L'esercito contro gli abusi edilizi. I magistrati (penali e amministrativi) potranno chiedere l'abbattimento al ministero della Difesa. Firmata la convenzione

di Alessandro Giordano

di Alessandro Giordano * Un importante provvedimento, atteso da tempo, è stato adottato dal ministero della Giustizia, di concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e con il ministero della Difesa. Infatti, le Amministrazioni hanno disciplinato per mezzo di una apposita convenzione - redatta in ottemperanza al disposto di cui all'articolo 62 del Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia Dpr 115/02 - le procedure per l'intervento delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa per l'esecuzione delle sentenze di condanna aventi ad oggetto la demolizione delle opere abusive ovvero la riduzione in pristino dello stato dei luoghi. Il testo dell'articolato, qui nei documenti correlati, è stato trasmesso agli uffici giudiziari con la nota del Dipartimento per gli Affari di giustizia, prot. n. 122-1-134 3 -2005 del 23 dicembre 2005. Il contesto normativo È utile rammentare che il Titolo X, del Tu sulle spese di giustizia cfr. articoli da 61 a 63 Tu, norme aventi tutte valore regolamentare , relativo alla Demolizione di opere abusive e riduzione in pristino dei luoghi nel processo penale e amministrativo ha costituito una tipica ipotesi di registrazione del diritto vivente, formatosi in giurisprudenza si rammenti, in particolare, la importante sentenza della Corte di cassazione, Su 15/1996, Monterisi e, via via, specificatosi, quanto alle implicazioni di natura amministrativa, attraverso l'adozione delle varie disposizioni da parte del ministero della Giustizia. In merito, si osserva che il Tu ha anche esplicitato i vari collegamenti con i principi giuridici esistenti nel nostro ordinamento e, nel richiamare la norma che per le imprese private consente il ricorso alla trattativa privata, ha raccordato la disciplina in questione con altre normative vigenti, tra cui il Tu in materia di edilizia Dpr 380/01 . Invero, l'articolo 31, comma 9, del Dpr 380/01 Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia prevede che il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 44 dello stesso Tu, ordini la demolizione delle opere abusive, se ancora non eseguita. Inoltre, l'articolo 181, comma 2 del D.Lgs 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 137/02 stabilisce che il giudice, con la sentenza di condanna per il reato previsto dalla medesima disposizione, ordini la remissione in pristino dello stato originario dei luoghi. Ciò posto, il Tu sulle spese di giustizia prevede delle concrete modalità per l'esecuzione delle sentenze recanti l'ordine di demolizione ovvero aventi ad oggetto la demolizione di opere abusive o di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, tanto che l'articolo 61 del Dpr 155/02 stabilisce che il magistrato che cura l'esecuzione deve richiedere, per il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche, l'intervento delle strutture tecnico-operative del ministero della Difesa oppure può scegliere di affidare l'incarico ad imprese private, ai sensi dell'articolo 41, comma 2 del Dpr 380/01, quando, sulla base di valutazioni oggettive, reputi più oneroso l'intervento delle prime. Inoltre, il medesimo testo normativo stabilisce che l'intervento delle strutture tecnico-operative del ministero della Difesa deve avvenire in forza di un'apposita convenzione organizzativa redatta tra il ministero della Giustizia, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ed il ministero della Difesa, con la quale sono disciplinate, oltre alla procedure da seguire per richiedere tale intervento, la quantificazione preventiva e successiva delle spese, nonché gli eventuali acconti e le necessarie regolazioni contabili, anche con riferimento all'esito dell'eventuale recupero delle spese nei confronti del soggetto obbligato. Vale la pena di evidenziare - anche al fine di comprendere la portata della convenzione oggi stipulata - che il ministero della Giustizia, già con la circolare del Dipartimento per gli Affari di giustizia n. 4 del 28 giugno 2002 aveva richiamato l'attenzione degli uffici giudiziari sulla circostanza che l'articolo 61 del Tu, nel riconoscere al magistrato la facoltà di affidare l'incarico di demolizione e riduzione in pristino anche ad imprese private, ne ha limitato la portata dovendo, comunque, il pubblico ministero scegliere la soluzione meno onerosa dal punto di vista economico. Pertanto, il magistrato, prima di procedere ad affidare l'incarico di demolizione o di riduzione in pristino alle strutture tecnico-operativo del ministero della Difesa ovvero ad imprese private deve, in ogni caso, effettuare una