Esami di avvocato: il contenzioso va tutto al Tar Lazio. Nonostante la devolution

di Antonella Mascaro

di Antonella Mascaro* Esami di Avvocato la competenza nazionale è del Tar Lazio. A stabilirlo è stata la quarta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 7556/05 depositata lo scorso 29 dicembre e qui leggibile nei documenti correlati nel giudizio per regolamento preventivo di competenza in materia di esami per avvocato indicando quale giudice competente il Tar del Lazio, sede di Roma. In merito alla lettura della sentenza la scrivente difesa ritiene che la decisione sia frutto di una valutazione che privilegia una visione accentratrice e non decentrata della Giustizia Amministrativa. Il Consiglio di Stato, in buona sostanza, ritiene che l'impugnazione di un atto applicativo e di un provvedimento presupposto di un organo centrale dello Stato ha efficacia su tutto il territorio nazionale rifacendosi, in questo senso, a precedenti decisioni che, a mio parere, non tengono conto della devolution. Non è prevedibile, allo stato, quanto ciò potrà essere di giovamento all'economia del diritto, ma certamente avrebbe una diversa ragione d'essere in un quadro normativo nuovo rispetto all'esame per avvocati. Malgrado il decentramento dell'esame per avvocato nelle sedi di provenienza, viene dunque considerato unico Organo la Commissione Centrale di Roma e dunque unico Tar competente il Tar Lazio, sede di Roma. A questo punto è lecito prevedere, alla luce della decisione del Consiglio di Stato nonché degli indirizzi interpretativi adottati , un esame per avvocati unico e nazionale da svolgersi in Roma sia come prove scritte che orali. Bisogna ritenere, a voler mutuare dal noto costituzionalista calabrese Mortati, che la Commissione Centrale di Roma è l'Organo mentre tutte le Sottocommissioni - dislocate sul territorio - sono soggetti rivestiti dell'Organo. La decisione in commento, se pur sollecitata, non ha affrontato il tema della inammissibilità del regolamento di competenza per violazione dell'articolo 31 della legge 1034/71 per l'omessa notifica a tutte le parti in causa in quanto la ricorrente Avvocatura di Stato non aveva ottemperato alla notifica del ricorso per regolamento di competenza a tutte le parti evocate in giudizio, anche se non costituite. È di tutta evidenza, in considerazione del volo alto sul punto, l'intenzione di voler confermare l'interpretazione che l'atto presupposto di un Organo centrale dello Stato ha efficacia generale ed illimitata su tutto il territorio nazionale. Eppure la ricorrente non aveva contestato l'attività normativa della Commissione Centrale bensì l'erronea applicazione data dalla Sottocommissione interessata alla correzione degli elaborati. Il Consiglio di Stato, in buona sostanza, adotta una interpretazione formale dell'impugnazione di un atto in luogo di quella sostanziale. La difesa pur non disconoscendo le numerose pronuncie del Consiglio di Stato circa l'attrazione dell'atto generale su quello applicativo, tuttavia ricordava a se stessa come lo stesso Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria Ap 5/1977 aveva sottolineato che, a radicare una simile competenza, per connessione non è sufficiente che il provvedimento presupposto sia semplicemente indicato nel gravame come nel caso di specie , ma è necessario che sia investito di specifiche censure interpretazione sostanziale . Eppure nel 2004, i precedenti nel 2001 e 1999, il Consiglio di Stato, Sezione quarta, sentenze 7868/04 2941/01 e 430/99 aveva rilevato che era necessario radicare la competenza presso il Tribunale Amministrativo ove deve svolgersi la fase concorsuale dalla quale parte ricorrente è stata esclusa. Per onestà intellettuale le precitate decisioni attenevano al concorso per esami di avvocati prima delle note vicende che hanno portato alla sua riformulazione, ciò non toglie che i principi espressi in quelle sentenze risultavano più aderenti alla cosiddetta devolution in materia amministrativa. A questo punto il quadro giurisprudenziale è completo, a fronte di Tar Regionali più vicini all'obbligo di motivazione sugli elaborati si contrappone un Consiglio di Stato contrario e tendente ad una interpretazione formale dell'impugnazione di un atto centrale, seppur non investito di apposite censure, con radicamento della competenza nel Tar Lazio, sede di Roma. Com'è noto, in virtù del principio della continuità della Giurisdizione Amministrativa, i candidati esclusi potranno continuare ad impugnare gli atti pregiudizievoli - in sede cautelare - innanzi i Tar Regionali ove si sono svolte le prove di esame secondo una prassi non condivisibile innanzi i Tar con gli orientamenti più vicini alle tesi di diritto dei ricorrenti per poi discutere il merito del ricorso innanzi il Tar Lazio nella speranza di dover eccepire una cessata materia del contendere per il fatto che una positiva rivalutazione degli elaborati effetto della ottenuta sospensiva e il superamento delle prove orali non vertendosi in tema di ammissione con riserva porta l'aspirante avvocato al conseguimento della abilitazione professionale o del titolo in quanto l'ammissione o la ripetizione della valutazione da parte della Commissione è stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali ex articolo 04, comma 2bis, Dl 115/05 convertito, com'è noto, nella legge 168/05 . Anche nell'ipotesi di appello in sede cautelare il Consiglio di Stato non può che prendere atto della precitata normativa in quanto la misura cautelare impugnata ha in fatto esaurito i suoi effetti in questo senso, da ultimo, esplicitamente Consiglio di Stato, Sezione quarta, 6212/05 . *Avvocato 1

