Sanzioni più severe per i tifosi violenti

Tre anni e mezzo per le invasioni di campo, un anno in più per il lancio di oggetti. Approvata definitivamente la legge antiviolenza negli stadi

Stop alla violenza negli stadi. È legge il decreto approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 17 agosto, Palazzo Madama infatti, ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione ieri mattina. Secondo le nuove norme la legge è disponibile tra i documenti correlati , verrà applicato rigidamente il divieto di accesso agli stadi per i responsabili di incidenti durante le manifestazioni sportive o trasferte e saranno inasprite le sanzioni per il lancio di oggetti contundenti o per l'invasione di campo quando da questi deriva un danno alle persone. Per chi lancerà oggetti come petardi, la pena da sei mesi a tre anni prevista già oggi, potrà essere aumentata fino alla metà, mentre per l'invasione di campo con conseguente ritardo dell'inizio della partita o causandone addirittura interruzione o cancellazione, si rischierà la reclusione da un mese a tre anni e sei mesi oggi arresto fino a sei mesi . A favore ha votato tutta la maggioranza di Centrodestra, mentre Ds e Margherita si sono astenuti e Verdi, Pdci e Prc hanno votato contro. Gli incaricati di pubblico servizio che svolgono compiti di vigilanza sugli spalti saranno equiparati a pubblico ufficiale con la possibilità quindi di applicare le stesse pene previste per chi commette reati nei loro confronti. Scattano inoltre sanzioni nei confronti dei bagarini per la vendita non autorizzata del biglietto si rischierà da 2.500 a 10.000 euro fino ad arrivare a 15.000 se i tagliandi verranno venduti ad un prezzo maggiorato. Il divieto di accesso negli stadi potrà essere disposto dal Questore per quanti siano stati denunciati o condannati anche non definitivamente per essere stati protagonisti di episodi di violenza negli stadi e potrà essere applicato anche alle manifestazioni sportive in programma all'estero lo stesso divieto potrà essere disposto da autorità di polizia dell'Unione europea nei confronti di cittadini di altri paesi Ue per avvenimenti che si svolgono in Italia. Il relatore del provvedimento al Senato, Gabriele Boscetto Fi si è detto certo che con il divieto di accesso agli stadi esteri potrà essere avviata una campagna internazionale contro la violenza connessa al calcio . Mi auguro - ha concluso - che presto finisca il turismo internazionale dei vandali del pallone . Questo decreto è decisamente meritevole e necessario, una buona cosa per il calcio e per i tifosi ha detto Mariano Delogu esponente di An a Palazzo Madama e già presidente della squadra di calcio del Cagliari. Soddisfatto il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano che ha riassunto le iniziative governative in tema di sicurezza degli stadi Con i due decreti legge approvati e i due decreti di attuazione delle nuove disposizioni esistono degli strumenti di prevenzione più penetranti che stanno dando ottimi risultati nel senso che diminuisce sensibilmente il numero degli incontri con incidenti e feriti, anche tra le forze di polizia . I benefici sono stati possibili, secondo Mantovano grazie ai biglietti numerativi nominativi, alla videosorveglianza, alla introduzione degli steward, tutte misure che sembravano così controverse ma all'applicazione si stanno mostrando estremamente positive. Si aggiunga la collaborazione più stretta con le società e anche con le tifoserie . Un provvedimento inutile e tardivo invece per il responsabile nazionale sport della Margherita Giuseppe Scalera. Appare chiaro - ha detto - che il divieto di accesso verso chi si è reso protagonista di episodi di teppismo, durante le manifestazioni sportive, sia la prima forma di garanzia, ma la norma così approvata, non solo non garantisce la prevenzione degli episodi di violenza, ma lede alcune oggettive garanzie della persone, come la tutela dei dati personali messi a rischio dalla registrazione dei dati nominativi. L'unico effetto immediato di questo decreto è quello di allontanare ulteriormente dal calcio il tifo più sano e, soprattutto, le famiglie dagli stadi. Lo dimostrano, tra gli altri, i dati sull'afflusso degli spettatori di serie A e B dall'inizio di questo campionato, dati di questo campionato, dati che confermano la drammatica crisi del calcio italiano . p.a.

