La ricongiunzione attiva e passiva del professionista: dagli esodati ai totalizzati!

La ricongiunzione è l’unificazione mediante trasferimento dei periodi di contribuzione previdenziale maturati dal professionista in diverse gestioni previdenziali, allo scopo di ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati dato che non è possibile il trasferimento parziale della contribuzione. La ricongiunzione è regolata dalle leggi nn. 29/1979, 45/1990 e, da ultimo, 122/2010.

Per il momento ci occuperemo della ricongiunzione dalle Casse di previdenza private alla Gestione speciale dell’INPS e dalla Gestione speciale dell’INPS alle Casse private. Ricongiunzione attiva e passiva . Si ha ricongiunzione attiva quando avviene il trasferimento verso le Casse private di previdenza. Si ha, invece, ricongiunzione passiva nella direzione inversa e cioè dalle Casse private di previdenza verso la Gestione speciale dell’INPS. La ricongiunzione passiva dalle Casse di previdenza private alla Gestione speciale INPS o ad altra gestione è sempre possibile. Per contro la ricongiunzione attiva dalla Gestione speciale dell’INPS alle Casse di previdenza privata è vietata dalla legge n. 335/1995, così come interpretata dall’INPS. Professionista esposto alla totalizzazione. Tale diversità di trattamento è assolutamente ingiustificata ed espone il professionista alla sola totalizzazione. La totalizzazione, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità, può essere effettuata tenendo conto dei periodi contributivi presenti in dette gestioni. Ma il risultato in termine di quantum pensionistico è molto diverso perché una cosa è conseguire la pensione per intero da un solo Ente e altra cosa la sommatoria di spezzoni calcolati con criteri diversi tra vari Enti. Nella XIV legislatura il Governo Berlusconi allo scopo di fare cassa decise di accelerare, con decreto legge, l’andata a regime inizialmente prevista per il 2014 dell’aliquota piena, consentendo alla gestione pensionistica presso l’INPS di accumulare enormi saldi attivi, usati per pagare le pensioni dei lavoratori dipendenti e degli autonomi. La gestione dei lavoratori parasubordinati presso l’INPS è divenuta una vera e propria gallina dalle uova d’oro del medesimo istituto, come denunciato dalla più autorevole dottrina. Dal 1996 al 2004 la gestione speciale presso l’INPS ha accumulato una situazione patrimoniale pari a 18 miliardi di euro i suoi saldi di esercizio sono in attivo per alcuni miliardi di euro all’anno avendo molti contribuenti e pochi pensionati. E gli avvocati? Ora il problema, con la entrata in vigore dell’art. 21 della legge 247/2012, si pone per tutti gli avvocati iscritti all’Ordine e alla gestione speciale dell’INPS i quali dovranno obbligatoriamente iscriversi in Cassa Forense senza poter ricongiungere lo zainetto contributivo colà maturato. Si impone una rimeditazione della vigente normativa per non creare accanto alle figure degli esodati ed esodandi anche quella dei totalizzati ex lege dato che lo istituto della totalizzazione è stato introdotto nel sistema pensionistico solo per non gravare il pensionato dei costi della ricongiunzione rimessa pero’ alla sua scelta. Nel caso di specie questa scelta tra ricongiunzione e totalizzazione oggi non c’è. Nella XVI legislatura il 4 agosto 2008 fu presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge n. 1611 diretta a porre rimedio a questa situazione prevedendo, a domanda, il diritto alla restituzione dei contributi versati che non abbiano dato luogo alla maturazione del corrispondente trattamento pensionistico.