sorta di rilevazione di mercato per verificare se vi siano imprese private che offrano un prezzo migliore di quello individuato dalla convenzione ministeriale oppure, per il periodo precedente alla sua stipula, quello previsto dall'articolo 277 Tu . Ma vediamo ora nel dettaglio le previsioni della convenzione. L'OGGETTO DELLA CONVENZIONE La convenzione si apre, innanzitutto, con la precisazione delle definizioni contenute nel testo e, segnatamente, della espressione demolizione di opera abusiva , individuata nell'attività diretta all'abbattimento totale o parziale dei volumi edilizi e di ogni altro manufatto realizzato in violazione delle norme urbanistico-edilizie, in esecuzione dell'ordine impartito dal giudice, ai sensi dell'articolo 31, comma 9 del Tu di cui al Dpr 380/01 e dell'espressione rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi , individuata nell'attività diretta alla rimozione totale o parziale delle opere e di ogni altro manufatto realizzato su beni paesaggistici, nonché al ripristino delle condizioni preesistenti la violazione, in esecuzione dell'ordine impartito dal giudice, ai sensi dell'articolo 181, comma 2 del D.Lgs 42/2004. Per ambedue le ipotesi menzionate restano escluse le operazioni di sgombero delle macerie e, in generale, tutte le altre attività estranee alle competenze tecniche delle strutture tecnico-operative del ministero della Difesa articolo 1 . L'articolo 2 della convenzione individua, quindi, l'oggetto del provvedimento che disciplina, da un lato, le procedure da seguire per richiedere l'intervento delle unità operative del ministero della Difesa per l'esecuzione delle attività sopra delineate e regolamenta, dall'altro, gli aspetti più prettamente contabili delle operazioni che si intendono eseguire quantificazione preventiva e successiva delle spese, corresponsione degli eventuali acconti, eventuale recupero delle spese nei confronti del condannato . LE MODALITÀ DI INTERVENTO Il magistrato competente a curare l'esecuzione delle sentenze recanti l'ordine di demolizione o di riduzione in pristino, una volta che abbia reputato più oneroso ovvero oggettivamente impossibile affidare l'incarico ad imprese private, deve richiedere l'intervento delle strutture tecnico-operative del ministero della Difesa inoltrando la relativa domanda, con allegata la documentazione tecnica, al Servizio Integrato delle Infrastrutture e Trasporti cosiddetto SIIT , competente per territorio in relazione alla località in cui si trovano le opere da demolire od il luogo da ridurre in pristino tale domanda va, altresì, inviata per conoscenza al Ministero della difesa articolo 4 . La richiesta deve anche espressamente contenere la clausola liberatoria a favore dell'Amministrazione della difesa e del personale dell'unità tecnico-operativa, per i danni occasionali eventualmente arrecati alle cose ed alle infrastrutture, anche di terzi o, comunque, non espressamente oggetto dell'intervento di demolizione articolo 6, comma 8 . Il SIIT, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta richiesta, la trasmette al ministero della Difesa unitamente alle proprie eventuali osservazioni tecniche sulle modalità di esecuzione dell'intervento e ad ogni altra informazione utile articolo 5 . Il ministero della Difesa, quindi, una volta ricevuta la richiesta di intervento dal SIIT, corredata dalle eventuali osservazioni tecniche, promuove le necessarie attività ricognitive, anche presso le Amministrazioni locali competenti e trasmette al magistrato richiedente, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, un parere motivato sulla fattibilità tecnico-operativa dell'intervento, indicandone i relativi costi, il tempo necessario ed ogni altro elemento reputato utile per la sua esecuzione articolo 5 . Il magistrato richiedente, valutato il parere di fattibilità, se ritiene che l'intervento sia conveniente dal punto di vista economico, ne dà comunicazione per iscritto al Ministero della difesa, al SIIT competente per territorio, nonché al Prefetto della provincia ed al Sindaco del Comune dove l'intervento deve essere eseguito articolo 6, comma 1 . Il ministero della Difesa, quindi, ricevuta la conferma dell'incarico, individua senza ritardo l'unità competente all'esecuzione dell'intervento e affida ad essa l'incarico articolo 6, comma 2 . Una volta iniziata l'attività, il magistrato adotta ogni provvedimento necessario al fine risolvere le difficoltà operative che sorgano egli può addirittura sospendere, nei casi urgenti, le operazioni e deve, in ogni caso, attraverso la polizia giudiziaria e d'intesa con il Prefetto competente per territorio, predisporre le misure necessarie per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica articolo 6, commi 