere stati specificamente individuati dalla normativa vigente come numeri d'emergenza. La pubblicazione della foto del figlio di Jennifer Nei giorni scorsi si è sviluppato il dibattito riguardo alla pubblicazione della foto del figlio non nato della giovane Jennifer Zaccconi. La vicenda ha sollevato una serie di problematiche e sono stati espressi diversi punti di vista sulla legittimità o meno della pubblicazione. Sul caso è intervenuto anche Mauro Paissan, componente del Garante, il quale ha sottolineato che la pubblicazione è una gravissima offesa della dignità della persona, un fatto senza precedenti, una violazione ai principi deontologici del giornalismo . Quella creatura - ha affermato il componente dell'Autorità - estratta dal ventre della povera ragazza assassinata offende i lettori, ma soprattutto la dignità di quel bambino. E il giornale non può nascondere la propria responsabilità dietro il fatto che siano stati i nonni a fornire la foto. La dignità di un cadavere non è nella disponibilità dei familiari . Paissan ha invitato le televisioni e gli altri giornali a non riprendere quell'immagine inutilmente raccapricciante. Un premio per la protezione dei dati personali L'autorità per la protezione dei dati della comunità autonoma di Madrid www.apdcm.org ha bandito la terza edizione del premio per le migliori prassi nel campo della protezione dei dati. Si tratta di un riconoscimento che viene assegnato a soggetti pubblici amministrazioni locali, governi, enti o autorità che si siano particolarmente distinti per l'attività svolta al fine di diffondere la cultura della protezione dei dati. Nell'attribuzione del premio si tiene conto delle procedure messe in atto per garantire la qualità dei dati personali trattati, della realizzazione di sistemi efficaci per informare e sensibilizzare i cittadini, delle procedure per la gestione del consenso, delle misure di sicurezza adottate, dei meccanismi per comunicare dati a soggetti terzi e per facilitare l'esercizio dei diritti dei quali godono gli interessati. Nelle precedenti edizioni il premio è andato al governo austriaco ed all'Autorità austriaca per la protezione dei dati 2005 , per avere sviluppato congiuntamente un sistema di identificazione e autenticazione ai fini dell'accesso a servizi di e-government, ed alla giunta comunale di Vitoria-Gasteiz, una località dei Paesi Baschi 2004 , per l'impegno profuso nel garantire un sistema integrato di protezione dei dati personali a tutti i livelli dell'amministrazione. Il termine per le candidature scade il 5 ottobre 2006. I progetti e/o le attività già realizzate dovranno essere descritti in inglese o spagnolo. Maggiori dettagli sono disponibili visitando il sito dell'Autorità madrilena, dove è possibile scaricare anche il modulo per la presentazione della candidatura. Va detto che il progetto o l'iniziativa premiati saranno inseriti nel portale e-Prodat, creato grazie ad un progetto finanziato dalla Commissione europea per le migliori prassi in materia di protezione dei dati nei servizi di e-government regionali http //infodoc.escet.urjc.es 8080/ . Fra gli obiettivi del progetto vi è la creazione di un osservatorio europeo sulla protezione dei dati e l'e-government al fine di diffondere e proporre come modelli le esperienze più significative maturate in questo campo.