Opere pubbliche sì, ma senza oneri di urbanizzazione per gli enti

Le fondazioni onlus escluse dalla deroga

Oneri di urbanizzazione, non sono dovuti per le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti o da privati in attuazione di strumenti urbanistici. Tale deroga, però, non interessa le fondazioni onlus, del resto non rientrano tra gli enti istituzionali. È quanto stabilito dal Consiglio di Stato con la decisione 51/2006 depositata lo scorso 11 gennaio e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha respinto il ricorso di una fondazione onlus che si era vista obbligare dal Comune di Filiano, nella regione Basilicata, a pagare gli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione di una residenza per anziani. Piazza Capo di Ferro, nel confermare la sentenza del Tar Basilicata, ha chiarito che la ratio dell'articolo 3 della legge 10/1977 è quella di agevolare l'esecuzione di opere destinate al soddisfacimento di interessi pubblici o dalle quali la collettività possa comunque trarre un'utilità. Inoltre, la realizzazione di un'opera pubblica, quando è compiuta da un ente istituzionalmente competente garantisce il perseguimento di un'interesse di ordine generale e giustifica la concessione di un beneficio economico che, non contribuendo alla formazione di un utile di impresa, costituisce un vantaggio per tutta la collettività che fruisce dell'opera una volta compiuta. Tuttavia, hanno concluso i consiglieri di Stato, la fondazione non rientra nella definizione di ente istituzionalmente competente. Del resto, le opere da realizzare, anche se mirano al conseguimento di finalità di lato interesse pubblicistico sono destinate a rimanere nella piena disponibilità dell'onlus. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 7 giugno-11 gennaio 2006, n. 51 Presidente Iannotta - Estensore Buonvino Ricorrente Fondazione Villaggio Sociale Nicola Maria Pace Fatto 1. Con la sentenza appellata il Tar ha respinto il ricorso proposto dall'odierna appellante per l'annullamento della concessione edilizia n. 58/1998, rilasciata in suo favore dal Comune di Filiano, limitatamente alla parte in cui vi si esigeva il pagamento di lire 61.391.043 per oneri di urbanizzazione e lire 136.078.400 per costo di costruzione con il ricorso era anche chiesto l'accertamento del diritto al rilascio della concessione gratuita ai sensi dell'articolo 9 della legge 10/1977, con la conseguente condanna del Comune a rifondere quanto illegittimamente percepito a detto titolo. 2. Per l'appellante la sentenza sarebbe erronea in quanto nella specie, tenuto conto del fatto che essa è una Onlus e che le opere da realizzare residenza per anziani avrebbero svolto una indubbia funzione sociale di rilevante interesse pubblico, la relativa concessione edilizia avrebbe dovuto essere rilasciata a titolo gratuito a norma dell'articolo 9 della legge 10/1977. Si è costituito in giudizio il Comune appellato che insiste per il rigetto del gravame. Con memorie conclusionali le parti ribadiscono i rispettivi assunti difensivi. Diritto 1. L'odierna appellante è una Onlus in suo favore è stata rilasciata, dal Comune di Filiano, la concessione edilizia 58/1998 tale concessione è stata impugnata dinanzi al Tar dalla stessa richiedente limitatamente alla parte in cui vi si esigeva il pagamento di lire 61.391.043 per oneri di urbanizzazione e lire 136.078.400 per costo di costruzione con il ricorso è stato anche chiesto l'accertamento del diritto al rilascio della concessione gratuita ai sensi dell'articolo 9 della legge 10/1977, con la conseguente condanna del Comune a rifondere quanto illegittimamente percepito a detto titolo. Il Tar ha respinto il ricorso. Per l'appellante la sentenza sarebbe erronea in quanto non avrebbe tenuto nel debito conto il fatto che essa è una Onlus e che le opere da realizzare residenza per anziani avrebbero svolto una indubbia funzione sociale di rilevante interesse pubblico, con la conseguenza che la relativa concessione edilizia avrebbe dovuto essere rilasciata a titolo gratuito a norma dell'articolo 9 della legge 10/1977. 