Nullità relativa per l'ordinanza del riesame senza firma

Se la sigla è quella del presidente di un altro collegio va rinnovato solo il documento

Costituisce nullità relativa la mancata apposizione, in calce alla motivazione di un'ordinanza ex articolo 309 Cpp, della firma del presidente che ha effettivamente presieduto il collegio, sostituita con la firma di altro presidente che di quel collegio non faceva parte. Nella specie, la Suprema corte, dopo aver dato atto dell'esistenza di diversi orientamenti sul tema, ha disposto l'annullamento senza rinvio, disponendo la trasmissione degli atti al tribunale per la rinnovazione della sola ordinanza-documento . Lo ha stabilito la sesta sezione penale della Cassazione nella sentenza 42759/05, depositata il 25 novembre scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati.

Cassazione - Sezione sesta penale - sentenza 17 ottobre-25 novembre 2005, n. 42759 Presidente Deriu - Relatore Fidelbo Ricorrente Sassone Svolgimento del processo Con l'ordinanza in epigrafe il Tribunale di Bari ha rigettato la richiesta di riesame presentata da Pasquale Sassone, confermando il provvedimento applicativo della misura degli arresti domiciliari emesso il 12 aprile 2005 dal Gip di quello stesso tribunale nei suoi confronti, perché gravemente indiziato del reato di cui all'articolo 416 Cp, per essersi associato, in qualità di informatore scientifico della Biofutura Fharma Spa, unitamente a medici di base e a farmacisti, al fine di commettere una serie indeterminata di corruzioni e truffe aggravate ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Ricorre per cassazione il difensore dell'imputato deducendo - nullità assoluta dell'ordinanza emessa dal tribunale, in quanto oltre a riportare l'errata indicazione dei nomi del collegio, risulterebbe sottoscritta da presidente diverso da quello che effettivamente ha partecipato alla deliberazione - manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione in ordine all'eccezione difensiva sulla sussistenza della contestazione a catena, essendo stata emessa, in data 25 luglio 2003, nei confronti dell'imputato una ordinanza di custodia in carcere per gli stessi fatti - manifesta illogicità della motivazione in ordine alla qualificazione dell'imputato quale promotore della associazione a delinquere, non risultando dagli atti il ruolo attribuitogli - violazione dell'articolo 274 lettera a e c Cpp, in quanto l'ordinanza non avrebbe indicato le specifiche circostanze di fatto dalle quali ha desunto il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione dei reati. Motivi della decisione Preliminarmente va esaminata la questione processuale in ordine alla dedotta nullità dell'ordinanza impugnata. Risulta dagli atti che l'ordinanza impugnata - regolarmente sottoscritta dal relatore - reca la firma, in qualità di presidente del collegio, di un giudice che non ha partecipato alla camera di consiglio del 6 maggio 2005 dott.ssa Flora Cistulli, anziché il dott. Angelo Palma circostanza confermata dall'esame del verbale d'udienza e dalla stessa intestazione del provvedimento che riporta erroneamente il nominativo di un diverso presidente. In sostanza, l'ordinanza-documento, redatta successivamente all'udienza in camera di consiglio, è stata sottoscritta da un altro magistrato per mero errore, senza che ricorresse alcun impedimento del presidente che aveva partecipato alla deliberazione della decisione. Il fatto appare pacifico, pertanto la prima questione da risolvere riguarda l'estensibilità dell'articolo 546 Cpp - espressamente riferito alle sentenze - anche alle ordinanze de libertate. Deve ritenersi, sulla base di un tradizionale indirizzo ermeneutico, che la norma in questione sia espressione di un principio generale, applicabile ad ogni atto g urisd zionale collegiale Cassazione, Sezione sesta, 1696/94, Jef, Sezione prima, 