Dati personali di chi vola negli Usa, le decisioni di Bruxelles vanno annullate

Lo sostiene l'Avvocato generale che suggerisce ai giudici comunitari di renderi nulli gli atti adottati per aderire alla richiesta di Washington inserita tra le misure antiterrorismo. Non sono in discussione questioni di privacy ma il fondamento giuridico

Le decisioni con le quali la Commissione europea ha prima ritenuto adeguato il livello di protezione garantito dalle autorità statunitensi ai dati personali dei passeggeri aerei trasferiti dalla Comunità e poi il Consiglio ne ha autorizzato il prelievo - nel quadro di misure per la sicurezza e contro il terrorismo - non hanno un fondamento giuridico appropriato e quindi devono essere annullate. Lo sostiene l'Avvocato generale della Corte di Giustizia Philippe Léger nelle sue Conclusioni presentate ieri qui leggibili come documento correlato nelle cause riunite originate dai ricorsi con i quali, appunto, il Parlamento europeo ha chiesto l'annullamento delle due decisioni. Come noto le Conclusioni dell'Avvocato generale non sono vincolanti per la Corte, tuttavia raramente questa se ne discosta nel verdetto finale la sentenza è attesa nell'arco di pochi mesi. La vicenda all'indomani degli attacchi terroristici dell'11 settembre gli Stati Uniti hanno adottato una normativa che dispone che i vettori aerei che assicurano collegamenti con destinazione o partenza nel territorio degli Stati Uniti ovvero traversanti tale territorio sono tenuti a fornire alle autorità americane un accesso elettronico ai dati contenuti nel loro sistema di prenotazione e di controllo delle partenze, denominati Passenger Name Records Pnr un record di informazioni che, a detta delle varie Authority europee per la privacy è comunque ridondante rispetto alle motivazioni addotte per la raccolta i dati sono infatti rilevati dalle compagnie aeree . Ritenendo che tali disposizioni potessero entrare in conflitto con la normativa comunitaria e quella degli Stati membri in materia di protezione dei dati a carattere personale, la Commissione ha avviato trattative con le autorità americane. In esito a tali trattative, il 14 maggio 2004 la Commissione ha adottato una decisione Decisione della Commissione 14 maggio 2004, 2004/535/CE, relativa al livello di protezione adeguato dei dati personali contenuti nelle schede nominative dei passeggeri aerei trasferiti al Cbp, la cosiddetta decisione sull'adeguatezza nella quale si constata che l'Ufficio delle dogane e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti Cbp offre un livello di protezione adeguato per i dati a carattere personale trasferiti dalla Comunità. Il 17 maggio 2004 il Consiglio ha adottato una decisione Decisione del Consiglio 17 maggio 2004, 2004/496/CE, relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d'America sul trattamento e trasferimento dei dati Pnr da parte dei vettori aerei all'ufficio doganale e di protezione dei confini del dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti con la quale si approva la conclusione di un accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti sul trattamento e il trasferimento di dati Pnr dai vettori aerei stabiliti nel territorio degli Stati membri della Comunità al Cbp. Il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di giustizia delle Comunità europee di annullare la decisione del Consiglio e la decisione sull'adeguatezza. Nelle sue Conclusioni l'Avvocato generale Léger ha esaminato anzitutto se la decisione sull'adeguatezza potesse validamente fondarsi sulla direttiva 95/46 che ha lo scopo di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei dati a carattere personale rendendo equivalente negli Stati membri il livello di protezione dei diritti e delle libertà con riguardo a tali dati. In proposito, egli ha rilevato che tale direttiva non si applica al trattamento di dati a carattere personale che sono raccolti per l'esercizio di attività non rientranti nell'ambito di applicazione del diritto comunitario e in ogni caso a trattamenti aventi ad oggetto, in particolare, la pubblica sicurezza e le attività dello Stato attinenti a settori del diritto penale. Quindi l'Avvocato generale Léger ritiene che la consultazione, l'utilizzazione da parte del Cbp e la messa a disposizione di quest'ultimo di dati di passeggeri aerei costituiscano trattamenti di dati a carattere personale aventi ad oggetto la pubblica sicurezza e che riguardano attività statali attinenti a settori del diritto penale. Essi sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione della direttiva 95/46. Di conseguenza, egli considera che la Commissione non disponeva, in forza di tale direttiva, del potere di adottare una decisione riguardante il livello di protezione adeguato di dati a carattere personale trasferiti nell'ambito e in vista di un trattamento espressamente escluso dalla sfera di applicazione della detta direttiva. L'Avvocato generale conclude quindi che la decisione sull'adeguatezza viola l'atto di base costituito dalla direttiva 95/46 e propone alla Corte di annullare tale decisione. Per quanto concerne la decisione del Consiglio l'Avvocato generale ha esaminato poi se l'articolo 95 CE, riguardante l'adozione di misure relative al ravvicinamento delle disposizioni normative, regolamentari e amministrative degli Stati membri che hanno per oggetto l'istituzione e il funzionamento del mercato interno, costituisse un fondamento giuridico appropriato per la decisione del Consiglio. L'esame delle finalità e del contenuto dell'accordo con gli Stati Uniti, approvato dalla decisione del Consiglio, ha condotto l'Avvocato generale a constatare che esso persegue contemporaneamente due obiettivi la lotta contro il terrorismo e altri gravi crimini e la protezione dei dati a carattere personale. Egli quindi considera che l'articolo 95 CE non costituisca un fondamento giuridico appropriato per la decisione del Consiglio, proponendo pertanto alla Corte di annullare la detta decisione. Per contro, esaminando solo in subordine gli altri motivi fatti valere dal Parlamento, egli ha considerato infondati i detti motivi riguardanti tanto la procedura di consultazione del Parlamento quanto la violazione del diritto al rispetto alla vita privata.

Il testo delle Conclusioni dell'Avvocato generale Philippe Léger nelle cause riunite 317/04 e 318/04 non è ancora stato diffuso dalla Corte di Giustizia, probabilmente a causa della tempistica di traduzione. Tale testo sarà con ogni probabilità disponibile nelle prossime ore, in lingua italiana, sul sito della Corte e, nella prima nostra edizione successiva, sarà reperibile anche su Diritto& Giustizi@ on-line attraverso la sezione Arretrati nell'edizione del 23 novembre 2005