2. L'appello è infondato. La questione controversa concerne l'applicabilità dell'articolo 9, lettera f , della legge 10/1977 al complesso edilizio realizzato dalla società appellante ed il relativo riconoscimento del diritto all'esenzione dal pagamento del contributo di concessione di cui all'articolo 3 della legge 10/1977. Prevede tale norma che il contributo di cui al precedente articolo 3 non è dovuto f per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici . La disposizione in oggetto viene richiamata per due distinti profili, ciascuno dei quali idoneo, in linea di ipotesi, a giustificare l'esenzione. Il primo è quello per cui il contributo concessorio non è dovuto quando si tratta della realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale da parte di enti istituzionalmente competenti. La norma enuncia due requisiti che devono entrambi concorrere per fondare lo speciale regime di gratuità della concessione, l'uno di carattere oggettivo e l'altro di carattere soggettivo. Per effetto del primo la costruzione deve riguardare opere pubbliche o di interesse generale per effetto del secondo le opere devono essere eseguite da un ente istituzionalmente competente v., ex plurimis, le decisioni della sezione 6818/04 3860/00 849/99 1067/97 . La ratio della norma è anzitutto quella di agevolare l'esecuzione di opere destinate al soddisfacimento di interessi pubblici o dalle quali la collettività possa comunque trarre una utilità. L'esecuzione di un'opera pubblica, inoltre, quando è compiuta da un ente istituzionalmente competente , garantisce il perseguimento di interessi di ordine generale e giustifica la concessione di un beneficio economico che, non contribuendo alla formazione di un utile di impresa, si riverbera a vantaggio di tutta la collettività che fruisce dell'opera una volta compiuta. L'imposizione degli oneri concessori al soggetto che interviene per l'istituzionale attuazione del pubblico interesse sarebbe altrimenti intimamente contraddittoria, poiché verrebbe a gravare, sia pure indirettamente, sulla stessa comunità che dovrebbe avvantaggiarsi dal loro pagamento. In questo senso, la disposizione agevolativa è stata estesa, dunque, oltre che agli enti pubblici, anche a quelle figure soggettive che non agiscono per esclusivo scopo lucrativo ovvero che accompagnano al lucro un collegamento giuridicamente rilevante con l'amministrazione, sì da rafforzare il legame istituzionale con l'azione del soggetto pubblico per la cura degli interessi della collettività. Tale raccordo, peraltro, deve essere idoneo ad assicurare, grazie alla presenza del soggetto pubblico, un contemperamento dell'obiettivo privatistico dell'esecutore dell'opera con il fine pubblicistico realizzato, come ad esempio nel caso del concessionario di opera pubblica, il quale, pur mirando al conseguimento di un lucro d'impresa, è parificabile a pieno titolo al soggetto che cura istituzionalmente l'esecuzione di opere di interesse generale cfr. la decisone di questa Sezione 1280/95 . Occorre, cioè, un ben preciso vincolo tra il soggetto abilitato ad operare nell'interesse pubblico ed il materiale esecutore della costruzione vincolo che, in linea di massima, è stato identificato nella concessione di opera pubblica o analoghe figure organizzatorie in modo tale che l'attività edilizia sia compiuta da un soggetto che curi istituzionalmente la realizzazione di opere di interesse generale per il perseguimento delle specifiche finalità cui le opere stesse sono destinate, per cui non può usufruire dell'esenzione dal contributo l'opera costruita da un imprenditore per la propria attività d'impresa cfr. la decisione di questa Sezione 6618/02 . La Sezione ha anche avuto modo di rilevare cfr. la citata decisione 5323/03 che la fattispecie normativa, elevando ad oggetto della qualificazione le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti ha inteso, in effetti, riferirsi agli enti pubblici, o comunque agli enti che agiscono per conto di enti pubblici come ad