5 e 6 . GLI ASPETTI FINANZIARI Come in precedenza esposto, l'intervento del ministero della Difesa può essere richiesto soltanto allorché l'affidamento dell'incarico alle imprese private si presenti oggettivamente più oneroso ovvero impossibile articolo 4 . Orbene, ai fini di questa valutazione di economicità, il magistrato deve fare riferimento al capitolato dei lavori di demolizione delle opere abusive che entro il giorno 31 ottobre di ogni anno il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il ministero della Difesa, deve predisporre e trasmettere al ministero della Giustizia per l'ulteriore divulgazione a tutti gli uffici giudiziari articolo 3, commi 1 e 3 . La convenzione, tuttavia, fa salvi eventuali costi aggiuntivi derivanti dalla particolarità del singolo intervento articolo 3, comma 2 . Va sottolineato che, attualmente, pur essendo stata stipulata la convenzione, non è ancora stato adottato il relativo capitolato. Pertanto, deve ritenersi che la convenzione sia immediatamente operativa per quanto riguarda le modalità di richiesta dell'intervento delle strutture operative del Ministero della difesa, mentre per la valutazione del costo dell'intervento debba ancora aversi riguardo a quanto stabilito dall'articolo 277 del Tu, norma che, come noto, prevede che, fino a quando non è emanata la convenzione, l'importo da corrispondere alle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa è quello quantificato da queste alla conclusione dei lavori. La novità più interessante della convenzione consiste, in ogni caso, nel fatto che la stessa consente di attingere per il finanziamento delle attività di demolizione delle opere abusive non per quelle di riduzione in pristino dello stato dei luoghi ad uno speciale fondo, istituito presso la Cassa depositi e prestiti Spa, dall'articolo 32, comma 12 Dl 269/03, convertito nella legge 326/03, destinato a concedere anticipazioni senza interessi sui costi relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive anche disposti dalla Autorità giudiziaria. Al fine di poter utilizzare il predetto fondo, la convenzione articolo 7 prevede che, successivamente all'emissione del decreto di pagamento da parte del magistrato ex articolo 169 Tu , l'ufficio che ne cura materialmente l'emissione debba, ai sensi dell'articolo 7, comma 5, sospendere la compilazione dell'apposito modello previsto dall'articolo 177 Tu quest'ultimo, come noto, consente al beneficiario di poter ottenere immediatamente il denaro, recandosi presso l'ufficio postale deputato ad anticipare i fondi del capitolo di bilancio del ministero della Giustizia relativo alle spese di giustizia . Quindi, la cancelleria, decorso il termine per l'opposizione al decreto di pagamento o, in caso di opposizione, rigettata l'eventuale istanza di sospensione dell'esecuzione provvisoria, comunica il decreto di pagamento, unitamente al provvedimento di demolizione, al Comune del luogo dove l'intervento deve essere eseguito ed alla Cassa depositi e prestiti s.p.a., unitamente al provvedimento di demolizione, ai fini della concessione del finanziamento articolo 7, comma 6 . In caso di concessione, totale o parziale, del finanziamento, l'ufficio che dispone il pagamento ne dà comunicazione all'Amministrazione della difesa e la autorizza ad avvalersene presso il Comune interessato articolo 7, comma 8 . L'Amministrazione della difesa, ottenuto il pagamento, ne dà quindi comunicazione all'ufficio giudiziario articolo 7, comma 9 . Nell'ipotesi in cui il finanziamento in tutto od in parte non sia concesso, ovvero nell'ipotesi in cui l'intervento concerna la riduzione in pristino, l'ufficio che dispone il pagamento avvia l'ordinaria procedura di pagamento prevista dal Tu di cui al Dpr 115/02, attingendo al capitolo di bilancio relativo alle spese di giustizia articolo 7, commi 3 e 10 . IL RECUPERO DELLE SOMME Come noto, l'articolo 5, comma 1, lett. g , Tu stabilisce che le spese per la demolizione delle opere abusive e per la riduzione in pristino dello stato dei luoghi sono incluse tra le spese ripetibili nei confronti del condannato. Pertanto, una volta divenuto definitivo il provvedimento di condanna deve essere recuperato quanto anticipato dall'Erario - ovvero dalla Cassa depositi e prestiti - per gli interventi di demolizione o di riduzione in pristino. Ovviamente, nell'ipotesi in cui il pagamento sia stato anticipato con i fondi del capitolo delle spese di giustizia e, cioè, nei casi di rimessione in pristino e di finanziamento non concesso, l'ufficio giudiziario, ai sensi dell'articolo 7, comma 12, deve procedere al recupero con le forme ordinarie non può essere intesa diversamente l'espressione - probabilmente dovuta ad una svista - secondo cui il recupero nelle forme