429/97, Trigila . Infatti, l'ordinanza di cui all'articolo 309 Cpp è conforme al modello delineato dall'articolo 546 Cpp, richiesto a sostegno razionale di qualsivoglia decisione del giudice. Del resto la firma del presidente ha la funzione, anche con riguardo a queste ordinanze, di assicurare che la motivazione corrisponda ai singoli passaggi logici e procedimentali della deliberazione collegiale e, nel caso di specie, l'erronea sottoscrizione da parte di altro giudice ha impedito proprio tale verifica. Non è da condividere, quindi, l'orientamento, isolato, che ritiene inapplicabile l'articolo 546 Cpp alle ordinanze, con conseguente esclusione dell'ipotesi di nullità in caso di mancata sottoscrizione da parte del presidente Cassazione, Sezione prima, 35483/03, Ronga, in Giur. it., 2004, 17 10 . Per quanto riguarda il tipo di invalidità da cui è affetto il provvedimento privo della sottoscrizione del presidente, la giurisprudenza di questa Corte non appare costante mentre alcune decisioni ravvisano un'ipotesi di correzione di errore materiale Cassazione, Sezione sesta, 34089/03, Bombino 44657/01, Ferrara Sezione, quinta, 1794/98, Vitaloni , un più consistente indirizzo afferma che ci si trovi in presenza di una nullità relativa ex articolo 181 Cpp Cassazione, Sezione quinta, 35769/04, Prestifilippo Cassazione, Sezione sesta, 3986/96, Mazza Sezione terza, 3018/97, Di Marco Sezione prima, 12754/99, Pg in proc. Federici e altre ritengono il provvedimento addirittura inesistente Cassazione, 17 ottobre 2000, Pavani . In realtà, come è stato sostenuto da Cassazione, Sezione quinta, 6246/04, Pm in proc. Attinà, i primi due orientamenti non sono incompatibili, in quanto trattandosi di una irritualità formale - la sottoscrizione infatti è solo incompleta non mancante - potrà ammettersi la procedura di correzione per completare la sottoscrizione, ma solo da parte del giudice che ha emesso il provvedimento, con la conseguenza che tale possibilità resta esclusa nel momento in cui gli atti sono trasmessi al giudice del11mpugnazione. Una volta impugnato il provvedimento l'omissione della sottoscrizione non può più essere emendata e diventa causa di annullamento. Poiché si tratta di nullità relativa - riguardando la sottoscrizione il momento formativo della documentazione e non quello della decisione e, quindi, non rientrando tra le questioni attinenti alla capacità e alla costituzione del giudice deve essere rilevata, a pena di decadenza, nell'atto di gravame avverso la sentenza/ordinanza. Questi principi sono pacificamente applicabili anche al caso in esame, in cui sussiste la firma di altro presidente deve allora concludersi che anche in tema di sottoscrizione dell'ordinanza collegiate emessa ex articolo 309 Cpp, costituisce nullità relativa la mancata apposizione, in calce alla motivazione, della firma del presidente che ha effettivamente presieduto il collegio, sostituita con la firma di altro presidente che di quel collegio non faceva parte Cassazione, Sezione prima, 31597/04, Tomedi, in riferimento ad un'ordinanza collegiale emessa dalla corte d'appello quale giudice dell'esecuzione . Nel caso di specie, inoltre, risulta che la procedura di correzione dell'errore materiale, sebbene avviata, non è stata conclusa, proprio a seguito della impugnazione proposta dall'imputato che tale nullità ha tempestivamente eccepito, per cui deve pronunciarsi l'annullamento della ordinanza. Il Tribunale di Bari, nella composizione collegiale corrispondente alle risultanze del verbale di udienza in camera di consiglio del 6 maggio 2005, procederà alla rinnovazione dell'ordinanza-documento annullata, attraverso una nuova redazione della motivazione, una nuova sottoscrizione e un nuovo deposito in cancelleria. Gli altri motivi del ricorso restano assorbiti. PQM Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Bari per l'ulteriore corso.