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 29 novembre-29 dicembre 2005, n. 7556 Presidente Salvatore - Estensore De Felice Ricorrente ministero della Giustizia Ritenuto e considerato quanto segue La ricorrente Cupolillo Anna Maria, con ricorso notificato in data 13 luglio 2005, ha impugnato dinanzi al Tar della Calabria, Catanzaro, il provvedimento di non ammissione alle prove orali dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato sessione 2004, e, quali atti presupposti, il verbale di fissazione dei criteri e delle modalità di valutazione degli elaborati della Commissione centrale presso la Corte d'appello di Roma e il verbale di correzione delle prove scritte della settima sottocommissione d'esami di Firenze. L'amministrazione intimata, costituitasi nel giudizio di primo grado, ha proposto ricorso per regolamento di competenza, deducendo che la controversia appartiene alla competenza del Tar Lazio, sede di Roma. La ricorrente ha impugnato, tra l'altro, il verbale con il quale, ai sensi dell'articolo 1bis, comma 9 legge 180/03, sostitutivo dell'articolo 22 Rd 1578/34, la Commissione centrale presso il ministero della Giustizia ha proceduto alla elaborazione dei criteri per la valutazione degli elaborati scritti e delle prove orali dell'esame di avvocato. Tale ultimo atto non limiterebbe la sua efficacia alla sola regione di residenza del ricorrente, ma sarebbe estesa all'interno territorio nazionale e, pertanto, la relativa impugnazione è di competenza del Tar del Lazio mandando l'adesione delle altri parti alla formulata eccezione, alla camera di consiglio fissata ai sensi dell'articolo 31 comma 5 legge 1034/71, come novellato dalla legge 205/00, gli atti sono stati trasmessi dal Tar adito al Consiglio di Stato, per la pronunzia sulla competenza. Considerato e ritenuto che in caso di contestuale impugnazione di un atto applicativo e di un provvedimento presupposto di un organo centrale dello Stato ad efficacia generale ed illimitata, determinandosi una situazione di inscindibilità processuale, la attribuzione a conoscere della intera controversia deve ritenersi del Tar del Lazio in tal senso, CdS, Sezione sesta, 792/87 . Considerato, infatti, che la contestuale impugnazione di un atto applicativo e di un atto presupposto di un organo centrale dello Stato, di carattere normativo o generale e avente efficacia su tutto il territorio nazionale, rientra nella competenza del Tar Lazio-Roma in tal senso CdS, Sezione sesta, 1526/98 1072/98 . Considerato che pertanto debba essere accolto il ricorso per regolamento di competenza, e indicato come competente a conoscere della controversia dedotta in primo grado il Tar del Lazio, sede di Roma e che sussistano giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione quarta , accoglie l'istanza per regolamento di competenza e indica quale giudice competente il Tar del Lazio, sede di Roma. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.