ordinarie avviene, tra l'altro, quando l'intervento diretto alla demolizione di opere abusive ha, in tutto o in parte, esito infruttuoso . Al contrario, quando l'intervento è stato finanziato dalla Cassa depositi e prestiti, l'ufficio giudiziario non deve più procedere ad alcuna attività, poiché il recupero deve avvenire direttamente da parte del Comune, nelle forme previste dall'articolo 32, comma 12, legge citata articolo 7, comma 13 . LE VALUTAZIONI L'approvazione della convenzione in argomento costituisce indubbiamente un passo in avanti per le attività compiute dalle Procure della Repubblica dirette alla demolizione ed alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi. Questi uffici hanno finalmente a disposizione un complesso di regole precise e chiare al fine di per richiedere l'intervento delle strutture operative del Ministero della difesa, specie in quei casi in cui il ricorso alle imprese private si presenti, sotto diversi aspetti vuoi per il costo, vuoi per la concreta fattibilità dell'intervento , molto problematico. Inoltre, il ricorso al fondo di cui all'articolo 32 legge citata, costituisce un innegabile vantaggio per il Ministero della giustizia, attesa la ben nota carenza di disponibilità del capitolo delle spese di giustizia ove confluirebbero gli oneri per le demolizioni. *Magistrato 4

Ministero della Giustizia - Ministero Infrastrutture e Trasporti - Ministero della Difesa Circolare per la demolizione delle opere abusive a seguito di sentenza di condanna Convenzione organizzativa 15 dicembre 2005 Premesso che L'articolo 31, comma 9, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, prevede che il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 44 dello stesso testo unico, ordini la demolizione delle opere abusive se ancora non sia stata altrimenti eseguita l'articolo 181, comma 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137, prevede che il giudice, con la sentenza di condanna per il reato previsto dalla medesima disposizione, ordini la rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi l'articolo 61 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, stabilisce che il magistrato che cura l'esecuzione delle sentenze recanti ordine di, o aventi ad oggetto la, demolizione di opere abusive e di riduzione in pristino dello stato dei luoghi possa chiedere, tramite i servizi integrati delle infrastrutture e trasporti territorialmente competenti, l'intervento delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa l'articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, stabilisce che, al fine di disciplinare le procedure per l'intervento delle strutture tecnico-operative e per la quantificazione preventiva e successiva delle spese, nonché gli eventuali acconti e le necessarie regolazioni contabili, anche con riferimento all'esito dell'eventuale recupero delle spese nei confronti del soggetto obbligato , è stipulata un'apposita convenzione organizzativa fra il Ministero della giustizia, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero della difesa il Ministero della difesa individua la struttura tecnico-operativa in possesso delle competenze e delle capacità tecniche ed operative per l'esecuzione degli interventi di demolizione e ripristino sopra descritti, fatte salve le primarie esigenze dell'amministrazione della difesa convengono quanto segue Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini della presente convenzione valgono le seguenti definizioni 2. A. per demolizione di opere abusive si intende l'attività diretta all'abbattimento totale o parziale dei volumi edilizi e di ogni altro manufatto, realizzati in violazione delle norme urbanistico-edilizie, in esecuzione dell'ordine impartito dal giudice, ai sensi dell'articolo 31, comma 9 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, con esclusione delle operazioni di sgombero delle macerie e di ogni altra attività estranea alle competenze tecniche della struttura operativa del Ministero della difesa B. per rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi si intende l'attività diretta alla rimozione totale o parziale delle opere e di ogni altro manufatto realizzato su beni paesaggistici, nonché al ripristino delle condizioni preesistenti la violazione, in esecuzione dell'ordine impartito dal giudice, ai sensi dell'articolo 181, comma 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con esclusione delle operazioni di sgombero delle macerie e di ogni altra attività estranea alle competenze tecniche della struttura operativa del Ministero della difesa Articolo 2 Oggetto della convenzione 1. La presente convenzione è finalizzata a disciplinare le procedure per l'intervento delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa richiesto dal magistrato che cura l'esecuzione delle sentenze recanti ordine di, o aventi ad oggetto la, demolizione di opere abusive e di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, così come definite all'articolo 1, la quantificazione preventiva e successiva delle spese, nonché gli eventuali acconti e le necessarie regolazioni contabili, anche con riferimento all'esito dell'eventuale recupero delle spese nei confronti del soggetto obbligato, nei limiti specificati all'articolo 7. 