Giovedì 30 ottobre 2014, nel tardo pomeriggio, si è svolto il Consiglio dei Ministri. Tra le misure approvate, da segnalare uno schema di decreto legislativo che modifica la disciplina della difesa d’ufficio. Vengono introdotti requisiti più stringenti per iscriversi all’elenco, mentre la parola finale spetterà al Consiglio Nazionale Forense.
Nuove regole per la difesa d’ufficio. Il Consiglio dei Ministri svoltosi ieri, ha approvato uno schema di decreto legislativo in materia di riordino della disciplina della difesa d’ufficio, in attuazione della delega affidata al Governo dalla riforma dell’ordinamento forense l. numero 247/2012 . Uno per tutti. Innanzitutto, viene stabilito che l’elenco dei difensori d’ufficio, finora tenuto presso ciascun consiglio dell’ordine territoriale, venga unificato su base nazionale, con l’attribuzione al Consiglio Nazionale Forense della competenza su iscrizioni e aggiornamento. Perciò, i canoni per la designazione del difensore non verranno più dettati dai consigli dell’ordine, ma dallo stesso Consiglio Nazionale Forense sulla base della prossimità alla sede del procedimento e della reperibilità. Chi può iscriversi. Si stringono poi i criteri per assicurare una maggiore qualificazione professionale dei difensori d’ufficio viene innalzata a cinque anni l’esperienza professionale in materia penale ed introdotto, come alternativa, il requisito del conseguimento del titolo di specialista in diritto penale. Decisione finale al CNF. L’articolo 29 disp. att. c.p.p. subisce un piccolo ritocco sarà il Consiglio Nazionale Forense a decidere sulla richiesta di iscrizione, in seguito al parere del locale consiglio dell’ordine abilitato a ricevere la domanda , e, per il mantenimento dell’scrizione, dovrà essere presentata una documentazione che dimostri l’effettiva e persistente esperienza nel settore penale. Limiti. In più, affinché venga garantita una certa stabilità, viene previsto il divieto per il professionista di chiedere la cancellazione dall’elenco prima di due anni dall’iscrizione. Seguendo lo stesso percorso logico, viene stabilita anche l’impossibilità di rifiutarsi di prestare l’attività richiesta. Nel frattempo In questa fase transitoria, gli avvocati iscritti attualmente agli elenchi tenuti dai vari consigli dell’ordine vengano automaticamente inseriti nell’elenco nazionale con l’onere di dimostrare, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, il possesso dei requisiti richiesti. La reazione del Guardasigilli. Soddisfatto il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha affermato «La finalità dell'intervento normativo è quella di assicurare la difesa anche a quegli imputati meno abbienti che non hanno un difensore di fiducia, si tratta di un importante passo avanti per l’attuazione dell’Ordinamento forense e di un significativo elemento di qualificazione del diritto alla difesa».