Incompatibilità: il Tar conferma le multe per la Rai e per il suo ex dg Meocci

Respinto il ricorso dell'azienda radiotelevisiva pubblica che contestava le conclusioni dell'Authority per le comunicazioni sostenendo che l'affidamento del ruolo di vertice non fosse in contrasto con la normativa

Confermate le multe inflitte all'ex direttore generale della Rai dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. A deciderlo è stata ieri la terza sezione ter del Tar Lazio che ha respinto il ricorso della Rai il dispositivo della sentenza è qui leggibile nei documenti correlati . Oggetto del contendere era la decisione con la quale lo scorso 27 aprile l'Agcom aveva dichiarato l'incompatibilità di Alfredo Meocci alla carica di direttore generale della Rai. Secondo il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni era stato vìolato l'articolo 2 comma 9 della legge 481/95 che ha istituito l'Authority. La norma, del resto, vieta agli ex componenti degli organismi di garanzia, per quattro anni dalla cessazione dell'incarico, di intrattenere direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione o di impiego con le imprese operanti nei settori di competenza . Una osservazione dalla quale Meocci e l'azienda si sono sempre difesi affermando che il nuovo ruolo fosse da considerare come un reintegro dal momento che il diretto interessato era già dipendente dal 1982 al 1990 come caposervizio al Tg1, in aspettativa per entrare proprio all'Autorità. L'incompatibilità condizionò anche il voto del Consiglio d'amministrazione il 5 agosto dello scorso anno, il via libera passò a maggioranza con il voto favorevole dei consiglieri Rai di Centrodestra e l'astensione del presidente Claudio Petruccioli. Quest'ultimo si rivolse subito all'organismo di garanzia che girò il quesito al Consiglio di Stato per chiedere un parere sulla propria competenza a procedere all'accertamento dell'incompatibilità. Palazzo Spada a novembre del 2005 ha dato il via libera all'Agcom che ha così aperto l'istruttoria vedi tra gli arretrati del 20 ottobre e 22 dicembre 2005 . Nella stessa seduta, l'Authority aveva intimato alla Rai il pagamento di una multa da 14,3 milioni di euro e allo stesso Meocci da 370 mila euro. Si tratta in particolare dello 0,5 per cento del fatturato dell'ultimo esercizio di bilancio approvato per l'azienda e lo stipendio lordo percepito dall'ex direttore generale, al netto della retribuzione lorda da caposervizio. Incompatibilità a parte, non ci resta che attendere le motivazioni dei giudici di via Flaminia.

Tar Lazio - Sezione terza ter - sentenza 20 luglio 2007 Presidente Corsaro - relatore Fantini Ricorrente Meocci Dispositivo Ai sensi dell'articolo 23 della legge 1034/71, nel testo risultante dalla modifica apportata dalla modifica apportata dalla legge 205/00, sul ricorso 4350/06 reg.gen, proposto da Meocci Alfredo, omissis contro Autorità per le garanzie nelle comunicazioni omissis e nei confronti del ministero delle Comunicazione, del ministero dell'Economia e delle finanze della Rai - Radio televisione Spa omissis e con l'intervento ad opponendum dell'Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi aderente al codacons omissis PQM Il Tar per il Lazio - Sezione terza ter, definitivamente pronunciando, respinge il ricorso principale e quello per motivi aggiunti. Compensa tra le parti le spese del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.