2. Le premesse costituiscono parte integrante della presente convenzione. Articolo 3 Comunicazione periodica del capitolato dei lavori di demolizione 1. Ai fini della valutazione di economicità sull'affidamento dell'incarico prevista dall'articolo 61, testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, entro il 31 ottobre di ogni anno, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il Ministero della difesa, predispone e trasmette al Ministero della giustizia un capitolato dei lavori di demolizione delle opere abusive, con indicazione delle tariffe applicabili agli interventi di cui all'articolo 6, da eseguirsi nell'anno successivo. 2. Sono fatti salvi i costi aggiuntivi derivanti dalle particolarità del singolo intervento. 3. Il Ministero della giustizia trasmette immediatamente il capitolato a tutti gli uffici giudiziari. Articolo 4 Modalità di trasmissione della richiesta di intervento 1. Il magistrato che cura l'esecuzione delle sentenze previste dall'articolo 2, valutato il capitolato trasmesso ai sensi dell'articolo precedente e tenuto conto del criterio di economicità stabilito nell'articolo 61, testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, quando reputa più oneroso o oggettivamente impossibile l'affidamento dell'incarico ad imprese private, richiede l'intervento delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa. La relativa richiesta è trasmessa per iscritto, a cura della segreteria o della cancelleria del magistrato che cura l'esecuzione, al servizio Integrato delle Infrastrutture e Trasporti d'ora in avanti SIIT competente per territorio in relazione alla località in cui si trovano le opere da demolire o il luogo da ridurre in pristino, e, per conoscenza, al Ministero della difesa. 2. Unitamente alla richiesta, sono trasmessi il provvedimento che ordina la demolizione e/o la riduzione in pristino, il relativo ordine di esecuzione, nonché ogni altra documentazione tecnica utile all'esecuzione dell'intervento. Articolo 5 Accertamento preliminare 1. Il SIIT, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta di cui all'articolo 4, comma 1, la trasmette al Ministero della difesa unitamente alle proprie eventuali osservazioni tecniche sulle modalità di esecuzione dell'intervento e a ogni altra informazione utile. 2. Il Ministero della difesa, ricevuta la richiesta di intervento dal SIIT, corredata delle eventuali osservazioni tecniche, promuove le necessarie attività ricognitive, anche presso le amministrazioni locali competenti, ed esprime, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, parere motivato sulla fattibilità tecnico-operativa dell'intervento, indicandone i relativi costi e ogni altro elemento reputato utile alla sua esecuzione, anche con riferimento ai tempi necessari. 3. Il parere è trasmesso dal Ministero della difesa al magistrato richiedente, nonché al SIIT che ha inoltrato la richiesta. 4. Il Ministero della difesa informa il magistrato richiedente di qualsiasi difficoltà incontrata durante l'accertamento preliminare e può chiedere una proroga del termine indicato nel comma 2. Articolo 6 Procedura per l'utilizzazione delle unità tecnico-operative del Ministero della difesa 1. Il magistrato richiedente, valutato il parere di fattibilità, tenuto conto del criterio di economicità stabilito nell'articolo 61, testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, ove ritenga di dover confermare la richiesta di intervento, ne dà comunicazione per iscritto al Ministero della difesa, al SIIT competente per territorio, nonché al Prefetto della provincia e al Sindaco del Comune dove l'intervento deve essere eseguito. 2. Il Ministero della difesa, ricevuta la conferma, individua senza ritardo l'unità competente all'esecuzione dell'intervento e affida ad essa l'incarico. 3. L'unità designata pianifica l'intervento, dando comunicazione al magistrato richiedente della data e dell'orario in cui esso avrà inizio, fatte salve le eventuali esigenze sopravvenute collegate all'espletamento dei compiti primari dell'amministrazione della difesa. 