Senato della Repubblica Ulteriori misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive Legge di conversione del decreto-legge 162/05 definitivamente approvata il 12 ottobre 2005 Articolo 1 Modifiche alla legge 13 dicembre 1989, n. 401 1. Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni a all'articolo 6 sono apportate le seguenti modifiche 1 al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo Il divieto di cui al presente comma può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all'estero, specificamente indicate, ovvero dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell'Unione europea per le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia. 2 al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo La prescrizione di cui al comma 2 è comunque applicata quando risulta, anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, che l'interessato ha violato il divieto di cui al comma 1. 3 al comma 6 è aggiunto, in fine, il seguente periodo Le stesse disposizioni si applicano nei confronti delle persone che vìolano in Italia il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive adottato dalle competenti Autorità di uno degli altri Stati membri dell'Unione europea. 4 al comma 7 il primo periodo è sostituito dal seguente Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice può disporre il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da due mesi a due anni. b all'articolo 6bis sono apportate le seguenti modifiche 1 al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno alle persone. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. 2 al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo La pena è della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. c dopo l'articolo 6ter è inserito il seguente Art. 6quater. - Violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive . - 1. Chiunque commette uno dei fatti previsti dagli articoli 336 e 337 del codice penale nei confronti dei soggetti incaricati del controllo dei titoli di accesso e dell'instradamento degli spettatori e di quelli incaricati di assicurare il rispetto del regolamento d'uso dell'impianto dove si svolgono manifestazioni sportive, purché riconoscibili e in relazione alle mansioni svolte, è punito con le stesse pene previste dai medesimi articoli. Tali incaricati devono possedere i requisiti morali di cui all'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 . 2. Nei confronti delle persone alle quali, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, risultano applicati il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive e le prescrizioni di cui all'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, il questore che ha adottato il provvedimento ha la facoltà di estendere tale divieto anche alle manifestazioni sportive che si svolgono all'estero, specificamente indicate. 3. Al fine di contrastare gli episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive gli impianti sportivi per il gioco del calcio aventi una capienza pari a 10.000 posti numerati possono essere utilizzati per lo svolgimento di competizioni calcistiche del campionato professionistico di serie A a condizione che a si tratti di impianti costruiti nel territorio di comuni aventi una popolazione inferiore a 100.000 abitanti e la competizione riguardi una squadra calcistica, avente sede o radicamento territoriale nel medesimo comune, promossa al predetto campionato per la prima volta negli ultimi venti anni b per le caratteristiche dell'incontro vengano emessi non più di 8.000 biglietti di accesso e comunque gli spettatori complessivamente non superino il numero di 9.000. Nel caso in cui le competenti autorità di pubblica sicurezza e l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive accertino che vi siano motivi di turbamento dell'ordine pubblico, la stessa squadra è tenuta a disputare la gara in un comune diverso, dotato di un impianto sportivo abilitato alle competizioni calcistiche del campionato di serie A. 4. Al decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo l'articolo 1quinquies sono aggiunti i seguenti Art. 1sexies. - 1. Chiunque, non appartenente alle società appositamente incaricate, vende i titoli di accesso nei luoghi in cui si svolge la manifestazione sportiva o in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alla manifestazione medesima, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro. La sanzione può essere aumentata fino alla metà del massimo per il contravventore che ceda o metta in vendita i titoli di accesso a prezzo maggiorato rispetto a quello praticato dalla società appositamente incaricata per la commercializzazione dei tagliandi. Nei confronti del contravventore possono essere applicati il divieto e le prescrizioni di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401. 