Ancora confusione sulla regolarità formale del verbale di mediazione

Il giudice nega l’omologazione richiesta, ma il verbale era regolarmente formale perché esisteva la semplice certificazione del mediatore. Quale disciplina normativa è applicabile al verbale di mediazione quando il suo contenuto prevede il trasferimento della proprietà di un bene immobile da un parte all’altra?

Un recente decreto emesso dal Tribunale di Rieti in sede di omologa di un verbale di accordo amichevole raggiunto all’esito di una procedura di mediazione civile suggerisce l’opportunità di richiamare l’attenzione su due aspetti tra di loro assolutamente diversi l’esecutività del verbale e la sua trascrizione. Ed infatti, come avremo modo di osservare, sia le parti che il Tribunale di Rieti, sembrano non avere ben chiara la disciplina normativa applicabile al verbale di mediazione quando, come nel caso di specie, il suo contenuto prevede il trasferimento della proprietà di un bene immobile da un parte all’altra. Accordo amichevole. Non v’è dubbio alcuno che formalmente le parti all’esito della mediazione possano trovare un accordo che preveda il trasferimento della proprietà di un bene immobile come prezzo della rinuncia ad una controversia legale. Una volta raggiunto e sottoscritto dalle parti l’accordo amichevole questo avrà l’effetto di trasferire immediatamente e, cioè, per effetto del semplice consenso manifestato in forma scritta la proprietà del bene immobile da una parte all’altra. Verbale di accordo. Quell’accordo è consacrato in una scrittura privata normalmente avente una esistenza autonoma ma allegata al verbale di accordo sottoscritta - repetita iuvant - dalle sole parti. Diversamente, il verbale con il quale il mediatore darà atto che le parti hanno raggiunto un accordo come da allegato sarà sottoscritto, oltre che dalle parti, anche dal mediatore il quale dovrà certificare che le firme apposte sul verbale siano autografe. In tal senso è chiara la norma di cui al primo periodo del comma 3 dell’art. 11 d.lgs. 28/2010 a mente della quale il mediatore certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere . Certificazione e autenticazione. Quella certificazione , però, qualunque cosa sia non è sicuramente un’autentica delle sottoscrizioni come quella che potrebbe fare il notaio. A scanso di equivoci il secondo periodo del comma 3 dell’art. 11 prevede che se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato . Ond’è che l’accordo raggiunto in sede di mediazione, sebbene sia idoneo a trasferire la proprietà del bene in quanto atto scritto, non è né una scrittura privata autenticata né un atto pubblico con la conseguenza che non potrà essere trascritto se non dopo aver ottenuto un’autenticazione delle sottoscrizioni nelle opportune sedi un passaggio dal notaio oppure se la controparte rifiuta di riprodurre il contenuto dell’atto davanti al notaio, ad esempio, un’azione di verificazione della scrittura privata proposta in via principale e tempestivamente trascritta onde conseguire l’effetto prenotativo . Omologazione. La strada per ottenere quell’effetto non può essere, però, quella di richiedere l’omologazione del verbale al Presidente del Tribunale secondo la procedura di cui all’art. 12 d.lgs. 28/2010. Quella procedura, infatti, non serve per trasformare la scrittura privata semplice in scrittura privata autenticata. Serve soltanto, previa verifica della regolarità formale del verbale e della non contrarietà a norme imperative e di ordine pubblico dell’accordo, a mettere un timbro che consente alla parte di poter procedere in via esecutiva nei confronti dell’altra. Procedere in via esecutiva perché la parte tenuta non ha versato quanto promesso o perché non ha rilasciato il bene o perché è necessario iscrivere un’ipoteca giudiziale. Ma non già perché è necessario fare una trascrizione dell’accordo. Regolarità formale. Una volta chiariti questi aspetti diviene più agevole cogliere l’errore nel quale è incorso il Tribunale di Rieti che ha rigettato la richiesta di omologa del verbale di accordo rinviando gli atti - come previsto - all’organismo di mediazione per le sue opportune verifiche si tratta soltanto di un rinvio informativo affinché ne prenda atto e, ove vi siano ipotesi di responsabilità possa procedere per quanto di propria competenza ad esempio, attivando la propria assicurazione . Senonché, la richiesta di omologa - per quel che rileva in questa sede - non avrebbe potuto essere rigettata perché il verbale di accordo non è formalmente regolare come, viceversa, ha ritenuto il Tribunale di Rieti in sede di volontaria giurisdizione. Nel decreto, infatti, leggiamo che la non regolarità formale deriva da ciò che non è possibile procedere alla trascrizione nei registri della pubblicità immobiliare del contratto concluso dalle parti le quali hanno concordato il trasferimento della proprietà dell’immobile oggetto della controversia e, perciò, concluso un contratto soggetto a trascrizione ai sensi dell’art. 2643 n. 1 c.c. non essendo la loro sottoscrizione autenticata da un pubblico ufficiale . L’omologazione - sebbene per questo profilo e, cioè, quello della trascrizione assolutamente inutile non applicandosi la norma dettata in tema di lodo arbitrale - non poteva essere negata il verbale era regolarmente formale perché esisteva la semplice certificazione del mediatore il quale non certamente poteva fare di più! La motivazione adottata dal Tribunale di Rieti in sede di omologa del verbale di accordo, quindi, è una motivazione che avrebbe potuto andar bene se quel Tribunale fosse stato adito quale giudice del registro avverso il rifiuto del Conservatore di procedere alla trascrizione del verbale di accordo certificato ma non autenticato nelle debite forme previste dall’ordinamento.

Tribunale di Rieti, sez. Civile, decreto 4 5 febbraio 2013 Presidente Oddi Decreto ex art. 12 d. lgs. 4 marzo 2010, n. 28 Il Presidente della sezione civile - su delega del Presidente del Tribunale - vista l'istanza di omologazione presentata l'8.1.2013 dalla sig.ra F.Z., ai sensi dell'art. 12, comma 1, d. lgs. 4.3.2010, n. 28 - letto il verbale di accordo formato il 7.1.2013 dal mediatore ing. B.D.M. nell'ambito del procedimento di mediazione svoltosi presso lo Sportello di conciliazione della Camera di commercio di Rieti fra la sig.ra F.Z. e il sig. G.Z. - rilevata la propria competenza - considerato che la controversia oggetto del procedimento di mediazione di cui innanzi, di natura civile e vertente su diritti disponibili, è relativa a materia di comodato di immobile sito in Petrella Salto, fraz. S., distinto in catasto fabbricati di quel Comune al f. 43, part. omissis cat. A/3 - considerato, tuttavia, che il verbale di accordo non è formalmente regolare, in quanto non é possibile procedere alla trascrizione nei registri della pubblicità immobiliare del contratto concluso dalle parti le quali hanno concordato il trasferimento della proprietà dell'immobile oggetto della controversia e, perciò, concluso un contratto soggetto a trascrizione ai sensi dell'art. 2643 n. 1 c.c. , non essendo la loro sottoscrizione autenticata da un pubblico ufficiale autorizzato ai sensi dell'art. 21 d.P.R. 28.12.2000, n. 445 art. 11, comma 3, seconda parte, d. lgs. n. 28/2010 - visto l'art. 13 D.M. 18 ottobre 2010, n. 180 P.Q.M. non omologa il verbale di accordo indicato in motivazione e dispone la trasmissione del presente provvedimento al responsabile e all'Organismo di mediazione.