4. Il magistrato che cura l'esecuzione coordina l'intervento attraverso la polizia giudiziaria, d'intesa con il Prefetto competente per territorio con riferimento alle misure necessarie per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica. 5. L'unità tecnico-operativa designata informa il magistrato che cura l'esecuzione di qualsiasi difficoltà incontrata durante l'intervento. 6. L'intervento è sospeso quando lo ordini il magistrato che cura l'esecuzione. Nei casi urgenti, l'unità tecnico-operativa designata sospende le operazioni, dandone immediata comunicazione al magistrato che cura l'esecuzione, direttamente o attraverso la polizia giudiziaria. 7. Al termine delle operazioni, l'unità tecnico-operativa designata trasmette al magistrato che cura l'esecuzione una relazione dettagliata sull'intervento eseguito. 8. L'Amministrazione della difesa e il personale dell'unità tecnico-operativa non rispondono dei danni occasionali eventualmente arrecati alle cose ed alle infrastrutture anche di terzi o comunque non espressamente oggetto dell'intervento di demolizione. Clausola liberatoria in tal senso dovrà essere espressamente contenuta nella richiesta di intervento formulata dal magistrato richiedente. Articolo 7 Oneri finanziari e rimborsi 1. All'atto della trasmissione della comunicazione prevista dall'articolo 6, comma 1, il magistrato richiedente liquida in favore del Ministero della difesa, a titolo di acconto, l'importo dovuto per l'intervento, sulla base delle indicazioni di costi trasmesse con il parere di fattibilità, ai sensi dell'articolo 5, comma 2. 2. All'esito dell'intervento, il magistrato richiedente liquida in favore del Ministero della difesa l'importo eventualmente dovuto a titolo di saldo. 3. Nell'ipotesi in cui l'intervento sia diretto alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi, alla liquidazione e al pagamento si applicano integralmente le disposizioni contenute nella parte VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 4. Nell'ipotesi in cui l'intervento sia diretto alla demolizione di opere abusive, si applicano le disposizioni seguenti. 5. La liquidazione avviene con decreto di pagamento ai sensi del l'articolo 169 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, comunicato al beneficiario e alle parti processuali sino all'esaurimento della procedura prevista ai commi 6 e 7 del presente articolo l'ufficio che dispone il pagamento sospende la compilazione dell'apposito modello previsto dall'articolo 177 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 6. Decorso il termine per l'opposizione al decreto di pagamento o, in caso di opposizione, rigettata l'eventuale istanza di sospensione dell'esecuzione provvisoria, il decreto di pagamento è comunicato senza ritardo, a cura dell'ufficio che dispone il pagamento, al Comune del luogo dove l'intervento deve essere eseguito e alla Cassa Depositi e Prestiti s.p.a., unitamente al provvedimento di demolizione, ai fini della concessione del finanziamento dell'attività di demolizione a valere sulle risorse dell'apposito fondo, istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti s.p.a. dall'articolo 32, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326. 7. L'ufficio che dispone il pagamento interpella periodicamente, e comunque ogni trenta giorni, il Comune interessato per conoscere l'esito della procedura di finanziamento. 8. In caso di concessione, totale o parziale, del finanziamento, l'ufficio che dispone il pagamento ne dà comunicazione all'Amministrazione della difesa e la autorizza ad avvalersene presso il Comune interessato. 9. L'Amministrazione della difesa, ottenuto il pagamento, ne dà comunicazione all'ufficio che dispone il pagamento. 10. Qualora il finanziamento, in tutto o in parte, non sia concesso, l'ufficio che dispone il pagamento, ottenuto dal Comune interessato il provvedimento della Cassa Depositi e Prestiti s.p.a. che rigetta, in tutto o in parte, la concessione del finanziamento, riavvia la procedura di pagamento ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 11. Le disposizioni di ai commi 5, 6, 7, 8 del presente articolo si applicano anche all'eventuale provvedimento di liquidazione a saldo emesso dal magistrato richiedente. 12. Quando l'intervento è diretto alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi e quando l'intervento diretto alla demolizione di opere abusive ha, in tutto o in parte, esito infruttuoso, al recupero delle spese nei confronti del condannato si procede nelle forme ordinarie previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 13. Nell'ipotesi in cui l'intervento di demolizione delle opere abusive sia finanziato, in tutto o in parte, secondo la procedura prevista dal comma 6 del presente articolo, al recupero delle spese nei confronti del condannato si procede nelle forme previste dall'articolo 32, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326.