Altra ondata di scioperi: si fermano i penalisti

L'Ucpi, che aveva proclamato l'astensione dalle udienze prima del decreto Bersani, protesta per la mancata separazione delle carriere e contro l'esecutivo per l'eccessiva dipendenza dalle toghe

È iniziato anche lo sciopero degli avvocati penalisti. Pur appoggiando la protesta sul decreto Bersani, l'astensione dei penalisti era stata proclamata in tempi non ancora sospetti, vale a dire il 28 giugno scorso, quando ancora il decreto era nel cassetto di Palazzo Chigi. La protesta dei penalisti è volta ad attirare l'attenzione dei cittadini circa la mancata separazione delle carriere ma soprattutto contro le prime mosse del Guardasigilli Clemente Mastella che a partire dal disegno di legge di sospensione dei decreti dell'ordinamento giudiziario per finire alle linee programmatiche esposte al Parlamento proprio non sono piaciute vedi tra gli arretrati del 4 luglio . Venerdì, in apertura degli otto giorni di astensione, si è svolta a Milano una manifestazione che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti politici, primo fra tutti l'ex Guardasigilli Roberto Castelli. Il presidente dei senatori leghisti ha promesso la presentazione di un disegno di legge costituzionale che prevede la separazione delle carriere. Saremo al vostro fianco ha detto Castelli che ha anche ricordato ai penalisti di non avere avuto durante il Governo di Centrodestra una maggioranza parlamentare a favore di questa causa. L'ex ministro ha rivendicato la separazione tra i poteri dello Stato che, se non mantenuta rappresenterebbe un vulnus democratico insopportabile. Se la riforma dell'ordinamento giudiziario passerà - ha concluso - questo rappresenterà invece un vulnus per i magistrati che dovranno arretrare al potere che hanno occupato in tutte le istituzioni . Il responsabile Giustizia dei Ds Massimo Brutti è intervenuto invece sulle liberalizzazioni, affermando che le norme contenute nel decreto Bersani dovranno essere ritoccate perché la professione forense è costituzionalmente garantita. Tutto l'impegno che non sia pregiudizialmente un attacco al Governo - ha detto Brutti - sarà utile per modificare queste norme, se voi mi chiedete dove fosse il ministro della Giustizia quando queste norme sono state scritte io vi dico qui est sine culpa, la gestione dissociata non l'abbiamo inventata noi . A riassumere le posizioni delle camere penali, è stato il presidente Ettore Randazzo. Se avessimo potuto - ha detto al termine della manifestazione - ci saremmo astenuti ben più di sette giorni, perché ben si merita questa astensione una politica genuflessa davanti alla magistratura. È ormai lunga la storia di genuflessione, di sottomissione e, quando ci si vuole fare forti di alleanze con la magistratura, della politica italiana. Le nostre astensioni scandiscono la mediocrità dei governi di turno, che non rispettano i programmi. Il vostro programma - ha detto rivolgendosi al sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti e a Massimo Brutti - è tortuoso ma linearmente violato, quello del Centrodestra era lineare ma tortuosamente tradito . Randazzo ha addirittura accusato il ministro della Giustizia, Clemente Mastella di aver teso un agguato Nell'unico incontro che abbiamo avuto con lui ha detto di metterci d'accordo con i magistrati accomodatevi tra di voi, magistrati e avvocati devono andare d'accordo ha detto, quasi fosse una trattativa tra datore di lavoro, un fatto privato. E tutto con l'avallo del Csm che è abituale travaso dell'Anm . Per Randazzo anche il discorso programmatico al Parlamento fatto dal Guardasigilli non è stato che una confessione, infarcito com'era degli slogan dell'Anm. È in atto una rappresaglia rabbiosa contro gli avvocati in astensione che sono denunciati dai magistrati alla commissione di Garanzia, una cosa simile non è mai avvenuta . A sostenere i penalisti è stato anche il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga con una lettera indirizzata al presidente Randazzo. Solo un atteggiamento duro con scioperi ripetuti può riequilibrare il peso del potere dell'Associazione nazionale magistrati - ha scritto Cossiga - di fronte all'intollerabile interferenza della nota lobby politico-sindacale dell'Anm e di fronte all'impotenza forzata e incolpevole del ministro della giustizia, desidero rinnovarvi la mia solidarietà. A violenza si deve rispondere con violenza . E così la prossima settimana sarà sciopero su sciopero.