esempio, i concessionari pubblici in tal senso, la giurisprudenza del Consiglio di Stato è costante. L'esattezza di tale soluzione è confermata, del resto, non soltanto dall'endiadi opere pubbliche o di interesse generale , che rinvia ad una figura soggettiva pubblica, ma dal fatto che nella sola seconda parte della proposizione normativa, concernente le opere di urbanizzazione, la disposizione reca la specifica indicazione eseguite anche da privati . Ne esce quindi caricata di ulteriore valore semantico la locuzione enti istituzionalmente competenti , che non può riferirsi che ad enti pubblici o a soggetti che agiscono per conto degli stessi 3. Ciò premesso, nella fattispecie controversa non è dato apprezzare il requisito soggettivo, poiché la fondazione appellante non rientra nella definizione di ente istituzionalmente competente. Se pure, infatti, le opere in questione mirano al conseguimento di finalità di lato interesse pubblicistico, non di meno esse non sono realizzate da un concessionario di una pubblica amministrazione le stesse, inoltre, sono destinate a rimanere nella piena disponibilità del privato esecutore, ancorché si tratti di una Onlus, e non sono state neppure vincolate in alcun modo a vedere conservata nel tempo la loro funzione un vincolo siffatto opera, infatti - tra l'altro, indirettamente - soltanto per i quindici anni in cui le opere eseguite sono vincolate al mantenimento della destinazione originaria a pena di recupero del contributo regionale erogato per la loro realizzazione. 4. È da escludere, poi, che nella specie possa trovare applicazione anche la citata seconda parte dell'articolo 9, lettera f , della legge 10/1977, secondo cui la gratuità del titolo concessorio opera anche nei riguardi di opere di urbanizzazione eseguite in attuazione di strumenti urbanistici . Perché la costruzione possa fruire del beneficio correlato a tale norma è, invero, necessario che essa sia specificamente indicata come tale nello strumento urbanistico medesimo. Sennonché, le opere di cui qui si discute non sono mai state qualificate come opere di urbanizzazione nelle locale pianificazione urbanistica, sicché l'esenzione dal contributo di concessione non può essere riconosciuta. Vero che con apposita variante al Programma di Fabbricazione in data 28 settembre 1996 è stata prevista l'area per la realizzazione del Villaggio sociale in questione confermata dal piano regolatore adottato il 24 aprile 1999 non di meno l'introduzione, sulla detta area, di tale possibilità edificatoria non implicava la previsione, in sede di pianificazione urbanistica, di alcuna specifica e puntuale opera di urbanizzazione. L'argomento contrario dedotto dall'appellata e fondato sulla vigenza di detta programmazione urbanistica di zona è del tutto insufficiente a sovvertire il chiaro contenuto precettivo della disposizione essa beneficia solo il privato che dia immediata esecuzione alla previsione di piano relativa ad una specifica opera di urbanizzazione. Solo nel caso espressamente previsto dalla norma, a ben vedere, risulta contraddittoria ed irragionevole la richiesta al privato del pagamento di un contributo commisurato anche alle spese di urbanizzazione , che di regola sono sopportate dall'ente pubblico in ogni altro caso, invece, il contributo è dovuto. A margine delle suddette considerazioni, d'altra parte, deve rimarcarsi che la disposizione in oggetto, poiché concede un beneficio derogatorio al regime generale, deve interpretarsi secondo criteri restrittivi ed in stretta armonia con il suo tenore e la sua ratio. 5. Per tali motivi l'appello in epigrafe appare infondato e, per l'effetto, deve essere respinto. Le spese del grado seguono, come di norma, la soccombenza a sono liquidate nel dispositivo. PQM Il Consiglio di Stato, Sezione quinta, respinge l'appello indicato in epigrafe. Condanna l'appellante al pagamento delle spese del grado a favore del Comune di Filiano, che liquida in complessivi euro 2500,00 duemilacinquecento/00 . Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.