Niente medici nuovi Ssn (in Calabria) finchè gli altri possono assorbire assistiti

L'Autorità Garante reputa lesiva della concorrenza una disciplina regionale che prima di bandire i posti vacanti mira ad assicurare nuovi clienti pubblici a quelli già esistenti ma che sono sotto la soglia dei mille assistiti

Se ci sono medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, nello stesso ambito territoriale, che hanno un massimale di 1500 assistiti ma ne seguono meno di mille, non bisogna bandire l'eventuale posto vacante per la conseguente nomina. È questo il senso pratico di un accordo regionale - in attuazione di quello nazionale - vigente in Calabria approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 615 del 4 agosto 2003 che ha suscitato le attenzioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L'Authority, esaminata attentamente la disposizione, ha inviato una segnalazione qui leggibile come documento correlato , rilevando quali sono i profili controversi di tale accordo. Il suo primo effetto evidente - ma che non era stato ritenuto prioritario all'epoca della determinazione in questione - è quello di concretizzare effetti restrittivi nell'accesso alla professione di medico di Medicina generale in ambito Ssn inoltre la misura comporta una lesione degli interessi degli utenti del Servizio sanitario nazionale. Infatti il fatto di non creare una nuova posizione con la nomina di un medico per il posto vacante ove gli altri già presenti si trovino sotto la quota di mille assistiti da un lato riduce il numero di medici di base attivi in una determinata area, dall'altro restringe la possibilità di scelta individuale circa il proprio medico, scelta che dovrà necessariamente orientarsi sui medici convenzionati già in servizio. Nell'inviare la propria segnalazione l'Autorità fa notare che su tredici accordi integrativi regionali conclusi in attuazione di quello nazionale, recepito con il Dpr 270/00 soltanto quello per la Calabria ha previsto la sospensione delle procedure relative alla nomina di nuovi medici nelle zone carenti la mancanza di una disciplina simile in altre regioni, al di là della sua natura in ogni caso controversa, risulta inoltre in grado di produrre effetti discriminatori sia a danno dei medici che vorrebbero accedere al Ssn in Calabria sia degli assistiti ivi residenti. Viene quindi auspicata una modifica dell'accordo che elimini il blocco restituendo un accesso corretto alla professione specifica ma anche garantendo ai cittadini una più ampia tutela del diritto alla salute.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Modalità di accesso alla professione di medico di Medicina generale convenzionato con il Sistema sanitario nazionale nella Regione Calabria Segnalazione inviata il 25 ottobre 2005 Nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende formulare alcune osservazioni in merito alle modalità di accesso alla professione di medico di medicina generale convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale nella regione Calabria, come disciplinato all'Accordo Regionale Medici di Medicina Generale, approvato con deliberazione della Giunta regionale 4 agosto 2003 n. 615, in attuazione dell'accordo nazionale recepito con D.P.R. n. 270/2000. L'Accordo suindicato prevede che, qualora in un dato ambito territoriale vi sia un posto vacante di medico di medicina generale, non si procede a bandire il posto vacante e, quindi, a nominare un nuovo medico di medicina generale in tutti i casi in cui, nel dato ambito territoriale, sono attivi medici di medicina generale, con massimale fino a 1.500 assistiti, che ne seguano meno di 1.000. La disposizione in questione recita testualmente che [ ] al fine di non individuare zone carenti virtuali [ ], veng[o]no sospese le procedure di zona carente qualora nell'ambito individuato risultassero Medici con massimale non limitato che non abbiano acquisito almeno 1000 scelte . L'Autorità ritiene che tale disposizione possa comportare effetti restrittivi nell'accesso alla professione di medico di medicina generale in Calabria, oltre a ledere gli interessi degli utenti del Servizio Sanitario Pubblico. Infatti, la sospensione delle procedure per colmare le zone carenti, in presenza di un medico che segue meno di 1.000 assistiti, produce il duplice effetto di ridurre ingiustificatamente il numero di medici di base attivi in un determinato ambito territoriale e di restringere la scelta da parte degli assistiti del proprio medico di base. Assistiti danneggiati anche per il fatto che dovranno scegliere un medico di base che, a causa della sospensione dei bandi per le zone carenti, si trova ad assistere un numero maggiore di cittadini. L'Autorità ritiene opportuno sottolineare peraltro che, su tredici accordi integrativi regionali analizzati conclusi in attuazione dell'accordo nazionale recepito con D.P.R. n. 270/2000, soltanto l'accordo concluso per la regione Calabria ha previsto la sospensione delle procedure per nominare nuovi medici di medicina generale nelle zone carenti. L'Autorità rileva come la mancanza di una disposizione analoga in altre regioni italiane comporti, tra l'altro, effetti discriminatori a danno sia dei medici che intendono accedere alla professione di medico di base in Calabria sia degli assistiti dal sistema sanitario nazionale residenti in Calabria. Sulla base delle esposte considerazioni, l'Autorità auspica una modifica della disposizione in questione al fine di eliminare dal testo dell'accordo la sospensione delle procedure per colmare le zone carenti di medici di base, nell'ottica di consentire l'effettivo accesso alla professione di medico di medicina di base in Calabria e di garantire agli utenti del Servizio Sanitario Nazionale una più ampia tutela del diritto alla salute. Infine, l'Autorità intende sottolineare che il medesimo auspicio venga considerato anche in sede di recepimento del futuro accordo regionale sulla medicina generale che darà attuazione al più recente accordo nazionale del 23 marzo 2005.