2. Il pagamento in misura ridotta, ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, non esclude l'applicazione del divieto e delle prescrizioni di cui al comma 1. 3. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono irrogate dal prefetto del luogo in cui è avvenuto il fatto. Art. 1septies. - 1. L'accesso e la permanenza delle persone e delle cose negli impianti dove si svolgono le competizioni riguardanti il gioco del calcio sono disciplinati, per quanto non previsto da disposizioni di legge o di regolamento, dal regolamento d'uso degli impianti medesimi, predisposto sulla base delle linee guida approvate dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all'articolo 1octies. 2. Chiunque, fuori dei casi di cui all'articolo 1quinquies, comma 7, entra negli impianti in violazione del rispettivo regolamento d'uso, ovvero vi si trattiene, quando la violazione dello stesso regolamento comporta l'allontanamento dall'impianto ed è accertata anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro. La sanzione può essere aumentata fino alla metà del massimo qualora il contravventore risulti già sanzionato per la medesima violazione, commessa nella stagione sportiva in corso, anche se l'infrazione si è verificata in un diverso impianto sportivo. 3. Il pagamento in misura ridotta, ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, non esclude l'applicazione del divieto e delle prescrizioni di cui al comma 2. 4. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono irrogate dal prefetto della provincia del luogo in cui insiste l'impianto. Art. 1octies. - 1. Al fine di favorire la migliore attuazione delle disposizioni e delle misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive, presso il Ministero dell'interno è istituito, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, al quale sono attribuiti i seguenti compiti a effettuare il monitoraggio dei fenomeni di violenza e intolleranza commessi in occasione di manifestazioni sportive e dello stato di sicurezza degli impianti sportivi b esaminare le problematiche connesse alle manifestazioni in programma ed attribuire i livelli di rischio delle manifestazioni medesime c approvare le linee guida del regolamento d'uso per la sicurezza degli impianti sportivi d promuovere iniziative coordinate per la prevenzione dei fenomeni di violenza e intolleranza in ambito sportivo, anche in collaborazione con associazioni, rappresentanze di tifosi organizzati e club di sostenitori, enti locali, enti statali e non statali e definire le misure che possono essere adottate dalle società sportive per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive e la pubblica incolumità f pubblicare un rapporto annuale sull'andamento dei fenomeni di violenza ed intolleranza in occasione di manifestazioni sportive. 2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, sono stabilite le linee operative e le attività strumentali all'espletamento dei compiti di cui al comma 1, nonché l'organizzazione, le modalità di funzionamento e la composizione dell'Osservatorio, prevedendo anche la partecipazione del Comitato olimpico nazionale italiano, delle Federazioni sportive nazionali e delle rispettive Leghe. 3. Alle riunioni dell'Osservatorio possono essere invitati, in relazione alla trattazione di tematiche di specifico interesse, rappresentanti di soggetti pubblici e privati a vario titolo interessati alla prevenzione e al contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive. 4. All'istituzione e al funzionamento dell'Osservatorio si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti dell'Osservatorio non spettano compensi né rimborsi spese . 5. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con il Ministero dell'interno e con il Ministero per i beni e le attività culturali, nonché in collaborazione con altre amministrazioni pubbliche ed enti e associazioni private interessate, predispone, nell'ambito delle risorse destinate annualmente alle istituzioni scolastiche sul fondo di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440, un programma di iniziative volte a sviluppare ed approfondire nelle scuole le tematiche della prevenzione della violenza nelle manifestazioni sportive, in coerenza con le finalità dell'educazione alla convivenza civile. Le predette iniziative sono realizzate dalle istituzioni scolastiche attraverso appositi progetti da esse elaborati ed inseriti nel pian o dell'offerta formativa. Ai fini di cui al presente comma il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca si avvale di un comitato tecnico-scientifico, istituito con decreto del Ministro. All'istituzione e al funzionamento del Comitato si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato non spettano compensi né rimborsi spese. 6. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.